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domenica 31 luglio 2011

Il decalogo di Salvador


Notti fa feci un sogno alquanto bizzarro.
Mi trovavo in mezzo al deserto, avevo una tunica celeste lercia e strappata, portavo una barba lunghissima e dovevo avere circa sessantanni. O almeno questa era l'età che mi sembrava avere nel sogno.
Il sole era accecante, e per quanto mi sforzassi di guardare in tutte le direzioni ero da solo e all'orizzonte non vedevo altro che sabbia.
D'un tratto una voce tonante, che mi sembrò provenire dall'alto, mi chiamò: Andrè!
Dopo un comprensibile momento di stupore, risposi: Sono io. Chi sei?
Sono Salvador, Andrè. Il Dio dei pittori. Sali su quella montagna che sorge sulla tua destra. Te lo ordino!
Ma quale montagna? replicai e mentre così dicevo, mi girai verso destra e in effetti scorsi una montagna che prima non c'era. Incamminatomi verso di essa, mi riusciva molto faticoso il passo e in più avevo un'indicibile arsura.
Ogni tanto la voce gridava Forza! e io, tramite quell'incitamento, trovai le risorse per completare l'ascesa.
Giunto in vetta la voce gridò: Ecco il Decalogo per quel che desidera il pittore! Scrivilo e divulgalo al popolo!
Quando mi svegliai lo scrissi a memoria e ora eccolo qui per voi.

1. Pittore, meglio esser ricco che povero; impara dunque a far zampillare oro e pietre preziose dal tuo pennello.
2. Non ti spaventi la perfezione: non la raggiungerai mai!
3. Inizia con l'imparare a disegnare e a dipingere come gli antichi maestri. Dopo, potrai fare quel che vorrai: tutti ti rispetteranno.
4. Non gettare ai cani nè i tuoi occhi, nè le tue mani, nè il tuo cervello, perchè ti serviranno se devi essere un pittore.
5. Se sei uno di quelli che credono che l'arte moderna abbia superato Vermeer e Raffaello, non leggere queste regole, poichè stai benissimo nella tua beata idiozia.
6. Non vomitare sul tuo quadro, poichè è il quadro che potrà vomitare su di te dopo la tua morte.
7. Basta con i capolavori inutili!
8. Pittore, dipingi!
9. Pittore, non bere alcolici, e mastica hashish solo cinque volte nella tua vita.
10. Se la pittura non ti vuole, tutto il tuo amore per lei sarà inutile.

martedì 5 luglio 2011

Salvador dà i numeri...

Non so perchè Dalì abbia fatto le pagelle che hanno come minimo 0 e come massimo 20. Di solito siamo abituati a pagelle che vanno da 1 a 10.
Ma Dalì è Dalì e la sua genialità si insinua anche in queste piccolezze.
Riportare i voti che Dalì ha assegnato agli altri e a se stesso è una schiocchezzuola, ma ritengo sia un modo leggero e divertente (attraverso questi dati) per sapere come la pensava Dalì sugli "amici" pittori e sulla pittura in generale.
I parametri sono: TECNICA, ISPIRAZIONE, COLORE, DISEGNO, GENIO, COMPOSIZIONE, ORIGINALITA', MISTERO, AUTENTICITA'.
I pittori "valutati" sono: LEONARDO DA VINCI, MEISSONIER, INGRES, VELASQUEZ, BOUGUEREAU, PICASSO, RAFFAELLO, MANET, VERMEER, MONDRIAN e Dalì stesso.
(gli unici che non conoscevo erano Meissonier e Bouguereau)
Riporterò solo le valutazioni più interessanti e quelle provocatorie. (la provocazione mi piace da morire)
Per quanto riguarda la tecnica gli unici due 20 sono assegnati a Vermeer e a Velàsquez. Mondrian prende 0, Manet 3, Picasso 9 e Dalì un modesto 12.
Per l'ispirazione l'unico 20 è per Vermeer; Picasso, Velàsquez e Raffaello si fermano a 19; Meissonier e Mondrian 0; Manet 1 e Dalì 17.
Sul colore due 20 vanno a Velàsquez e Vermeer; 0 a Mondrian; Picasso 9, Manet 6, Dalì 10.
Sul disegno abbiamo Raffaello e Vermeer che meritano 20; Leonardo e Velàsquez che si fermano a 19; Picasso 18, Manet 4, Mondrian 0 e Dalì 17.
Ora la voce per Salvador più importante: il genio. Leonardo, Velàsquez, Picasso, Raffaello e Vermeer prendono 20; tutti gli altri 0 e Dalì 19...
Per quanto riguarda la composizione Velàsquez, Raffaello e Vermeer prendono 20; Picasso 16, Manet 4, Mondrian 1 e Dalì 18.
Fattore originalità. Gli unici due a prendere 20 sono Raffaello e Velàsquez; Vermeer e Leonardo si fermano a 19; Picasso 7 (?), Manet 5, Mondrian 0,5 e Dali 17.
Una voce che cercherò di approfondire è quella di mistero. Per ora mi limito a dire che Leonardo, Raffaello e Vermeer prendono 20; Picasso 2, Manet e Mondrian 0, Dalì 19.
Chiude la serie, la voce autenticità. Qui Dalì è molto largo di voti in generale assegnando un 20 a Leonardo, Ingres, Velàsquez, Raffaello e Vermeer; è duro solo con Picasso a cui dà 7 e con Mondrian che prende 3,5, mentre lui si dà 19.
A sto punto non so se essere contento o meno dell'assenza del mio amato Schiele da questa lista...

