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martedì 10 luglio 2012

Notte in treno

oggi è una giornata di merda.


Questo brevissimo racconto di Irène non è tanto incentrato su una trama, su una “storia” o sui personaggi.
È dedicato ad una sensazione, ad una condizione umana particolare. È da pochi giorni scoppiata la guerra. La Francia l’ha dichiarata alla Germania dopo l’invasione nazista della Polonia.
In un vagone di un treno diretto a Parigi, s’instaura tra i passeggeri un’inusuale “fraternità”, una cortesia e una confidenza di solito sconosciute tra estranei che viaggiano insieme.
Notte in treno è un’istantanea di quei primi momenti in cui si viene proiettati da una vita all’altra, senza fiato, come se si cadesse dall’alto di un ponte, tutti vestiti, in un fiume profondo, senza capire cosa sta succedendo, serbando nel cuore un’insensata speranza.
Il racconto è ambientato in una sorta di no man’s land tra la pace e la guerra, con le paure, le ansie, le speranze, dove per prima cosa bisogna sbarazzarsi dei progetti inutili in attesa che il giorno faccia chiarezza sull’effettiva condizione di precarietà e pericolo.
L’unica storia che emerge tra le altre è quella di Marta. Ventenne dai lineamenti delicati e fini che la preoccupazione e lo smarrimento rendono teneramente belli. Marta è scappata da casa per raggiungere a Parigi il suo fidanzato. È stata costretta a scappare perché i genitori hanno sempre osteggiato la sua relazione col giovane e Marta vuole passare con lui almeno ventiquattro ore di felicità prima di affrontare l’ineluttabile destino. Vuole che l’uomo abbia dei bei ricordi della pace e della felicità casalinga prima di partire per la guerra e che questi ricordi siano legati a lei.
Non sappiamo nulla di come andrà a finire il sogno d’amore di Marta perché Némirovsky non lo dice.
L’unica cosa che possiamo fare è, imitando il giovane con l’anello d’argento al dito, augurarle buona fortuna.

venerdì 29 luglio 2011

Il ballo

Breve e piacevolissimo romanzo di Irene. Uno dei suoi primi lavori scritto nel '28 e uscito nel '30.
Adoro le storie che hanno per protagonisti gli arricchiti.
Gli arricchiti sono coloro i quali, avendo umili origini, diventano ricchi di colpo e non sanno gestire bene questa nuova situazione.
Ed è proprio questo nuovo status ingestibile che mi piace: gli atteggiamenti imbarazzati, l'impaccio sempre presente, l'autocontrollo impossibile da mentenere davanti allla servitù, la smania di entrare ed essere accettati dal "bel mondo"...
Addirittura la padrona di casa, la signora Kampf, non riesce a pranzare a causa della presenza di George il cameriere.
Protagonista del romanzo è la quattordicenne Antoinette.
Antoinette, come quasi tutti gli adolescenti, odia i genitori e il mondo degli adulti.
Si sente da loro umiliata, maltrattata e trascurata. Antoinette vorrebbe essere trattata come una donna e invece viene considerata come una bambina che deve andare a letto alle nove.
I genitori di Antoinette decidono di dare un ballo, il primo ricevimento nella loro nuova e grande casa (arredata con molto sfarzo, uno sfarzo che confine con il kitsch e il cattivo gusto).
Ed è per vedere come andrà a finire questo ballo, per vivere le ansie e le arrabbiature della signora Kampf e per godervi la terribile (anche perchè improvvisata) vendetta di Antoinette che vale la pena di leggere questo romanzo.