Filosofia, Letteratura, Poesia, Storia, Arte, Capitalismo, Politica, Sesso... [Blog delle ossessioni, non delle idee. Le idee non mi piacciono perché con le idee non è mai sprofondato nessuno]
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venerdì 6 novembre 2015
Pasolini e l'imbecille
io sono un grande imbecille.
scrivo qualcosa per spiegare il senso di questa frase così lapidaria.
sono un imbecille perché credo che chi faccia il giornalista debba (non possa, debba) avere un'etica, una deontologia e un sacro rispetto per le parole e il significato di esse.
inoltre deve (deve; senza condizionali vari) tenere rigorosamente separati i fatti dalle opinioni.
e sono un imbecille perché tutte queste cose non hanno valore. oggi qualsiasi caprone fa il giornalista e se ne sbatte le palle di etica, deontologia, parole, fatti e opinioni. vale tutto; soprattutto vale lo scrivere a cazzo di cane senza un briciolo di onestà intellettuale e comprendonio.
sono un imbecille perché, appena posso, compro dei libri. faccio dei sacrifici, delle rinunce. vesto male, ho scarpe vecchie, non ho la macchina, non vado in vacanza e me ne frego. sopporto qualsiasi privazione perché per me i libri sono un grandissimo amore. e sono un imbecille perché leggere non serve a niente. oggi il massimo della lettura sono i cinque minuti di settimana enigmistica sul cesso prima di cacare e mezzo articolo di repubblica in metro. del resto leggere non serve a niente. oggi si può parlare di tutto, pur non sapendo un emerito cazzo, perché tanto basta dire la prima cosa che ci viene in mente.
sono un imbecille perché ogni giorno, vorrei dire quasi ogni ora, sono assillato dal voler imparare, dal voler apprendere, dal migliorarmi; ho voglia di sperimentare nuovi pensieri nuove ipotesi nuove visioni e di rigettare le vecchie se necessario. sono assillato dalla conoscenza e dalla varietà di essa. e sono un imbecille perché non serve a un cazzo. oggi la gente impara una filastrocca (seppur la impara) e la ripete come le pecore di Orwell. non riflette, non cambia, non allarga, non compara...niente di niente. il massimo della gente è la filastrocca; guai a volerli smuovere e spingerli verso il PENSIERO...te li farai nemici per sempre. ormai hanno trovato il santone, hanno imparato tre scemenze e per loro il lavoro è finito. hanno fatto già tanto del resto!
sono un imbecille perché consulto spessissimo il dizionario. qui è inutile commentare; uno che usa il dizionario per conoscere con precisione la grammatica, l'etimologia e il significato delle parole è proprio stronzo senza discussioni. nel 2015 il vocabolario? ma non farmi ridere, per cortesia.
che c'entra Pasolini in tutto ciò?
già.
ieri sera, una sottospecie di giornalista, in una sottospecie di blog, scrive una sottospecie di post su Pasolini e leggo questa frase:
"Pasolini nel 1949 fu condannato per pedofilia".
insomma, il tizio ci sta dicendo un fatto. non un'opinione. fatti e opinioni sono cose diverse. completamente diversi tra loro. proprio diverse dimensioni.
su facebook, scherzando, ho scritto che sono 2500 anni che l'umanità non afferra questa differenza e che ce ne vorranno altri 17500 di anni per capirla. sono stato ottimista; in realtà non la impareranno mai.
ora, siccome quella frase ci dice un fatto, possiamo appurare e verificare se quel fatto è vero o falso.
il fatto è che è falso. il "giornalista" ha scritto una infamante stronzata.
il fatto è che non esiste l'anno, non esiste la condanna, non esiste il reato.
sembrerebbe semplice. la frase è semplice, il fatto è semplice, appurarlo è semplice, la spiegazione è semplice.
eppure.
eppure non sono riuscito a farmi capire, anzi, sono stato accusato di dire stupidaggini.
uhm.
in realtà la stupidaggine c'è. anzi, l'imbecillità.
sono imbecille perché perdo tempo con l'umanità (eppure Nietzsche mi aveva avvisato...!), sono capace di infiammarmi e indignarmi di fronte alla falsità, all'ignoranza, alla malafede e alla presunzione.
ma chi me lo fa fare?
ecco, devo migliorarmi anche in questo, sti qui non son fatti per seguire virtute e canoscenza, ma son bruti di semenza...devo passare, guardare un secondo e proseguire.
vado a leggere Artisti in bottega di Ettore Camesasca.
alla prossima.
lunedì 24 agosto 2015
Valentina commuove la commozione commossa
stamattina, lo storico quotidiano napoletano il Mattino, ha riportato un post scritto da una certa Valentina.
Valentina è del nord Italia ed ha lavorato qualche anno al sud. prima di andarsene ha scritto questa roba davvero emozionante. ci dispiace che l'abbia scritta dopo l'uscita del capolavoro filmico Benvenuti al sud, altrimenti l'avrebbero presa come sceneggiatrice.
siccome, però, sono un prof. con l'anima del prof. ho esaminato questo post con gli occhi del prof. e devo dire che alla commovente lettera mancano espressioni fondamentali quali 'o mar, 'o sang, 'e vven, ll'uocchie (per tacere del mancato riferimento 'a mammà)...ma devo altresì aggiungere che l'impegno e la chiusa finale le assicurano un'ampia sufficienza.
ecco il testo:
Valentina è del nord Italia ed ha lavorato qualche anno al sud. prima di andarsene ha scritto questa roba davvero emozionante. ci dispiace che l'abbia scritta dopo l'uscita del capolavoro filmico Benvenuti al sud, altrimenti l'avrebbero presa come sceneggiatrice.
siccome, però, sono un prof. con l'anima del prof. ho esaminato questo post con gli occhi del prof. e devo dire che alla commovente lettera mancano espressioni fondamentali quali 'o mar, 'o sang, 'e vven, ll'uocchie (per tacere del mancato riferimento 'a mammà)...ma devo altresì aggiungere che l'impegno e la chiusa finale le assicurano un'ampia sufficienza.
ecco il testo:
giovedì 13 agosto 2015
a volte la vita è..
a volte la vita è come la storia di quell'attrice che cominciò la carriera girando Piacere tra le cosce e si diceva ok, è l'inizio, è per cominciare.
poi però girava Alla randa non si comanda, Alle hawaii lo prendi e lo dai, Alì Babà e i 40 guardoni e mai niente altro di diverso.
certo, può andare pure peggio perché magari in aggiunta ti sei accollatto pure qualcuna o qualcuno che ti sta col fiato sul collo e ti rompe i coglioni, e te lo fa pesare e te lo rinfaccia ecc.
ma del può andare pure peggio stasera non ci frega un cazzo.
martedì 11 agosto 2015
dunque dove eravamo rimasti?
