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mercoledì 19 giugno 2013

Fa caldo. Mortadella. Jarry. Spiritosone. Idea balzana


In realtà potrei fermarmi al titolo perché è tutto lì e anche perché, facendo un caldo della madonna, non è che abbia molto la voglia o la forza di scrivere.
Magari se avessi il pc fuori al balcone, con un po' di brezza e una granita...ma il pc è in casa e di granita manco per il cazzo.
Però non me la sento di privare il mondo dei miei post. Sono una persona altruista e responsabile.
Bene, del caldo puttano ho parlato anche troppo. Andiamo avanti che qui non siamo su una fottuta bacheca di facebook.
Oggi ho avuto una discussione con mia sorella per quanto riguarda i salumi che portiamo sulle nostre tavole casalinghe e che mangiamo con tanto gusto.
I salumi che si comprano più spesso sono essenzialmente quattro: prosciutto cotto, prosciutto crudo, mortadella, salame. Sì, ce ne sono anche altri, ma non cacate il chezz. Pigliamo questi quattro come esempi. La teoria dice quattro salumi, ma cosa dice la pratica?
La pratica ci dice che il 90% delle volte finiamo per comprare il fottuto prosciutto cotto.
A me il prosciutto cotto (quello chiaro, per intenderci) comincia veramente a starmi sul cazzo. Lo odio.
Allora sapete che ho deciso? Che compro sempre e solo mortadella. Perché? Perché mi piace un casino.
Mia sorella la menava con la varietà, che è stupido comprare sempre lo stesso salume.
No, le ho risposto. TU ERRI. La varietà ce l'hai SOLO nel cervello, ipoteticamente.
In realtà finisci per comprare solo il prosciutto cotto. Non vari mai o quasi mai.
Da qui la decisione: si compra sempre e solo mortadella.
Stamattina sono andato a Napoli a fare una radiografia particolare (sai, quelle nuove stronzate computerizzate) e il medico ha fatto lo spiritosone sulla mia corporatura. Eh eh eh, la dobbiamo rifare, eh eh eh sei grosso, non ti ho inquadrato bene eh eh eh ci vai giusto giusto nella radiografia eh eh eh...ora: 1. io non sono grosso, sono robusto. 2. se tu non sai fare le cazzo di radiografie son problemi tuoi. 3. chi ti dà tutta 'sta confidenza? Ma vaffanculo va'.
Comunque non ho pagato perché è un metodo nuovo e sperimentale. Fottiti.
Passiamo ora all'idea balzana. Vorrei scrivere un racconto che cominciasse con "Dio cane!". Sì, lo so, è un'idea balzana ma tant'è, che ci posso fare? Ovviamente il racconto dev'essere bello, non mi va di fare il coglione e scrivere una scemenza solo per soddisfare la voglia di avere un incipit blasfemo.
Promesso. Solo un racconto bello. Però sono intrigato, gli artisti son fatti anche così.
Chiudiamo ora con Jarry che mi ha fatto compagnia nella sala d'attesa del medico con Messalina.
"...Si arriva così alla sera del 10 dicembre 1896: Ubu si materializza sulla scena dell'Oeuvre, lancia il suo famoso Merdre! e scatena il putiferio fra il pubblico. Jarry capisce che il borghese ha un unico punto in comune con il teatro: la poltrona su cui è seduto."

martedì 8 maggio 2012

Dio secondo la scienza Patafisica


Dio è inesteso per definizione, ma ci è permesso, per la chiarezza dell’enunciato, attribuirgli un qualsiasi numero di dimensioni più grande di zero benché non ne abbia alcuna, se queste dimensioni scompaiono nei due membri delle nostre identità.
Ci accontenteremo di due dimensioni affinché si possano agevolmente rappresentare figure di geometria piana su un foglio di carta.
Simbolicamente Dio è indicato da un triangolo, ma le tre Persone non devono essere considerate come vertici o lati. Sono le tre altezze di un altro triangolo equilatero, circoscritto al tradizionale.
Ipotesi conforme alle rivelazioni d’Anne-Catherine-Emmerich, che vide la croce (che noi consideriamo come simbolo del Verbo di Dio) a forma d’Y, il che essa spiega con la ragione fisica che nessun braccio di lunghezza umana avrebbe potuto essere teso fino ai chiodi dei rami di un Tau.

