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sabato 14 giugno 2014

Carla, ti ssei dimenticata i ssoldi

Introduzione.
Vi ricordate il grandissimo film “Al bar dello sport”? C’è la scena di quando Lino fa 13 e corre al bar perché vorrebbe dirlo a tutti gli amici. Quando entra nel bar trova gli altri che stanno vedendo la tv dove c’è un napoletano che ha fatto 13 ed è circondato da ogni sorta di parente e parassita che in pratica gli toglieranno tutti i soldi. Lino cambia idea, ma la battuta che m’interessa è quella di Gaetano che dice: “Chill non può essere napoletano, chill è tropp è strunz”.

Qualche giorno fa, navigando nel mare infinito del web, mi sono imbattuto in Carla Attianese.
E, precisamente, in questo tweet:
Ora, il buon Riccardo Puglisi, ricercatore universitario, uno che di economia ne mastica le ha fatto giustamente notare che quel giorno il “merito” dell’abbassamento dello spread era della manovra e delle decisioni di Draghi non certo delle chiacchiere di Renzi.
Insomma, le faceva notare che si stava rendendo ridicola. Ovviamente non c’è stato niente da fare. Dopo uno scambio di un paio di tweet in cui Puglisi cercava solamente di essere tecnico e logico, Carletta lo ha bloccato per “stalking”. Cioè non contenta di essere stata ridicola prima, ha voluto rendersi ridicola fino in fondo.
Incuriosito da questa grande mente e onestà intellettuale di Carletta sono andato a vedere la sua pagina facebook, dove ho trovato questo commovente post:
Dopo averlo letto, qualche perplessità lo ha avuta; lo confesso. Cioè già l'uso del termine "outing" non l'ho capito. Outing vuol dire "confessare" o prendere una posizione nuova, inedita, rispetto a posizioni o idee precedenti. Cioè se io voto PD da vent'anni, quando poi per l'ennesima volta voto PD quale sarebbe l'outing? E' come se io tifassi per l'Inter da vent'anni e il giorno prima della finale di coppa Italia tra Inter e Roma dicessi: ho deciso di fare outing e di tifare per l'Inter. Poi Carletta si profonde in spiegazioni tra l'aulico e il delicato. Insomma le classiche strunzat piddine di gente serva della troika e leccapalle di Monti che prima approva tutto e poi vuole rovesciare il tavolo. Tavolo da loro stesso creato. E, comunque, manca qualsiasi accenno ai ssoldi.
Stavo per intervenire, giusto per discutere, quando ho letto questo nel profilo di Carla:
Una napoletana tra Roma e Bruxelles. Di lavoro press officer Pd al Parlamento europeo.
E allora mi sono fermato. Quando mi accorgo o leggo che ho a che fare con uno/a che la pagnotta a casa, lo stipendio se lo insacca, insomma campa grazie a un partito e alla politica non vale la pena di discutere. Ti troverai davanti un semplice clientelizzato che se Renzi dirà che il sole è verde, troverà il modo di giustificare la frase "il sole è verde".
Vi posto l'altra parte del profilo, giusto per farsi una risata:
Opinioni e RT solo farina del mio sacco.
Uhaz uhaz uhaz. Una farina che dà sempre ragione a Renzi, al PD e che dice che Grillo è una merda, il M5S fa schifo ecc. Insomma, una farina molto monotona. Oppure, ipotizzo, Carla è talmente indipendente che tutti i tweet e i post su facebook pro PD siano una semplice coincidenza.
A dire il vero, già mi è capitato con un'altra donna del PD*, che porta i ssoldi a casa grazie a esso, di "discutere". Non ci concludi nulla, lei si rende ridicola e basta. A 'sto punto o lascio perdere o, quando sto in vena, li prendo per il culo alla grande.

*Alle politiche del 2013, dopo che il "suo" Bersani aveva passato più di un anno a leccare le palle di Monti uomo della Goldman Sachs ebbe il coraggio di dire che Grillo era pericoloso perché una sua elezione avrebbe fatto felice quelli della Goldman Sachs...ahahahhahaahhhahahhahahahahhahahahhahahahahhahahahhahahahhahahahahahhahahahahahahhahahahahahahhahahahahah!!!

lunedì 3 febbraio 2014

Boldrini e la politica ovvero la dissociazione ha una voce odiosa


Scrive Andrea Scanzi:
La parzialità, la faziosità, la retorica e l'arroganza della Preside Super Vicky Boldrini sono semplicemente sconcertanti. La sua, ormai, è una esondazione mediatica inaudita, all'insegna della mistificazione più ostentata e si direbbe quasi compiaciuta (cit). Viene un accenno di depressione a pensare che la sinistra italiana sia passata da Nilde Iotti a lei. Una delle peggiori presidenti della Camera mai viste. Spiace dirlo, ma la Boldrini sta ormai a Napolitano come la Biancofiore a Berlusconi. Chiederle di essere arbitro della democrazia parlamentare è un po' come chiedere a Lupin di fare la guardia alla Gioconda. Alla sua elezione aveva alimentato speranze, ma francamente non poteva agire e operare peggio di così. Peccato.
Sono d’accordo tranne che, quando fu eletta, io non la conoscevo per niente ed ero incredulo. Poi l’ho vista in faccia (aria da maestrina insopportabile), l’ho sentita parlare e ho capito subito che sarebbe stata un’altra quota rosa sprecata.
Il comportamento della Boldrini di questi giorni, dal punto di vista politico, l’ho trovato inaccettabile falso e dissociato.
Innanzitutto c’è stata la solita intervista scendiletto su rai uno dove la Boldrini dice che quello che ha fatto lo ha fatto per il bene degli italiani. Uhm.
Io ho notato che la totalità degli economisti e degli opinionisti di cui mi fido per giorni hanno dato l’impressione di essere un po’ confusi. Pian piano si son trovati d’accordo che non solo il decreto Imu-Bankitalia fosse da scorporare, ma che soprattutto la decisione presa su Bankitalia era dannosa per il Paese. La Boldrini mi permetterà se dubito del fatto che lei fosse così informata e competente su Bankitalia da essere perfettamente sicura di agire per il bene degli italiani. Mi scuserà ancora, se dico che secondo me lei non sa niente e fa solo quello che le hanno ordinato di fare. Fare che poi coincide, stranamente, di stare sempre dalla parte delle banche.
Andiamo avanti.
La stessa Boldrini ha poi scritto che secondo lei il decreto Imu-Bankitalia andava scorporato e, tra parentesi, questo chiedevano anche quelli del suo partito: Sel. Secondo me la Boldrini non ha capito (o fa finta di) che lei non “dipende” dal Governo né dev’essere “serva” del presidente della Repubblica. In realtà la sua unica preoccupazione dovrebbe essere il parlamento, la camera (di cui lei è presidente). Perché ha usato il contingentamento (parola orribile, ma più precisa di tagliole e ghigliottine varie) con l'opposizione? Se lei non era d’accordo sul decreto, per i tempi e per i modi, perché non ha concesso la parola a chi la chiedeva? Concedere la parola non rispettava i suoi dubbi sul decreto? Non rispettava quelli di Sel? Non rispettava la democrazia e il parlamento? E, per finire, non rispettava il presidente della repubblica che lei tanto difende? Lo stesso presidente Napolitano si era espresso contro l’uso massiccio dei decreti.
Poi c’è la lettera a Letta del 31 gennaio; la trovate qui. La domanda è perché non l’ha scritta prima? Che senso ha scrivere una lettera a babbo morto? Scrivere la lettera PRIMA fa della Boldrini una vera politica, scriverla DOPO a porcata fatta la fa sembrare solo miss Lacrime di Coccodrillo 2014. Non ha nessun valore una lettera scritta dopo il fatto.
Se la Boldrini avesse avuto coraggio, rispetto di sé e coerenza, a quest’ora in Italia si parlerebbe d’altro e ci sarebbe stato più tempo per correggere rivedere rifare quello “strano” decreto.
Dovrei poi parlare di ieri, dell’intervento da Fazio, ma non lo farò. Sono cazzate quelle dette ieri dalla Boldrini perché sono affette da generalizzazioni stupide e parole completamente fuori luogo.
Usa parole come eversione…l’eversione è Gelli, la P2, la P2 a cui era iscritto Berlusconi, è Renzi che fa eversione incontrando Berlusconi per la legge elettorale. L’eversione è Riina, eversiva è la mafia, eversivo è il papello che il parlamento pian piano esegue pedissequamente. Lascia stare queste questioni e queste parole, Boldrini, non sono pane per i tuoi denti.

p.s. Volevo parlare anche di un tizio per farvi fare due risate. Questo tizio è un fissato, è un maniaco. Parla a vuoto e quando tu gli porti i fatti lui insiste, si arrampica sugli specchi appunto perché è un fissato e non gli interessa discutere normalmente ma solo portare avanti la sua fissazione. Ho cominciato a parlarci per caso, poi ho smesso. Ho capito che la cosa più intelligente che sa fare è quella di disegnare Grillo con una svastica sul braccio. Vai vai, continua. Io ho di meglio da fare e anche voi.

