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martedì 10 novembre 2015

Una regola d'oro del giornalismo


buonasera a tutti.
io sono nato nel mondo del giornalismo. mio padre lo è (da circa 50 anni, credo) e anch'io lo sono (cioè, ho scritto degli articoli in passato e ho il tesserino, ma non esercito).
stasera voglio enunciare una regola d'oro del giornalismo che è la seguente:

UNA NOTIZIA PRIMA SI VERIFICA, SI ACCERTA, SI APPURA E SOLO DOPO SI PUBBLICA.

mi potreste dire che non c'era bisogno di scrivere una cosa così ovvia.
e invece sì. primo perché per l'uomo proprio l'ovvio è il più difficile così come proprio quello che è più vicino è più difficile da vedere e secondo perché proprio in questi giorni mi è capitata la seguente storia.

una "giornalista"(?)"professionista"(?) pubblica una notizia pesantissima con un'accusa gravissima riguardante un famoso scrittore.
io, che conosco bene la storia perché sono uno che legge e studia proprio quello scrittore, le dico che quella notizia è falsa. assolutamente falsa e diffamatoria.
sapete la "giornalista"(?)"professionista"(?) cosa mi risponde? che per lei la notizia è vera e che comunque la verificherà. cosa???????
sì, avete letto bene. questa qua prima pubblica una notizia riportante un'accusa gravissima e solo DOPO la verifica. sì, lo so, sembra una barzelletta. ma è una storia verissima.
ora, premesso che dovete sempre tenere gli occhi aperti e il senso critico acceso perché il mondo è pieno di piatti vacanti e fulminati vi dico 3 motivi per cui è obbligatorio, per un giornalista, verificare PRIMA di pubblicare.
1. se pubblici una notizia prima di verificarla questa notizia può essere falsa e un giornalista NON può scrivere e diffondere il falso. giusto? sì.
2. se la notizia, che non hai verificato prima, contiene una diffamazione rischi una denuncia e una condanna per un reato penale. è bello essere denunciati e condannati per un reato penale? certamente no.
3. se poi la notizia che hai pubblicato è falsa sei costretto a smentire, perdi di credibilità e fai una bella figura di merda. sono piacevoli le figure di merda e la perdita di credibilità? certamente no.

spero di aver fatto capire ai giovani giornalisti e agli aspiranti tali perché una notizia prima va verificata appurata accertata e solo dopo pubblicata.

p.s. cercate sempre più fonti; lo so che non è sempre possibile ma sforzatevi perché al 99,9% una sola non basta.
p.s. ovviamente avevo ragione io. la notizia pubblicata da lei era falsa. (e la tizia ha pure avuto il coraggio che il sottoscritto diceva stupidaggini ahahahhahahahahahhahaha)

mercoledì 14 gennaio 2015

Mi sono innamorato di un puffo


Sono un ragazzo pieno di problemi.
Innanzitutto non sono più un ragazzo perché ho superato la trentina e quindi che mi definisca ancora un ragazzo è un primo segno che sto a problema/i.
Ma non solo.

Mi sono innamorato di un puffo.
Come si fa ad innamorarsi di un puffo?
Non è un essere umano, è un fumetto, un cartone animato...non ci puoi parlare, non ti ci puoi confrontare...non ci possiamo guardare negli occhi, scherzare, abbracciare, toccare...non si può avere nessun tipo di rapporto o di esperienza con un puffo.

Poi un puffo quanto sarà alto? 5 centimetri? non lo so, ma io sono alto 1,83 e quindi fisicamente non ci siamo proprio.
Poi teoricamente è pure di genere maschile e io non sono omosessuale.
Poi quanti anni ha un puffo? Non è che passerei pure per pedofilo?

Sì, è impossibile e stupido innamorarsi di un puffo ma io ne sono innamorato. E' dolce, simpatico, io lo capisco e lui capisce me (mi sembra). Penso a lui tutti i giorni e tutte le ore. Mi viene voglia di abbracciarlo e di stringerlo a me. Di accarezzarlo. Ma non si può.

Ora devo togliermelo dalla testa, anche perché la mia vita è l'arte non l'amore. L'amore comporta alcuni obblighi e sacrifichi che io ho scartato a favore dell'arte.
Mi sobbarco solo gli obblighi e i sacrifici che comporta l'arte.

Per il resto dopo cena, prima di andare a letto, ho preso il vizio di:
- godermi una zuppa di caffè e latte coi biscotti
- guardare del porno su internet
- farmi una sega
- fumare una sigaretta

E di questo tran tran notturno ne parlaremo altra volta.

Ti amo puffo, so che è stupido e so che è infantile e impossibile e inutile però ti amo.
Non ti chiedo scusa di ciò.

martedì 31 dicembre 2013

Il corso delle cose ovvero un 2013 irripetibile ovvero godo come un pazzo perché ho lavorato ZERO ore