(opera di Aleksandra Ekster)
una sera stavo facendo sesso con la mia ragazza. cioè non era la mia ragazza, ma una ragazza con cui stavo facendo sesso.
a un trattò squillò il suo cellulare, lei interruppe le manovre sessuali e andò a rispondere.
quando terminò la telefonata, tornò in camera e con un'aria mezza maliziosa mi domandò: "dunque, dove eravamo rimasti?"
io le risposi che dove eravamo rimasti non contava perché la telefonata me lo aveva fatto ammosciare (giustamente) e che quindi dovevamo tornare indietro e cioè al rapporto orale di lei a me.
detto questo, la domanda è retorica per
a. non me ne fotterebbe niente della vostra risposta
b. a voi non fotte niente né della mia assenza né della mia presenza.
però sono tornato e so che molti bloggers stanno già strisciando di marrone le mutande. a domani.
una sera stavo facendo sesso con la mia ragazza. cioè non era la mia ragazza, ma una ragazza con cui stavo facendo sesso.
a un trattò squillò il suo cellulare, lei interruppe le manovre sessuali e andò a rispondere.
quando terminò la telefonata, tornò in camera e con un'aria mezza maliziosa mi domandò: "dunque, dove eravamo rimasti?"
io le risposi che dove eravamo rimasti non contava perché la telefonata me lo aveva fatto ammosciare (giustamente) e che quindi dovevamo tornare indietro e cioè al rapporto orale di lei a me.
detto questo, la domanda è retorica per
a. non me ne fotterebbe niente della vostra risposta
b. a voi non fotte niente né della mia assenza né della mia presenza.
però sono tornato e so che molti bloggers stanno già strisciando di marrone le mutande. a domani.
lunedì 2 febbraio 2015
Barbabietola? no, grazie
alla fine il popolino americano che si esalta per obama, fa schifo al cazzo ed è uno spettacolo umiliante. però, rifletto, quei cazzo di yankee si esaltano perché obama è giovane, è nero, yes we can e altre cazzate. un poco di alibi lo tengono.
ma sti stronzi di italiani? si esaltano per mattarella...per un vecchio democristiano del cazzo figlio del patto tra renzi e berlusconi...non solo si esaltano e si sdilinquiscono, che sarebbero già da fucilare, ma parlano addirittura di cambiamento!!!
parlare di cambiamento con mattarella è come parlare di champions league alla casertana...ma andate affanculo, poveri rincoglioniti.
un ultimo pensiero politico.
ci sono tre parole tre che da come vengono usate capisco se chi mi sta davanti merita la mia attenzione oppure è un povero cretino rimasto davanti alle vetrine che non ha mai oltrepassato quella linea che porta alla conoscenza e non alle minkiate che gli hanno messo in testa.
le parole sono: politica-partiti-presidente della repubblica...se uno le usa, e le usa pure convinto, lasciatelo perdere; è un fesso.
le parole giuste da usare sono: sistema-bande-cap e lignamm (testa di legno)...e tutto il sistema, poi, gira intorno al SOLDO. stop.
col puffo è finita.
in realtà non è mai cominciata. può finire qualcosa che non ha mai avuto inizio? evidentemente no.
poi c'è teresa, altra storia impossibile ed estrema.
mi butto in storie impossibili, estreme e che manco cominciano.
lo faccio di proposito, così sto tranquillo che non mi faccio incastrare da nessuna femmina.
andiamo avanti.
da quello che ho capito, io sono fatto di incanto e disperazione.
due sentimenti abbastanza difficili da gestire.
secondo me, quando vidi lei ebbi tanto di quell'incanto e tantissima di quella disperazione da aver fatto naufragio. amen.
a proposito di lei e del passato...il problema non è tanto il tanto tempo che è passato, ma che è passato il nostro momento. è passata la magia che avrebbe potuto fare il miracolo.
dico bene? certo che no, ma non mi ricordo più qual era la formula giusta.
oggi ho ascoltato Physical Graffiti dei Led Zeppelin e per il resto me lo potete pure sukare.
martedì 15 aprile 2014
Le conseguenze social del NO euro
Il titolo del post è un piccolo omaggio a John Maynard Keynes che nel 1919 scrisse Le conseguenze economiche della pace (ve lo consiglio perché è davvero da leggere).
Succede che da un po’ di tempo sto seguendo l’economista Alberto Bagnai, autore di quel capolavoro che è Il tramonto dell’euro (questo non ve lo consiglio, ma vi ordino di leggerlo).
Bagnai lo seguo anche sul suo bellissimo blog e su twitter. È professore universitario, da quello che scrive si evince che è serio, onesto, coerente, che non ha paura di dire quello che pensa né di combattere battaglie solitarie. Ha pure dimostrato, empiricamente, di saper leggere benissimo le dinamiche economico-politiche di questo Paese.
È sanguigno, simpatico, ironico, corrosivo, suona il clavicembalo e sabato scorso ha organizzato con a/simmetrie un convegno fantastico a Roma Un'Europa senza euro – cercate i video su youtube.
E allora qual è il problema? Il problema è che io seguo Bagnai sia per capire qualcosa di economia, sia perché per me è una fantastica avventura intellettuale e purtroppo, seguendo Bagnai, mi sono ritrovato dietro e sul groppone tutto un variopinto gruppo di leghisti e gente di destra varia.
Addirittura, per seguire Bagnai, sono incappato in un fan di Fabrizio Bracconeri, anche detto il Che Guevara dei Pariolini è pertanto mi trovo invaso dai pensieri dell’ex Bruno Sacchi:
NOI DIAMO TANTO A L'EUROPA VOGLIAMO DI PIÙ X LE FAMIGLIEEEEE E DISABILIIIIIE dici vabbè, che sarà mai…è ruspante, spontaneo e simpatico il buon Fabrizio candidato alle europee con Fratelli d’Italia.
SONO CONTRO FISCAL COMPAT ED ERF E CONTRO TUTTI QUELLI CHE LO HANNO VOTATO ...LI RIVOLETE IN EUROPA? IO NON CI STO IO STO CON IL POPOLO
Ho cambiato idea mille volte...solo la squadra non si cambia...credo nelle persone fino alla delusione SPERANDO DI NON DELUDERE MAI
Infatti il problema non è tanto lui, ma la gente.