venerdì 24 gennaio 2014

Zizek su Berlusconi

(vignetta del grandissimo Vauro)

Sinceramente Berlusconi speravo di poterlo archiviare almeno per qualche tempo. Quest’uomo ha rotto i coglioni, rompe i coglioni dal 1994 e ci vuole un po’ di respiro. D’altra parte mi pare pure superfluo parlarne perché tutti sanno chi è Berlusconi, tranne gli ignoranti senza speranza e i complici pagati, i servi. Per altro con queste due categorie è inutile parlare. Gli ignoranti senza speranza sono inguaribili e ai servi non interessano altri discorsi che quelli del padrone che elargisce loro soldi, favori, cariche, ecc.
Ma siccome Renzi ha pensato bene di resuscitarlo, andando a parlare della legge elettorale con un pregiudicato fautore del porcellum (una porcata di legge elettorale) e allora anch’io torno a parlare di Berlusconi chiedendo scusa al pubblico. In effetti ho la bacheca di facebook per parlare di queste miserie, il blog lo vorrei un po’ preservare, ma ogni tanto mi tocca per forza.
Infine, non bisogna cedere al disgusto e alle palle rotte, ma fare storia e fare storia da subito. Ribadire sempre e in ogni modo CHI è Berlusconi e COSA rappresenta.
Ieri, mentre leggevo Benvenuti in tempi interessanti di Slavoj Zizek, e precisamente il capitolo II Il soggetto non interpellato mi sono imbattuto in questo breve pensiero:
… Perfino la burocrazia statale non è più vista come la classe universale hegeliana, come risulta evidente nel caso dell’Italia di Berlusconi. Ciò che rende Berlusconi così interessante come fenomeno politico è il fatto che lui, l’uomo politico più potente del paese, si comporti in modo sempre più spudorato: non solo ignora o neutralizza politicamente le inchieste giudiziarie sulle sue attività criminose per favorire i suoi interessi affaristici privati, ma mina sistematicamente anche la dignità fondamentale di un capo di Stato. La dignità della politica classica è fondata sulla sua elevazione al di sopra del gioco degli interessi particolari della società civile: la politica è “alienata” dalla società civile, si presenta come la sfera ideale del cittadino in contrasto con il conflitto degli interessi particolari che caratterizza il borghese. Berlusconi ha di fatto abolito questa alienazione: nell’Italia di oggi il potere statale è esercitato direttamente dal vile borghese, che apertamente e senza remore sfrutta il potere statale come mezzo per proteggere i suoi interessi economici. Con il voto di fiducia del 14 dicembre 2010 l’oscenità parlamentare ha raggiunto una nuova vetta: Berlusconi ha apertamente comprato (con denaro e altri favori) i voti di cui aveva bisogno da deputati dell’opposizione; il loro prezzo veniva discusso in pubblico.
Di Berlusconi tornerò ad occuparmi presto perché ho letto che il PD vuole porre le basi per la legge sul conflitto di interesse. Stavolta, però, sarà Renzi ad andare nella sede di Forza Italia per discutere di questa legge con Berlusconi.

domenica 19 gennaio 2014

Vendola su facebook ovvero 'a Nichi c'hai rotto proprio li cojoni


Questo non è un post politico. Nel senso che sì, il protagonista del post è un politico, ma intendo dare voce solo a un’esigenza populista cioè solo a chi si esprime dicendo MI SONO ROTTO IL CAZZO.
Almeno è quello che sento io. Uno come Vendola mi ha veramente stracciato le palle.
Comunque, il “pensiero” di Vendola è questo. A seguire i commenti più populisti che ho trovato.
Ieri ho incontrato Matteo Renzi, con cui ho discusso innanzitutto della sofferenza che c'è nel Paese. Gli ho spiegato che per me le risposte del governo sono state finora totalmente insufficienti. Anni di austerity hanno solo impoverito il ceto medio e devastato il welfare, l'unica cosa che è cresciuta è il populismo insieme alla rabbia nei confronti dell'Europa.
Bisogna lavorare per ricostruire un'alternativa, e bisogna cominciare a farlo scrivendo al più presto una nuova legge elettorale. Per me il Mattarellum è una buona legge, un sistema che garantisce insieme rappresentanza e governabilità.
Devi aspettare che va a parlare con il capo, con Berlusconi.

La legge elettorale risolve i problemi, i tuoi forse. Cosa pretendere da chi non ha mai lavorato un giorno nella sua vita.

“Sofferenza”...buahauhauhauhauhauhauhauha!!! ...faceva più o meno così quella risata, no?

Il tuo è populismo soft, preferisco quello incazzato, è più sincero!

Mi hai fregato una volta con il tuo buonismo ma mai più. Piuttosto voto Berlusconi....

E pensare che io (mai iscritta!) sono andata alle primarie perché pensavo che rafforzando "la sinistra del PD" avrei fermato Renzusconi! Cretina. Potete anche sputarmi in faccia!

Ma come si fa, ancora hai il coraggio di parlare? con Renzi neanche un caffè…Renzi l'altra faccia della medaglia berlusconiana…mi fai pena…

Ma vatti a suicidare.

Populista è lei che scodinzolante ride con i padroni!!!

Tu e Renzi che parlate della sofferenza della gente: qualcuno davvero ci crede? Ditemi di no, ve ne prego.

Se volete salvare il paese perché non v’incontrate tutti insieme tu il Berlusca Renzi Letta Alfano e vi date fuoco?

Ma vai a fare in culo.

Ma fatti un aerosol con i fumi di Taranto, che tanto ti piacciono.

Nichi, che allucinazione sei stato! Ti "amavo". Mo m'hai fatto du' palle! E basta co' sta lagna pseudomisericordiosa! Ce stai tu a fa' 'l politico, mica io. I voti l'hai chiesti tu, mica io! E che c'hai fatto co' 'sta delega? ... Le danze col PD c'hai fatto, brutto fregnone!...

mercoledì 20 novembre 2013

Perché votare PD? Lista (non esaustiva) di motivi che spero vi convinceranno


1. Perché sono un giovane che ha degli amici che vanno alla Festa dell'Unità per ballare, mangiare il panino con la salsiccia e bere birra e io per non rimanere solo e isolato mi adeguo.
2. Perché sono un vecchio che frequenta il circolo PD del mio paese per incontrare altri vecchi come me per giocare a carte. Se non votiamo PD, i soldi finiscono e ci tolgono anche la sede. E poi che facciamo, dove andiamo?
3. Perché sono uno che ha la pensione d'oro grazie al clientelismo creato da partiti come il PD. Li voto per riconoscenza e per mantenere la pensione.
4. Perché lavoro in RAI grazie agli amici del PD e so che finché voterò partiti come il PD la RAI sarà sempre la cara e munifica "Mamma RAI" con tanti posti e stipendi per gli amici elettori.
5. Perché lavoro con le coop rosse e votare PD mi assicura appalti affari ecc. Viva il PD!
6. Perché sono un corrotto e votando il PD son sicuro che sulla corruzione faranno sempre e solo leggi farsa. Lascio un saluto per Penati, ciao!
7. Perché sono un corruttore e ha già detto tutto il mio collega corrotto.
8. Perché sono una persona che lavora alla *mettete il nome di una società qualunque* di Roma dove papà mi ha fatto entrare grazie agli amici del PD.
9. Perché Civati è un rivoluzionario! (ahahhahahahahahahhahahahahahahahahhahahahahahahahahhahahahahahahahahahhahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahhahahahahahahhahahahahahahahah)
10. Perché hanno difeso la Cancellieri che è una brava persona che non fa favoritismi e telefonate per i Ligresti.
11. Perché hanno cacciato la Idem dimostrando grande durezza e dignità e non è vero che l'hanno cacciata perché non contava un cazzo e non aveva amicizie importanti.
12. Perché sono di destra e voto Renzi.
13. Perché non governeranno mai con Berlusconi.
14. Perché Alessandra Moretti è bona.
15. Perché Letta è carismatico.
16. Perché il PD non si fa comandare da Napolitano.
17. Perché Cuperlo mi pare tanto il nuovo Gramsci.
18. Perché la TAV è un'opera necessaria importante e vitale per l'economia del nostro Paese.
19. Perché con la tessera del PD rinnovata io e la mia famiglia possiamo fare un giro gratis sugli F40.
20. Perché il PD è un partito con orizzonti aperti e di mentalità flessibile. Riesce a passare da un appoggio convinto a Monti per 16 mesi a Monti cretino il giorno dopo.
21. Perché sono dadaisti in quanto riescono a fare la campagna elettorale contro le leggi e i provvedimenti che loro stessi han votato alla Camera e al Senato poco tempo prima.
22. Perché il PD sforna leader a ripetizione. Ogni anno un nome, ogni anno un leader. Franceschini Fassino Veltroni Bersani. Come fai a non votare un partito, una fucina di tal meraviglia?
23. Perché sono di sinistra. (ahahahahahhahahahahahahahahahahahahahahahahahahahhahahaahahhahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahhaahahahahhahaahahahahhaahahahhaahahahhahahaahahhahahahaha)
24. Perché sono un mafioso massone piduista e voglio stare tranquillo.
25. Perché sono azionista del Monte dei Paschi di Siena.
26. Perché il PD vuole bene a noi amici delle slot machine.
27. Perché poi parte Canzone popolare di Ivano Fossati e ci abbracciamo stretti stretti cantando sotto la pioggia.
28. Perché mio padre mio nonno la bandiera rossa e tàttà tottò gnàgnà gnògnò.

martedì 28 maggio 2013

SIETE UN ELETTORATO DI MERDA (semi cit.)