Salve a tutti!
Un mio amico, letterato al punto giusto, ha scritto:
La persona-azienda che tira le somme e stila il bilancio di fine anno. Poi continuerà la stessa stagnante vita in linea col principio di continuità, ma non diteglielo.
L'ho trovato veramente magnifico e pertanto non starò qui a scrivere un post fatto di bilanci, ricordi e sensazioni del 2013 né scriverò propositi per il nuovo anno che comincia domani.
Chissenefrega.
Quest'anno la salute è andata così così, con i denti, l'operazione ad agosto ecc. E ancora devo uscirne.
L'amore è andato benissimo, appunto perché non ce l'ho. In questo fantastico 2013 non mi sono innamorato di nessuna e non ho scopato mai. Sarà difficile da ripetere, purtroppo.
Il denaro è scarso come sempre, ma è scarso dal 1979 non è una novità.
Il lavoro pure è andato alla grande, ma anche in questo caso non credo che riuscirò a ripetermi. Lavorare zero ore quest'anno mi è riuscito, ma l'anno prossimo dovrei essere un semidio per resistere ancora e far di nuovo l'impresa.
Giustamente, mi si potrebbe chiedere: ma non lavori, non fai soldi, non t'innamori, non scopi, si può sapre che cazzo fai?
Leggo. Leggo, amici cari.
La mia vita è una follia gestita da un anormale che comprende solo le letture come atto che mi avvicina a voi comuni mortali. Certo, quello che leggo e come lo leggo, mi allontana di nuovo da voi, ma non sottilizziamo.
Sono qui solo per farvi gli auguri per un grande 2014.
Anzi, son qui per gli auguri e per regalarvi questo pezzetto tratto da L'altalena del respiro di Herta Muller.
Ciao ciao.
Il corso delle cose

La nuda verità è che l’avvocato Paul Gast rubava la zuppa dal piatto alla moglie Heidrun Gast fin quando lei non si alzò più in piedi e morì perché non poteva far altro, così come lui le rubava la zuppa perché la sua fame non poteva far altro, così come portò il cappotto di lei con il colletto alla paggio e i risvolti consunti in pelo di coniglio e non poteva farci nulla se lei era morta, così come lei non poteva farci nulla se non si era alzata più in piedi, così come poi la nostra cantante Loni Mich portò il cappotto e non poteva farci nulla se con la morte della moglie dell’avvocato si era liberato un cappotto, così come l’avvocato non poteva farci nulla se con la morte della moglie anche lui si era liberato, così come non poteva farci nulla se la volle sostituire con la Loni Mich, e così anche la Loni Mich non poteva farci nulla se voleva un uomo dietro la coperta oppure un cappotto, o se l’uno non si poteva separare dall’altro, così come anche l’inverno non poteva farci nulla se era glaciale e il cappotto non poteva farci nulla se scaldava bene, così anche i giorni non potevano farci nulla se erano una catena di cause ed effetti, come anche le cause e gli effetti non potevano farci nulla se erano la nuda verità, anche se tutto ruotava attorno a un cappotto.
Questo era il corso delle cose: poiché ciascuno non poteva farci nulla, nessuno poté far nulla.

venerdì 25 ottobre 2013

Il saluto surgelato dell'uomo dei surgelati


Oh là! Tenevo il blog nel freezer in attesa di scongelarlo e di tornare a scrivere.
Se non scrivo è perché ho troppo da dire. Siccome, ora, non ho nulla da dire scrivo qualcosa.

Per andare dal tabaccaio c'è una sola strada. Una strada piccola, senza importanza che sbuca su un'altra strada un po' più lunga ma ugualmente senza importanza.
Comunque per andare a prendere (comprare) le sigarette passo SEMPRE davanti ad un negozio di surgelati.
Il proprietario, anche lui trippone e tabagista, è quasi sempre sull'uscio perché il suo negozio è quasi sempre vuoto. Ho notato una cosa non strana e nemmeno singolare.
Siccome la zona è piccola ci conosciamo un po' tutti. Lui sa chi è mia madre che va a fare acquisti da lui ogni tanto.
Se mia madre ci va il lunedì mattina e io ci passo davanti il lunedì pomeriggio, mi fa un saluto entusiastico con tanto di occhiolino.
Il martedì mi saluta cordiale.
Il mercoledì mi saluta, ma senza sorridere.
Il giovedì mi saluta a stento.
Il venerdì fa finta di non vedermi.
Il sabato rientra nel negozio per non salutarmi.
La domenica è chiuso e il lunedì ricomincia la stessa musica sopra descritta.
In pratica lui mi saluta quando rappresento il figlio di una che compra da lui. Per lui esisto solo come figlio di una cliente. Se la cliente non si fa vedere, io non sono nessuno.
Lunedì prossimo ci passo davanti con una spesa di surgelati fatta in un altro negozio.
Voglio una reazione. Spero che mi spari.

mercoledì 7 agosto 2013

Emorroidi

(sembra un quadro di Dalì)


Mi è sembrato giusto interrompere il lungo silenzio del blog parlando di emorroidi.
Perché?
Eh perché innanzitutto le emorroidi sono qualcosa di corporale (che succede al corpo) e quindi parlo di qualcosa di materiale e di concreto invece di fare la solita filosofia metafisica astratta; secondariamente parlo delle emorroidi perché è la prima volta che mi capita e reputo giusto e corretto parlare di questa inedita esperienza sul blog; terzo motivo è che parlare di emorroidi nel mese di agosto mese di viaggi vacanze bagni di mare scopate clandestine con tedesche arrapate mi rende così isolato e coglione che quasi ne vado fiero. Credo ci fosse anche un quarto motivo, ma l’ho scordato.
A causa dell’operazione alla bocca, la mia dieta ha subito consistenti variazioni. C’è sicuramente stata una rivoluzione delle mie abitudini alimentari, la mia dieta ha subito uno sconvolgimento. Mettiamoci il caldo e lo stress. Facendo la summa di questi tre fattori (alimentazione, caldo e stress) credo ne venga fuori il motivo delle emorroidi.
Forse dovrei dire emorroide, perché era una e grossa, ma emorroidi fa più fico e rende il fatto più grave.
Ok, diciamo che non so affrontare la cosa da un punto di vista medico e quindi per me l’emorroidi è un fastidio terribile che ti fa cacare male, dolorosamente. Pure lavarsi e asciugarsi diventa un’impresa.
Comunque l’ho curata. Innanzitutto con una pomata. Sapete che era bello spalmarsi piano piano la crema? Ti dava un gran senso di freschezza. Poi ho comprato un integratore di fibre, perché ho letto che le fibre ti aiutano quando devi cacare.
In pochi giorni l’emorroide è guarita e sapete una cosa? È stato bello cacare senza fastidi, senza problemi.
Io credo che la malattia, in generale e non nei casi gravi, sia una bella esperienza filosofica. Ti fa apprezzare la salute, anche le cose che diamo per scontato.
Alla fine cacare diviene un fatto automatico e solo un’emorroide guarita te lo fa apprezzare.
Spero potrà essere così anche per i denti, la bocca e la masticazione.
Ormai sono 27 giorni che vado avanti a brodini, pappine e creme. Quando finalmente riassaporerò un piatto di pasta dovrò stare attento - potrei morire d’orgasmo.