Seguendo Bagnai e le argomentazioni contro l’euro mi devo sorbire i post dei leghisti e dei fascisti.
I soliti post contro gli immigrati, i post pseudo patriottici, centinaia di bandiere italiane, i nostri eroi/ragazzi/leoni dei marò in India e tante altre belle cosette.
Però, ripensandoci, c’è anche un lato buono in questa vicenda.
Seguendo Bagnai mi son tenuto lontano dalle stronzate dei piddini, dai luogocomunismi dei piddioti. Che fuori dall’euro c’è la guerra, l'invasione delle cavallette, la rata der mutuo, la spesa con la carriola ecc.
Proprio stamattina un piddino molto illuminato cianciava che una svalutazione del 30% è seguita da un’inflazione del 30%, che la benzina arriverà a livelli stratosferici...poi ha sparato altre cazzate al che io gli ho consigliato la lettura del libro di Bagnai per cominciare a parlare con un minimo di cognizione di causa.
La risposta è leggendaria (a proposito della benzina, argomento che sta molto a cuore alla gente):
“Io negli anni ’70 facevo benzina alla pompa, non ho bisogno di leggere alcun libro”.Sì, una risposta da morte civile. Tanto è vero che ho lasciato perdere e non gli ho linkato né un’intervista di Bagnai a proposito né uno dei tanti post che il prof ha dedicato all’argomento.
In definitiva, bisogna ignorare tutti per non rovinarsi la vita e farsi il fegato fradicio.
Ignorare i leghisti, i fascisti e i piddioti.
giovedì 3 aprile 2014
Simone Regazzoni ovvero mai farsela coi piddioti
Ma perché non mi fido del mio istinto? Riconoscere solamente DOPO che l’istinto aveva ragione e che ho sbagliato a non seguirlo non serve assolutamente a niente.
Tempo fa, una persona che stimo per le sue letture, parlava bene di un libriccino (-ino letteralmente) di un certo Simone Regazzoni.
Appunto per questa stima, andai a cercare delle info su Regazzoni. Recensioni, articoli, altri pareri…alla fine non ne rimasi affatto persuaso (primo campanello d’allarme dell’istinto).
Decisi, comunque, che gli avrei dato una possibilità acquistando proprio il libriccino di cui parlava l’amico. Tanto è piccolo, pensai, costa poco (trovato a 4 euro sulla bancarella), mal che vada accantono Regazzoni e ben che vada trovo un altro buon autore da leggere. (altro mio difetto: a volte coi libri divento bulimico)
Il libriccino s’intitolava Martin H. live in New York City. Leggendolo mi ritrovai ad avere pensieri ondivaghi. Da una parte mi sembrava divertente, dall’altra mi sembrava pieno di cacate, per un verso mi pareva contenere spunti geniali, per un altro verso mi sembrava insulso. Quello che è certo è che mi fece incazzare quel ripetuto “Pier Paolo Pauperismo Pasolini”…pensai, ma chi è ‘sto stronzo che si permette di insultare Pasolini? Ma come osa questo qui? (secondo campanello d’allarme). Il fatto è che su Pasolini sono molto sensibile.
Ne parlai con un’amica che mi spiegò che il libriccino era un divertissement e che a Regazzoni piaceva molto provocare, era un amante delle boutade, ecc.
Col passare del tempo, dimenticai Regazzoni e l’incazzatura su Pasolini.
Poco tempo fa “incontrai” Regazzoni sulla bacheca di un’amica e mi ricordai di lui. Andai sulla sua bacheca, più che altro per vedere se trovavo qualche spunto di riflessione o qualche consiglio libresco interessante.
In realtà non ci trovai niente di quello che cercavo, tranne qualche post appunto “provocatorio” che mi piacque ma pure dei post su Pasolini che mi fecero girare le palle. Decisi comunque di chiedergli l’amicizia. Magari poteva capitare di parlare di Zizek, della pop filosofia o altro.
E fu un grandissimo errore perché non notai una cosa che dirò dopo.
Oggi Regazzoni, l’uomo che ama la polemica e la contraddizione ha scritto:
“E' auspicabile che il Pd e i suoi militanti dicano a gran voce che di piccoli custodi della costituzione come Zagrebelsky e Rodotà il Paese non ha bisogno. Abbiamo vitale bisogno di innovazione, perché la costituzione materiale del Paese è cambiata e perché i tempi lo richiedono. I piccoli intellettuali moralisti con il feticcio della Costituzione formale oggi sono i principali avversari del cambiamento e dell'innovazione”.
Al che io ho scritto:
“Già. C'è bisogno di assecondare la voglia di cesarismo che risale a Craxi e ad Amato, c'è bisogno di dare nuovo vigore alla bozza Boato. Avanti tutta col Gelli-pensiero”.
Ecco, tutto qui. Non mi pare di aver polemizzato in maniera violenta o volgare. Mi sarei aspettato che, da un amante della polemica, scaturisse sia pure uno scambio di battute volte a contraddirmi, a farmi conoscere il suo punto di vista, ad arricchire il mio pensiero con la sua visione e altro ancora.
E invece zac! Mi ha eliminato dagli amici non prima di avermi regalato un indimenticabile:
"Vai a giocare con le capre".
Un vero uomo, non c’è che dire. Eppure ho avuti scontri anche duri, vere schermaglie dialettiche con personalità filosofiche e uomini della cultura mooooooolto più in alto di un Regazzoni qualunque. Persone con l’anima da maestri, che seppure ti sottopongono ad una maieutica rude (per usare l’espressione di Alberto Bagnai) non ti cancellano e ci si continua a confrontare.
Si vede che a Regazzoni piacciono i leccaculi, gli piace la claque, quella che ride a comando, quella che scrive grande! Eccezionale! Magnifico! Come tutti gli omuncoli insicuri non reggere opinioni contrarie.
Comunque, come accennavo prima, la colpa è stata mia.
Se avessi letto prima che costui è un piddiota accecato da Renzi (ahahhahahahahhahah) non gli avrei mai scritto, mai mi ci sarei accostato. Come può un uomo di cultura, uno che scrive libri, farsi accecare da Renzi (ahhahahahahhah) manco Renzi fosse Berlinguer Pertini o Riccardo Lombardi. Per come la vedo io, un uomo di cultura può appassionarsi certamente alla politica, ma più di tutto non si acceca per nessuno e, anzi, possiede una buona dose di ironia e di disincanto appunto perché conosce la storia, i fatti, la politica e i politici (anzi i politicanti) nostrani.
