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venerdì 30 maggio 2014

Il mistero Sergio Di Cori Modigliani


Nei mesi scorsi ho cercato di risolvere un mistero, ma non ci sono riuscito.
Chi frequenta il blog di Beppe Grillo sa che, come in tutti i blog, c’è un post principale e i commenti. Essendo un blog che spesso, molto spesso, fa politica il post principale funge da avvio per un dibattito politico.
Ora, se il post principale dedicato alla legge elettorale lo fa Aldo Giannulli, laureato in Scienze Politiche, docente universitario, saggista, ecc. io NON ho nulla in contrario.
Se sul blog viene ospitato il magistrato Nicola Gratteri per spiegare la norma sul voto di scambio, io NON ho nulla in contrario.
Studioso di dottrine politiche-legge elettorale, magistrato-norma giuridica mi va benissimo. Tutto fila perché sono persone competenti (e autorevoli) che parlano di ciò che conoscono.
Veniamo al mistero.
Per queste Europee, il programma del MoVimento 5 Stelle conteneva 7 punti e tutti e 7 punti riguardavano l’economia.
Insomma 100% ECONOMIA.
Ora, a scrivere il post principale su ognuno dei 7 punti, a spiegarceli per far partire anche un po’ di dibattito voi chi vi aspettereste? Io mi aspetterei un economista. Voi no?
A spiegare l’economia e i 7 punti di economia arriva, invece, questo qui il cui curriculum è il seguente:
Scriviamolo pure, perché è importante:
Scrittore, giornalista, fotografo e pittore. Ha pubblicato diversi romanzi, racconti erotici, reportage, e lavorato per 25 anni come corrispondente dagli Usa per testate italiane. Nel 1998 ho restituito il tesserino dell'Ordine dei Giornalisti con una lettera di dimissioni che spiegava perché ritenesse il suddetto Ordine un ente corrotto e spregevole. Come artista visivo ha lavorato per diversi anni per le riviste glamour (playboy penthouse oui loui) come fotografo fino a metà degli anni'80. Da allora si dedica all'attività artistica. Suo il copyright "legart". Attualmente è un blogger attivo con il suo blog "Libero Pensiero: la casa degli italiani esuli in patria".
Sì, avete letto bene. A spiegare l’economia arriva uno scrittore di racconti erotici artista visivo di Playboy.
Come mai sulla legge elettorale viene chiamato uno studioso di queste cose, di giustizia parla un magistrato, di cultura ci delizia Dario Fo e di economia, invece, uno scrittore di racconti erotici artista visivo di Playboy e non un economista?
Almeno a me, che mi reputo una persona normale, qualcosa non quadra.
Ovviamente ho posto su vari social questo quesito sul perché uno scrittore erotico artista visivo di Playboy Modigliani venga chiamato a scrivere di economia, ma o non ho avuto risposta o ho ricevuto risposte stupide come le seguenti.
“Modigliani è una brava persona”, cosa di cui non me ne sbatte un cazzo perché non sto parlando e mettendo in dubbio questo. Io parlo di compenteze. Oppure: “Abbiamo visto questi economisti dove ci hanno portato”, qui la stupidità è abissale. Invece di dire, scegliamo un economista serio, competente e libero che nel tempo ha dimostrato lungimiranza preferiscono chiamare un artista visivo di Playboy. In pratica questi tipi, se un medico asino fa morire un paziente, quando stanno male invece di cercare un medico bravo chiamano l’idraulico. Un altro ha scritto che lui “di economia ascolta il parere di tutti”, bravo bella idea! Chiamando tutti a dire la qualunque su cose che non sanno in rami che non gli competono faremo un bel movimento di LaQualunquology. Poi io mica sono antidemocratico. Di economia posso pure ascoltare il parere di tutti, ma nei COMMENTI però, dove noi comuni mortali parliamo e discutiamo ma il problema è che Modigliani non scrive un semplice parere lì nelle retrovie ma scrive il post principale che dovrebbe essere riservato a persone competenti, a studiosi. Capito la differenza maledetti idioti?
Cioè questi mollano Alberto Bagnai per Brera che parla di "diavoli e di neve che si scioglie al sole prima che all'ombra" e per Modigliani "scrittore erotico artista visivo di Playboy"??? E si stupiscono pure, povere vittime, di aver perso 3 milioni di voti???
Ho scritto pure nel blog di Modigliani per chiedere lumi, per conoscere quali fossero le sue competenze economiche, ma non mi ha risposto.
Che dire? Io le stronzate non le seguo. Io seguo persone serie e competenti, qualsiasi sia la materia. Io leggo libri di qualità; la merda, la superficialità e le cazzate non fanno per me.
C’è chi legge Il tramonto dell’euro di Bagnai e chi segue Modigliani e quell’altro genio di Carlo Sibilia che va a farsi il selfie fuori da Bilderberg (lui però scrive Builderberg) invece di partecipare al convegno serissimo e di qualità tenuto da asimmetrie l’aprile scorso a Roma.
Concludo. Forse Modigliani è stato chiamato perché bisognava vendere questo libro? Ma sticazzi, non ci spenderò un euro. Se lo comprassero Modigliani, Casaleggio e qualche povero mentecatto.

lunedì 28 aprile 2014

Perché non voterò il MoVimento 5 Stelle alle Europee

ho scritto di getto, senza badare alla forma. la sostanza però c'è tutta.

Mah...il dubbio è questo:
o mando a quel paese i miei studi degli ultimi anni, i soldi spesi per i libri e la fatica fatta o mando a quel paese il signor Casaleggio di cui non condivido gli ultimi concetti espressi in video e interviste.
Casaleggio è per l'euro, dice che l'euro non è un problema in sé, ecc.
Mah...purtroppo io parto dal 1978, dalla discussione sullo SME, dal divorzio tra Banca d'Italia e Ministero del Tesoro, dalla deregulation finanziaria, da Delors, dallo spread come strumento fascista di controllo politico, dal vincolo esterno come ricatto, dalla perenne emergenza per prendere decisioni di fretta e nella paura, dall'AVO, da Kaldor, da Bagnai, da Luciano Barra Caracciolo dalle politiche deflattive per comprimere i salari, dallo smantellamento della scala mobile, dell'articolo 18, dalle folli politiche d'austerity ecc. di cui l'euro è solo un'ultima espressione. Ecco perché ho riso in faccia a Casarini quando ha detto che l'euro è solo una moneta...ma vai a fare in culo Casarini ignorante stramaledetto! Ecco perché non voto il PD che svende gli italiani da oltre trent'anni. Alle Politiche, alle Amministrative io voto il Movimento. Alle Europee non me la sento, resterò a casa.
Sono mesi e mesi che chiedo di fare questo referendum (tipo 15 mesi) e non è stato fatto e mai si farà (ammesso che serva perché comunque l'€ è già morto). Il parlamento europeo che se ne frega del nostro primo punto? Immaginate un nostro eletto: "Signori, noi vogliamo il referendum sull'euro in Italia". "E fatelo, cazzi vostri" giustamente risponderebbero tedeschi francesi olandesi ecc.
Io volevo una risposta che non ho avuto:
Noi del Movimento 5 Stelle abbiamo deciso di fare un referendum sulla permanenza nell'euro il 26 novembre 2011. 2011, ripeto. Che è successo? Era appunto per arrivare alle Europee con una decisione presa nel rispetto del Movimento e della democrazia diretta. Perché tutto fermo? E' perché a Casaleggio l'euro piace, magari piace ai suoi amici americani, che ne so...io non ci sto.
Il Movimento era la mia speranza contro il mercantilismo tedesco, contro la finanza, contro tutto quello che ho elencato prima, contro il sistema insomma, ma vedo che non è così.
Beppe mi aveva acceso col referendum e con i servizi sul blog di Bagnai, Borghi e molti altri. Credevo avesse capito e che volesse fare questa difficilissima battaglia.
Poi, referendum fermo fino a fargli perdere di senso, e gentaccia come Brera che mi parla di Bangladesh e di neve che si scioglie prima al sole che all'ombra.
Ma come ti permetti Beppe di fare ciò? Durante una crisi spaventosa, durante i suicidi, durante il massacro della Grecia? Ma hai capito e ora fai finta di non capire (che è gravissimo) o non hai capito un cazzo (che è comunque grave)?
A proposito, ma avete visto cos'è successo in Grecia? Quello è l'euro. E se non muove a pietà il caso greco, che almeno intervenga l'egoismo: quello che è successo lì, quel che ha fatto il sistema-euro, lo potrebbero fare anche qui.
Mi sono sfogato, per me la battaglia contro l'euro (che NON è, ripeto, solo una moneta ma UN SISTEMA che si articola e sviluppa da oltre 30 anni) era fondamentale. Non la vogliono fare? Pazienza.
Senza parlare poi degli eurobond, ma siamo matti? E poi chi l’ha deciso ‘sto programma? Quando il Movimento diventerà NO EURO e allora ne riparleremo.

mercoledì 19 marzo 2014

Il referendum sull'Euro del MoVimento 5 Stelle - pensieri critici


Questo è un post “congiunturale” ed ha, quindi, pregi e difetti che hanno gli scritti composti a caldo e nel tempo in cui tutto è in fieri.
Questo post riguarda il primo punto del volantino per le elezioni Europee 2014 fatto dal MoVimento 5 Stelle.
Io sto uscendo pazzo, e voglio brevemente spiegarne il perché.