Volevo fare i miei complimenti a quegli stronzi che due mesi fa votarono Movimento 5 Stelle e che in queste elezioni amministrative sono rimasti a casa.
Siete delle merde.
Non avete capito l'importanza e la funzione del voto.
Quello che mi fa più schifo è che magari per anni, per decenni, avete votato le peggiori merde del pianeta, i più loschi figuri, i delinquenti più incalliti e ora, dopo appena due mesi, già avete mollato un discorso politico di cambiamento.
Siete delle merde.
Volevo dilungarmi, ma non ne vale la pena.
Mi fate solo schifo. Spero che gli amministratori eletti vi facciano il culo a furia di consulenze esterne, imbrogli vari e che vi lascino un buco di bilancio enorme.
Fottetevi, a cominciare dal Friuli fino all'ultimo comune.

mercoledì 1 maggio 2013

Marco Travaglio, 5 punti chiarissimi



Visto che non mi sogno nemmeno di partecipare alla “festa” del primo maggio, men che meno perderò tempo a dedicargli un post. Preferisco postare questi 5 punti scritti da Marco Travaglio, giusto per fare un po’ di chiarezza nella politica nostrana.
Di chiarezza e di onestà intellettuale c’è bisogno in questo cazzo di Paese dove stampa e tv unite sotto il segno dei padroni e dell’inciucio bipartisan tendono sempre a distorcere nascondere occultare la verità dei fatti. Questi 5 punti servono a chiarire 5 cazzate che i servi di regime van ripetendo in queste settimane.
Un’ultima cosa ai “politici” del pd. Carissimi, purtroppo per voi l’elettorato cosiddetto di Sinistra non è composto da una manica di coglioni pronti a bersi le vostre stronzate. Ve lo scrivo come semplice avvertimento.
1. ”Il governo Letta non ha alternative: i 5Stelle hanno detto no a Bersani e il Pdl ha detto sì a Letta”. Ma i 5Stelle han detto no a Bersani che chiedeva la fiducia a un suo governo di minoranza, fondato su 8 genericissimi punti, che per sopravvivere avrebbe raccattato i voti qua e là in Parlamento. Nessuno ha proposto un governo Pd-M5S presieduto da un uomo super partes. Errore di Bersani, che non andava al di là del proprio nome, convinto di aver vinto le elezioni. Ed errore dei 5Stelle che, quando salirono al Colle la seconda volta coi nomi di Settis, Zagrebelsky e Rodotà intasca, non li fecero perché Napolitano disse no a un premier extra-partiti. Così rinunciarono a vedere il bluff del Pd: anche se Bersani fosse stato sincero, un suo governo con M5S non avrebbe mai ottenuto la fiducia da tutto il Pd (che s’è spaccato persino su Marini e Prodi, figurarsi su un’alleanza coi grillini).
2. “M5S, se voleva governare col Pd, doveva votare Prodi”. Ma M5S aveva candidato Rodotà, uomo storico della sinistra, uscito al terzo posto delle loro Quirinarie, mentre Prodi era a fondo classifica. Chi ridacchia dei pochi voti raccolti da Rodotà (4677) dovrebbe ridacchiare di più di quelli avuti da Prodi (1394). Ma soprattutto: mentre i 5Stelle facevano scegliere a 48 mila iscritti il loro candidato, Bersani faceva scegliere il suo a uno solo: Berlusconi. Che indicava Marini, poi impallinato dal Pd. Che allora mandava allo sbaraglio Prodi. Ma, mentre Grillo chiedeva ufficialmente al Pd di votare Rodotà per governare insieme, Bersani non ha mai chiesto a M5S di votare Prodi per governare insieme (con Rodotà premier). Si è tentato invece lo“scouting” sottobanco per strappare i 15 voti che mancavano a Prodi al quinto scrutinio. Ma Prodi non ci è neppure arrivato, perché al quarto gli son mancati 101voti Pd. Come poteva il Pd pretendere che M5S votasse spontaneamente, senza richieste ufficiali, un candidato osteggiato dal suo partito, rischiando di spaccarsi e di non riuscire neppure a eleggerlo a causa dei franchi tiratori Pd?
3. “Grillo voleva fin dall’inizio l’inciucio Pd-Pdl”. Ma, se così fosse, avrebbe lasciato andare le cose com’erano sempre andate, anziché fondare un movimento contro “Pdl e Pdmenoelle”. E soprattutto avrebbe scelto un candidato di bandiera per il Colle (se stesso o Fo o un parlamentare qualunque), per blindarsi in un dorato isolamento: non avrebbe certo interpellato la base online, notoriamente influenzata da grandi personalità della sinistra come quelle poi uscite dalle Quirinarie. In realtà Grillo aveva semplicemente previsto l’inciucio, previsione che non richiede particolare acume a chi segue la politica da un po’.
4. “Quello di Letta è un governissimo di larghe intese”. A contare gli elettori che rappresenta, è un governino di minoranza: su un corpo elettorale di 47 milioni (di cui 35 hanno votato), i partiti che l’appoggiano raccolgono appena 20 milioni di voti, avendone persi per strada 10 rispetto a cinque anni fa. Gli stessi partiti che sostenevano il governo Monti e che, dopo le urne, riconobbero che quel governo era stato bocciato. E ora riesumano lo stesso ménage à trois, con ministri più giovani ma meno autorevoli e competenti dei tecnici. Come se gli italiani non avessero votato.
5. ”Il governo Letta pone fine a vent’anni di guerra civile fredda”. Sarà, ma a giudicare dagli inciuci ventennali, dai teneri abbracci Bersani-Letta-Alfano e dagli occhi dolci che si fanno gli ex combattenti, non si direbbe. Spaccato su nonno Marini e papà Prodi, il Pd ritrova una rocciosa compattezza su padron Silvio, da sempre al centro dei sogni erotici dei suoi dirigenti. Più che di una guerra, è la fine di una lunga relazione clandestina con l’outing liberatorio dei due amanti: “Sì, è vero, andiamo a letto da vent’anni: embè?

domenica 21 aprile 2013

La grande coerenza del grande Napolitano



Eccomi di nuovo qui, nel mio angolino tranquillo del web.
Avevo lasciato una settimana fa con la speranza-Zagrebelsky. Invece le quirinarie le ha vinte Rodotà ed io ero contento lo stesso. Tutti abbiamo visto lo squallido comportamento del PD che ha usato le elezioni del presidente della reppubblica per una pagliacciata di guerra intestina tra correntucole, intrighi e schifo tanto schifo.
Prima sono andati da Berlusconi a farsi dare il nome. Che schifo. Han scelto Marini, un ottantenne trombato dai suoi stessi elettori e gradito a Berlusconi. Che schifo.
Poi il balletto vergognoso è continuato. Prima hanno umiliato Prodi, poi si sono spaccati su Rodotà e alla fine, inciuciando come fanno dal '94, han scelto di votare Napolitano.
Indegni.
Visto che hanno rieletto Napolitano, ho deciso di dedicare questo post al grande Giorgione nazionale.
Divertitevi.
Alla vigilia della conclusione del mio mandato voglio sottolineare come la conclusione corrisponda pienamente alla concezione che i padri costituenti ebbero della figura del presidente della Repubblica. Il già lungo settennato al Quirinale corrisponde bene alla continuità delle nostre Istituzioni ed anche alla legge del succedersi delle generazioni.
(7 marzo 2013)

L’ho già detto tante volte. Non credo che sarebbe onesto dire “state tranquilli io posso fare il capo dello Stato fino a 95 anni”. Sia perché sono convinto che i padri costituenti concepirono il ruolo del presidente della Repubblica sulla misura dei sette anni, infatti non è un caso che nessun presidente della Repubblica abbia fatto un secondo mandato, e sia perché ci sono fattori di età e limitazioni dal punto di vista funzionale crescenti.
(1 marzo 2013)

Dopo sette anni sto finendo il mio mandato in un modo surreale, trovandomi oggetto di assurde reazioni di sospetto e dietrologie incomprensibili, tra il geniale e il demente.
(2 marzo 2013)

A 88 anni gli straordinari non sono ammessi. Sto per concludere il mio mandato questo è probabilmente l’ultimo atto pubblico che compio e sono felice che sia questo a Sant’Anna di Stazzema.
(24 marzo 2013)