Ciao Regazzoni, non mi mancherai per niente. Continua a scrivere le tue stronzate, a sparlare di Pasolini, a firmare gli appelli di quella carta da culo de il Giornale, a preferire Ostellino rispetto a Rodotà e Zagrebelsky. Io ho di meglio da fare e di molto molto molto molto molto meglio da leggere.
p.s. l'intellettuale della mutua in bacheca ha questa immagine
con la scritta: La mia personale idea di "dialogo" filosofico.
ahhahahahhahahahha! sì, come no. Tradotto vuol dire che lui può fare il grand'uomo, magari prendere per il culo gli altri, ma non vi azzardate a contraddirlo.
Da questo punto di vista 100 volte migliore di lui è Diego Fusaro che accetta sempre il confronto e sulla sua bacheca a volte ci sono post veramente pieni dell'amata ultraviolenza. Diego o ignora o risponde pacato o ironizza o s'incazza, ma non taglia soprattutto davanti a post per niente violenti e scurrili.
Comunque, ripeto, colpa mia. Non devo mai farmela con questi buffoni, questi nani che per di più si prendono certe licenze col grande Pier Paolo e che, mannaggia a me, sono dei piddioti totali.
sabato 22 febbraio 2014
Asterischi e chiocciole, secondo e ultimo post
Nella giornata di ieri, sarà un caso, mi sono imbattuto in tre post consecutivi dove al posto delle normali vocali venivano usati asterischi * e chiocciole @.
Uno dei tre post riguardava addirittura il blog dei mitici Wu Ming. Siccome anche loro usavano l'asterisco, ho chiesto perché usassero 'sta strunzat. In realtà ho sbagliato perché poi il post non era il loro, ma di un tizio che commentava. Comunque non ti preoccupare, hanno detto, l'asterisco noi lo usiamo da vent'anni, a occhio e croce. Forse di più.
Gesù Cristo...magari ne vanno pure fieri, buon per loro.
L'altro post con asterischi e chiocciole stava su facebook, in una pagina in cui avevo già esternato le mie rimostranze senza ottenere risposta.
Siccome ieri stavo spazientito, anche perché il post in questione aveva più * e @ del solito, forse ho scritto in modo un po' veemente anche se non lì ma su twitter. Ho scritto:
io mi rifiuto. usare * e @ al posto delle vocali è una CACATA. non è intelligenza né rispetto per le donne. è una SCEMENZA. #inferocitoLa tizia della pagina (che di sicuro l'ha letto) ha risposto:
Andrè non è il momento. Sono piuttosto inferocit@. Lasciami le mie espressioni queer e autodeterminate. Ci hanno fottuto le lotte. Lasciami almeno * e @. Grazie!Innanzitutto, sono andato a vedere cosa significa "espressioni queer". Non ho ben capito, ma comunque queer significa buffo, bizzarro, bislacco...ma devo cercare ancora perché non sono soddisfatto. Queer indicherà qualche cosa che in italiano conosco, ma che mi sfugge applicando il termine inglese.
Sinceramente ho trovato la risposta molto buffa. Quali lotte avrebbero fottuto alle donne? Le donne non hanno conquistato molto e molto ancora hanno da conquistare? Cioè alle donne nessuno ha tolto le lotte ed esse, molte di esse almeno, continuano a lottare. Ammesso e non conesso che sia una scusa plausibile, quella delle lotte fottute, usare * e @ come rimasuglio di femminismo autodeterminato.
Una ragazza assai cortesemente, poi, mi ha scritto un messaggio privato:
* e @ si usano per indicare un'indifferenza di genere in un discorso, tipo x/y ma con un minor impatto di ridondanza, cosa formalmente impossibile in italiano non esistendo il genere grammaticale neutro. Per esempio, "siamo tutt* amareggiat*" si intende "siamo tutti/e amareggiati/e" - per evitare la dominanza del genere grammaticale maschile sul femminile.Io ho risposto:
Mi sono spiegata di cavolo, se non ti è ancora chiaro dimmelo.
Sì, mi è chiaro e ti ringrazio perché è stato molto gentile da parte tua scrivermi questa spiegazione. Però, permettimi, dissento totalmente. Lo so che l'italiano non ha il neutro e mi rammarico pure, ma non è un buon motivo per sfregiare la lingua italiana nostra tanto bella. Ormai è l'uso che ha generato il neutro. Ormai con tutti si intende proprio tutti non solo il genere maschile plurale e così per le altre parole. A questo punto io preferisco cedere la grammatica al femminile e scrivere tutte piuttosto che ritrovarmi articoli pieni di * e @. Giuro. Poi mi piacerebbe sapere: ma veramente una donna intelligente tiene a una cosa come questa? Spero di no. Il rispetto per le donne si ottiene solo con la cultura, con il confronto aperto, con l'esperienza e molti altri fattori. Veramente * e @ è un modo per non discriminare? Scusa, ma lo ritengo un modo di scrivere BRUTTO e stupido che le donne non meritano. Ciao e ancora grazie. (scusa la lunghezza)E lei, molto saggiamente e con un sorriso, ha scritto:
p.s. Sono indispettito perché questa cosa degli * e degli @ vorrebbe avere la presunzione di essere una trovata intelligente, ma non lo è per niente.
Ognuno ha le sue idee.Già, ognuno ha le sue idee. Ognuno rimane sulle proprie posizioni. Io rimango con le care a e i o u usandole in maniera appropriata, voi tenetevi i queer * e @.
mercoledì 19 febbraio 2014
Otto frasi sulla lettura
Libri, lettura e scrittura sono i miei argomenti preferiti. Sono la mia vita. Tutto il resto può essere importante finché gli pare ma sarà sempre e soltanto un interesse superficiale rispetto ad essi.
Sono contento di aver trovato queste otto frasi sulla lettura che mi appresto a condividere con chi passerà di qua. Sono pure contento perché non sono dieci e in questo modo eviterò di fare un altro fottuto decalogo. Poi otto è un numero che mi è sempre piaciuto. State attenti a non esagerare con esso, però, perché ottantotto è un numero pericoloso. Doveste usarlo potrebbe arrivare il solito sapientone a darvi del nazista perché 88 significa Heil Hitler.
Ma lasciamo perdere queste miserie e godiamoci questa breve carrellata di bellezza fatta apposta per i miei fratelli lettori.