Un po’ di tempo fa sul blog di Grillo comparvero video e articoli di Alberto Bagnai. Alberto Bagnai è un economista, autore di quel capolavoro che è Il tramonto dell’Euro e che ha creato l’interessantissimo blog Goofynomics. Orbene, Alberto Bagnai è NO EURO.

Qualche mese fa il MoVimento 5 Stelle ha invitato a parlare in commissione, ufficialmente, l’economista Claudio Borghi (c’è anche un video in cui a introdurlo è il deputato 5 Stelle Carlo Sibilia). Orbene, Claudio Borghi è NO EURO.

Lo stesso Beppe Grillo sta sempre a nominare Joseph Stiglitz. Stiglitz di qua, Stiglitz di là, il programma ce l’ha fatto Stiglitz ecc. (lo stesso Stiglitz ha espresso apprezzamento per il lavoro politico che il MoVimento sta cercando di portare avanti in Italia). Orbene, Stiglitz è un premio Nobel per l’economia ed è NO EURO (ci sono altri 6 premi Nobel NO EURO mentre non c’è nessun premio Nobel che dica sì all’Euro).

Quale sarebbe la conseguenza logica di tutti questi fatti? Che il MoVimento 5 Stelle come primo punto del programma per le Europee avesse messo 1. NO EURO e invece, come si vede dall’immagine, al primo punto c’è un cazzo di referendum sull’Euro.
Perché? Io non sono riuscito a capirlo.
È come aver fatto tre passi avanti e quattro indietro.
Nel frattempo, Bagnai è rimasto indipendente invece di affidargli il programma economico del MoVimento, Borghi se lo è accaparrato la Lega Nord e Stiglitz si starà facendo grosse risate pensando che Grillo stia solo scherzando.
Eppure nel volantino c’è il no al fiscal compact, no al 3% come sono state prese queste decisioni? Non sono decisioni difficili, complesse, che riguardano la sfera economica? Perché non è stata presa la stessa decisione anche riguardo all’Euro che è, come sopra, una decisione difficile, complessa e che riguarda la sfera economica?
Il fiscal compact, il 3%, gli euro bond sono parti integranti del progetto criminale neoliberista di cui l’Euro non è una semplice espressione, ma la base.
Bisogna spazzarlo via, senza tentennamenti senza forse né referendum del cazzo.
L’Euro ormai è da quattordici anni che ce l’abbiamo. C’è stato molto tempo per valutare tante cose. La gente va informata giorno per giorno, come benissimo stava facendo il blog. Non puoi fare una campagna elettorale referendaria sull’Euro. È una sciocchezza. Sarebbe solo un modo per i prezzolati, i criminali e gli speculatori per soffiare sulla paura e il terrore della gente.
Grillo aveva cominciato col NO EURO e col NO EURO doveva continuare. Questo passo indietro, questo cacarsi sotto è intollerabile. Bisognava prendere il coraggio a due mani, affidarsi a un economista che negli anni ha dimostrato competenza e onestà intellettuale (quindi su basi empiriche) e andare avanti.
A fare i buffoni di quelli che vogliono cambiare l’Europa mantenendo l’Euro ci sono già quelli della Lista Tsipras.

venerdì 31 maggio 2013

No, Beppe, così non va. Critiche sparse sboccate e libere

No, non mi stanno piacendo i post che Beppe Grillo scrive sul blog.
Non m'è piaciuto il post scritto dopo le elezioni amministrative, né i commenti di molti attivisti del Movimento 5 Stelle.
In breve, la tesi è che le elezioni amministrative sono diverse dalle politiche (ma va?!), l'Italia A l'Italia B quelli che stanno bene quelli che non vogliono cambiare, hanno prevalso le logiche meschine di Paese ecc. Addirittura quelli che negano il flop.
Innanzitutto, è vero che le elezioni amministrative son diverse dalle politiche ma cosa significa? Non erano elezioni amministrative quelle del famoso BOOM che il grande Napolitano (anziano) non aveva udito? Non erano elezioni amministrative quelle del trionfo di Pizzarotti e altri sindaci eletti del Movimento 5 Stelle? Non erano elezioni amministrative quelle in Sicilia col Movimento 5 Stelle primo partito?
Su, non raccontiamoci cazzate. E non mettiamo la testa sotto la sabbia. Il flop c'è stato, non facciamo come il povero Bersani col suo mitico abbiamo vinto non vincendo (più o meno).
Poi, c'è l'apice. Molti attivisti dicono che nelle elezioni comunali si sa che la gente si vende per i favori, gli appalti, il posto di lavoro per il figlio, le consulenze esterne, le municipalizzate..insomma per tutta la mangiatoia politico-comunale.
Altra scemenza colossale. Una cazzata che ieri sera alla riunione del Movimento del mio paese per poco non mi mandava in bestia.
Ma se a Roma tra PD e PDL mancano oltre 600000 voti, dove cazzo sono i venduti? La risposta dell'elettorato a queste elezioni amministrative è una sola: ASTENSIONISMO.
Cioè se qualche politico andava in giro a "comprare" voti la risposta è stata VAFFANCULO! non è stata, ok mi vendo devo pur vivere.
L'elettorato è coerente perché continua a non votare PD e PDL che sono in continua emorragia di voti, ma la novità è che non vota il Movimento 5 Stelle. Cioè il Movimento 5 Stelle non intercetta più il dissenso. Chiaro è che gli elettori si son rotti il cazzo anche del Movimento 5 Stelle.
Chi ha rotto il cazzo? Io credo proprio Grillo con il suo atteggiamento e i suoi post.
Fatto salvo due cose (smerdamento totale h 24 dei media ed elettorato di merda) Grillo dovrebbe fare autocritica.
Innanzitutto con la faccenda dell'accordo col PD. Gestita malissimo.
E' vero che il PD non aveva nessuna voglia né intenzione di allearsi e attuare un vero programma di rinnovamento, ma il Movimento col suo atteggiamento si è preso tutta la colpa. Stupidità assoluta.
Conveniva dare una fiducia a tempo, e mettere in crisi il PD. Erano loro che si dovevano spaccare, erano loro che dovevano smerdare. Come il Movimento è stato abile con Rodotà, così è stato coglione con Bersani.
Tragicomico poi il post di Beppe dell'"avete sbagliato a votarci"...la gente ha pensato "ah, sì? abbiamo sbagliato? e vaffanculo allora". E ha tolto i voti.
Poi non ho capito...prima Grillo scrive: "impedire ad ogni costo il ritorno di Silvio al governo" poi scrive: "con Rodotà presidente c'è la possibilità di un governo col PD"...ma allora st'alleanza la vuoi fare o ci prendi per il culo?
Il responso delle urne fu chiaro: ci sono 3 forze quasi equivalenti, due governeranno e una no.
La gente ci incolpa dell'inciucio, è esasperata di rivedere di nuovo quelle facce di merda al governo e si sfoga col Movimento. Io sto in piazza tutti i giorni, io gli umori della gente li conosco. So quello che dicono quando facciamo il gazebo del 5 Stelle.
Ora, di tutto il buon lavoro che i parlamentari stellati stanno facendo non fotte niente a nessuno. Nessuno ne viene a conoscenza.
Grillo, hai pure rotto il cazzo con queste continue urla da extraparlamentare. Andavano bene prima, ora la gente si è rotta i coglioni. Ormai dopo Silvio e Bersani, sei anche tu in black list.
Fatti una vacanza, fai autocritica, torna con un atteggiamento più easy e giocoso. Stai facendo la figura dell'idrofobo. E secondo me gli idrofobi non piacciono a nessuno.
L'ultima chicca è quello che hai scritto ieri a Rodotà: "In prima fila persino, con mio sincero stupore, un ottuagenario miracolato dalla Rete, sbrinato di fresco dal mausoleo dove era stato confinato dai suoi a cui auguriamo una grande carriera e di rifondare la sinistra."
No, non ci siamo. Con bersani veltroni floris finocchiaro (minuscola voluta) e gentucola varia va bene il tuo tono dissacrante e sfanculante.
Con Rodotà, no. Primo perché è una persona coi coglioni sotto, secondo perché è una persona (come le quirinarie hanno dimostrato) stimata dagli attivisti del Movimento 5 Stelle.
Allora con Rodotà si cambia tono, si alza il livello del dialogo e se vuoi controbattere lo fai punto per punto confrontandoti come si fa con una persona di spessore.
Ormai hai una responsabilità, Beppe, milioni di voti e tanti attivisti.
Non puoi renderci ridicoli con queste cazzate.

firmato
Un attivista del Movimento 5 Stelle, che non chiede niente e fa tutto volontariamente cacciando i soldi di tasca sua.

p.s. il post di oggi dedicato a Rodotà "Ccà nisciuno è fesso" è veramente ridicolo.