La mia rielezione sarebbe una non soluzione perché ora ci vuole il coraggio di fare delle scelte, di guardare avanti, sarebbe sbagliato fare marcia indietro, sarebbe ai limiti del ridicolo.
Tutto quello che avevo da dare ho dato. Niente soluzioni pasticciate e all’italiana.
(14 aprile 2013)

lunedì 15 aprile 2013

Io ho votato per Gustavo Zagrebelsky



Ho partecipato alle Quirinarie del Movimento 5 Stelle sul blog di Grillo e ho votato per Gustavo Zagrebelsky.
L'ho scelto per vari motivi
- dirittura morale
- è al di fuori dei partiti
- studioso e rispettoso (per davvero) della Costituzione
e poi perché lo conosco dal 2005 quando lessi il suo "Imparare la democrazia" che consiglio caldamente e di cui parlerò prima o poi.

sabato 6 aprile 2013

Dario Franceschini ovvero ma non farmi ridere Franceschini



Stasera mi occupo di una bellissima intervista che il grande Dario Franceschini ha concesso al Corriere della sera e che io ho reperito sul sito di Rai News 24. Prima di cominciare, però, una piccola nota.
Il grande Dario è alla quarta legislatura. Secondo molte persone, dopo massimo tre legislature (addirittura c’è chi dice due), un politico dovrebbe togliersi dai coglioni, andare a lavorare e smettere di danneggiare il Paese. Sarebbe l’unico modo per favorire il ricambio e impedire la nascita del “politico professionista” che non scende in politica per servire il Paese, ma solo per diventare centro di consenso e di potere, farsi i cazzi suoi guadagnandoci pure un mucchio di soldi.
Fortunatamente questo populismo, queste proposte demagogiche non hanno avuto seguito e quindi il grande Dario può farsi la quarta legislatura e dare il suo preziosissimo apporto alla nostra Italia.
Cominciamo.

"Chiusa la possibilità di un rapporto con Grillo, non resta che una strada: uscire dall'incomunicabilità. E abbandonare questo complesso di superiorità, molto diffuso nel nostro schieramento, per cui pretendiamo di sceglierci l'avversario. Ci piaccia o no, gli italiani hanno stabilito che il capo della destra, una destra che ha preso praticamente i nostri stessi voti, è ancora Silvio Berlusconi. E' con lui che bisogna dialogare". Lo afferma al Corriere della Sera, Dario Franceschini del Pd.

Orbene. Le parole di Franceschini sono, come sempre, illuminanti.
C’è da dire che Grillo sono anni e mesi che dice che nel PD ci sono un sacco di vecchi politicanti falliti, Bersani in testa. Ora, che Bersani riceva l’incarico da Napolitano e un NO dal Movimento 5 Stelle mi pare perfettamente logico e coerente.
A mio modesto avviso, le possibilità di un accordo PD-M5S erano due:
1. Il PD si rinnovava totalmente senza nessun vecchio politicante che in questi ultimi vent’anni non ci ha mostrato altro che incompetenza, fallimenti, inciuci e vergogna totale (mi riferisco con quest’ultima espressione ai 15 mesi di Monti).
2. Dopo aver provato con Bersani, si dava l’incarico al Movimento 5 Stelle che avrebbe proposto un governo di grandi personalità al di fuori della politica (non ‘sti cazzo di tecnici) e dare la possibilità al PD di dire sì o no.
Entrambe le opzioni non si sono verificate. Con grande sollievo del PD, oserei dire.
Scusate, io voglio farvi una domanda.
Ma veramente credete che il PD voleva dialogare col M5S? siete ingenui.
Il PD sono 17 anni che governa e inciucia col PDL, sono abituati e si trovano benissimo. Insieme possono votare porcate, fare la TAV, gli F35, la finta legge sulla corruzione. Cosa può mai strafottere al PD di andare col Movimento 5 Stelle che gli cacherebbe il cazzo su ogni questione?
Svegliatevi, su.
Ecco perché il grande Franceschini ha colto l’occasione per legittimare ancora una volta Berlusconi con la mitica frase “E’ con lui che bisogna dialogare”. E dialogate, fateci godere ancora.

"So che è altamente impopolare - spiega Franceschini, - so che si rischia di scatenare le reazioni negative del proprio stesso campo, ma voglio dirlo: se noi intendiamo mettere davanti l' interesse del Paese, dobbiamo toglierci di dosso questo insopportabile complesso", "la sconfitta di Berlusconi deve avvenire per vie politiche. Non per vie giudiziarie o legislative".

Aaaaaaaah, altre perle, siori. Altamente impopolare? E lo scopri adesso Franceschini? Ma non farmi ridere. È dai tempi della bicamerale, di Dini, ecc. ecc. che governate insieme. Fammi la cortesia.
Ovviamente non manca mai la frase “per l’interesse del Paese”. Certo, come no, infatti vi siete alleati, avete fatto cacare e quindi lo rifate per il bene del Paese. Ma non prenderci per il culo, Fraceschini. L’inciucio è per interesse vostro. Tutti uniti, niente elezioni, e soldi dello stipendio a strafottere. Tanto i poveri stronzi che vi voteranno ne troverete sempre a milioni.
“La sconfitta di Berlusconi deve avvenire per vie politiche”. Certo, come no; è per questo che gli avete dato 15 mesi per risorgere; è per questo che gli avete lasciato il porcellum fatto su misura per Berlusconi – per batterlo politicamente. Ma non farmi ridere Franceschini.
“Non per vie giudiziarie o legislative”. Ma le vie giudiziarie non sono cazzi tuoi, Franceschini, ma della magistratura e “legislative” abbiamo capito: neanche questa volta volete fare la legge sul conflitto d’interesse. D’altronde Silvio è un amico, a un amico queste cose non si fanno.

Sulla possibilità di votare con il M5S l'ineleggibilità di Berlusconi, Franceschini osserva che si tratta di "un dibattito molto approssimativo", ribadisce poi che "non si può scambiare la nascita di un governo con la scelta di chi sta al Quirinale per sette anni così come il "no" a un governo di larghe intese, d'accordo con Bersani".

Eccoci qua. Votare l’ineleggibilità di Berlusconi? Ma siete coglioni, sembra voler dire Franceschini.
E in effetti ha ragione. Non l’hanno fatto per 19 anni e dovrebbero farlo adesso?
Ma allora siete idioti, sembra voler dire Franceschini. Non avete capito che Silvio è un amico, che vogliamo che governi lui o al massimo insieme e che non ce ne fotte niente di scemenze tipo la legge sul conflitto d’interessi o di votare per l’ineleggibilità?
Qui ha ragione da vendere. Cioè bisogna proprio essere rincoglioniti forte per credere che il PD faccia qualche cosa di politico contro Silvio per la semplice ragione che non l’hanno MAI fatto.

“Ciò che serve, spiega Franceschini, “è un esecutivo di transizione, che prenda le misure necessarie per dare ossigeno all'economia mentre in Parlamento si fanno le riforme istituzionali: Senato federale, con conseguente riduzione dei parlamentari, e legge elettorale". Al Quirinale serve "una persona con un'esperienza politica e parlamentare" ma da Franceschini "niente nomi".

Che goduria. In pratica veniamo da 15 mesi di governo di transizione col magico duo PD-PDL che ha fatto cacare, non ha fatto la legge elettorale, ha peggiorato l’economia, non ha approvato alcuna riforma e ora che succede? Succede che avremo un governo di transizione PD-PDL che farà la legge elettorale, rilancerà l’economia, varerà le riforme, e darà al popolo la ciambella col buco e l’elisir dell’eterna giovinezza. Dobbiamo crederci? Certo, garantisce niente di meno che Franceschini.
Ah, sul Quirinale poi dopo il grande Napolitano mi aspetto un altro grandissimo nome dal magico duo PD-PDL. Ammazza, sarà un mega nome da far impallidire Obama.

Sul dibattito interno al partito e le ipotesi di scissione dopo le dichiarazioni di Matteo Renzi, Franceschini afferma: "Ognuno si morda la lingua e si metta in testa che il Partito democratico deve restare unito e stringersi attorno a chiunque vinca le primarie, quando ci saranno".