venerdì 19 luglio 2013

Anestesia totale delusione


E quindi mi dicevi che hai provato l'esperienza dell'anestesia totale.
Sì sì.
Pure tuo cugino tutto che voleva sapere, eh?
Sì sì.
E allora? Com'è? Uno sballo?
Ecco, a dire il vero io mica la capisco st'eccitazione per l'anestesia totale. Sì, la curiosità, sì. Ma che c'è da essere eccitati? Non è mica uno scherzo. Anzi, è un'operazione piuttosto delicata.
Di sicuro non c'è quella specie di maschera che si vede nei film. Quella cosa collegata a un tubo che ti azzeccano sulla bocca.
Una volta steso e immobilizzato sul lettino operatorio, l'anestesista comincia a inniettarti del medicinale nel braccio. Dopo un po' ti chiede come va. Poi continua a iniettare. Torna e ti chiede se ti gira la testa. Tu dici: Un poco. Lui prosegue a iniettare e poi bum, il black out totale.
Non è quel cadere graduale tra le braccia di Morfeo del sonno naturale. E' proprio un salto senza coscienza nel nero assoluto.
Non ho ricordi, senzazioni, sogni...cioè nei film a volte fa vedere che ti sdoppi e ti vedi dall'alto lì steso mentre ti operano.
Io, niente.
Mi sono svegliato direttamente dopo circa sei ore. Con un dolore terribile all'occhio sinistro, con mia sorella e mia madre che mi passavano del ghiaccio sulla parte operata (per ridurre il gonfiore).
Ah, mi sono svegliato pure con un catetere e una specie di pompetta attaccata sul fianco contentente morfina.
Ecco, pure sulla morfina non ho niente di bello da dire.
C'era, non mi ha fatto sentire dolore e tanto mi basta.


Alla prossima
il vostro convalescente

sabato 6 luglio 2013

Cazzate & Divani ovvero gli indiani metropolitani del III millennio (sticazzi edition)


Buonasera.
Avete presente quei tipi che fanno un casino del diavolo su facebook? quei tipi che fanno solo l'inutile corteo? quei tipi che fanno gli eroi da tastiera? quei tipi che sbraitano e si lamentano su internet? quei tipi che quando poi si tratta di "fare" di "rompersi il culo" spariscono?
Bene, parlerò proprio di tipi così.
Mettiamo una città del sud Italia. Una cittadina costiera.
Prendiamo una storica spiaggia libera di questa città.
Una spiaggia mai curata perché non c'è amore né nelle persone né in quei fottuti camorristi amministratori della cittadina.
Poniamo che crolli un costone e che la spiaggia venga chiusa.
Mettiamo i soliti ritardi, i soliti imbrogli.
Diciamo pure che si forma un gruppo su facebook di circa 300 persone. Questo gruppo è molto battagliero. Post infuocati, link da paura, proteste, urla, insulti, rivendicazioni.
Questo gruppo fa un corteo, per dire Giù le mani dalla spiaggia...fanno pure una stronzissima foto che mettono nella stronzissima copertina nella pagina facebook del gruppo.
Orbene.
Da una settimana-dieci giorni, Legambiente ha promosso un'iniziativa per pulire la spiaggia.
Si trattava di andare stamattina, come volontari, a farsi il culo con pale rastrelli setacci buste e ripulire l'arenile e la zona circostante.
Io non faccio parte del gruppo di guerriglieri virtuali, ma un amico di Legambiente mi ha segnalato l'iniziativa e sono andato. Come faccio da quando avevo 14 anni.
Io scendo in strada e fatico, ho molto a cuore soprattutto quando si tratta di pulire perché mi piace l'ambiente pulito e so che i miei compaesani sono una manica di zozzoni di merda.
Sapete in quanti sono venuti dei 296 eroi del web stamattina a farsi il culo e a pulire sotto un sole cocente? Uno. UNO. 1. Uno su 296.
Questi sono gli indiani metropolitani dei nostri tempi: soliti borghesucci del cazzo che parlano parlano e poi si stendono sui loro bei divani imbottiti a non fare una minchia.
Per questo ho scritto il post, per dire a tutti quelli del gruppo facebook: ANDATE A CACARE.