1. Il tempo per leggere dilata il tempo per vivere. (Daniel Pennac)
2. Dobbiamo leggere per impossessarci della nostra vita. (Hermann Hesse)
3. Leggere è trovarsi di fronte il reale nella sua massima concentrazione. (Amélie Nothomb)
4. Leggere, come io l’intendo, vuol dire profondamente pensare. (Vittorio Alfieri)
5. Puoi leggere…e sentirai formarsi dentro di te quell’esperienza speciale che è la cultura. (Pier Paolo Pasolini)
6. La lettura ci insegna ad accrescere il valore della vita. (Cesare Pavese)
7. La lettura rende un uomo completo. (Francesco Bacone)
8. La lettura è il viaggio per chi non può prendere un treno. (Francis de Croisset)
venerdì 14 febbraio 2014
L'odio mi scorre nelle vene ovvero chiocciole e asterischi
Premetto una cosa: io non ho niente contro le stronzate. A patto però che la stronzata sia consapevole di esserlo e che pur essendo consapevole di essere una stronzata vada fino in fondo per sfizio e per dispetto.
Quella che non sopporto, però, è la stronzata pretenziosa. Cioè quella stronzata che si ritiene intelligente divenendo, appunto perché disconosciuta, una doppia stronzata.
Comunque basta con la premessa, è ora di dire cosa mi ha irritato profondamente negli ultimi tempi.
Sul web si sta diffondendo un modo di scrivere veramente orrendo. Non bastavano le kappa, le parole stuprate dai bimbominkia, la scrittura da sms che imperversa e gli orrori grammaticali commessi dai più…no, non bastava.
Si è raggiunto il culmine con i geni che usano asterischi e chiocciole al posto delle normali vocali. Quelli che scrivono tutt*, qualcun@, ecc. ma perché? Perché questa idiozia?
Normalmente rispondono così: perché l’italiano è una lingua sessista, non ha il neutro e così per non discriminare le donne scriviamo tutt* invece di tutti e qualcun@ invece di qualcuno.
Non sono morto di colpo apoplettico per puro caso. La stronzata è grossa, ma per fortuna son di fibra forte.
Ma che cazzo. Vedete? Sembra un discorso intelligente, ma è una colossale cacata.
È vero, l’italiano non ha il neutro. Ma non mi sembra un buon motivo per sfregiare così la nostra bella lingua italiana. Ormai quando si dice tutti, si intende dire proprio tutti e non solo il genere maschile. Ormai è l’uso che ha di fatto generato il neutro. È davvero una soluzione scrivere tutt*? A me quella parola scritta così fa solo vomitare.
Secondo me è importante non essere né sessisti né maschilisti, ma sono altre le cose da fare non certo scrivere come dei coglioni. Studiare, confrontarsi, crescere spiritualmente, queste sono le uniche strade da seguire. Ogni altra cosa è solo una cazzata per chi se la merita.
Davvero le donne intelligenti approvano questo schifoso modo di scrivere? Davvero si sentirebbero tutelate e rispettare se venisse adottata questa grammatica da cretini inguaribili? Io non credo.
Anzi, spero proprio di no. Ma lo immaginate un romanzo (o una poesia) con chiocciole e asterischi? Sto male, malissimo, solo all'idea.
Il culmine della rabbia l’ho raggiunto leggendo il blog Al di là del buco. È un ottimo blog perché le persone che ci scrivono e i temi trattati son di grande qualità. Tanto è vero che ve lo raccomando e ve lo segnalo. Il tutto però viene sciupato da asterischi * e chiocciole @ che imperversano negli articoli. Ho pure scritto per protestare, ma non ho avuto riscontri. L’unica risposta è stata la mail che arriva dopo aver inserito il commento e che per colmo di ironia comincia con Benvenut@! Ma vaffanculo!
Ho deciso di non leggere più quel blog perché non resisto a questa bruttura idiota e mi sto cancellando per protesta da tutte le pagine facebook piene di * e @.
Io dico basta alle cazzate “intelligenti”. Se cazzata dev’essere che sia almeno sulfurea e pecoreccia.
Ciao ciao.
venerdì 17 gennaio 2014
I camerieri del PD ovvero una domanda politica
Stamattina mi son fatto la doccia dopo che da lunedì non mi lavavo perché ho avuto la febbre. Poi mi son vestito, non pettinato e mi sono recato a Pompei a comprare L’uomo che ride di Victor Hugo. Al ritorno, prima di tornare a casa mia, sono passato a casa di mia sorella per salutare lei e le mie due adorabili nipotine.
Mentre giocavo con la più grande, Raffaellina, e precisamente mentre le riparavo la caffettiera giocattolo mi è venuto da pensare:
Questi del Partito Democratico, negli ultimi anni, hanno fatto i camerieri di Berlusconi, di Napolitano, di Monti, della Fornero, di Alfano, della BCE, di Bilderberg, degli imprenditori corrotti attraverso le tangenti, dei mafiosi, dei lobbisti, ecc. ma si rifiutano di fare i camerieri del MoVimento 5 Stelle. Perché mai? Cos’ha di più o di meno il M5S? Perché il PD dopo aver servito tanti cani e tanti porci, approvando docilmente tante cose indegne, si rifiuta di fare il cameriere di Beppe Grillo? Siamo sicuri che fare i camerieri del M5S e di Beppe Grillo sia peggio del fare i camierieri ai personaggi succitati? Siamo sicuri che fare i camerieri del M5S e di Beppe Grillo invece di farlo con gli altri non porterebbe qualcosa di buono per l'Italia?
Quale mistero si cela dietro questo comportamento consistente nel fare da camerieri alla peggiore feccia, ma non a Beppe Grillo e al M5S?
lunedì 6 gennaio 2014
La donna de l'Unità ovvero una buona notizia e un mistero dantesco da svelare
Salve, o popolo.
Cominciamo dalla buona notizia.
Nel 2013 ho scritto ben il 51% di post in meno rispetto al 2012. Ciò vuol dire che non solo il web in generale, ma anche chi è passato di qui ha potuto sorbirsi il 51% di cazzate in meno. Non è favoloso? Non è un risultato straordinario? Ora potrei dire che avendo scritto il 51% di post in meno, ho impiegato questo 51% di surplus temporale in maniera più proficua, che invece di stare al pc ho avuto una vita e altre cose figlie del pregiudizio dei nostri tempi.
Solo che non è vero. Se ho scritto di meno è semplicemente perché pur avendo qualcosa da scrivere mi rompevo il cazzo di farlo o non avevo nulla da scrivere e da condividere. La mia vita è rimasta la stessa, state tranquilli.
Parliamo di facebook.
Su facebook mi diverto tanto. Lo ammetto senza problemi. Non è un luogo dove si può produrre chissà quale qualità o intavolare chissà quali grandi dibattiti. Io sto lì per cazzeggiare.