lunedì 23 maggio 2011

Salvador e la porta rossa

Un giorno accompagnai Dalì a vedere una mostra della cosiddetta arte astratta.
Durante quella visita mi accorsi che l'attenzione del Maestro si rivolgeva sempre verso un punto della sala in cui non era esposta alcuna tela.
"Sembra che lei stia evitando sistematicamente di guardare i quadri", gli dissi, "sembra ossessionato da qualcosa di invisibile".
"Non è affatto invisibile", mi rispose, "non riesco infatti a smetter di guardare quella porta, tanto è ben dipinta. Niente la equivale, in tutta questa mostra".
Rimasi un po' sbigottito da queste affermazioni e così Dalì continuò a spiegarmi che nessuno dei pittori che avevano appeso lì le loro tele sarebbe stato in grado di dipingere così bene quella porta. L'imbianchino, invece, sarebbe stato in grado di copiare con assoluta fedeltà qualunque quadro esposto in quella sala. Disse anche di diffidare di quei presunti quadri, astratti o non astratti, surrealisti o esistenzialisti, qualunque sia l'etichetta pseudofilosofica ostentata, che un imbianchino sarebbe in grado di riprodurre in modo soddisfacente in meno di mezz'ora.
Dopo un po' uscimmo dal museo per far ritorno in albergo perchè al Maestro era venuta l'idea per un quadro. Al momento di separarci gli chiesi se desiderava la cena in camera. Rispose di no, estrasse un foglietto dalla tasca e me lo diede.
Ecco cosa c'era scritto:

Cinque pensieri sull'arte

1. L'opera d'arte deve impressionarti senza toccarti.
2. Se i classici sono freddi è perchè la loro fiamma è eterna.
3. Lo splendore dei romantici è quello di un fuoco di paglia.
4. Se capisci il tuo quadro in anticipo, è inutile che tu lo dipinga.
5. La pittura, come ha dimostrato Leonardo, è superiore a tutte le altri arti, perchè è diretta al più nobile e divino di tutti gli organi, l'occhio. Paragonare l'orecchio all'occhio sarebbe assurdo come paragonare il naso all'orecchio.

mercoledì 11 maggio 2011

Salvador, portami con te...

Nel 1948 mi laureai in Sociologia con una tesi su Eva Henger che, stanca del cinema porno, sogna di vincere un Oscar. Il tutto dichiarato mentre posa nuda sulla copertina di Playboy con pellicce a fare da cuscini, coppe di champagne e tette in bella mostra.
Ovviamente, una volta conseguita la laurea, mi misi subito in cerca di lavoro che trovai dopo un paio di mesi di affannosa ricerca.
Risposi ad un annuncio, vergato secondo i canoni della scrittura automatica, e diventai il segretario-tuttofare-porta pennelli di Dalì. Era un lavoro stagionale, il Maestro avrebbe avuto bisogno di me solo per sei mesi, ma non importava.
Scoprii, nel tempo che passai con lui, che Dalì aveva bisogno soltanto di una persona che fosse disposta ad ascoltarlo e che si interessasse delle questioni pratiche mentre lui era intento a creare e a vagare nei suoi surrealismi. Io ero ben disposto e felicissimo. Prese a chiamarmi Francisco, anche se non mi chiamo così.
Tu dipingi? mi chiese al nostro primo incontro.
No, maestro.
Non dipingi perchè non vuoi o perchè vedendo le mie opere ti sei scoraggiato considerato che sono, esse, insuperabili e ineguagliabili?
Non dipingo perchè non ci sono portato.
Balle atomiche! Non devi decidere tu, ma è la pittura che lo deciderà. Prima devi provare con tutto te stesso. Seguimi e ti rivelerò 50 segreti magici per dipingere.
Decisi di seguirlo e quello che mi disse, io lo rivelerò anche a voi.