giovedì 11 aprile 2013

76 minuti e 14 secondi con Mozart, il resto non conta



Oggi non ho fatto un cazzo. Cioè ho fatto qualcosa, ma niente di eclatante né interessante.
Vediamo…la prima cosa da poter dire è che ho mangiato un’ottima pasta fagioli e cozze. Poi sono sceso per fare un servizio a mia madre.
Ho finito di leggere Todo modo di Sciascia.
Ho riascoltato Animals dei Pink Floyd.
Ho scoperto una bellissima canzone di David Gilmour: Take a breath.
Sono andato a trovare la mia nipotina che mi ha mandato un sacco di bacini e me ne ha dato uno sulla guancia.
Ho cazziato un tizio in rete perché ha scritto che come presidente della repubblica voleva Milena Galbanelli (Gabanelli!!!).
Ho mandato affanculo una riunione politica che avevo alle 18 e 30.
Ho guardato il calendario sexy di Cristina Del Basso.
Poi? Altro da aggiungere? No.
Diciamo che attraverso una fase trentennale che non c’ho voglia di fare un cazzo.
Passerà.
L’ultima cosa che ho fatto in questa epica giornata è stata quella di stendere un tappetino per terra in camera mia e di ascoltare un disco di Mozart.
Vi posto la tracklist.

Sinfonia n. 40 KV 550 I. Molto allegro
Concerto per clarinetto KV 622 II. Adagio
Sinfonia n. 25 in sol minore KV 183 I. Allegro con brio (inizio)
Concerto per pianoforte n. 21 KV 467 II. Andante
Sinfonia n. 35 KV 385 “Haffner” IV. Presto
Concerto per violino n. 3 KV 216 II. Adagio
Divertimento KV 334 III. Menuetto – Trio
Sinfonia n. 41 KV 551 “Jupiter” IV. Molto allegro
Concerto per pianoforte n. 23 KV 488 II. Adagio
Concerto per corno n. 4 KV 495 III. Rondo. Allegro vivace
Concerto per flauto, arpa e orchestra KV 299 II. Andantino
Sinfonia concertante KV 364 III. Presto

giovedì 28 marzo 2013

Uscire SEMPRE da una situazione equivoca



Anni fa conobbi ‘sta ragazza. Carina, molto carina devo dire.
Simpatica, mi ci trovavo a parlare benissimo e ci facevamo un sacco di risate. Dolce, pure.
Insomma avemmo una storia. Una storia bella anche se già allora mi sembrava una storia impossibile.
Di colpo ‘sta ragazza cambiò atteggiamento. Divenne una stronza cronica e ci mandammo affanculo. Ci ebbi a che fare ancora per pochissimo tempo e mi parve sempre più stronza.
Poi più nulla per anni.
È ricomparsa all’improvviso così come all’improvviso scomparve.
Una situazione strana, davvero.
Da una parte ero contento, per carità, ma dall’altra non sapevo che cazzo dire e fare.
Forse era tornata per essere amici? Può essere, ma per me era impossibile. Non potevo essere suo amico. In realtà tra noi non c’era più niente. Non c’erano né il mistero né il divertimento né la voglia di conoscersi che c’erano all’inizio.
Io sapevo che lei era una stronza, lei sapeva che io ero uno stronzo.
Non poteva nascere un rapporto di amicizia…a me lei piaceva ancora, cioè non so come dire.
Ormai lei la conoscevo abbastanza per sapere che non ci sarei mai tornato insieme e sapevo pure che lei come amica era semplicemente improponibile.
Abbiamo boccheggiato qualche mese tra conversazioni inutili e periodi in cui ognuno si faceva i cazzi suoi. Forse avrei dovuto essere chiaro e dirle che a me lei piaceva ancora, se volevamo riprovarci...e se non l'ho fatto non è stato per paura di un rifiuto ma per paura che accettasse. Comunque lei è sempre stata molto diretta. Se non ha parlato chiaro è evidente che non voleva da me niente di che...forse solamente avere qualcuno con cui parlare. Ma parlare con lei non era possibile, veramente. Parlare come amico, intendo. Io ho amicizie femminili e mi piace ascoltare. Anche a Roma ultimamente è successo.
Ma con lei no, si cerchi un altro cazzo d'amico.
È sparita d’improvviso un giorno, senza dire nulla.
Era l’unica conclusione possibile. Non è che si può avvertire l'altro e dire: Ciao, sparisco.
Buona fortuna a te e ognuno per la sua strada.

sabato 5 gennaio 2013

Il grande moob ovvero fuori dal mondo o perennemente in ritardo?


Buonasera, come andiamo? Tutto bene?
Mi è capitato due volte consecutive di sentirmi un po' strano...non saprei che vocabolo usare, né descrivere esattamente le sensazioni che ho provato. Nulla di grave però è stato curioso.
Una settimana fa, circa, sono andato a cena da un mio caro amico. Eravamo in 13. No, Gesù e gli apostoli non c'entrano un cazzo; pura casualità.
Ebbene, di queste 13 persone 6 erano coppie e io ero il tredicesimo; in pratica ero l'unico single.
Anzi, l'unico scapolo, perché questi 12 formavano 6 coppie di sposi di cui tre con bambino, una coppia in dolce attesa e due che non vedevano l'ora di fare un bambino.
Dire che mi sono sentito un pesce fuor d'acqua è dire poco.
Il secondo caso mi è capitato nei giorni del capodanno. In pratica mi sono reso conto di essere l'unico che non ha un iphone o un cellulare di ultima generazione, con internet, what's up, le app ecc. Cioè il mio cellulare non ha internet, non fa le foto...cioè non ha un cazzo. Sembra un modello degli anni '90.
Anche qui mi sono sentito un pesce fuor d'acqua, un fottuto pesce in bianco e nero che nuota veramente di merda.
Ora la domanda è: sono un tipo che se ne fotte di quello che fa il mondo, delle mode, delle convenzioni, della tecnologia, del matrimonio, cioè un originale strampalato o semplicemente uno che le cose le fa in ritardo e quindi un ritardato?
Da una parte potrei consolarmi e dire che io sono fatto così, che vivo a modo mio e che non me ne fotte un cazzo di aggiornarmi.
Dall'altra parte credo sia più probabile che semplicemente faccio le cose in ritardo e che un giorno anche io sarò sposato e avrò un iphone pieno di app e di giochini.
Porca vacca lurida, l'iphone lo posso pure accettare ma il matrimonio no, ve prego!