mercoledì 1 maggio 2013

Marco Travaglio, 5 punti chiarissimi



Visto che non mi sogno nemmeno di partecipare alla “festa” del primo maggio, men che meno perderò tempo a dedicargli un post. Preferisco postare questi 5 punti scritti da Marco Travaglio, giusto per fare un po’ di chiarezza nella politica nostrana.
Di chiarezza e di onestà intellettuale c’è bisogno in questo cazzo di Paese dove stampa e tv unite sotto il segno dei padroni e dell’inciucio bipartisan tendono sempre a distorcere nascondere occultare la verità dei fatti. Questi 5 punti servono a chiarire 5 cazzate che i servi di regime van ripetendo in queste settimane.
Un’ultima cosa ai “politici” del pd. Carissimi, purtroppo per voi l’elettorato cosiddetto di Sinistra non è composto da una manica di coglioni pronti a bersi le vostre stronzate. Ve lo scrivo come semplice avvertimento.
1. ”Il governo Letta non ha alternative: i 5Stelle hanno detto no a Bersani e il Pdl ha detto sì a Letta”. Ma i 5Stelle han detto no a Bersani che chiedeva la fiducia a un suo governo di minoranza, fondato su 8 genericissimi punti, che per sopravvivere avrebbe raccattato i voti qua e là in Parlamento. Nessuno ha proposto un governo Pd-M5S presieduto da un uomo super partes. Errore di Bersani, che non andava al di là del proprio nome, convinto di aver vinto le elezioni. Ed errore dei 5Stelle che, quando salirono al Colle la seconda volta coi nomi di Settis, Zagrebelsky e Rodotà intasca, non li fecero perché Napolitano disse no a un premier extra-partiti. Così rinunciarono a vedere il bluff del Pd: anche se Bersani fosse stato sincero, un suo governo con M5S non avrebbe mai ottenuto la fiducia da tutto il Pd (che s’è spaccato persino su Marini e Prodi, figurarsi su un’alleanza coi grillini).
2. “M5S, se voleva governare col Pd, doveva votare Prodi”. Ma M5S aveva candidato Rodotà, uomo storico della sinistra, uscito al terzo posto delle loro Quirinarie, mentre Prodi era a fondo classifica. Chi ridacchia dei pochi voti raccolti da Rodotà (4677) dovrebbe ridacchiare di più di quelli avuti da Prodi (1394). Ma soprattutto: mentre i 5Stelle facevano scegliere a 48 mila iscritti il loro candidato, Bersani faceva scegliere il suo a uno solo: Berlusconi. Che indicava Marini, poi impallinato dal Pd. Che allora mandava allo sbaraglio Prodi. Ma, mentre Grillo chiedeva ufficialmente al Pd di votare Rodotà per governare insieme, Bersani non ha mai chiesto a M5S di votare Prodi per governare insieme (con Rodotà premier). Si è tentato invece lo“scouting” sottobanco per strappare i 15 voti che mancavano a Prodi al quinto scrutinio. Ma Prodi non ci è neppure arrivato, perché al quarto gli son mancati 101voti Pd. Come poteva il Pd pretendere che M5S votasse spontaneamente, senza richieste ufficiali, un candidato osteggiato dal suo partito, rischiando di spaccarsi e di non riuscire neppure a eleggerlo a causa dei franchi tiratori Pd?
3. “Grillo voleva fin dall’inizio l’inciucio Pd-Pdl”. Ma, se così fosse, avrebbe lasciato andare le cose com’erano sempre andate, anziché fondare un movimento contro “Pdl e Pdmenoelle”. E soprattutto avrebbe scelto un candidato di bandiera per il Colle (se stesso o Fo o un parlamentare qualunque), per blindarsi in un dorato isolamento: non avrebbe certo interpellato la base online, notoriamente influenzata da grandi personalità della sinistra come quelle poi uscite dalle Quirinarie. In realtà Grillo aveva semplicemente previsto l’inciucio, previsione che non richiede particolare acume a chi segue la politica da un po’.
4. “Quello di Letta è un governissimo di larghe intese”. A contare gli elettori che rappresenta, è un governino di minoranza: su un corpo elettorale di 47 milioni (di cui 35 hanno votato), i partiti che l’appoggiano raccolgono appena 20 milioni di voti, avendone persi per strada 10 rispetto a cinque anni fa. Gli stessi partiti che sostenevano il governo Monti e che, dopo le urne, riconobbero che quel governo era stato bocciato. E ora riesumano lo stesso ménage à trois, con ministri più giovani ma meno autorevoli e competenti dei tecnici. Come se gli italiani non avessero votato.
5. ”Il governo Letta pone fine a vent’anni di guerra civile fredda”. Sarà, ma a giudicare dagli inciuci ventennali, dai teneri abbracci Bersani-Letta-Alfano e dagli occhi dolci che si fanno gli ex combattenti, non si direbbe. Spaccato su nonno Marini e papà Prodi, il Pd ritrova una rocciosa compattezza su padron Silvio, da sempre al centro dei sogni erotici dei suoi dirigenti. Più che di una guerra, è la fine di una lunga relazione clandestina con l’outing liberatorio dei due amanti: “Sì, è vero, andiamo a letto da vent’anni: embè?

sabato 9 marzo 2013

Programma politico Movimento 5 Stelle 4. Economia



Solo una piccola notazione. Non scriverò altro per non creare confusione ai lenti di cervello che, in malafede, fanno finta di non capire.
In rete (e non solo) gira la voce che Grillo ha promesso un reddito di cittadinanza di 1000 euro al mese per tutti.
E' UNA STRONZATA.
Grillo ha solo parlato di introdurre anche in Italia (visto che è già presente in molti Paesi europei ed extra europei) un aiuto finanziario a chi perde il lavoro.
Poi lo possiamo chiamare come vi pare. La realtà è questa.
Appena leggete di qualcuno che blatera di 1000 euro al mese per tutti, mandatelo affanculo; è un povero stronzo.

• Introduzione della class action
• Abolizione delle scatole cinesi in Borsa
• Abolizione di cariche multiple da parte di consiglieri di amministrazione nei consigli di società
quotate
• Introduzione di strutture di reale rappresentanza dei piccoli azionisti nelle società quotate
• Abolizione della legge Biagi
• Impedire lo smantellamento delle industrie alimentari e manifatturiere con un prevalente
mercato interno
• Vietare gli incroci azionari tra sistema bancario e sistema industriale
• Introdurre la responsabilità degli istituti finanziari sui prodotti proposti con una
compartecipazione alle eventuali perdite
• Impedire ai consiglieri di amministrazione di ricoprire alcuna altra carica nella stessa società se
questa si è resa responsabile di gravi reati
• Impedire l’acquisto prevalente a debito di una società (es. Telecom Italia)
• Introduzione di un tetto per gli stipendi del management delle aziende quotate in Borsa e delle
aziende con partecipazione rilevante o maggioritaria dello Stato
• Abolizione delle stock option
• Abolizione dei monopoli di fatto, in particolare Telecom Italia, Autostrade, ENI, ENEL, Mediaset,
Ferrovie dello Stato
• Allineamento delle tariffe di energia, connettività, telefonia, elettricità, trasporti agli altri Paesi
europei
• Riduzione del debito pubblico con forti interventi sui costi dello Stato con il taglio degli sprechi e
con l’introduzione di nuove tecnologie per consentire al cittadino l’accesso alle informazioni e ai
servizi senza bisogno di intermediari
• Vietare la nomina di persone condannate in via definitiva (es. Scaroni all’Eni) come
amministratori in aziende aventi come azionista lo Stato o quotate in Borsa
• Favorire le produzioni locali
• Sostenere le società no profit
• Sussidio di disoccupazione garantito
• Disincentivi alle aziende che generano un danno sociale (es. distributori di acqua in bottiglia).

venerdì 1 marzo 2013

Wu Ming e Internazionale vs. Movimento 5 Stelle ovvero i compagnitovarishkefiah chiedono il copyright sulla rivoluzione


Oggi mi occupo di un articolo scritto qualche giorno fa dal gruppo Wu Ming per la rivista Internazionale e dedicato al Movimento 5 Stelle.
Lo analizzerò pezzo per pezzo; chi volesse leggerlo per fatti suoi lo trova qui.

“Adesso che il Movimento 5 stelle sembra aver “fatto il botto” alle elezioni, non crediamo si possa più rinviare una constatazione sull’assenza, sulla mancanza, che il movimento di Grillo e Casaleggio rappresenta e amministra. L’M5s amministra la mancanza di movimenti radicali in Italia. C’è uno spazio vuoto che l’M5S occupa… per mantenerlo vuoto.”

Iniziamo con una finezza, con una specie di paradosso di grande effetto: Il Movimento 5 Stelle occupa uno spazio vuoto per mantenerlo... vuoto; suona maledettamente bene, no? Prendete il quaderno dove voi aspiranti letterati segnate le cose interessanti e prendete nota (ce l’avete sto quadernetto, non negatelo. Io ce l’ho e lo dico). Poi non ho capito. Il Movimento 5 Stelle è nato e va per la sua strada. Cosa impedisce ai fondamentali movimenti radicali di nascere e crescere? Cioè Grillo comanda la capa della gente e dice Voi gente, non fate i movimenti radicali! Mah, non credo abbia questo potere.
p.s. "sembra aver fatto il botto alle elezioni"? acciderbolina, ma è il primo partito come fai a scrivere sembra aver fatto il botto? il Wu Ming è per caso sordo come Napolitano che diceva di non aver sentito il BOOM? Ripeto: Movimento 5 Stelle primo partito d'Italia.

