Posto la teoria del comico americano George Carlin sul perchè l'uomo è così affamato di guerra. Il discorso si riferisce agli USA e alla guerra del Golfo, ma, secondo me, si può benissimo adattare a qualsiasi guerra e a qualunque paese occidentale.
Ho preferito trascriverla e non pubblicare il video perchè voglio conservarla e anche perchè i video di youtube a volte spariscono sia dai blog che dal web.
Enjoy!
Su questa guerra non la penso come ci hanno detto che dovremmo, nel modo in cui ci è stato ordinato e comandato di pensarla dal governo degli Stati Uniti. La mia mente non funziona così.
C’è una cosa veramente idiota che faccio. Si chiama pensare.
E non sono un buon americano perché mi piace farmi la mia opinione da solo.
Non rotolo quando me lo dicono. Triste a dirsi, la maggior parte degli americani si rotola a comando. Non io.
Io vivo secondo certe regole. La prima regola: non credo a nulla di quello che mi dice il governo. Nulla. Zero!
E non prendo molto sul serio i media e la stampa di questo paese che nel caso della guerra del Golfo non sono stati che impiegati non pagati del Ministero della Difesa, e che il più delle volte, fungono da agenzia non ufficiale di pubbliche relazioni del governo degli Stati Uniti.
Perciò non li sto ad ascoltare. Non credo al mio paese. E devo dirvelo, gente, non mi viene il nodo in gola per nastri gialli e bandiere americane [i nastri gialli, durante la prima guerra del Golfo, erano il simbolo del sostegno alle truppe].
Li considero in quanto simboli e i simboli li lascio ai sempliciotti.
Io la guerra la vedo un po’ diversamente.
Per me la guerra non è altro che un grande agitare il cazzo, ok? Semplice, altro non è.
La guerra è una massa di uomini in piedi in un campo che si agitano il cazzo in faccia a vicenda. Gli uomini provano insicurezza per le dimensioni del proprio cazzo e quindi devono uccidersi a vicenda per superarla.
È questa l’origine di tutte quelle stronzate da sportivi. È l’origine di tutto questo atteggiarsi e pavoneggiarsi come macho adolescenti nei bar e negli spogliatoi.
Si chiama paura del cazzo.
Gli uomini sono terrorizzati dal fatto che i loro cazzi siano inadeguati e quindi devono entrare in competizione per sentirsi meglio. E visto che la guerra è la competizione definitiva, fondamentalmente gli uomini si uccidono l’un l’altro per incrementare la propria autostima. Non c’è bisogno di essere uno storico o un politologo per cogliere il funzionamento della teoria politica estera da cazzo più lungo.
Suona più o meno così: “Cosa? Hanno il cazzo più lungo? Bombardiamoli!” e ovviamente le bombe, i razzi e i proiettili sono tutti a forma di cazzo.
È il bisogno inconscio di lanciare il pene negli affari altrui. Si chiama fottere la gente!
Quindi per quanto mi riguarda, l’intera questione del Golfo Persico non è stato altro che un enorme combattimento tra stronzi che agitano il cazzo.
In questo caso particolare, Saddam Hussein ha messo in discussione le dimensioni del cazzo di George Bush. E George Bush è stato definito incompetente per così tanto tempo (incompetente fa rima con impotente…) George è stato definito incompetente per così tanto tempo, che ha dovuto manifestare le sue fantasie virili mandando a morire i figli altrui. Anche il nome: Bush, “cespuglio”…anche il nome Bush, è collegato ai genitali senza essere i genitali. Il cespuglietto è una sorta di passiva e secondaria caratteristica sessuale. Ora se il suo nome fosse stato George Cazzoduro forse si sarebbe sentito un po’ meglio e non avremmo avuto problemi laggiù fin dall’inizio.
L’intero paese ha un problema di virilità, un grosso problema di virilità per gli USA. Lo si può dire dal linguaggio che usiamo. Il linguaggio ti tradisce sempre. Cosa abbiamo sbagliato in Vietnam? Ci siamo tirati fuori. Non una cosa molto virile da fare, vero? Quando fotti la gente, devi restare dentro e fotterla per bene, fotterla fino in fondo, fotterla fino alla fine! Fotterla a morte! Resta dentro e continua a fotterli finché non sono tutti morti!
Abbiamo lasciato un po’ di donne e bambini vivi in Vietnam e non siamo stati bene con noi stessi da allora. È per questo che nel Golfo Persico George Bush ha dovuto dire: “Questo non sarà un altro Vietnam”. Ha davvero usato queste parole.
Ha detto: “Questa volta andremo fino in fondo”.
Immaginate un presidente americano che usa il gergo sessuale di un tredicenne per descrivere la sua politica estera. Se volete sapere cos’è successo nel Golfo Persico, ricordatevi solo i nomi dei due uomini che hanno gestito questa guerra: Dick [=cazzo] Cheney e Colin [=colon] Powell.
Qualcuno è stato fottuto nel culo!