lunedì 31 dicembre 2012

Quest'anno niente bilancio del 2012, liberarsi delle zavorre e solo Petrarca a salvare il tutto


No, quest’anno niente bilancio.
L’anno scorso dedicai un post che riassumeva il 2011 bollandolo come anno di merda. Quest’anno no, chissenestrafrega.
Il 2012 si chiude all’insegna del NON ME NE FOTTE PROPRIO UN CAZZO.
L’unica cosa importante è che parto per Bari per passare il capodanno con persone troppo grandi e simpatiche. E questo è eccezionale, segno che il 2013 potrebbe essere un anno propizio.
Poi a me sto 13 nell’anno mi fa simpatia. Son sicuro che sarà un anno pazzo e divertente.
L’unica cosa che vorrei dire, a parte le cazzate ispirate dall’anno nuovo che sta arrivando è questa: ma perché continuo sto rapporto che non porta da nessuna cazzo di parte?
Cioè ma e me che me ne impipa di quello che dici di quello che fai e pitipì e pitipà? Bò, va avanti con inerzia, per pigrizia, magari finirà tutto molto presto. Io mi faccio la mia schifo di vita, tu la tua che cazzo c’entriamo l’uno con l’altra?
Cioè che vuoi dimostrare? Niente. E bè, anch’io non ho niente da dire e da dimostrare.
Dice eh l’amicizia…l’amicizia? Ma che stracazzo me ne faccio dell’amicizia tua?
Non siamo amici, ma manco per il cazzo. Non m’interessa proprio. Tienitela pure. Io non ho bisogno di sentirmi normale perché coltivo rapporti interpersonali maturi e proficui con persone dell’altro sesso.
Ok, visto che non posso concludere il post in maniera così squallida mando in loop un Petrarca letto in questi giorni che m’è proprio piaciuto.
Buon capodanno a tutti e divertitevi.

Canzoniere, VII

La gola e ‘l somnno et l’otiose piume
ànno del mondo ogni vertù sbandita,
ond’è dal corso suo quasi smarrita
nostra natura vinta dal costume;

et è sì spento ogni benigno lume
del ciel, per cui s’informa humana vita,
che per cosa mirabile s’addita
chi vòl far d’Elicona nascer fiume.

Qual vaghezza di lauro, qual di mirto?
Povera et nuda vai philosophia,
dice la turba al vil guadagno intesa.

Pochi compagni avrai per l’altra via:
tanto ti prego più, gentile spirto,
non lassar la magnanima tua impresa.

domenica 25 novembre 2012

Ho votato alle primarie


Stamattina sono andato a votare per le Primarie del centrosinistra.
Certo che centrosinistra fa cacare come cosa, avrei preferito votare per le Primarie della Sinistra e basta. Ma tant’è. Del resto siamo un popolo un po’ coglione, che se non vede il “centro” in politica poi ha paura degli estremismi. Ha paura della destra e della sinistra e allora vai coi preti coi casini e coi pompini olè.
Comunque sono andato a votare. Perché? Non lo so.
Di sicuro non sono andato perché la partigiana Carla con gli occhi rossi di pianto mi disse che “tanti ragazzi sono morti per questo straccio di democrazia, non dimenticatelo mai e andate sempre a votare o vengo a tiravi per i capelli la notte anche dopo che sono morta”.
No, non è per questo. Non sono neanche andato perché mi piace votare, perché per me il voto è sacro o perché è la mia liturgia invece di quella stronzata arteriosclerotica della messa.
Nessuno di questi motivi.
In realtà non lo so, anche perché di sicuro non voterò il PD o altri partiti di centrosinistra.
Ho votato Vendola, ma anche in questo caso mica so perché.
Cioè non avrei mai votato Bersani vecchio arnese politico, che vota le cacate di Monti e tutto mi pare tranne che una persona di sinistra. Renzi? Hahahhahahahahahahahahahaha ma mai nella vita! Ogni volta che parla pare sempre pronto a piazzarmi un set di pentole. Poi tu fai il sindaco? E finisci il mandato e non rompere i coglioni! Fammi vedere che sai fare lì e poi ti presenti.
Tabacci e Puppato no comment.
Come vedi, caro il mio gianduiotto cremoso che leggi, votare alle primarie è un’azione senza perché e dai moventi oscuri e sconosciuti. È un voto inconsapevole. È un voto che rappresenta il non so perché voto e non so perché voto proprio quello lì. È un atto pregno di minchia di cane.
È un po’ come la vita.


p.s. come la vedete mia madre che voleva dire a quelli del seggio che c'era un errore perché c'era scritto vendola e non ventola?