“Nonostante le apparenze e le retoriche rivoluzionarie, crediamo che negli ultimi anni il Movimento 5 stelle sia stato un efficiente difensore dell’esistente. Una forza che ha fatto da “tappo” e stabilizzato il sistema. È un’affermazione controintuitiva, suona assurda, se si guarda solo all’Italia e, soprattutto, ci si ferma alla prima occhiata. Ma come? Grillo stabilizzante? Proprio lui che vuole “mandare a casa la vecchia politica”? Proprio lui che, dicono tutti, si appresta a essere un fattore di ingovernabilità?
Noi crediamo che negli ultimi anni Grillo, nolente o volente, abbia garantito la tenuta del sistema.”

Prima di commentare, segnatevi anche il vocabolo “controintuitiva” perché vi servirà di sicuro.
Le apparenze e le retoriche rivoluzionarie io le ho sempre appioppate a chi gioca a leggere qualche frase di Marx o di Lenin (mai opere, solo slogan) e non conclude mai un cazzo.
Grillo è in giro con i suoi spettacoli teatrali da più di vent’anni (dove fa vero teatro, cioè informa la gente non le cacate alla Zelig) e la sua azione politica dal blog che si è poi trasformata nel Movimento 5 Stelle è iniziata più di sei anni fa. (Se poi Wu Ming l’ha scoperto con le elezioni 2013, non è un problema mio…)
L’articolo dice che Grillo ha garantito la tenuta del sistema; quale sistema? Volevano forse dire il sistema politico? È per mantenere il sistema che invece di giocare a fare il comunista ha organizzato raccolte di firme per referendum che andavano CONTRO il sistema?
Il sistema voleva il nucleare, l’acqua non pubblica, il legittimo impedimento, mantenere i corrotti in parlamento…i referendum chiedevano il CONTRARIO di quello che il sistema aveva deciso.
In quale universo raccogliere firme e riuscire ad imporre vari referendum contrari significa garantire la tenuta del sistema? Io credo che la gente quando decide di raccogliere firme, quando firma, quando impone un referendum e quando raggiunge il quorum sia un’ottima cosa e che sia un grande gesto contro il sistema. Forse contro il sistema è non farsi la barba, mettere jeans scuciti e cantare slogan contro il potere oppressore? Bò, può essere.

“Negli ultimi tre anni, mentre negli altri paesi euromediterranei e in generale in occidente si estendevano e in alcuni casi si radicavano movimenti inequivocabilmente antiausterity e antiliberisti, qui da noi non è successo. Ci sono sì state lotte importanti, ma sono rimaste confinate in territori ristretti oppure sono durate poco. Tanti fuochi di paglia, ma nessuna scintilla ha incendiato la prateria, come invece è accaduto altrove. Niente indignados, da noi; niente Occupy; niente “primavere” di alcun genere; niente “Je lutte des classes” contro la riforma delle pensioni.”
Non abbiamo avuto una piazza Tahrir, non abbiamo avuto una Puerta de Sol, non abbiamo avuto una piazza Syntagma. Non abbiamo combattuto come si è combattuto – e in certi casi tuttora si combatte – altrove.”

Orbene, proprio negli ultimi anni (dal 2005 in poi per essere precisi) in Italia molte persone si sono ritrovate nel Movimento 5 Stelle perché volevano un cambiamento radicale del modo di fare politica. Cambiamento delle persone, dei costi, del modo di servire la gente, ecc.
Cosa avremmo da invidiare agli altri paesi? Che sono scesi in piazza a fare la scampagnata con vino, canne, Bob Marley, stand informativi e quant’altro? E perché? Si è fatto lo stesso anche in Italia. Anche qui la gente è scesa in piazza. Secondo voi i vaffanculo day cos’erano? C’era tanta gente in piazza a Madrid che voleva far sentire la sua voce, c’era tanta gente in strada in America con l’Occupy e c’era tanta gente in piazza anche in Italia coi vaffanculo day (e non solo). E quindi?
Cos’è? Ci manca di incendiare una prateria? E dove cazzo la trovi una prateria in Italia con tutto sto cemento? Cioè ci lamentiamo che la mafia appicchi roghi nella penisola e poi si chiede al Movimento 5 Stelle di incendiare le praterie del Bel Paese?
La differenza stavolta è che invece di fare il campeggio, la scampagnata in piazza e poter dire, una volta tornato a casa, Mamma, ho fatto il rivoluzionario! E dirlo agli amici su facebook – il vaffanculo day ha avuto un seguito. Non si è disperso, non è scemato. È diventato il primo partito in Italia. Ed è in parlamento che si prova a cambiare le cose, a fare le rivoluzioni.
In Spagna, in America cosa minchia hanno ottenuto? Qualsiasi cosa abbiano ottenuto lo hanno fatto tramite la politica. La differenza è che lì hanno Obama, hanno una politica di un livello più alto del nostro. Noi siamo proprio nella merda da quel punto di vista, è per questo che non ci basta la scampagnata col pugno alzato. Dobbiamo entrare dentro, dobbiamo entrare nel Palazzo.
Per il Wu Ming è più costruttivo bruciare le banche e assaltare i supermercati. De gustibus.

“Perché?
I motivi sono diversi, ma oggi vogliamo ipotizzarne uno solo. Forse non è il principale, ma crediamo abbia un certo rilievo.
Da noi, una grossa quota di “indignazione” è stata intercettata e organizzata da Grillo e Casaleggio – due ricchi sessantenni provenienti dalle industrie dell’entertainment e del marketing – in un franchise politico/aziendale con tanto di copyright e trademark, un “movimento” rigidamente controllato e mobilitato da un vertice, che raccatta e ripropone rivendicazioni e parole d’ordine dei movimenti sociali, ma le mescola ad apologie del capitalismo “sano” e a discorsi superficiali incentrati sull’onestà del singolo politico/amministratore, in un programma confusionista dove coesistono proposte liberiste e antiliberiste, centraliste e federaliste, libertarie e forcaiole. Un programma passepartout e “dove prendo prendo”, tipico di un movimento diversivo.”

Facciamo un attimo di attenzione alla parola “ricchi”. Orrore! I ricchi si sa che son tutti porci a prescindere! Sia mai! Vade retro Satana!
Nella mia ingenuità, o me meschino, credevo fosse importante sapere se un ricco avesse lavorato e guadagnato onestamente i propri soldi. Cioè, io sono cresciuto e non dico più ricco=merda, morte ai ricchi, ecc.
Non mi risulta che Grillo e Casaleggio abbiano guadagnato illecitamente i propri soldi, che abbiano truffato, frodato o che siano dei pregiudicati. Si vede che questi del Wu Ming odiano i ricchi a prescindere oppure che un ricco non possa interessarsi alla politica per rendere essa più giusta.
Solo i poveri hanno questo privilegio, secondo loro.
Poi parlando del programma (che potete giudicare da soli essendo in rete da mesi e mesi), in pratica per loro è una vera merda. Cioè per sbagliarlo così completamente deve averlo scritto un pool di mentecatti. Io so che hanno contribuito a scriverlo persone normali, gente della società civile e anche qualche persona di livello un po’ più alto. Ognuno ha contribuito con la propria competenza ed esperienza. Avvocati medici professori economisti hanno dato il loro contributo sulla Giustizia sulla Sanità sulla Scuola sull’Economia. Niente da fare, Wu Ming lo boccia senza appello. Mi piacerebbe tanto leggere la loro ricetta magica.
Poi si stupiscono che un Movimento abbia un simbolo che possono usare solo loro (novità sconvolgente, non vi pare???) e si stupiscono che un movimento sia organizzato e che abbia un leader (novità sconvolgente bis). Forse gli indignados non hanno un leader e procedono così, a minchia di cane.
Ah, da quando sto seguendo il Movimento 5 Stelle, l’unica apparizione che ho visto dei movimenti sociali è stata a Livorno dove dieci sfigati non solo non avevano capito un CAZZO di ciò di cui si parlava, ma non ebbero manco i coglioni per salire sul palco. Chapeau.

“Fateci caso: l’M5s separa il mondo tra un “noi” e un “loro” in modo completamente diverso da quello dei movimenti di cui sopra.
Quando Occupy ha proposto la separazione tra 1 e 99 per cento della società, si riferiva alla distribuzione della ricchezza, andando dritta al punto della disuguaglianza: l’1 per cento sono i multimilionari. Se lo avesse conosciuto, Occupy ci avrebbe messo anche Grillo. In Italia, Grillo fa parte dell’1 per cento.
Quando il movimento spagnolo riprende il grido dei cacerolazos argentini “Que se vayan todos!”, non si sta riferendo solo alla “casta”, e non sta implicitamente aggiungendo “Andiamo noi al posto loro”.
Sta rivendicando l’autorganizzazione autogestione sociale: proviamo a fare il più possibile senza di loro, inventiamo nuove forme, nei quartieri, sui posti di lavoro, nelle università. E non sono le fesserie tecnofeticistiche grilline, le montagne di retorica che danno alla luce piccoli roditori tipo le “parlamentarie”: sono pratiche radicali, mettersi insieme per difendere le comunità di esclusi, impedire fisicamente sfratti e pignoramenti eccetera.”