Bene, prepariamoci ad altri mesi di rotture di coglioni con le stronzate elettorali di qualche vecchio trombone che deve vincere le primarie. O, se siamo fortunati, prepariamoci alla vittoria del visitatore di Arcore e ballerino dalla De Filippi Matteo Renzi. Non vedo l’ora.

p.s. Franceschini stava nella Democrazia Cristiana, poi nei Cristiano Sociali, poi nel Partito Popolare Italiano, poi nella Margherita...che stracazzo ci fa nel PD? Ecco, questa è una domanda che mi piacerebbe fare a Franceschini.

giovedì 7 marzo 2013

Bollettino per chi NON ha la memoria corta ovvero il PD e la truffa della legge anticorruzione



E mentre tv e giornali continuano lo sfrenato e becero sputtanamento bipartisan nei confronti di Grillo e del Movimento 5 Stelle, e mentre i piddini continuano a sparare cazzate di infimo livello davanti a obiezioni e questioni politiche serie, io posto un breve stralcio di un articolo di Marco Travaglio.
Perché qui, signori, nessuno è fesso. Io non mi faccio fregare dai giornali e dalle tv di regime.
Io non seguò né Mèrdaset, né Rai, né le odierne Pravda (Libero, il Giornale, l'Unità o la Repubblica).
A proposito dei giornali, qui l'unica cosa certa è che si fottono decine di milioni di euro. Si fottono decine di milioni di euro di soldi pubblici.
Buona lettura e usate sempre il vostro cervello.
Un paio di mesi fa, mentre la stampa progressista era impegnatissima nella campagna elettorale per il Pd e i suoi mirabolanti gridi di battaglia contro la corruzione, il Fatto pubblicò in beata solitudine la notizia che l’anticorruzione Severino, appena approvata da Pd, Pdl e Centro, avrebbe salvato le coop rosse imputate nel processo Penati. Infatti derubricava la concussione per induzione in un reato minore, con pene più miti e prescrizione più breve: quel che tanto che bastava a farla scattare prim’ancora della sentenza di primo grado. Per avere osato scriverlo fummo severamente redarguiti dalle zarine pidine Finocciaro e Ferranti, madrine dell’emendamento pro-concussori.
L’altroieri, puntualmente, è arrivata la sentenza del gip di Monza che, grazie alle nuove norme volute dal Pd, dichiara prescritte le tangenti alle coop rosse finite, secondo l’accusa, anche ai Ds per il “recupero” delle ex aree Falck e Marelli. Lo stesso accadrà presto per il grosso delle accuse a Penati. Ieri l’Unità, comprensibilmente, non riservava alla faccenda nemmeno un rigo, mentre giustamente Repubblica le dedicava una cronaca e un commento critico contro il “colpo di spugna”. Mancava soltanto un dettaglio: il voto dato al colpo di spugna dal Pd di Bersani. Lo stesso Bersani di cui Penati fu a lungo il capo della segreteria. Lo stesso Bersani che ora chiede a Grillo di appoggiare un suo governo per “fare la legge anticorruzione” e altre mirabilie.
Che cos’è, uno scherzo?

mercoledì 6 marzo 2013

Una breve riflessione su alcune frasi di Elsa Fornero



L'ex Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Elsa Fornero, in un'intervista al Corriere della Sera ha testè dichiarato:
Ci vuole un bel coraggio a prendersela col governo dei tecnici per quello che è accaduto nelle urne. Adesso molti, nei partiti, si pentono di averci appoggiato. Ma noi la nostra parte l'abbiamo fatta. Forse potevamo fare di più. Forse potevamo fare meglio. Ma, sostanzialmente, ci siamo: dovevamo salvare l'Italia dal baratro nel quale stava cadendo alla fine del 2011 e ci siamo riusciti. Loro non possono dire altrettanto: hanno lasciato a noi le riforme impopolari che non riuscivano a fare. A loro toccavano solo altre due cose prima del voto: la riforma elettorale e quella dei costi della politica. Zero, nulla: un'omissione pagata cara.
C'ho riflettuto un po' e poi ho pensato: l'Italia era nel baratro, colpa dei partiti.
I partiti non hanno le palle per fare le riforme impopolari.
I partiti non hanno fatto né la riforma elettorale né diminuito i costi della politica.
I partiti han fatto porcate tipo la finta legge sulla corruzione. Poi se non li voti e gli dici che sono una chiavica, s'incazzano pure.
La Fornero di seguito ha detto pure delle cose sullo stranissimo silenzio di Mario Monti. Silenzio sul suo impegno in politica.
Silenzio assoluto. Mi aspettavo che se ne parlasse non dico in Consiglio dei ministri, ma almeno a latere. E invece niente, né prima per dopo. Solo una volta, dopo che aveva deciso di guidare la lista, l'ho stuzzicato: "Scelta impegnativa". "Sono frastornato", fu la sua risposta.
Questo, quello che dice la Fornero.
Ma il silenzio di Monti non mi stupisce. Monti non rende conto né agli ex collaboratori, né agli italiani. Lo sappiamo bene a chi deve rendere conto.
Ne parlerò con calma domani quando recensirò un libro che ho letto in questi giorni.

domenica 3 marzo 2013

Grillo, Hitler, Goldman Sachs, il piddino più intelligente della galassia e una petizione ovvero mi sto divertendo come un maiale



Ragazzi vi prego, iscrivetevi su facebook! C’è dal morir dal ridere!
O almeno io mi sto divertendo come il pazzo. In questi giorni su Grillo e sul Movimento 5 Stelle c’è di tutto!
Due esempi veloci.
Il primo vede in prima linea utenti con la passione per la storia e la preoccupazione per tutta l’umanità in generale e per gli italiani in particolare.
Costoro sono giorni che postano sulle loro bacheche storiche-umanitarie un estratto di un discorso di Hitler (eh!!!) dicendo che è uguale ai discorsi che fa Grillo. Insomma Grillo è come Hitler che sfrutta il momento di crisi, usa il populismo, il noi contro loro, ecc.
Io sono intervenuto molto placidamente perché non volevo guastare questa giusta preoccupazione dicendo che non vedo SA né SS, che l’Italia non è la Germania del post Versailles, che non c’è l’antisemetismo sfrenato, e dicendo loro molte altre cose che stonano con questo ardito paragone.
Ma non sentono, Grillo è Hitler. E vabbè. Alla fine li ho salutati dicendo che andavo ad esercitarmi a fare il saluto hail! Perché ancora non riesco a farlo con il dovuto slancio. E, a voi posso confessarlo, ancora adesso non riesco a farlo bene. Poi devo fare anche il saluto romano e quello col pugno chiuso perché Grillo oltre ad essere nazista è pure fascista e comunista. Il pugno chiuso lo so fare, lo imparai al liceo; il saluto romano non lo farò mai.
Il secondo esempio riguarda la terribile, temuta e odiata Goldman Sachs. Forse il nome vi è noto perché chissà quante volte avrete letto "Monti, il bastardo mandato dalla Goldman Sachs per rovinarci e regalare i soldi ai suoi padroni banchieri".
Ebbene, la sapete la novità? Grillo piace alla Goldman Sachs, anzi ce lo manda proprio essa per finire di rovinarci!
Anche qui sono intervenuto mostrando le mie perplessità su Monti, la finanza europea, lo strano comportamento di Silvio e Bersani che prima gli votano tutto per 15 mesi facendolo sembrare un padreterno e poi buttandolo nel cesso il mese prima delle elezioni. Questo fatto mi ha stupito. Mi sarei aspettato o una coalizione PDL+Monti o una coalizione PD+Monti. Mah, forse sono io che non capisco niente di politica…
Comunque mi ha risposto un piddino scrivendo: Andrè, la Goldman e la finanza europea han voluto Monti finché questi riusciva a fare il lavoro sporco per loro. Ora devono obtorco (ha scritto proprio obtorco ahahahahahahha) collo cambiare interlocutore e chi meglio di un Grillo catalizzatore di folle può diventarlo?
Ammazza, sono rimasto estasiato 4 secondi per questa risposta che dimostrava come Grillo fosse un altro uomo della Goldman. Poi ho replicato: Scusa Gian Carlo, ma...dici Monti la finanza europea il lavoro sporco. Tutto giusto. Ma Monti con i voti di chi l'ha fatto ‘sto sporco lavoro?
Mi spiace non potervi postare la replica, ma Gian Carlo non ha risposto; dovesse mai rispondere ne parlerò in un altro post.
Chiudo con una petizione che ho lanciato su activism.com, il testo è questo:
Visto che ci troviamo nella ridicola situazione di dover rivotare a breve e di fare la legge elettorale DOPO le elezioni, io chiedo che i soldi per queste nuove elezioni vengano presi dalle casseforti dei partiti che in 15 mesi di parlamento non sono riusciti a fare una legge elettorale seria prima delle elezioni del febbraio 2013.
Hanno detto che le elezioni costano circa 389 milioni? Bene, cominciamo a prenderli dalle casse di questi cialtroni che non hanno lavorato bene.
Finora ho raccolto 4 firme su 50000, chissà magari arriverò a 10.
Buona serata.

sabato 2 marzo 2013

Due brevissime riflessioni scherzose sulla politica e sul Pd perché poi io sono molto scherzoso ^_^



Dopo il lunghissimo e serissimo post di ieri, oggi che è sabato non vi caco il cazzo e scrivo solo due brevi riflessioni.
In questi mesi e in questi giorni, tutti sono uniti nel lanciare a Grillo le accuse più infamanti e ridicole che esistono. Addirittura su Facebook vengono riproposti discorsi di Hitler perché è chiaro, Grillo è fascista, comunista e ora pure nazista. En plein.
Io dico solo una cosa.
Vi pare un Paese normale quello che va a votare con una legge elettorale chiamata porcellum, "legge elettorale da terzo mondo" e parla di fare una legge elettorale seria DOPO le elezioni? Cioè questi hanno 16 mesi per fare la legge elettorale per poi farla DOPO le elezioni?
hahahahahhahahahahahahhahaha che ne dite? non è come mettersi il preservativo dopo aver scopato?
In pratica noi siamo un paese serio con politici seri; i grillini sono dei pazzi.
Facciamo una figura di merda a livello internazionale e spendiamo il doppio in tempo di crisi (2 elezioni costano il doppio di 1...).
Però attenzione, poi il cialtrone è Grillo...