giovedì 22 novembre 2012

Tranvata farmacia Mistero lavanderia Sicurezza salumeria


Stamattina, aggirandomi per il corso di una cittadina della provincia di Napoli, ho visto su una vetrina di una lavanderia il seguente cartello appiccicato: PIUMONI PAGAMENTO ANTICIPATO. Era l'unico cartello appeso e mi ha incuriosito. Mi sono affacciato per vedere il dentro del negozio e sotto l'immagine di Gesù Cristo (quella classica dove si vede un CRISTO! capelli castani, carnagione chiara, pizzetto e occhi azzurri) c'era lo stesso cartello con gli stessi caratteri cubitali: PIUMONI PAGAMENTO ANTICIPATO.
Perché questa specificazione ripetuta riguardante i piumoni? Che significa? Forse la gente li porta in tintoria e poi non li ritira più? Forse il negoziante non li sa lavare e se li fa pagare prima perché poi nella lavatrice si distruggono? Chi lo sa; il mistero è fitto.
Nel pomeriggio poi sono andato in farmacia perché il dentista mi aveva consigliato un dentifricio elettrico per pulire meglio i denti.
Entro, faccio vedere il modello del depliant e la farmacista gentilmente me lo porge.
"Quant'è?", chiedo innocentemente.
"170 euro", fa lei, "però con lo sconto fa 165".
ahahhahahahahhahahahahahahahah me stavo a collassà!!! Ho cominciato a ridere semi isterico e la commessa rideva appresso a me. Non la finivamo più. Alla fine ho ringraziato e ho preso una stecca di liquirizia in omaggio.
Dopo la farmacia sono andato in salumeria per prendere una confezione di caffè.
Bella la salumeria, con tutte quelle leccornie, gli odori che provengono dal bancone dei salumi e dei formaggi. Illuminata, le confezioni allegre e colorate dei biscotti, delle patatine, delle caramelle...si torna bambini in certi negozi.
Comunque sono andato alla cassa e insieme al caffè ho pagato pure un tronky che mi sono sgranocchiato sulla via del ritorno.
Poi bò? ho ricevuto un'inaspettata richiesta d'amicizia su facebook e ho accettato.
Perché ho accettato? Perchè mi faceva piacere.

venerdì 16 novembre 2012

Mi sono sbattezzato


Ho deciso di sbattezzarmi.
Stamattina ho compilato il modulo che ho scaricato dal sito UAAR, ho fatto la fotocopia della carta d’identità e poi ho spedito il tutto tramite raccomandata A/R (5 euro li mortacci loro) al parroco della parrocchia dove i miei genitori mi battezzarono senza chiedermi niente ormai più di trent’anni fa.
Era una cosa da fare perché io non appartengo a nessuna chiesa, tantomeno quella cattolica, e non sono neanche religioso.
Alla fine la religione cos’è? A quale campo appartiene? Potremmo dire a quello spirituale, dico giusto? Ebbene, io il mio spirito me lo coltivo da me e non ho bisogno della religione. Ho la filosofia, la letteratura, la poesie, l’arte…la religione non mi interessa. Al massimo posso leggere vangeli e altre menate semplicemente per curiosità e per cultura.
Non li leggo certo perché credo o per avere delle risposte. Figuriamoci.
Dice eh vabbè, ma la morale l’etica l’educazione…bè, io tutte queste cose le ho imparate da mia madre e da mio nonno in campagna. Il mio spirito si è formato in campagna, tra gli animali, gli alberi, i fiori, la voliera del nonno dove lui mi parlava in maniera tanto genuina e dolce. Coi preti mai ci ho avuto a che fare.
Quando m’iscrissero al corso per la prima comunione mi ricordo solo di un tipo che ci faceva ridere da morire, delle parole della catechista bò? Parole a vuoto.
Poi io non mi sento rappresentato né dalla gerarchia ecclesiastica né dal papa che a volte spara delle cazzate immani. Quando dice delle cose giuste è perché dice banalità su cui possono essere d’accordo gli uomini dotati di ragione. Quindi è la ragione importante, non il Credo.
È importante che vi sbattezziate se non siete cattolici, se non andate a messa e se non credete perché altrimenti i clericali diranno sempre che hanno il gregge pieno di milioni di pecore e invece no, col cazzo, a me non mi dovete contare.
Poi, scusate, mettiamoci un attimo nell’ottica cattolica quando si crepa. Io non voglio né il paradiso, né l’inferno, né il purgatorio. Io voglio stare al castello del limbo dove ci sono Platone, Atistotele e tutti gli altri amici. Se poi, come credo, non fossi degno di entrare al maniero vuol dire che mi attenderò vicino al castello, sull’erba e lì starò per l’eternità sperando di poter entrare ogni tanto per fare due chiacchiere con i filosofi.