Credo che i luoghi dove fare "cultura" siano ben altri.
Mi piace soprattutto scrivere post un po' provocatori o anche (non) innocentemente stupidi.
Al contrario di quello che ci si potrebbe aspettare, su facebook non vale tanto la pena seguire o commentare solo quello che ti piace. Il vero divertimento è seguire e commentare quelli che sono i più lontani da te.
Per esempio io seguo una donna che lavora, sta nel gruppo, ha amici, ecc. nel giornale l'Unità.
Ora per questa donna non solo l'Unità ha sempre ragione, ma tiene pure il vizio di citare e di stroncare Marco Travaglio e il Fatto quotidiano.
Per quel che mi riguarda sono nato in una famiglia di giornalisti, leggo quotidiani da sempre e mi piace confrontare. Quello che posso dire è che un solo articolo di Travaglio vale tutti gli articoli di un anno de l'Unità e lo stesso Fatto Quotidiano vale molto ma molto di più di tutti i maggiori quotidiani italiani messi insieme.
Ma non è questo il punto. Ciò che mi diverte è discutere con lei proprio perché non è una discussione vera e propria. Assomiglia di più al far rimbalzare una pallina da tennis sul muro.
A me dell'Unità non frega un cazzo, cioè non mi frega un cazzo niente visto che io non sono pagato, nessuno di loro mi dà a mangiare. Sono libero. E allora mi diverto un po' a punzecchiarla, mi piace leggere quello che scrive e come in ogni modo riesce a dire: l'Unità ha ragione.
L'ultimo caso è stato l'articolo di Lillo, giornalista del Fatto Quotidiano, su Ioannucci (PDL, amica di Lavitola, ecc.) e l'acquisizione di alcune quote dell'Unità.
Matteo Fago ha scritto una replica, ma non ha mai citato né Lillo né Ioannucci e ha concluso con il solito e stanco: "adiremo le vie legali" e altra fuffa. Io ho fatto osservare che è strano scrivere una replica su Lillo-Ioannucci senza citare mai Lillo-Ioannucci, senza entrare MAI nel merito.
Il bello è che poi gli stessi giornalisti dell'Unità han chiesto chiarezza...
Poi ho scritto anche altri post, ma così, giusto per divertirmi.
E qui mi è venuto in mente Dante. Ho pensato: in quale girone mi metterebbe? Esiste un girone infernale per chi cazzeggia? Mi bollerebbe come sadico? Indagherò in questi giorni.
lunedì 16 dicembre 2013
Aveva ragione Nietzsche, l'Europa ha avuto 80 anni per andare a puttane...
Il mio rapporto con Nietzsche è come l'amore libero.
Non dobbiamo frequentarci per forza tutti i giorni, possiamo vedere anche altri filosofi, non siamo gelosi, ci va di stare insieme quando veramente ci va di stare insieme, non ci facciamo nessun problema e sopportiamo tranquillamente anche pause lunghissime. Zero paranoie.
Forse tutte queste caratteristiche sono il segno di un amore sovrumano, chi lo può dire? Non certo io.
Dopo un periodo di letture nicciane intense, mi sono distaccato dal caro Nietzsche e ora ci ritornerò nel 2014. Lui sarà lo stesso, ma sono io che nel frattempo sarò cambiato. Forse grazie ad altre letture, arricchito. Chissà. Stamattina Carmelo Bene ha detto che una persona intelligente non può esimersi dal confronto con Nietzsche. Credo sia proprio così.
Altro da segnalare non c'è.
La mia vita scorre inutile come quelle di tutti voi, ma almeno io lo so. uhaz uhaz uhaz.
A parte le battute, mi sento sempre come quel giocatore di scacchi che si ritrova in un circolo di giocatori di dama. Cioè fuori posto, senza possibilità di comunicare, senza possibilità di potersi adattare e senza nessuna altra scelta che quella di escogitare il modo di fuggire da quei fottuti giocatori di dama. A voi piace la dama e non ve lo contesto, ma a me piacciono gli scacchi. Non c'è dialogo!
Ho trovato una frase che mi è piaciuta molto: "Non è che io sia antisociale, sono solo anti-lavoro"; l'ho trovata in un libro e non ricordo da quale spettacolo è tratta.
Il fatto è che sono circondato da persone che hanno la fissa per la professione, la carriera, l'automobile, la moglie, la casa e i figli.
Ora a me non me ne fotte niente della professione, della carriera, dell'automobile che non ho, della moglie, della casa e di avere figli. Anche in questo caso il dialogo è molto difficile.
Capirai che è una situazione abbastanza strana. Il fatto è che sia la professione, sia la carriera, sia l'automobile, sia la moglie, sia la casa, sia i figli sono basati sul lavoro. Se tu non sei così cretino dal voler lavorare e dall'avere i soldi, come puoi avere tutto questo?
Forse dovrei mettermi in cerca di un eremo? Non lo so, manco ci ho pensato ancora.
mercoledì 11 dicembre 2013
Un esempio del perché io spero nella completa estinzione della razza umana
Leggere le opere filosofiche di Giordano Bruno con uno sguardo disinteressato e scevro dei pregiudizi tramandati dalla becera tradizione anticlericale italiana è fondamentale per comprendere le ragioni che hanno indotto la Chiesa a condannarlo al rogo.
Dalle analisi delle opere del nolano emerge un pensiero che si nutre di suggestioni esoteriche che agli inizi del seicento rischiavano di minare le fondamenta della civiltà europea.
Un pensiero privo di originalità, di cui la storia della filosofia può benissimo fare a meno e celebrato oggigiorno solo nei salotti della piccola borghesia e dal culturame di ascendenza marxista.
Alla fine della lettura del libro rimane solo lo sconcerto per il fatto che un pensatore di basso livello, abbacinato finanche dai miti della religione egizia, possa essere considerato da molti un martire della libertà.
Non so chi sia 'sta stronza (si firma CRISTIANA), ma spero stia leggendo Moccia sul cesso mentre ha una diarrea eterna.
giovedì 21 novembre 2013
Un illegale imperituro
Oggi mi è venuta voglia di sparare a delle anatre. Così, di punto in bianco.
Ho cominciato a pensare a cosa avrei dovuto fare: la richiesta per il porto d’armi, l’acquisto di un fucile e pure trovare un posto pieno di anatre perché in realtà nella mia zona non c’è manco una cazzo di anatra. Quanta fatica, quanta burocrazia e chissà quanti soldi dovrei spendere, ho pensato.