Dunque, POSTULATO:
Fino a più ampie informazioni e per nostra comodità provvisoria, supponiamo Dio in un piano e nella figura simbolica di tre rette uguali, di lunghezza a, originate da un medesimo punto e che formano angoli di 120 gradi tra di loro. È dello spazio tra esse compreso, o del triangolo ottenuto congiungendo i tre punti più lontani delle rette, che ci proponiamo di calcolare la superficie.
Sia x la mediana prolungamento di una delle Persone a, 2y il lato del triangolo al quale la mediana è perpendicolare, N e P i prolungamenti della retta (a + x) nelle due direzioni dell’infinito.
Abbiamo:
x = ~ - N – a – P.
Ora
N = ~ - 0
e
P = 0
Per cui:
x = ~ - (~ - 0) – a – 0 = ~ - ~ + 0 – a – 0
x = - a.
D’altra parte, il triangolo rettangolo i cui lati sono a, x e y ci dà
a^2 = x^2 + y^2.
Ne deriva, sostituendo a x il suo valore (- a)
a^2 = (-a)^2 + y^2 = a^2 + y^2
Per cui:
y^2 = a^2- a^2 = 0
e
y = √0.
Dunque la superficie del triangolo equilatero che ha per bisettrici dei suoi angoli le tre rette a sarà
S = y (x + a) = √0 (- a + a)
S = 0 √0.
COROLLARIO. – A prima vista, del radicale √0 noi possiamo affermare che la superficie calcolata è al massimo una linea; in secondo luogo, se costruiamo la figura secondo i valori ottenuti per x e y, constatiamo:
Che la retta 2y, che adesso sappiamo essere 2√0, ha il suo punto di intersezione su una delle retta a in senso opposto alla nostra prima ipotesi, poiché x = - a; e che la base del nostro triangolo coincide con il suo vertice;
Che le due rette a fanno con la prima angoli più piccoli per lo meno di 60°, e inoltre non possono incontrare 2√0 se non coincidendo con la prima retta a.
Il che è conforme al dogma dell’equivalenza delle tre Persone tra di loro e alla loro somma.
Possiamo dire che a è una retta che congiunge 0 a ~ e definire Dio:
DEFINIZIONE. – Dio è la distanza più breve da zero all’infinito.
In che senso? si chiederà.
- Risponderemo che il Suo nome non è Rinale, ma Più-e-Meno. E si deve dire:
± Dio è la distanza più breve da 0 a ~, in un senso o nell’altro.
Il che è conforme alla credenza nei due principi; ma è più esatto attribuire il segno + al principio della credenza del soggetto.
Ma Dio, essendo inesteso, non è una linea.
- Notiamo infatti che dall’identità
~ - 0 – a + a + 0 = ~
la lunghezza a è nulla, a non è una linea, ma un punto.
Perciò, definitivamente:
DIO È IL PUNTO TANGENTE DI ZERO E DELL’INFINITO.
La Patafisica è la scienza…

lunedì 30 aprile 2012

Patafisica

Baudrillard

Ubu, lo stato gassoso e caricaturale,
l’intestino crasso e lo splendore del vuoto.
Perché ecco che tutto è forse stucco, e toc,
anche un albero di legno – e quel bluff intenso
che fa lievitare la pasta dei fenomeni – niente impedisce
che questo catabase verso il toc e il bla
sia iniziato molto prima della forma che
hanno preso gli oggetti detti veri –
e che tutto fosse prima di essere nato,
allo stato canceroso e immaginario –
non possa nascere che allo stato canceroso e immaginario –
il che non impedisce alle cose di essere meno false di
quanto si pensi cioè…

La Patafisica è la più alta tentazione dello spirito.
L’orrore del ridicolo e della necessità conduce all’infatuazione
enorme, la flatuosità enorme di Ubu.

Lo spirito patafisico è il chiodo
nel pneumatico – il mondo una veccia
di lupo. La spirale è ben anche una
mongolfiera, una nebulosa, o anche la
sfera perfetta della conoscenza. La
sfera intestinale del sole. Non c’è niente
da ricavare dalla morte. Un pneumatico
muore? Rende la sua anima di pneumatico.
Il peto è all’origine del soffio.