venerdì 12 ottobre 2012

Missione Colluttorio


Innanzitutto sono stato nominato Uditore Reale del Collegio di 'Patafisica.
E scusate se è poco.
Dal punto di vista della giornata e delle energie, io vivo fino in fondo la prima e consumo fino in fondo le seconde.
Non vado mai a letto perché sono stanco o perché si è fatto tardi. Io non vado a dormire, io crollo direttamente. Ecco perché dormo sul divano, ecco perché io dormo vestito. Dormo sempre con la luce accesa non perché ho paura dei mostri e del buio, ma perché non faccio in tempo a spegnerla. Non ne ho la forza.
Mi consumo fino all'ultimo su un libro, studiando gli scacchi, ammirando i quadri dei miei pittori preferiti.
Anche ieri sera è andata così. Stavo esaminando alcune varianti della Partita Spagnola, quando sono crollato. Che ora era? E bò!
Comunque di sicuro mi sono svegliato alle 5. Ho spento la luce, riposto fogli e scacchiera e sono andato in bagno.
Poi sono uscito fuori al balcone e ho respirato a pieni polmoni. Quando sono rientrato mi sono accorto di due cose: 1) non avevo buttato la spazzatura; 2) ero rimasto senza le sigarette.
Mi sono sciacquato la faccia, mi sono lavato i denti, ho infilato le scarpe e sono sceso in strada. (ah, i vantaggi di dormire vestito!)
Ho gettato i sacchetti nel cassonetto differenziato e son rimasto col busillis: come compro le sigarette con sta cazzo di 50 euro? chi me li cambia sti soldi che sta tutto chiuso e non si vede anima viva? Mumble mumble mumble...la farmacia notturna!
Mi sono incamminato verso l'enorme farmacia del corso che è grande come quattro ipermercati. Ho bussato al citofono ed è venuta una farmacista giovane morta di sonno.
"Scusi, dovrei prendere un colluttorio..."
AHAHHAHAHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAAHHAHAAHHAHAHAHAHAAHHAHAHAHAHAHAHAAHHAHAAHAHHA
Dovevate vedere la faccia che ha fatto!!!
"Ma vedi sto stronzo che alle 5 e 30 di mattina viene in farmacia per un colluttorio!", deve aver pensato.
Non le ho dato il tempo di replicare, ho aggiunto che tenevo la gengiva gonfia (portandomi la mano destra alla guancia) e mi serviva proprio il colluttorio.
Cambiata la 50, ho preso le sigarette al distributore e sono andato al bar che nel frattempo aveva aperto.
Ho speso 2 euro e 80 per un caffè, un latte freddo e un cornetto a cioccolato e poi fumando me ne son tornato a casa ammirando l'alba che avvolgeva col suo abbraccio di madreperla il mio amato mare.

domenica 23 settembre 2012

Colui che soccombe


Questa estate ho coronato il mio piccolo sogno di andare a Delfi. Volevo vedere il sito archeologico dell’oracolo e calpestare la terra dell’omphalos ellenico.
Ho visitato anche il museo e la mia attenzione è stata catturata dalle scene di guerra rappresentate attraverso la scultura.
Una figura in particolare mi ha avvinto: quella del guerriero che muore in battaglia, che cade sconfitto sotto i colpi dell’avversario, che giace in terra ferito o morto, insomma colui che soccombe.
Queste foto ne sono la testimonianza visiva diretta. Le foto sono sempre in coppia; cioè ho cercato di farne una che riprendesse la scena in generale e una particolare sul soccombente.









martedì 11 settembre 2012

Roma è sempre Roma


Innanzitutto complimenti. Dopo tre ore di riflessione (per la precisione dalle 8,30 alle 13, il tempo del viaggio) sei riuscito a trovare il titolo idiota che desideravi. È davvero un titolo stupido, chapeau.
Una cosa che non ho capito di Roma: sulla portiera dell’automobile dei vigili urbani c’è la scritta POLIZIA MUNICIPALE ROMA CAPITALE.
Non capisco che minchia di motivo ci sia di mettere la parola “capitale”, lo sanno tutti che la capitale d’Italia è Roma, no? cioè quando vedo sottolineata una cosa ovvia penso a due cose: stupidità o malafede.
Quindi, o romani che avete deciso questa scritta, siete cretini o avete qualcosa di sporco sulla coscienza?
Questi due giorni romani li ho passati a fare il fratello maggiore e il nipote che va a trovare zii e cugini dopo dieci anni di promesse.
È andato tutto bene, bene con e per mia sorella, bene i ripetuti spostamenti tra metro treni e bus, bene con i miei zii e le mie cugine. Bravo.
Mio zio è un tipo davvero speciale, uno che nella sua vita ha letto tanto e che la sera di domenica mi ha tenuto un discorso bello e vero sull’anarchia. Lui sa cos’è, è uno che capisce. Ha studiato sia storia che filosofia, anche se adesso, superati i sessanta, si dedica a letture spirituali. Buddismo, roba zen, va pure a degli incontri mensili.
Queste cose le ho ascoltate con molto rispetto, ma non con l’interesse che invece mi ha suscitato il discorso anarchico e ho pensato: ma tu che ne sai cosa ti succederà, che pensieri avrai e che letture farai tra 30 anni? Magari fra 30 anni avrai buttato nel cesso filosofia, letteratura e poesia e sarai lì tutto beato a curare la tua anima, la tua parte spirituale. Può essere, come no. Tutto è possibile.
Nel caso, sparatemi.
Comunque un altro fatto positivo di questo viaggio è che ho avuto modo di leggere il meraviglioso Candido ovvero un sogno fatto in Sicilia di Sciascia (di cui parlerò prossimamente) e di iniziare il mio primo Roberto Bolaño: Consigli di un discepolo di Jim Morrison a un fanatico di Joyce (idem come sopra).
Il viaggio di ritorno su un intercity lavato da poco e che puzzava di pulito (!!!) è filato via tranquillo senza note di rilievo tranne questo pensiero che lascio ai posteri.
Dal punto di vista teorico, basta Eraclito. Dal punto di vista religioso, basta Platone. Dal punto di vista morale, basta Epicuro. Dal punto di vista metafisico, basta Aristotele.
Tutto il resto è letteratura, delirio e incubo.
La letteratura riempie i buchi neri di cui è composta per la maggior parte la vita. Il delirio può assumere le forme della mistica o della poesia e l’incubo quello di una stanza vuota o dell’amore per una donna.
Perché l’amore questo è: un incubo a due.