La seconda giocosa riflessione riguarda il PD. Ciao e buon sabato sera. (a chi ci crede ancora, al sabato sera)
In questi giorni ho parlato con una donna colta, elettrice del PD, che durante la conversazione ha ammesso sconsolata: sì, Napolitano ci ha fregato.
Bersani in un'intervista ha detto testualmente: Monti mi ha fregato.
È sotto gli occhi di tutti che Berlusconi li frega da 19 anni.
Ora, se dico che mai e poi mai avrei votato per dei babbei che si fanno sempre fregare, dico troppo?

giovedì 28 febbraio 2013

Dico la mia sulla questione dell'alleanza PD + M5S perché mi sono rotto il cazzo


Io non lancio petizioni e non metto foto da imbecille, dico semplicemente la mia. E dico che...

Visto che non viviamo negli USA è inutile fare i minkioni che governo io o governi tu.
Qui non c’è il bipolarismo, non ci sono Repubblicani contro Democratici.
In Italia si governa insieme agli altri.
L'Ulivo era un'orgia di partiti, Silvio il grande statista "governava" con la Lega, il super tecnico bravissimo serissimo competentissimo Mario Monti governava con il fantastico duo PD + PDL, ecc.
Ora, se fai le cose serie fai un'alleanza se le fai male è un inciucio.
Io vorrei un'alleanza PD + M5S per fare la rivoluzione che gli italiani aspettano da tempo.
Loro dicono "riforme".
Io mi sono cacato il cazzo delle riforme. Parlano sempre, da decenni, di riforme e non cambia mai niente.
Io voglio cose rivoluzionarie.
I diritti civili sono una rivoluzione non una riforma
I tagli alla casta, alle regioni, alle province, ai comuni con 54 abitanti...il costo della macchina statale da abbattere è una rivoluzione non una riforma.
Una legge elettorale da paese occidentale è una rivoluzione non una riforma.
Varare subito misure per chi ha perso il lavoro e non ce la fa col reddito è una rivoluzione non una riforma.
Farsi dare l'ici dai figli di puttana che hanno bar ristoranti librerie ecc. che si nascondono sotto il manto vaticano è una rivoluzione non una riforma.
Una legge severissima contro la corruzione è una rivoluzione non una riforma.
Combattere senza pietà l'evasione fiscale è una rivoluzione non una riforma.


Forza, cominciamo senza perdere tempo che già mi girano i coglioni a mille.

mercoledì 27 febbraio 2013

Se Bersani è un leader di sinistra io sono l'amante di gatto Silvestro



Mi è capitato di dover discutere con alcuni piddini di un argomento che io ritenevo straovvio.
Nella mia ingenuità, ritenevo straovvio che la figura del leader in politica fosse importantissima.
Del resto, non solo in politica, la figura del leader è fondamentale anche in altri campi. Spesso sul luogo di lavoro c’è il leader che dà le direttive e ottimizza le cose, una squadra di calcio vincente ha un leader, ecc. ecc.
Anche la mafia non funzionerebbe senza un leader, anche la chiesa andrebbe in pezzi senza un leader. I gruppi umani hanno bisogno del leader, per me è ovvio anche se non mi piace l’idea.
Invece per alcuni piddini il leader è una figura dannosa che andrebbe pian piano eliminata. E non solo, per alcuni di essi Bersani è un leader! Una donna colta, elettrice PD, me lo ha scritto su facebook 7-8 mesi fa. Io non ci volevo credere. Le avevo scritto che il PD stava sbagliando tutto e che Bersani non era un leader. Mi fu risposto che non era vero e che Bersani era un leader.
Ovviamente dopo il voto ci sono ritornato, ma la donna non capisce, giustifica…l’ho lasciata nelle sue convinzioni. Del resto cosa me ne importa? I risultati hanno parlato per me.
Il leader è fondamentale in politica. Si tratta di trascinare milioni di uomini e di donne, devi convincere milioni di elettori a darti il voto. Non puoi vincere le elezioni senza un leader. Non puoi convincere gli indecisi e quelli che non fanno parte del partito a votarti senza un leader.
Anche se tu fossi un’ottima persona con grandi idee…chi cazzo ti voterebbe se non sapessi esprimerle, se non avessi carisma e tutte le altre qualità che fanno di te un leader?
Berlusconi mi fa schifo al cazzo, ma è un leader. La sinistra, nella sua storia, ha sempre avuto grandi leader. Nel bene come nel male.
Non puoi ignorare l’importanza del leader in politica, è semplicemente un’idea stupida.
Ma se a loro sta bene così e se considerano Bersani un leader, a me pure sta bene…
Vogliamo fare i nomi di quelli che i piddini hanno considerato leader negli ultimi anni? Veltroni, Franceschini, Fassino...roba da buttarsi dal centesimo piano dandoti una coltellata, ingerendo cianuro e sparandoti alle tempia come fa Pozzetto in un film con la Muti.
Per concludere, posto una serie di frasi celebri pronunciate da leader di sinistra ugualmente celebri.
Comincio con Marx ed Engels perché sono loro i padri della Sinistra contemporanea.
Karl Marx: L'ideologia dominante è sempre stata l'ideologia della classe dominante.
Friedrich Engels: Un'oncia di azione vale quanto una tonnellata di teoria.
Antonio Gramsci: Vivo, sono partigiano. Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti.
Filippo Turati: Come sarebbe bello il socialismo senza i socialisti.
Bettino Craxi: La sinistra sono io.
Enrico Berlinguer: I partiti di oggi sono soprattutto macchine di potere e di clientela.
Lenin: Epurandosi un partito si rafforza.
Stalin: Non si può fare una rivoluzione portando i guanti di seta.
Mao Tse Tung: La rivoluzione non è un pranzo di gala
Fidel Castro: Il peggiore dei sacrilegi è il ristagno del pensiero.
Pietro Nenni: Lo Stato italiano è forte coi deboli e debole coi forti.
Sandro Pertini: Il fascismo è l'antitesi della fede politica, perché opprime tutti coloro la pensano diversamente.
Che Guevara: E se vale la pena rischiare, io mi gioco anche l'ultimo frammento di cuore.
Juan Juarès: Non si insegna quello che si sa o quello che si crede di sapere: si insegna e si può insegnare solo quello che si è.
Giuseppe di Vittorio: Vogliamo il salario. Vogliamo l'orario di lavoro. Viva il grande sciopero! Viva la giustizia! [a 12 anni]

Ora, confrontate la frase di Bersani, e ditemi se questo è un leader di sinistra.

Pierluigi Bersani: Smacchieremo il giaguaro.

lunedì 18 febbraio 2013

Travaglio e la Sinistra furba, moooooolto furba [seconda parte]



Pubblico per iscritto la seconda e ultima parte dell’intervento pronunciato da Marco Travaglio a Servizio Pubblico il 7 febbraio scorso.
Questo intervento è utile per ripassare la storia politica recente e per mostrare quanto siano scarsi e in malafede quelli del PD in particolare e quelli del centro sinistra in generale.
Ovviamente parlo di forze parlamentari che hanno finora fatto solo schifo.
Io il PD, dopo quindici anni, non lo voto più. Non sanno stare al governo, come opposizione fanno semplicemente CACARE e quindi, siccome io lo stesso cesso non lo voto, ho deciso di votare una cosa nuova: il Movimento 5 Stelle. Spero che tanti seguano il mio esempio.
Visto che non sono così cretino da essere un ultras (sono ultras delle idee, non dei partiti) mi farebbe piacere se gli italiani votassero anche altri movimenti nuovi tipo SEL, Rivoluzione Civile, Fare per fermare il declino.
PDL LEGA PD, mandateli affanculo.
Buona lettura.