Non c’è nessuna differenza tra il noi e il loro del M5S e quello degli altri movimenti.
Noi popolo contro la casta. Noi popolo contro i privilegi di pochi. Noi popolo contro i figli di puttana che evadono il fisco. Noi popolo contro i corrotti e i corruttori.
Poi c’è un bel po’ di retorica, con il fatto dell’1% contro il 99%.
Il M5S si batte per l’equità del sistema. Una macchina statale che costa 10 invece di 5 non è un dettaglio. È un enorme danno economico che provoca anche altri danni (inefficienza, clientelismo, ineguaglianza, ecc.) l’1% di cui si parla, almeno da noi, è l’1% di super ricchi che speculano con la borsa, con i derivati, ecc. e questa battaglia nel Movimento 5 Stelle c’è.
Grillo non ne fa parte, perché è uno che lavora e sono cazzi suoi. Non è Bernard Madoff, capito?
Qui si lotta contro le pensioni d’oro, contro chi ne ha 4 o 5, contro la forbice manager operaio che è la più larga del mondo, contro Equitalia, contro l’eccessivo carico fiscale, contro le tariffe alle stelle, contro la perdita del potere d’acquisto, contro le banche che rovinano la gente, contro i privilegi.... È chiaro o è difficile da capire?
Il programma del Movimento 5 Stelle cerca di dare un apporto costruttivo alla politica e alla società, ma secondo il Wu Ming sono fesserie tecnofeticistiche (oè, segnate pure questa parola mi raccomando). Le uniche proposte valide sono le loro, è chiaro. Quindi il Wu Ming e compagni fanno le proposte giuste e fanno nel modo giusto pure la separazione tra un “noi” e un “loro”. Dei geni assurdi.
Siamo sfortunati…in Spagna, negli Stati Uniti e persino in Argentina ci sono i grandi rivoluzionari con le grandi proposte mentre qui in Italia siamo solo dei fessi tecnofeticisti schiavi di due ricchi (orrore di default alla parola ricchi, mi raccomando).

“Tra quelli che “se ne devono andare”, gli spagnoli includerebbero anche Grillo e Casaleggio (inconcepibile un movimento comandato da un milionario e da un’azienda di pubblicità!), e anche quel Pizzarotti che a Parma da mesi gestisce l’austerity e si rimangia le roboanti promesse elettorali una dopo l’altra.
Ora che il grillismo entra in parlamento, votato come extrema ratio da milioni di persone che giustamente hanno trovato disgustose o comunque irricevibili le altre offerte politiche, termina una fase e ne comincia un’altra. L’unico modo per saper leggere la fase che inizia, è comprendere quale sia stato il ruolo di Grillo e Casaleggio nella fase che termina. Per molti, si sono comportati da incendiari. Per noi, hanno avuto la funzione di pompieri.”

Giunti a questo punto io vorrei capire cosa cazzo me ne dovrebbe fottere di quello che pensano gli spagnoli. Gli spagnoli avranno pure i loro problemi a cui badare nel loro paese che conoscono meglio del nostro, no? invece per il Wu Ming questi spagnoli sono come gli eroi dei fumetti: coraggiosi, puri, bellissimi, intelligentissimi e perfettissimi.
Poi non ho capito…la gente dovrebbe manifestare contro Grillo e Casaleggio? Ma per dio, ma per quale stracazzo di motivo? Hanno governato loro negli ultimi vent’anni? Sono dei politici corrotti e falliti? Sono evasori fiscali camorristi truffatori? Non si sa.
Ah, ma aspetta! Forse ho capito! Che stupido che sono. La gente doveva manifestare contro di loro perché sono dei milionari! “Milionari” è come “ricchi”, quindi è come prima: merda di default e inorridire di default. Anche se qui il Wu Ming non è chiaro. Prima i ricchi erano due: Grillo e Casaleggio. Poi dicono "milionario"...e mò chi è il milionario? Grillo o Casaleggio? Non vorrei che il popolo appendesse per le palle il povero tra i due, eh. Attenzione.
Pizzarotti a Parma si sta facendo un gran culo e sapete perché? Perché arriva dopo i soliti politici che hanno lasciato il solito buco ENORME nelle casse comunali, con le soliti indagini, i soliti arresti, insomma la solita merdosa classe politica italiana. Pizzarotti non ha fatto roboanti promesse elettorali. Ha detto delle cose che aveva nel suo programma e cerca di rispettarle. Prime fra tutte pesare meno sulle casse dei cittadini come macchina comunale (fatto) e lavorare tutti i giorni (fatto). Ne ha fatte e mantenute anche altre, ma ve le cercate voi. Mi scoccio ora di parlare di trasparenza e di altro, tutta roba che a Parma non avevano mai visto.
Pizzarotti è pure all’inizio del suo lavoro, ma il Wu Ming che ha la palla di vetro già ha visto nel futuro che Pizzarotti fallirà; ottimo. La mia mail è pubblica, non è che potreste mandarmi dei numeri vincenti del superenalotto? Grazie.
Wu Ming poi si intrattiene con un’interessantissima questione: Grillo e Casaleggio sono incendiari o pompieri? A me frega zero, a me interessa l’azione politica. Sono grande per giocare al pompiere e incendiari lo siamo già.

“Può un movimento nato come diversivo diventare un movimento radicale che punta a questioni cruciali e dirimenti e divide il “noi” dal “loro” lungo le giuste linee di frattura?
Perché accada, deve prima accadere altro. Deve verificarsi un Evento che introduca una discontinuità, una spaccatura (o più spaccature) dentro quel movimento. In parole povere: il grillismo dovrebbe sfuggire alla “cattura” di Grillo. Finora non è successo, ed è difficile che succeda ora. Ma non impossibile. Noi come sempre, “tifiamo rivolta”. Anche dentro il Movimento 5 stelle.”

La conclusione è un misto tra Heidegger e Marx.
Chi ha letto Heidegger conosce la filosofia dell’Evento e chi ha letto Marx tifa rivolta sempre, pure mentre dorme. A me spesso mi è capitato di fermare un attimo il corso del sogno e di gridare Io tifo rivolta! Tra lo stupore di attonite immagini oniriche.
Mentre Wu Ming si diverte col gioco di ruolo “sfuggire al grillismo arcade” cercando di non cadere nelle linee di frattura, io vado a rileggere il programma del Movimento 5 Stelle cercando di approfondire quello che conosco meno e a organizzare la raccolta di olio esausto che il mio territorio quasi non conosce.
Forse un vero indignados non si abbasserebbe a raccogliere olio esausto nella propria città, ma io sono un 5 stelle non un indignados.

Bene, amici (compagni non posso usarlo), io vi saluto e vi ricordo di segnarvi:
- Occupare uno spazio vuoto per tenerlo... vuoto
- Controintuitiva
- Tecnofeticismo
- A morte ricchi e milionari di qualsiasi genere

Dasvidania.

giovedì 28 febbraio 2013

Dico la mia sulla questione dell'alleanza PD + M5S perché mi sono rotto il cazzo


Io non lancio petizioni e non metto foto da imbecille, dico semplicemente la mia. E dico che...

Visto che non viviamo negli USA è inutile fare i minkioni che governo io o governi tu.
Qui non c’è il bipolarismo, non ci sono Repubblicani contro Democratici.
In Italia si governa insieme agli altri.
L'Ulivo era un'orgia di partiti, Silvio il grande statista "governava" con la Lega, il super tecnico bravissimo serissimo competentissimo Mario Monti governava con il fantastico duo PD + PDL, ecc.
Ora, se fai le cose serie fai un'alleanza se le fai male è un inciucio.
Io vorrei un'alleanza PD + M5S per fare la rivoluzione che gli italiani aspettano da tempo.
Loro dicono "riforme".
Io mi sono cacato il cazzo delle riforme. Parlano sempre, da decenni, di riforme e non cambia mai niente.
Io voglio cose rivoluzionarie.
I diritti civili sono una rivoluzione non una riforma
I tagli alla casta, alle regioni, alle province, ai comuni con 54 abitanti...il costo della macchina statale da abbattere è una rivoluzione non una riforma.
Una legge elettorale da paese occidentale è una rivoluzione non una riforma.
Varare subito misure per chi ha perso il lavoro e non ce la fa col reddito è una rivoluzione non una riforma.
Farsi dare l'ici dai figli di puttana che hanno bar ristoranti librerie ecc. che si nascondono sotto il manto vaticano è una rivoluzione non una riforma.
Una legge severissima contro la corruzione è una rivoluzione non una riforma.
Combattere senza pietà l'evasione fiscale è una rivoluzione non una riforma.