Ubu


Il principio è di emetterne, è così
che la realtà è demolita. Nella tracotanza
di Ubu ci sono la volontà, l’importanza,
la fede e tutto ciò che è portato al parossismo,
in cui ci si accorge molto naturalmente
che è fatto del soffio di cui si fanno i peti,
della carne di cui si fanno il sego e la cenere,
dell’osso di cui si fanno i falsi avori e i falsi universi.
Non è il ridicolo.
È un’inflazione, il passaggio brusco in uno spazio vuoto
che non è il pensiero di nessuno – perché non c’è pensiero patafisico,
non c’è che un acido patafisico che fa inacidire
e imbalsamare la vita come del latte,
gonfiare come una annegato e deflagrare
come il tartufo verdastro delle meningi
del Palotin. Patafisica: filosofia dello stato gassoso.
Essa non può definirsi che in una nuova lingua non trovata,
perché troppo evidente: la tautologia.
Meglio: essa non può esprimersi che tramite
il suo proprio termine, dunque: non esiste.
Gira su se stessa e rimugina l’inconsistente incongruenza,
sorridendo per niente dei canterelli e dei sogni putrescibili.

Le regole del gioco patafisico
sono più terribili di quelle di qualsiasi altro.
È un narcisismo di morte, un’eccentricità mortale.
Il mondo è una protuberanza inane, una masturbazione a vuoto,
un delirio di toc e di cartapesta, ma Artaud, che pensa così,
pensa ancora che da quel sesso brandito per niente
potrebbe un giorno sgorgare uno sperma vero, che da un’esistenza caricaturale
potrebbe sorgere il teatro della crudeltà, vale a dire una virulenza reale.
Mentre la Patafisica non crede più né al sesso né al teatro.
C’è la facciata e dietro niente. La ventriloquicità delle
vesciche e delle lanterne è assoluta.
Ogni cosa è nata infatuata, immaginaria, un edema, un granchio prelibato,
una nenia. Non c’è nemmeno modo di nascere e di morire.
Questo è riservato alla pietra, alla carne, al sangue, a ciò che pesa.
Ora, per la Patafisica tutti i fenomeni sono gassosi.
Anche il riconoscimento di questo stato,
anche la coscienza della scoreggia, e
del prurito e del coito per niente non è seria… e la coscienza
di questa coscienza, ecc.
Senza scopo, senz’anima, senza frasi,
ed esso stesso immaginario ma comunque necessario,
il paradosso patafisico è da scoppiarne, molto semplicemente.

Artaud


Se Artaud, spinto al limite dal
vuoto rinnovato davanti a lui e intorno
a lui, non si è suicidato, è che in qualche modo
credeva a un’incarnazione, a una nascita, a una sessualità, a un dramma.
Il tutto sui puntelli della crudeltà,
poiché la realtà non poteva accoglierli.
C’era una posta e la speranza di Artaud era immensa.
I confini della vescica avevano l’odore di una lanterna della Cina.
Ubu, lui, ha insoffiato tutte le lanterne del suo grosso peto.
E, di più, ha convinto.
Ha convinto tutti di nulla e di costipazione.
Egli prova che noi siamo una complicazione intestinale
del Signore di questi limbi che, quando avrà scoreggiato,
eh come ben potete vedere anche voi,
tutto sarà risolto, tutto sarà in ordine.
Noi non siamo altro che allo stato di peto virtuale,
la nozione di realtà ci è data da un certo
stato di concentrazione addominale del vento
che non è ancora stato lasciato andare.
Gli dei e le mattine che cantano
sono generate da questo osceno gas,
accumulato da quando il mondo è mondo
e da che l’Ubu piramidale ci digerisce
prima di espellerci patafisicamente nel vuoto
offuscato dall’odore di peto raffreddato – ciò che sarà
la fine del mondo e di tutti i mondi possibili…

L’humour di questa storia è più
crudele della crudeltà di Artaud, il
quale non è che un idealista.
Soprattutto, è impossibile. Esso prova
l’impossibilità di pensare patafisicamente
senza suicidarsi. È, se si vuole, il
raggio di una gidouille sferica sconosciuta
che non ha altri limiti che l’imbecillità
delle sfere ma che quando esplode
diventa infinita come l’humour.
Da questa deflagrazione dei Palotin deriva
l’humour, dal loro modo ossequioso e
ingenuo di tornare alla natura sotto forma di
peti-pietosi, che si credevano
talmente coscienti, gli esseri, e non
solamente dal gas – e uno dopo l’altro
danno scintilla all’humour incommensurabile
che risplenderà alla fine del mondo – dall’esplosione dello stesso Ubu.
Così la Patafisica è impossibile.
Bisogna uccidersi per provarlo?
Addirittura, perché essa non è seria. Ma
se è proprio qui la sua serietà… Alla
alla fine, per esaltare la Patafisica, è meglio
essere patafisici senza saperlo – quel che siamo tutti.
Perché, riguardo l’humour, l’humour vuole l’humour, ecc.
La Patafisica è la scienza delle soluzioni immaginarie.
Artaud è il contrasto perfetto.
Artaud vuole la rivalutazione della
creazione e della messa al mondo.
Sottrae, come Soutine sottrae al suo bue
putrefatto, un’immagine, non proprio
un’idea. Crede che bucando quell’ascesso di stregone
colerà molto pus, ma alla fine
quantomeno buon dio del vero sangue, e che quando il mondo intero
starà ansimando come il bue di Soutine,
il drammaturgo potrà riprendere a partire
dalle nostra ossa per una grande e
seria festa dove non ci saranno più spettatori.