p.s. MA SCUSA, nessun accenno all'11 settembre????
no, niente. non me ne frega un cazzo.

sabato 25 agosto 2012

No, non mi arrendo (non voglio)


Il viaggio in Grecia è finito, la vacanza è terminata.
Si torna a casa e ciao ciao relax divertimento e bim bum bam pass chella cann.
Eppure, non mi va.
Secondo me dopo la villeggiatura principale bisogna fare una villeggiatura supplementare.
A second enjoyment.
Ovviamente uno fa la vacanza e poi torna a casa, alla vita di sempre.
Ma è così ordinario tutto ciò!
Non è meglio fare una vacanza, tornare a casa e poi ripartire subito?
Come la domenica e il lunedì, una scemenza assurda. Dopo la domenica ci vorrebbe un altro giorno festivo e POI, ma solo POI il lunedì.
Non ho ancora deciso dove, ma la settimana prossima riparto, lunedì o martedì...il tempo di guarire della brutta spellatura al piede sinistro.
E' bello partire, ma ancor più bello è RIpartire!!!

je so' pazz'

giovedì 2 agosto 2012

Che bello, torno a casa!


E finalmente torno a casa, torno alla madre patria.
Sabato mattina prendo il bus da Napoli per Brindisi e poi la sera m’imbarco alla volta di Patrasso.
Non vedo l’ora di toccare il caro suolo greco!
Di sicuro dal 5 sera al 12 mattina sarò a Delfi.
Delfi è il “cuore” di noi greci. I miei antenati sono lì. Visiterò il tempio dell’oracolo e poi spero di riuscire a fare qualche escursione nell’interno. Il mio desiderio sarebbe quello di poter andare sul Parnaso, la montagna delle Muse, ma non so se sarà possibile. Dopotutto è la prima volta che faccio ritorno in Grecia, eh.
Dal 12 in poi il viaggio è completamente affidato al caso. Vorrei trovare un’isoletta tranquilla.
Sole e mare, stop. Niente discoteche locali alla moda ressa turisti del cazzo, ecc.
Vorrei solo amoreggiare con la natura greca e basta.
Non ho manco prenotato il ritorno perché non so quando torno. Spero il più tardi possibile, ovviamente.
Porterò con me la tenda e sarà per me l’esordio come campeggiatore.
Arrivo, terra mia, aspettami.

Ciao a tutti, ci vediamo tra qualche settimana.

martedì 31 luglio 2012

Il mio primo tatuaggio


E mi sono tolto uno sfizio, per dio!
Era da tanto tempo che volevo farmi un tatuaggio, ma per un motivo o l'altro rimandavo sempre. Prima non volevo seguire la moda visto che se lo facevano tutti, poi non sapevo cosa tatuarmi e dove, mancanza di soldi, paura del dolore, paura di malattie ecc.
Ieri finalmente mi son deciso e sono molto contento.
Innanzitutto una precisazione terminologica: non è un tatuaggio; io lo chiamo incisione. Sì perché questa è l'idea che mi ha dato ieri il tatuatore mentre mi incideva la pelle.
Comunque ho scelto di farmi incidere la A rossa di Anarchia (così come si vede nell'immagine postata sopra) sul braccio sinistro poco sotto la spalla. Certo, non è uno di quei tatuaggi artistici che siamo abituati a vedere...non è un cavallo alato, un dragone, un tribale o altre menate, ma a me piace così. Amo il pensiero anarchico, l'unico pensiero intelligente, dolce e onesto dei nostri tempi e ho voluto omaggiarlo con un tattoo.
Per quanto riguarda il dolore (o la paura degli aghi che attanaglia il neofita) devo dire che non si sente alcun tipo di dolore. Quello che si sente è la macchinetta che ti incide la pelle, ma non è doloroso...anzi! Devo dire che quella sensazione è piacevole, una sorta di piacere masochistico. Si sente questa incisione continua che ti fa una sorta di pizzicorio minimo, ma ve lo ripeto: non è dolorosa.
Io ho goduto mentre il tatuatore lavorava. Senza contare che poi c'è un po' di pausa ogni tanto quando il tatuatore deve pulire la pelle dall'inchiostro ed asciugare la parte che sta tatuando.
Ora vi giro qualche consiglio che mi han dato ieri al laboratorio.
Innanzitutto conviene tatuarsi quando NON si è abbronzati perché con la pelle abbronzata il tattoo guarisce peggio. Cercate una zona del corpo priva di NEI o un tipo di tatuaggio che li eviti.
Il trattamento da fare una volta a casa consiste nel lavare il tatuaggio con acqua tiepida e sapone neutro tre volte al giorno. Dopo il lavaggio applicate una crema che contenga pantenolo. A me ieri han dato un prodotto specifico, altrimenti chiedete in farmacia.
Dopo il tatuaggio non fate palestra (perché non dovete sudare) e non prendete sole per due settimane.
Quando siete a casa tenetelo scoperto, fate prendere aria al tattoo, se uscite e c'è parecchio sole coprite con una garza (soprattutto se avete la crema che è molto "grassa" e quindi potreste macchiare la maglietta o la camicia).
Se vengono le crosticine, fatele cadere naturalmente. Ovviamente quando andate a tatuarvi vestitevi adeguatamente perché col tattoo fresco, la crema e la garza rischiate di inguacchiarvi i vestiti.
Bene, mi pare di aver detto tutto...
Ora son già proiettato sul secondo che farò a settembre: voglio tatuarmi la Tetraktys di Pitagora.

ciao ciao!