Forza, cominciamo senza perdere tempo che già mi girano i coglioni a mille.

martedì 26 febbraio 2013

"La rivoluzione inutile" ovvero stringete le chiappe, amisci


(l'autore del blog mentre partecipa all'attacchinaggio dei manifesti elettorali del M5S. gli unici manifesti attaccati SOLO negli spazi consentiti e coperti dopo un giorno e mezzo dai soliti pezzi di merda)

Io non ce l'ho con i piddini, per carità. Io ce l'ho col PD come partito come dirigenti che, come ho scritto già, fanno veramente schifo.
Mi occuperò di loro in altri post, forse.
Quelli che mi fanno incazzare sono i piddini che non fanno autocritica, che non riconoscono che il loro partito è in malafede o è composto da emeriti imbecilli. Han fatto di tutto per perdere e, infatti, hanno perso. Proprio pochi giorni fa postavo Travaglio e il suo intervento sul Rieccolo e sulla capacità del PD di resuscitare Berlusconi.
In questi giorni su facebook, un piddino parecchio saccente che in realtà non capisce un cazzo, ha definito il M5S e i suoi elettori come stupidi ignoranti che perseguono una rivoluzione inutile.
Rivoluzione inutile?
Nel M5S ci sono tante buone idee, tante proposte...rivoluzione inutile anche quelle?
Molte persone si sono fatte il mazzo (a gratis), quasi da soli, a raccogliere firme per i referendum che poi il caro parlamento ha ignorato bellamente... rivoluzione inutile anche quella?
Il lavoro che alcuni sindaci e consiglieri stanno faticosamente portando avanti. Rivoluzione inutile anche quella?
La lotta per il parlamento pulito, uno dei cardini del M5S che i partiti hanno scoperto solo nel 2012 per pura demagogia...rivoluzione inutile anche quella?
Il fatto che il M5S non si fotta centinaia di milioni di euro di soldi pubblici che gli altri partiti continuano a prendere nonostante 2 referendum... rivoluzione inutile anche quella?
Il lavoro come quello del ragazzo M5S nel consiglio comunale di San Giorgio a Cremano che ha denunciato appalti truccati...rivoluzione inutile anche quella?
Se la rivoluzione utile è quella degli amici del Monte dei Paschi di Siena, del signor Riva e del regalo da 98.000 euro, dell'abbiamo una banca?!?, della TAV, degli F35, dell'articolo 18, dei parlamentari PD in gita a Madrid mentre si vota lo scudo fiscale, di gente che non ha i coglioni per fare la legge sul conflitto di interessi, delle tante leggi porcata votate dal PD...bè, che dire? Io mi tengo la mia piccola rivoluzione inutile.

sabato 23 febbraio 2013

Tsunami tour, Roma, 22 febbraio 2013. Io c'ero



E così ieri, con il pullman organizzato da vari attivisti del Movimento 5 Stelle di alcuni paesi del circondario compreso il mio, sono andato a Roma per l'ultima tappa dello Tsunami tour di Beppe Grillo.
Eravamo 50 persone, persone normali, persone comuni, giovani, anziani, donne, ragazze e ragazzi...lavoratori disoccupati taciturni chiacchieroni, ma tutti con una cosa in comune: gli occhi pieni di speranza. E con tanto entusiasmo.
Non posso descrivere la folla che c'era...qualcosa di mai visto. Neppure vari concerti del primo maggio a cui sono andato in passato, sono paragonabili.
Non era una folla, nè una marea, un casino di gente...era proprio un popolo. Una massa infinita di persone, un muro umano che non finiva mai.
La manifestazione si è svolta con la massima civiltà e tranquillità. File educate agli stand, allegria e incoraggiamenti durante gli interventi dei vari candidati, tanto entusiasmo alle parole di Grillo e dopo, durante il deflusso, nessuna confusione; niente spintoni o stronzate varie. Una serata perfetta.
Non ho visto invasati, non ho visto violenti, non ho visto camicie nere, non ho visto bastoni o black block.
Ah, poi agli stand per la prima volta in vita mia ho visto prezzi POPOLARI per birre e panini. Un miracolo!
Sono arrivato a casa alle quattro di notte, stanco ma felice.
Sono felice, stavolta, di andare a votare. Non sarà il solito voto scazzato dato a quegli inetti complici del PD.
Io voto il nuovo, io voto il Movimento 5 Stelle...io voglio votare un Movimento che riporti l'ETICA al primo posto.
Prima di tutto viene l'Etica e dopo, soltanto dopo, le questioni politiche, economiche, ecc.
Se non hai una base etica ed eleggi la merda che segue e fa leggi di merda e ha una mentalità di merda, cosa otterrai?
Se la politica non segue l'etica, ne avremo solo danno.
Dobbiamo eliminare corruzione, cialtronerie, ladrate e porcate. Solo così potremo risorgere.

domenica 11 novembre 2012

I consigli di Travaglio a Grillo che condivido in pieno

Giacché ho pubblicato il dodecalogo di Beppe Grillo che ci aiutava a chiarire alcuni punti del Movimento 5 Stelle pensiero, stasera posto i dieci consigli (non richiesti per la verità) di Marco Travaglio a Beppe Grillo.

Beppe, sorridi di più, cazzo. Lo so che in questo momento non c’è molto da ridere sotto nessun punto di vista, ma i musi lunghi e i denti digrignanti lasciali ai politici, che del resto ne hanno ben donde.
Beppe, sei troppo aggressivo. Un’esagerata aggressività mette ansia e non è per niente rassicurante. Nei casi di Giovanni Favia e Federica Salsi, un abbraccio pubblico sarebbe stato la scelta migliore; magari con una spiegazione delle critiche ai loro comportamenti.
Capitolo insulti. Molti di quelli che lanci alla casta e ai giornalisti leccapiedi sono sacrosanti. Ma ora la casta è morente e anche i giornalai prezzolati si sentono poco bene: il dispetto più feroce, d’ora in poi, è d’ignorarli.
Per quanto riguarda i rapporti con la stampa non fare come i politicanti che attaccano i giornalisti che li criticano. Molto meglio sarebbe confutare le critiche nel merito.
La tv fa schifo, è in mano a quelle chiaviche dei partiti e i talk show fanno cacare, ma vietare sempre e comunque a candidati ed eletti in tv è un errore. La libera stampa, quando è libera e rappresenta i cittadini, ha diritto di fare domande e obiezioni, e il candidato e l’eletto hanno il dovere di rispondere.
Il web è importante e tu lo stai utilizzando la meglio, ma molti italiani, per i più svariati motivi, internet o non ce l’hanno o non lo frequentano. Leggono i giornali, ascoltano la radio, soprattutto guardano la tv. Chi fa politica non può ignorarli, anche perché sono il grosso degli ASTENUTI.
Quelli che dicono che il M5S non ha un programma dicono una cazzata, il programma c’è eccome. È certamente un programma ancora in fieri in cui mancano spesso le spiegazioni sul “come” e sul “con quali soldi”. Mancano voci come la lotta alla criminalità economica, prima causa della crescita zero in Italia; lotta alla criminalità organizzata, seconda causa; riforma della giustizia per farla funzionare di più e meglio. Tanti magistrati e giuristi potrebbero dare consigli interessanti per rimpolpare il programma.
Per quanto riguarda il “referendum sull’euro” siamo un po’ nella nebbia. Come si vive con l’euro lo sappiamo, come si vivrebbe tornando alla lira (che poi figurati se sarà mai possibile) non lo sa nessuno. I salti nel buio sono controproducenti, perché spaventano gli elettori. Urge spiegazione, possibilmente convincente.
Per quanto riguarda i candidati del M5S è bella tutta questa gioventù piena di idee e di entusiasmo, ma mentre in Parlamento tutto ciò è un vantaggio al governo è un handicap. Lì ci vuole gente esperta e competente: indicare al più presto i nomi di chi, in caso di vittoria elettorale, sarebbero il premier e i ministri.
Ultimo consiglio. Di’ a Gianroberto Casaleggio de tajarsi i capelli, così nun se po’ guardà!

(madonna santissima...)

giovedì 8 novembre 2012

Il dodecalogo di Beppe Grillo


Devo fare una piccola premessa.
Ho pubblicato finora le prime tre parti del programma politico del Movimento 5 Stelle e lo completerò prossimamente, ma devo correggere il tag.
I post dedicati al Movimento di Grillo avranno il tag Movimento 5 Stelle, mentre le vicende che riguardano Monti, PDL, PD e altra merda resteranno con il tag "politica".
Voglio distinguere questo sistema di cialtroni, indegni e ladri dalle questioni politiche che pone il M5S.
M'interesso al Movimento 5 Stelle perché è la mia scelta per le prossime elezioni politiche. Non me ne frega un cazzo del PD, di Bersani e di tutte le minchiate del centro sinistra. Andate a cacare.
Ho avuto un piccolo dialogo con una donna che si dichiarava "di sinistra" e che voterà PD nonostante (parole sue) gli ultimi vent'anni catastrofici e l'indecenza del PD.
Buon per lei. Io ritengo che la politica sia un bisogno da miserabili e un'illusione e io voglio semplicemente illudermi meglio che dare il mio voto a Martin Luther Pompa delle Bettole.
Oggi posto il dodecalogo di Grillo e pubblicherò tutto quello che ritengo vero e utile del Movimento perché a me il circo che han messo su per denigrarlo mi fa letteralmente girare le palle. Ovviamente, il mio non è un appoggio incondizionato, cieco o supino. Sarò sempre vigile e contesterò quello che non mi trova d’accordo.
Una postilla. Votare PD è aderire alla teoria dello "stesso cesso". Cioè i politici possono fare schifo quanto vogliono tanto gli stronzi che votano non hanno scelta. Bè, io la scelta me la prendo.