Jarry

Al contrario la Patafisica è esangue
e non si bagna, evolvendosi in un universo
parodico ed essendo il riassorbimento in sè dello spirito
senza una traccia di sangue. E parimenti:
ogni passo patafisico è un circolo vizioso
dove le forme impazzite senza crederci
si mangiano stupide dei granchi in
fondo ai giunchi, si digeriscono come
budda di stucco e non emettono in tutti
gli azimut che un suono fecale di pietra
pomice e di noia seccata. Ciò accade
perché la Patafisica raggiunge una tale
perfezione del gioco e perché concede
così poca importanza a tutto ciò che ne
ha alla fine così poca. In essa tutte le
nullità solenni, tutte le figure della nullità
arrivano a fallire e a pietrificarsi
davanti all’occhio gorgonale di Ubu.
In essa ogni cosa diventa artificiale, velenosa,
e conduce alla schizofrenia, tramite
gli angeli di stucco rosa le cui
estremità si congiungono in uno specchio curvo…
Loyola – che il mondo sia avariato purchè io vi regni.
Se un’anima non resiste all’ascendente delle volute,
delle spirali, delle vertigini stampate,
fissate al momento dell’imbroglio
parossistico, allora essa è consegnata al
sontuoso Ubu, il cui sorriso rende ogni
cosa alla sua inutilità solforosa e alla
freschezza delle latrine…

Tale è l’unica soluzione immaginaria
all’assenza di problemi.

giovedì 26 maggio 2011

L'amore assoluto

Solo nei romanzi e negli ospedali si fanno dormire le donne
Chi parla qui? Di cosa si parla qui?
E' l'attesa di un condannato a morte nella sua cella? E' il monologo di un uomo che soffre d'insonnia? E' la storia di Cristo?
In questo caso dovete mollare il freno della comprensione comprendente, dovete smetterla di essere servi di un significato che pretendete vi caschi in grembo.
I simboli sono dappertutto, ovunque ci sono simboli, simboli su simboli. O forse no, forse sono oggetti rotondi e appuntiti - forse sono stelle.
Emmanuele Dio trascura d'informarla che non si è consumato tempo, nè di lei nè di altri, ma qualche metro cubo d'eternità.
L'amore è sempre assoluto, perchè l'assoluto è ciò che illimitato, senza freni, scatenato, selvaggio, ultrapotente.
E' incontrare Varia, Miriam e Melusina. Scambio di persona, la stessa persona, tentato omicidio mentre si percorre un suolo di serpenti.
Accorgersi che la propria madre è vergine.
Le 36 situazioni drammatiche, TRENTASETTESIMA situazione.
Se sentiste le vostre carriole scricchiolare, non metteteci l'olio. Abbiate una reazione di furia o sentitevi Dio.
- Quali sono i vostri mezzi di esistenza?
- Non ho risorse,
Nè di case nè di beni:
Ho cinque soldi nella borsa,
Ecco tutto il mio avere.
Il capitolo XII Il diritto alla menzogna è semplicemente sublime, in effetti credo proprio che sia una delle pagine più belle cha abbia mai letto. Esiste una Verità, una sola Verità. E miriadi, esattamente tutta la serie indefinita dei numeri - tutti i numeri che non sono l'Uno - di cose che non sono quella Verità. Dio possiede questa Verità e non può darla; il signor Dio sarebbe una prostituta se la desse, se si desse.
La quantità di menzogne attuali o possibili si scrive ∞ - 1 = ∞
La Verità umana, è ciò che l'uomo vuole: un desiderio.
La Verità di Dio, ciò che egli crea.
Quando non si è nè l'uno nè l'altro - Io -, la sua Verità è la creazione del suo desiderio.
Iniziatevi a Jarry, per la mia controventraglia!
Le donne mentono per la strada più lunga.
Con tanti particolari.
Analiticamente.

SIA FATTA LA TENEBRA!