Berlusconi è fatto così. Come dice Vergassola “mente sapendo di smentire”.
Dice tutto e il contrario di tutto, perché? Perché così prende i voti sia di quelli che credono a tutto, sia di quelli che credono al contrario di tutto. E costringe gli altri a riprenderlo. Quando ha detto “restituisco l’IMU in contanti”, proprio il ragionier Spinelli con le buste arriva, Repubblica ha titolato in prima pagina “Berlusconi: restituirò l’IMU” ed è giusto che sia così; i giornali devono riprendere quello che dicono i politici e se poi non è vero, smentirlo.
Anche noi, quando è venuto a Servizio pubblico, gli abbiamo smontato in diretta le balle sull’IMU e quelle sul complotto delle banche tedesche, ma il giorno dopo, Repubblica e Saviano, hanno detto che avremmo dovuto proprio ignorarlo e allora perché non lo ignorano anche loro? Si rendono conto che è impossibile ignorare un protagonista.
Quello che stona in questa campagna elettorale non è che Berlusconi sta dappertutto e parla dappertutto; perché? Perché l’ha sempre fatto e poi perché anche gli altri hanno le loro televisioni, insomma vanno anche loro dappertutto.
Il problema è che quando parlano gli altri, di solito, non lasciano segni tangibili. Se invece di ridere o indignarsi per le sue bugie, lo sfidassero con delle proposte chiare semplici popolari, provando una volta tanto a fare le lepri anziché i cacciatori, magari invertirebbero il trend. E dire che hanno delle praterie, davanti. Non so, potrebbero fare una bella proposta legge ordine per mandare in galera evasori corrotti concussori falsificatori di bilanci amici dei mafiosi, oppure una bella proposta per un taglio netto ai costi della casta di cui non parla più nessuno tranne il solito Grillo.
Invece balbettano, cincischiano; perché? Perché altrimenti di qua si sfila Vendola, di là si sfila Monti, in centro si irrita Casini (noto trascinatore di folle…) e c’è pure il rischio che magari Ingroia sia d’accordo, che è il timore peggiore che hanno.
L’altro giorno è uscito un Manuale del perfetto candidato del PD, con le rispostine precotte da dare nel caso che un giornalista faccia domande. È una robina, un po’ un brodino, ecco. Per esempio sulla corruzione e l’evasione sono riusciti a scrivere cinque righe cinque di pura banalità. Sulla riforma Fornero, sentite cosa devono rispondere i candidati: “Noi non intendiamo toccare la riforma dell’articolo 18 nella formulazione alla tedesca” che è un’ottima risposta per le elezioni in Germania, ma si vota in Italia, l’hanno capito o non lo sanno?
L’ha ammesso persino Massimo D’Alema: “La campagna elettorale è iniziata male. Abbiamo avuto l’impressione di avere già vinto, pensavamo a chi fa il ministro e il sottosegretario e mentre eravamo impegnati in questo dibattito inquietante che porta pure male, Berlusconi ha recuperato otto punti. Sottovalutarlo è un errore che abbiamo già fatto e che non dobbiamo ripetere. Diamoci una mossa!” E proprio adesso che D’Alema comincia a capire non lo candidano? Ma allora vuol proprio dire suicidio.
Intanto gli elettori, poveri martiri, assistono a questo spettacolo senza avere la più pallida idea di che cosa il centro sinistra vuole fare al governo e nemmeno con chi vuole fare questo benedetto governo. Non hanno ancora nemmeno capito se Vendola è un alleato fino al 26 febbraio e poi dal 27 arrivano Monti, Fini e Casini.
Nel ‘76 Montanelli lanciò il famoso slogan “Turatevi il naso e votate DC”, adesso quello slogan è superato da un altro molto più moderno e anche più riformista “Bendatevi gli occhi e votate PD”.

domenica 17 febbraio 2013

Travaglio e la Sinistra furba, moooooolto furba [prima parte]



Pubblico per iscritto un intervento pronunciato da Marco Travaglio a Servizio Pubblico il 7 febbraio scorso. L'intervento è lungo, quindi oggi posto la prima parte e domani la seconda.
Questo intervento è utile per ripassare la storia politica recente e per mostrare quanto siano scarsi e in malafede quelli del PD in particolare e quelli del centro sinistra in generale.
Ovviamente parlo di forze parlamentari che hanno finora fatto solo schifo.
Io il PD, dopo quindici anni, non lo voto più. Non sanno stare al governo, come opposizione fanno semplicemente CACARE e quindi, siccome io lo stesso cesso non lo voto, ho deciso di votare una cosa nuova: il Movimento 5 Stelle. Spero che tanti seguano il mio esempio.
Visto che non sono così cretino da essere un ultras (sono ultras delle idee, non dei partiti) mi farebbe piacere se gli italiani votassero anche altri movimenti nuovi tipo SEL, Rivoluzione Civile, Fare per fermare il declino.
PDL LEGA PD, mandateli affanculo.
Buona lettura.

C’era una volta un politico piccolo piccolo che tutti davano sempre per morto, ma regolarmente risorgeva dalle sue ceneri. Montanelli lo chiamava il Rieccolo. Era Amintore Fanfani.
Poi è arrivato un altro, che almeno per la statura gli assomiglia un po’, anche se lui l’altro giorno ha detto che da giovane era un centravanti molto alto: 1 e 71, poi è rimpicciolito con l’età.
Nel ’94, la prima volta, doveva perdere di sicuro contro la gioiosa macchina da guerra di Occhetto. La Sinistra, furba, rideva di lui e diceva che la tv non porta voti e infatti lui occupò le tv e vinse le elezioni.
Il suo primo governo cadde dopo sette mesi e tutti lo diedero subito per morto. Faceva talmente pena che la Sinistra, furba, appena andò al governo decise di dialogare con lui sulla giustizia e la Costituzione in bicamerale e per non irritarlo non fece l’antitrust e la legge sul conflitto di interessi.
Poi, la Sinistra furba s’è mangiata 4 governi in 5 anni e alla fine lui ha fatto saltare la bicamerale e ha stravinto le elezioni nel 2001. Montanelli profetizzò: Ci vuole il vaccino, dobbiamo sorbircelo per dieci anni e poi ci immunizziamo dal vaiolo.
Berlusconi infatti ha governato così male che la Sinistra ha vinto tutte le elezioni intermedie: Comunali, Provinciali, Regionali ed Europee.
A dicembre 2005, a cinque mesi dalle elezioni del 2006, la Sinistra aveva 15 punti di vantaggio; ma Montanelli aveva sottovalutato l’antidoto al vaccino che è la Sinistra che è infallibile a neutralizzare immediatamente gli effetti del vaccino.
Infatti, siccome il Cavaliere era dato per morto, la Sinistra furba iniziò a buttar voti per evitare una vittoria schiacciante. Prima pensò bene di farsi una banca, la BNL, e di farsi pure beccare, così il distacco scese da 15 a 5 punti; poi perse anche quei 5 punti con una campagna elettorale in cui si parlava solo di tasse. Così, ci fu il pareggio al Senato e il povero Prodi si fece due anni di agonia, finché Mastella, astutissimamente nominato ministro della Giustizia, gli staccò la spina.
Altri quattro anni di Berlusconi, poi nel 2011 lo ammazzano le tre F: Fini, finanza e la terza F…diciamo Ruby, ecco, per capirci…
Siccome Berlusconi era morto, gli strateghi della Sinistra furba, da Napolitano in giù, hanno deciso di non mandarci a votare subito, ma di dare agli italiani un annetto di tempo per dimenticarsi i disastri suoi…tanto è morto… E lui lo faceva il morto, benissimo tra l’altro.
Il PDL ha votato tutto quello che decideva Monti, IMU compresa, ma lui non ci metteva mai la faccia. Sparito dalle TV, inabissato, in attesa di poter dire che lui non c’era e se c’era era in Kenya con Briatore, e se fosse stato per lui mai avrebbe approvato tutte quelle tasse. E poi al momento buono è ricicciato fuori, il Rieccolo.
Ma la Sinistra furba mica pensa a lui, ha ben altro a cui badare. Tipo spartirsi i ministeri del suo futuro governo. Qualche mese fa il Foglio ha pubblicato un pizzino, dimenticato in Parlamento da uno dei furbi, con l’organigramma del Regno del centro sinistra prossimo venturo.
C’era scritto: Bersani premier più economia, Bindi vice premier, Veltroni Camera, D’Alema Esteri-Commissario UE (una delle due, naturalmente), Letta Sviluppo, Franceschini Segretario.
Quando poi Bersani ha battuto Renzi alle primarie ha annunciato: “Adesso arriva lo squadrone”…che ricordava vagamente quella “macchina da guerra”…infatti i più religiosi si sono segnati e i più laici si sono toccati. Quando si dice vendere la pelle dell’orso, non solo prima di averlo ucciso, ma prima di avere preso il porto d’armi e di aver comprato il fucile.
Poi all’improvviso hanno guardato i sondaggi e hanno scoperto che c’è di nuovo Berlusconi, cioè che il 40% di italiani che cinque anni fa lo votavano non possono essere spariti all’improvviso. È risorto un’altra volta, o forse non era morto, o forse i vivi sono più morti del morto.
Qualcuno si ricorda una cosa detta da Bersani in tutta questa campagna elettorale, a parte che vuole sbranare quelli che lo accusano per Monte dei Paschi? Buio fitto.
Magari, dice anche delle cose serie e sensate, ma non lascia mai il segno, non buca, perché non parla…biascica. Sembra una pentola di fagioli in ebollizione. “Sto paese qua” “Non siam mica qua” “Un po’ di soldi qua” “Sto coso lì”, non finisce mai una frase, parla di alleanze continuamente, una volta dichiara amore eterno a Vendola, una volta fa il patto con Monti, è sempre tutto alleanze, convergenze, insomma…politichese.
Naturalmente tutti, invece, si ricordano tutto di quello che dice Grillo, qualcosa si ricordano di Ingroia, qualcosina persino di Monti, quasi tutto si ricordano di Berlusconi che per quanto morto è riuscito a tornare al centro della scena costringendo tutti gli altri a parlare di lui. Lui fa la lepre e gli altri fanno i cacciatori. È vero che racconta un sacco di balle, naturalmente, ma non è che gli altri non ne raccontino eh, intendiamoci. Il fatto è che se si fa il campionato dei ballisti è ovvio, vince lui. Perché non solo le spara più grosse, ma le sa raccontare pure meglio.
Anche Bersani ha detto che gli F35 bisogna tagliarli e poi Monti gli ha ricordato guarda che il percorso degli F35 è cominciato col centro sinistra. Anche Monti ha detto ridurremo subito le tasse, ma un mese prima aveva detto che era impossibile ridurre le tasse. E poi danno del ballista a Berlusconi, il quale oltre tutto di balle ne racconta molte di più. Mentre loro, faticosamente, gliene smontano una, lui nel frattempo si è già portato avanti e ne ha già raccontate altre dieci.