1. Nessuna alleanza.
Antonio di Pietro ha la mia stima, ma il M5S non si alleerà né con l’Idv, né con nessun altro. Il M5S vuole sostituire il Sistema dei partiti con la democrazia diretta. In sostanza vuole la fine dei partiti basati sulla delega in bianco.
2. La poltrona sarà una sola.
Chi sta svolgendo un qualunque incarico elettivo non può dimettersi per concorrere ad altre cariche elettive (es. chi è consigliere non può candidarsi a deputato, chi è senatore non può candidarsi a sindaco).
3. Tetto di 5 mila euro.
Gli eletti del M5S tratterranno per sé una parte degli emolumenti, oggi fissata in un massimo di 5.000 euro lordi, e restituiranno la rimanenza allo Stato.
4. Moneta unica e referendum.
La decisione di rimanere nell’euro spetta ai cittadini italiani attraverso un referendum, questa è la mia posizione. Io ritengo che l’Italia non possa permettersi l’euro, ma devono essere gli italiani a deciderlo e non un gruppo di oligarchi o Beppe Grillo.
5. Due mandati.
Il M5S non candida chi ha svolto due mandati anche se interrotti.
6. Appoggio sulle istanze.
Il M5S supporta e appoggia le istanze dei movimenti con obiettivi comuni, come è avvenuto per il no al nucleare, l’acqua pubblica, il No Tav e il No Gronda, eccetera.
7. No ai leaderini.
Nel M5S non ci saranno primarie (non si votano leader o leaderini) per le elezioni politiche, ma la scelta di portavoce per la Camera e per il Senato. Il loro compito sarà l’attuazione del Programma elettorale in stretta collaborazione attraverso la Rete con gli iscritti.
8. Programma in fieri.
Il Programma del M5S esiste (chi dice il contrario mente) ed è visibile sul blog. Prima delle elezioni politiche sarà integrato e migliorato dagli iscritti con una piattaforma on line.
9. Rimettere il mandato.
Il consigliere, il sindaco o il parlamentare non ha l’obbligo di rimettere il mandato periodicamente (ad esempio ogni 6 mesi). Nel caso questo avvenisse deve essere preceduto da un’informazione pubblica e dettagliata del suo operato sul portale con votazione estesa a tutti gli iscritti del Comune e della Regione di riferimento, o dell’intero corpo elettorale del Parlamento.
10. No ai rimborsi elettorali.
Il M5S non ha incassato alcun rimborso elettorale per le regionali e non lo incasserà per le prossime politiche.
11. Interviste sì, talk show no.
Non sono “vietate” interviste di eletti del M5S trasmesse in tv per spiegare le attività di cui sono direttamente responsabili. È fortemente sconsigliata (in futuro sarà vietata) la partecipazione ai talk show condotti abitualmente da giornalisti graditi o nominati dai partiti, come nelle reti Rai, Mediaset e La7.
12. Al voto.
Il M5S vota le proposte che aderiscono al Programma anche se dei partiti.

lunedì 4 giugno 2012

Programma politico Movimento 5 Stelle 3. Informazione



Qual è la prima cosa da notare in Berlusconi come politico? Di sicuro il fatto che un possessore di poteri economoci, finanziari e mediatici non può accedere anche al potere politico. È lampante, ma purtroppo la gente non lo capisce e la cosa non viene sottolineata a sufficienza anche se è un fattore della massima importanza.
Berlusconi sa benissimo che controllando l'informazione controlla il cervello delle persone ed è in grado, con questo immenso potere, di manipolare la realtà in cui viviamo. Vi sarà capitato di leggere o ascoltare qualche leccapalle di Silvio dire che le televisioni, i giornali, ecc. non sono importanti per vincere le elezioni. PALLE. Bisognerebbe domandare a questo imbecille il perché allora Berlusconi voglia possedere e dominare tutte le tv e i giornali e le radio possibili.
Per questo, un movimento politico che si rispetti deve avere nel suo programma un'intera parte dedicata all'informazione. Ormai i mass media sono vere e proprie potenze, influenzano tutto. Non lasciamole nelle mani di questa gentaglia, nelle mani dei politicanti.
Un'ultima annotazione che mi riguarda un po' più da vicino. L'Ordine dei giornalisti so che fu creato negli anni di Mussolini e del fascismo. So che oltre che qui da noi sopravvive in Portogallo dove anche lì nacque sotto la dittatura fascista di Salazar. Io non ne capisco l'utilità. So che costa (mortacci loro), che dà poltrone e che non garantisce per nulla la qualità del giornalismo. A che serve l'Ordine dei giornalisti?
Andiamo avanti e buona lettura delle proposte (sempre da approfondire per conto vostro).

L’informazione è uno dei fondamenti della democrazia e della sopravvivenza individuale. Se il controllo dell’informazione è concentrato in pochi attori, inevitabilmente si manifestano derive antidemocratiche. Se l’informazione ha come riferimenti i soggetti economici e non il cittadino, gli interessi delle multinazionali e dei gruppi di potere economico prevalgono sugli interessi del singolo. L’informazione quindi è alla base di qualunque altra area di interesse sociale. Il cittadino non informato o disinformato non può decidere, non può scegliere. Assume un ruolo di consumatore e di elettore passivo, escluso dalle scelte che lo riguardano.

Le proposte:
• Cittadinanza digitale per nascita, accesso alla rete gratuito per ogni cittadino italiano
• Eliminazione dei contributi pubblici per il finanziamento delle testate giornalistiche
• Nessun canale televisivo con copertura nazionale può essere posseduto a maggioranza da alcun soggetto privato, l’azionariato deve essere diffuso con proprietà massima del 10%
• Le frequenze televisive vanno assegnate attraverso un’asta pubblica ogni cinque anni
• Abolizione della legge del governo D’Alema che richiede un contributo dell’uno per cento sui ricavi agli assegnatari di frequenze televisive
• Nessun quotidiano con copertura nazionale può essere posseduto a maggioranza da alcun soggetto privato, l’azionariato diffuso con proprietà massima del 10%
• Abolizione dell’Ordine dei giornalisti
• Vendita ad azionariato diffuso, con proprietà massima del 10%, di due canali televisivi pubblici
• Un solo canale televisivo pubblico, senza pubblicità, informativo e culturale,indipendente dai partiti
• Abolizione della legge Gasparri
• Copertura completa dell’ADSL a livello di territorio nazionale
• Statalizzazione della dorsale telefonica, con il suo riacquisto a prezzo di costo da Telecom Italia,
e l’impegno da parte dello Stato di fornire gli stessi servizi a prezzi competitivi ad ogni operatore telefonico
• Introduzione dei ripetitori Wimax per l’accesso mobile e diffuso alla Rete
• Eliminazione del canone telefonico per l’allacciamento alla rete fissa
• Allineamento immediato delle tariffe di connessione a Internet e telefoniche a quelle europee
• Tetto nazionale massimo del 5% per le società di raccolta pubblicitaria facenti capo a un singolo soggetto economico privato
• Riduzione del tempo di decorrenza della proprietà intellettuale a 20 anni
• Abolizione della legge Urbani sul copyright
• Divieto della partecipazione azionaria da parte delle banche e di enti pubblici o para pubblici a società editoriali
• Depenalizzazione della querela per diffamazione e riconoscimento al querelato dello stesso importo richiesto in caso di non luogo a procedere (importo depositato presso il tribunale in anticipo in via cautelare all’atto della querela)
• Abolizione della legge Pisanu sulla limitazione all’accesso wi fi. (obiettivo raggiunto)

martedì 22 maggio 2012

Programma politico Movimento 5 Stelle 2. Energia


Chissà se stavolta l'ha sentito il BOOM del Movimento 5 Stelle il signor presidente dei partiti italiani (e non del popolo italiano e basta...).
Io l'ho sentito e me ne sono ampiamente rallegrato. Ho goduto per la sconfitta del PDL, ho goduto per il 7 a 0 subito dalla Lega, ma soprattutto ho goduto come un porco per l'elezione, a Parma, del primo sindaco del Movimento: Federico Pizzarotti.
Complimenti a lui, ai suoi collaboratori e alla magnifica città di Parma che ha avuto una reazione di grandissima civiltà. L'avevano etichettata come "città più corrotta del nord" e l'elezione di Pizzarotti è un grosso vaffanculo a tutti i magagnoni e ai politicanti di merda.