Allora, sul divano, ho chiuso gli occhi e ho sparato alle anatre con la fantasia. Però o non le centravo oppure, quando le colpivo, non provavo nessuna soddisfazione perché erano uccelli troppo gracili.
Ho virato le mie fantasie su degli enormi avvoltoi come li ricordavo in alcuni cartoni animati e sì che godevo quando li colpivo. PUA’! un grosso proiettile esplosivo centrava il pennuto ed esso esplodeva con grande spargimento di sangue membra e piume che schizzavano da tutte le parti. Mi piacciono i proiettili esplosivi. I proiettili esplosivi sono quei proiettili che entrano nel corpo dell’obiettivo, non lo trapassano, e una volta dentro PUA’! esplodono come bombe creando un macello meraviglioso perché sanguinolento.
Poi sono uscito, sono andato alla posta. Mentre mi recavo lì ho pensato, ma non riesco a ricordare cosa. È una sensazione scocciante: so benissimo di aver pensato, ma non ricordo cosa.
Alla posta la solita storia, quelle facce di cazzo degli impiegati che forniscono un servizio pessimo e quei vecchi di merda più gli ignoranti abissali che per fare un’operazione impiegano quaranta minuti di orologio. Li odio, li odio veramente tutti.
L’unica novità è che nell’ufficio ho visto Maonicao. Il nome è Monica, ma da noi si pronuncia Maonicao. Non abbiamo mai avuto rapporti (per fortuna), non abbiamo avuto mai niente da dirci (per fortuna) e anche oggi è stato così (per fortuna). Son diciassette anni che è così (per fortuna).
Dopo la posta son tornato a casa, ho perso tempo, ho mangiato e per evitare di collassare sul divano che poi sto male, sono uscito a fare due passi.
Il cielo era grigio, sul tempestoso. Ma non mi ha fatto nessun effetto particolare. Il mare sì, invece. Quando è così grigio e agitato, mi mette sempre una strana sensazione addosso. C’era pure un vento fottuto. Ho camminato un bel po’, poi mi son seduto su una panchina e ho letto il brevissimo e bello Elogio di Carmelo Bene scritto da Giancarlo Dotto. Finita la lettura son tornato a casa e non ricordo né cosa ho fatto né cosa ho pensato.
Domani parlerò dell’Elogio e dopodomani parlerò del concetto di “sentenza suicida”. Poi verrà la domenica e chissà, magari parto per l’Uruguay.
martedì 19 novembre 2013
Ho paura di Beckett
Ho cercato sul vocabolario “fobia” e “paura” per vedere un po’ le differenze che potevano sussistere tra questi due termini. In realtà cercavo un pretesto per usare il termine d’origine greca “fobia” per darmi un tono, visto che usare “paura” mi ripugna in maniera direi ancestrale.
Alla fine ho deciso di arrendermi, di non farla tanto lunga e confessare schiettamente: ho paura di Beckett.
Il fatto è che oggi ho ripreso in mano Aspettando Godot. Sono arrivato quasi alla fine del primo atto e poi ho chiuso il libro.
Non so che pensare. Prima mi si affollano nella mente tante, troppe considerazioni e suggestioni e il momento dopo buio completo.
Ho una paura fottuta di toppare la comprensione dell’opera.
Beckett riesce ad essere profondo e lieve contemporaneamente. È questo che mi frega.
Se ti muovi con la pesantezza del grande ermeneuta rischi di fare la figura del coglione che non ha colto l’assurdità del testo.
Se ti muovi con la levità dell’uomo di mondo letterario rischi di fare la figura dell’imbecille che non ha capito la complessità del testo. E allora ti capita di fare la fine dell’asino di Buridano.
Il fatto è che Beckett ha troppi strati, strati su strati con un insondabile substrato e un incomprensibile sostrato.
Che ne so io da dove partite, quale strada prendere...l'assurdo (che sarebbe comunque un termine da approfondire soprattutto per la sua applicazione al contesto teatrale)? l'esistenzialismo? una critica della società? il nichilismo? la depressione? Basta sbagliare la partenza e tutto il percorso diventa una sequela di scemenze.
Chiaramente l’unica via d’uscita sarebbe quella di leggere qualcosa su di lui scritta da un commentatore di comprovata qualità ed esperienza, ma a parte il fatto che ora non mi viene in mente nessuno e non ho alcun materiale sottomano, il dubbio rimane sempre: e se in realtà manco il commentatore ci ha capito un cazzo solo che è più furbo e sfrontato da scrivere e basta? Allora non resta che seguire il suo esempio: scrivere quello che mi pare come meglio posso camuffando paure e incertezze.
Ok, farò così. Ma almeno, prima, ho onestamente detto che non ci capisco un cazzo di Beckett.
Comunque non so se scriverò mai qualcosa su Aspettando Godot. Forse cercherò di scappare parlando di Malevic, del Suprematismo, di Hegel...che ne so...e di post in post lascerò perdere l'idea di affrontare Beckett.
Forse ne scriverò domani.
venerdì 15 novembre 2013
Ma fatevi un biocidio nell'ano
Sinceramente non credo al fatto che gli americani e i loro servi, cioè alleati, esportino la democrazia. Non credo neanche alla guerra al terrorismo. Sono due cazzate degne dei mentecatti che ancora credono a queste emerite stronzate.
Però non sono neanche il tipo che scrive sul muro 1 100 1000 Nassyria. A me fanno solo pena quei poveretti (soprattutto meridionali) che vanno in Iraq Afghanistan o in chissà quale buco del culo del mondo perché è l’unico modo che hanno trovato per fare qualcosa di soldi.
Com’è stupida retorica e imbecille la pubblicità della Barilla. Il solito coglione che torna da chissà dove che trova la solita vecchia bavosa che…HA FATTO LE TAGLIATELLE. E sticazzi? Non comprerò mai la Barilla, almeno finché farà queste pubblicità vomitevoli.
Stamattina ho avuto un impedimento in italiano. Nella lingua italiana. Ho scritto ad una tizia su anobii perché volevo sapere se il sito è in disarmo. Però “disarmo” mi pareva un termine troppo forte; ne ho pure cercato un altro ma non andava bene. Il fatto è che in italiano ero sincero, ma brutale. E allora ho sostituito “disarmo” con stand by. È più soft stand by, credo. Il fatto è che anobii mi pare in smerdamento completo. È più di un mese che cerco di aggiungere un nuovo libro, ma niente. Poi han problemi con le copertine. E che cazzo.
Uno dei problemi del mondo del lavoro è quel tipo lì, quello stachanov con sette-otto figli a carico che deve lavorare lavorare lavorare. Nun t’avess’ prurut’ ‘o cazz’, stess’m appost.