[continua...]

giovedì 25 ottobre 2012

Ma vaffanculo a te, alle stronzate che dici, a chi ti crede e chi ti ha votato

(il titolo rappresenta l'unico commento possibile alla nota di Silvio Berlusconi)

“Per amore dell’Italia si possono fare pazzie e cose sagge. Diciotto anni fa sono entrato in campo, una follia non priva di saggezza: ora preferisco fare un passo indietro per le stesse ragioni d’amore che mi spinsero a muovermi allora. Non ripresenterò la mia candidatura a Premier ma rimango a fianco dei più giovani che debbono giocare e fare gol. Ho ancora buoni muscoli e un pò di testa, ma quel che mi spetta è dare consigli, offrire memoria, raccontare e giudicare senza intrusività.

Con elezioni primarie aperte nel Popolo della Libertà sapremo entro dicembre chi sarà il mio successore, dopo una competizione serena e libera tra personalità diverse e idee diverse cementate da valori comuni. Il movimento fisserà la data in tempi ravvicinati (io suggerisco quella del 16 dicembre), saranno gli italiani che credono nell’individuo e nei suoi diritti naturali, nella libertà politica e civile di fronte allo Stato, ad aprire democraticamente una pagina nuova di una storia nuova, quella che abbiamo fatto insieme, uomini e donne, dal gennaio del 1994 ad oggi.

Lo faranno con un’investitura dal basso nella quale ciascuno potrà riconoscere non solo i suoi sogni, come in passato, e le sue emozioni, ma anche e soprattutto le proprie scelte razionali, la rappresentanza di idee e interessi politici e sociali decisivi per riformare e cambiare un paese in crisi, ma straordinario per intelligenza e sensibilità alla storia, che ce la può fare, che può tornare a vincere la sua battaglia europea e occidentale contro le ambizioni smodate degli altri e contro i propri vizi.

Siamo stati chiamati spregiativamente populisti e antipolitici della prima ora. Siamo stati in effetti sostenitori di un’idea di alternanza alla guida dello Stato sostenuta dal voto popolare conquistato con la persuasione che crea consenso. Abbiamo costruito un’Italia in cui non si regna per virtù lobbistica e mediatica o per aver vinto un concorso in magistratura o nella pubblica amministrazione. Questa riforma ‘populista’ è la più importante nella storia dei centocinquant’anni dell’unità del Paese, ci ha fatto uscire da uno stato di sudditanza alla politica dei partiti e delle nomenclature immutabili e ha creato le premesse per una nuova fiducia nella Repubblica”.

Sono personalmente fiero e cosciente dei limiti della mia opera e dell’opera collettiva che abbiamo intrapreso, per avere realizzato la riforma delle riforme rendendo viva, palpitante ed emozionante la partecipazione alla vita pubblica dei cittadini. Questo non poteva che avere un prezzo, la deriva verso ideologismi e sentimenti di avversione personale, verso denigrazioni e delegittimazioni faziose che non hanno fatto il bene dell’Italia. Ma da questa sindrome infine rivelatasi paralizzante siamo infine usciti con la scelta responsabile, fatta giusto un anno fa con molta sofferenza ma con altrettanta consapevolezza, di affidare la guida provvisoria del paese, in attesa delle elezioni politiche, al senatore e tecnico Mario Monti, espressione di un Paese che non ha mai voluto partecipare alla caccia alle streghe.

Il presidente del Consiglio e i suoi collaboratori hanno fatto quel che hanno potuto, cioè molto, nella situazione istituzionale, parlamentare e politica interna, e nelle condizioni europee e mondiali in cui la nostra economia e la nostra società hanno dovuto affrontare la grande crisi finanziaria da debito. Sono stati commessi errori, alcuni riparabili a partire dalle correzioni alla legge di stabilità e ad alcune misure fiscali sbagliate, ma la direzione riformatrice e liberale è stata sostanzialmente chiara. E con il procedere dei fatti l’Italia si è messa all’opera per arginare con senso di responsabilità e coraggio le velleità neocoloniali che alcuni circoli europei coltivano a proposito di una ristrutturazione dei poteri nazionali nell’Unione Europea.

Il nostro futuro è in una Unione più solida e interdipendente, in un libero mercato e in un libero commercio illuminato da regole comuni che vanno al di là dei confini nazionali, in una riaffermazione di sovranità che è tutt’uno con la sua ordinata condivisione secondo regole di parità e di equità fra nazioni e popoli. Tutto questo non può essere disperso. La continuità con lo sforzo riformatore cominciato diciotto anni fa è in pericolo serio. Una coalizione di sinistra che vuole tornare indietro alle logiche di centralizzazione pianificatrice che hanno prodotto la montagna del debito pubblico e l’esplosione del paese corporativo e pigro che conosciamo, chiede di governare con uno stuolo di professionisti di partito educati e formati nelle vecchie ideologie egualitarie, solidariste e collettiviste del Novecento. Sta al Popolo della Libertà, al segretario Angelino Alfano, e a una generazione giovane che riproduca il miracolo del 1994, dare una seria e impegnativa battaglia per fermare questa deriva”.

domenica 14 ottobre 2012

Buongiorno signora, sono il Limite! E io sono la Deroga! Cazzarola, ci manca solo la Barricata!


Stando a quanto asseriscono i gregoriani oggi è domenica e secondo me la domenica o non si scrive sul blog (e infatti spesso me la piglio di festa) o si scrivono cose allegre.
Io la vedo così: la domenica dev’essere un giorno gaio, leggero, sereno e ognuno deve raggiungere questa piccola felicità come può o come gli garba. I vecchi hanno la messa, i pallonari hanno la partita, i castrati i pranzi domenicali dalla suocera, i più belli fanno una passeggiata nel verde, ecc.
Fatta la premessa facciamoci due risate con Livia Turco.
Su il Fatto Quotidiano di venerdì 12 ottobre c’è un’intervista a Livia.
L’inizio è ottimo perché l’onorevole Turco dopo ben 7 mandati si dice pronta a lasciare la politica attiva. Bene, benissimo. Un passo indietro così raro in Italia dove la poltrona non si molla manco se ti hanno fotografato al parco con Totò Riina mentre sodomizzavate insieme un povero barboncino nano di tre anni.
Poi arriva la parte divertente.
A un certo punto leggo che lo statuto del PD prevede che dopo 3 mandati non ci si possa ricandidare, sempre, presumo, per favorire il ricambio generazionale ed evitare che il partito diventi un’azienda privata in mano ai soliti vecchi tromboni.
Però, attenzione, a questo limite c’è la deroga.
Cioè, c’è il limite delle 3 candidature ma con la deroga puoi tranquillamente ricandidarti anche se di candidature ne hai per esempio 5.
E quindi a che serve il limite, l’asticella? A niente. È ovvio. La solita regola italiana che prevede anche l’aggiramento della regola stessa. Genialità allo stato puro.
Lo show di Livia continua.
Dopo aver promesso il ritiro, dichiara che si ritirerà se anche gli altri faranno lo stesso.
Sì, cioè si ritira se la Bindi che ha 5 candidature, Veltroni che ne ha 6 (per fare due esempi), si ritirano.
E se questi non si ritirano? E allora rimane Livia, rimane Rosy, rimane Walter e tutto è bene quel che finisce bene.
Non è fantastico? Non è divertentissimo?
Dai, ora chiudiamo col botto. Questo pensiero renderà lieta la mia domenica.
Livia si dichiara d’accordo con la deroga e giura di essere pronta a fare le BARRICATE perché la deroga sia applicata a D’Alema che così potrà ricandidarsi per l’ottava volta.
HAHAHAHAHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAHAHAH
Non è incredibile che al mondo possa esistere una persona capace di avere un pensiero del genere?
Cioè riuscite a immaginare una che scende in piazza per fare le BARRICATE per permettere al grande statista D’Alema di starci tra i coglioni per sempre?
Cioè questi del PD non fanno le barricate per le porcate di Monti e le fanno per D’Alema. Grandissimi.
Grazie del buonumore Livia, ti auguro buone barricate.