Sono molto contento di aver ricevuto i cinque opuscoli anarchici che avevo ordinato. Non vedo l’ora di leggerli e di parlarne qui. Leggere gli scritti anarchici è come leggere Artaud: un’operazione di igiene mentale. Dopo tante coglionerie, ci vuole lo sfavillio abbagliante e quasi insopportabile della verità nuda e cruda.
Ho fatto un bel discorsetto all’Adelphi. In pratica secondo me le grandi opere letterarie non possono stare fuori commercio per troppo tempo. È una bestemmia contro la cultura. Prendiamo Cime abissali di Zinov’ev. Un’opera in due volumi uscita tra il 1977-1978, ovvero 35 anni fa. Secondo me si dovrebbe mettere un tetto temporale alle grandi opere fuori commercio. Massimo massimo 30 anni. Ma pure 25 anni, che sarebbe pure meglio. Invece di stampare tante cacate, vedete di ristampare più spesso i capolavori, please. Ovviamente non mi prenderanno in considerazione, ma almeno lo dico.
Segnalo due fatti sulla Campania: una è quella sulle dichiarazioni del pentito Schiavone sui rifiuti tossici seppelliti illegalmente e un’altra sull’acqua avvelenata. Bella scoperta del cazzo, mi fa piacere che siano diventate due notizie della strafottuta attualità di cui scordarsi dopo 10 minuti. Ma porco dio. È già tutto scritto in Gomorra anno 2006 e son cose che si sanno anche da prima. Tutti a scoprire l’acqua calda e a inventare parole da stronzi come “biocidio” che fa il pari con quell’altra cacata di parola “femminicidio”. Comanda la camorra e nessuno ci può fare un cazzo, avete capito?
Ultimamente su facebook ho intravisto un video (non visto perché vederlo tutto non reggevo). C’era un tizio anziano, una brava persona, che diceva: Renzi? Non lo voterò mai! A ‘sto punto voto Civati.
AH BE’! allora siamo in quindici botti di ferro. La solita miseria, niente da aggiungere.
Per il resto, niente da segnalare.
Solo il fatto che è difficile vivere con fotocopie di fotocopie di fotocopie di essere umani sempre uguali.
lunedì 16 settembre 2013
Rivoluzionario e terrorista, una prima riflessione
Oggi pensavo: qual è la differenza tra un rivoluzionario e un terrorista? Ovviamente la prima cosa che ho fatto è stata quella di consultare il vocabolario che però non è che mi abbia dato chissà quali chiarimenti. Ecco le definizioni:
Rivoluzionario 1 di, relativo a una rivoluzione capo rivoluzionario tribunale rivoluzionario, operante durante una rivoluzione 2 (fig.) che rinnova profondamente, o mira a rinnovare radicalmente, un ordine prestabilito: atteggiamento rivoluzionario; idee rivoluzionarie – fautore di una rivoluzione.
Terrorista 1 chi appartiene a un gruppo o movimento politico che pratica il terrorismo; chi lo organizza: terrorismo di destra, di sinistra. 2 membro del governo del Terrore nella Francia rivoluzionaria. Usato anche come agg., in luogo di terroristico: un gruppo terrorista.
La riflessione è nata leggendo la pagina wikipedia di Renato Curcio laddove dice: Renato Curcio (Monterotondo, 23 settembre 1941) è un ex terrorista, editore e saggista italiano, tra i fondatori delle Brigate Rosse.
Ora: perché Curcio è un terrorista e non un rivoluzionario? Non aveva un programma e delle idee politiche Curcio? Non mirava a cambiare radicalmente un ordine prestabilito? Non era alla guida di uomini per fare una rivoluzione? Credo siano domande legittime. Si potrebbe dire che se vinci, sei un rivoluzionario. Se, invece, la tua sommossa perde sei un terrorista. Anche questo è un caso in cui le definizioni le fanno i vincitori?
Per quanto riguarda quel che è successo in Italia dal '68 e per tutti gli anni Settanta, io credo che stragi come piazza Fontana siano terrorismo e che le Brigate rosse siano rivoluzione. Magari non ne condividiamo le idee, magari abbiamo orrore di quel che è stato con i morti e i ferimenti, magari ci sembrano solo dei pazzi e dei criminali... però non so. Una riflessione più lunga ci vuole.
A presto.
sabato 7 settembre 2013
Peccato che
Figura esemplare delle avanguardie storiche europee,
pittore fra i più inventivi del secolo,
narratore di sorprendente e affascinante fantasia,
prosatore di instancabile vitalità linguistica,
drammaturgo di travolgente impatto culturale,
pensatore geniale e profetico,
critico audace e puntuale,
intellettuale coraggioso e lungimirante,
un protagonista dell’arte e della letteratura del Novecento,
scrittore pionieristico e anticonformista che ha lasciato un segno indelebile della grandezza che diventa modello intellettuale e morale,
simbolo di libertà espressiva.
Peccato che scopasse poco.
giovedì 29 agosto 2013
Breve scritto sulla questione IMU ché non c'ho tempo che è nata la mia seconda nipote
Innanzitutto: BENVENUTA LUISA!
La mia seconda nipotina è venuta al mondo, sono due volte zio e due volte felice.
Sabato lei e la madre verranno a casa mia e me le godrò insieme all'altra mia adorata nipotella.
In queste settimane tengo poco aggiornato il blog, ma continuo le mie letture, le mie riflessioni e i miei pensieri. Riflessioni e pensieri non sono importanti; i resoconti delle letture invece sì.
Nell'attesa di scrivere tutto quello che voglio scrivere su di esse, soprattutto sugli anni di piombo, posto questi brevi punti sulla quesione IMU che, per ora, mi pare la solita farsa italica.
Eccoli.
- L'imu è stata decisa nel 2012 perché non ci sono i soldi (e già qui ci sarebbe da ridere. Nel paese più tassato al mondo non ci sono i soldi...ahhahahahahahhahaha!!!)
- Secondo il parere di molti esperti economisti, la tassa è giusta ma "distribuita" male. Andrebbe riformulata.
- L'imu è diventata il cavallo di battaglia populista di Berlusconi per abolirla un secondo dopo averla votata in parlamento.
- Classica figura squallida dello squallido PD che invece di lottare per renderla più equa si cala le braghe per far guadagnare punti a Berlusconi. Comportamento che tengono since 1994.
- Tassa rinviata al 2014 dove ce lo piazzeranno di nuovo nel culo, ovviamente cambiando il nome alla tassa.
ciao ciao.
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