Veniamo ora alla pubblicazione della seconda parte del programma politico del Movimento 5 Stelle. Riguarda l'energia ed è la parte più corposa e tecnica del programma.
Le linee guida sono essenzialmente due: riduzione dei consumi e degli sprechi energetici e lo sfruttamento di nuove risorse energetiche con minore impatto ambientale.
Come sempre non basta solamente leggerlo, ma informarsi, confrontare, studiare e fare tante altre azioni che fanno le persone e i cittadini per bene.
Buona lettura.

Se venisse applicata rigorosamente la legge 10/91, per riscaldare gli edifici si consumerebbero 14 litri di gasolio, o metri cubi di metano, al metro quadrato calpestabile all’anno. In realtà se ne consumano di più. Dal 2002 la legge tedesca, e più di recente la normativa in vigore nella Provincia di Bolzano, fissano a 7 litri di gasolio, o metri cubi di metano, al metro quadrato calpestabile all’anno il consumo massimo consentito nel riscaldamento ambienti.
Meno della metà del consumo medio italiano.
Utilizzando l’etichettatura in vigore negli elettrodomestici, nella Provincia di Bolzano questo livello corrisponde alla classe C, mentre alla classe B corrisponde a un consumo non superiore a 5 litri di gasolio, o metri cubi di metano, e alla classe A un consumo non superiore a 3 litri di gasolio, o metri cubi di metano, al metro quadrato all’anno. Nel riscaldamento degli ambienti, una politica energetica finalizzata alla riduzione delle emissioni di CO2, anche per evitare le sanzioni economiche previste dal trattato di Kyoto nei confronti dei Paesi inadempienti, deve
articolarsi nei seguenti punti:
• Applicazione immediata della normativa, già prevista dalla legge 10/91 e prescritta dalla direttiva europea 76/93, sulla certificazione energetica degli edifici
• Definizione della classe C della provincia di Bolzano come livello massimo di consumi per la concessione delle licenze edilizie relative sia alle nuove costruzioni, sia alle ristrutturazioni di edifici esistenti
• Riduzione di almeno il 10 per cento in cinque anni dei consumi energetici del patrimonio edilizio degli enti pubblici, con sanzioni finanziare per gli inadempienti
• Agevolazioni sulle anticipazioni bancarie e semplificazioni normative per i contratti di ristrutturazioni energetiche col metodo esco (energy service company), ovvero effettuate a spese di chi le realizza e ripagate dal risparmio economico che se ne ricava
• Elaborazione di una normativa sul pagamento a consumo dell’energia termica nei condomini, come previsto dalla direttiva europea 76/93, già applicata da altri Paesi europei.
Il rendimento medio delle centrali termoelettriche dell’Enel si attesta intorno al 38%. Lo standard con cui si costruiscono le centrali di nuova generazione, i cicli combinati, è del 55/60%.
La co-generazione diffusa di energia elettrica e calore, con utilizzo del calore nel luogo di produzione e trasporto a distanza dell’energia elettrica, consente di utilizzare il potenziale energetico del combustibile fino al 97%. Le inefficienze e gli sprechi attuali nella produzione termoelettrica non sono accettabili né tecnologicamente, né economicamente, né moralmente, sia per gli effetti devastanti sugli ambienti, sia perché accelerano l’esaurimento delle risorse fossili, sia perché comportano un loro accaparramento da parte dei Paesi ricchi a danno dei Paesi poveri. Non è accettabile di per sé togliere il necessario a chi ne ha bisogno, ma se poi si spreca, è inconcepibile. Per accrescere l’offerta di energia elettrica non è necessario costruire nuove centrali, di nessun tipo. La prima cosa da fare è accrescere l’efficienza e ridurre gli sprechi delle centrali esistenti, accrescendo al contempo l’efficienza con cui l’energia prodotta viene utilizzata dalle utenze (lampade, elettrodomestici, condizionatori e macchinari industriali).
Solo in seguito, se l’offerta di energia sarà ancora carente, si potrà decidere di costruire nuovi impianti di generazione elettrica. Nella produzione di energia elettrica e termica, una politica energetica finalizzata alla riduzione delle emissioni di CO2 anche accrescendo l’offerta, deve articolarsi nei seguenti punti:
• Potenziamento e riduzione dell’impatto ambientale delle centrali termoelettriche esistenti
• Incentivazione della produzione distribuita di energia elettrica con tecnologie che utilizzano le fonti fossili nei modi più efficienti, come la co-generazione diffusa di energia elettrica e calore, a partire dagli edifici più energivori: ospedali, centri com-merciali, industrie con processi che utilizzano calore tecnologico, centri sportivi ecc.
• Estensione della possibilità di riversare in rete e di vendere l’energia elettrica anche agli impianti di micro-cogenerazione di taglia inferiore ai 20 kW
• Incentivazione della produzione distribuita di energia elettrica estendendo a tutte le fonti rinnovabili e alla micro-cogenerazione diffusa la normativa del conto energia, vincolandola ai kW riversati in rete nelle ore di punta ed escludendo i chilowattora prodotti nelle ore vuote
• Applicazione rigorosa della normativa prevista dai decreti sui certificati di efficienza energetica, anche in considerazione dell’incentivazione alla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili che essi comportano
• Eliminazione degli incentivi previsti dal CIP6 alla combustione dei rifiuti in base al loro inserimento, privo di fondamento tecnico-scientifico, tra le fonti rinnovabili
• Legalizzazione e incentivazione della produzione di biocombustibili, vincolando all’incremento della sostanza organica nei suoli le produzioni agricole finalizzate a ciò
• Incentivazione della produzione distribuita di energia termica con fonti rinnovabili, in particolare le biomasse vergini, in piccoli impianti finalizzati all’autoconsumo, con un controllo rigoroso del legno proveniente da raccolte differenziate ed esclu-dendo dagli incentivi la distribuzione a distanza del calore per la sua inefficienza e il suo impatto ambientale
• Incentivazione della produzione di biogas dalla fermentazione anaerobica dei rifiuti organici.

venerdì 11 maggio 2012

Programma politico Movimento 5 Stelle 1. Stato e cittadini


Visto che molti parlano a schiovere, cioè parlano senza sapere le cose, facendo confusione o appoggiandosi al vociare e ai titoli di telegiornali e quotidiani, ho deciso di dedicare alcuni post al programma politico del Movimento 5 Stelle.
Per ora non sono un iscritto, ma è l’unico movimento politico che seguo perché sinceramente PDL e Lega mi fanno cacare, il PD è veramente ributtante e altre forze politiche sono vuote o squallide (tipo l’UDC).
I poveracci si limitano ad insultare Beppe Grillo, un cittadino decente sa che Grillo e il Movimento 5 Stelle son due cose diverse pur provenendo dalla stessa "famiglia" e, soprattutto, invece di sparare cazzate senza fondamento legge il programma.
La prima parte del programma politico del Movimento 5 Stelle riguarda lo Stato e i cittadini.
L’organizzazione attuale dello Stato è burocratica, sovradimensionata, costosa, inefficiente.
Il Parlamento non rappresenta più i cittadini che non possono scegliere il candidato, ma solo il simbolo del partito.
La Costituzione non è applicata.
I partiti si sono sostituiti alla volontà popolare e sottratti al suo controllo e giudizio.

• Abolizione delle province
• Accorpamento dei Comuni sotto i 5.000 abitanti
• Abolizione del Lodo Alfano (obiettivo raggiunto)
• Insegnamento della Costituzione ed esame obbligatorio per ogni rappresentante pubblico
• Riduzione a due mandati per i parlamentari e per qualunque altra carica pubblica
• Eliminazione di ogni privilegio particolare per i parlamentari, tra questi il diritto alla pensione dopo due anni e mezzo
• Divieto per i parlamentari di esercitare un’altra professione durante il mandato
• Stipendio parlamentare allineato alla media degli stipendi nazionali
• Divieto di cumulo delle cariche per i parlamentari (esempio: sindaco e deputato)
• Non eleggibilità a cariche pubbliche per i cittadini condannati
• Partecipazione diretta a ogni incontro pubblico da parte dei cittadini via web, come già avviene per Camera e Senato
• Abolizione delle Authority e contemporanea introduzione di una vera class action
• Referendum sia abrogativi che propositivi senza quorum
• Obbligatorietà della discussione parlamentare e del voto nominale per le leggi di iniziativa popolare
• Approvazione di ogni legge subordinata alla effettiva copertura finanziaria
• Leggi rese pubbliche on line almeno tre mesi prima delle loro approvazione per ricevere i commenti dei cittadini.

Ovviamente, leggerlo non basta. Bisogna soffermarsi su ogni singola questione. Analizzare, confrontare, ricercare quello che non conosciamo o ci lascia in dubbio.
L’abolizione delle province e l’accorpamento dei Comuni sotto i 5 mila abitanti è un modo per ridurre i costi della politica sono esorbitanti e immorali. È pure un modo per far girare intorno alla politica gentaglia e ladri. Girando meno soldi avremo una riduzione dei figli di puttana intorno alle istituzioni. È matematico. E sarebbe anche un modo per frenare il clientelismo che i politicanti adoperano per raccattare voti.
Il Lodo Alfano e la non eleggibilità a cariche pubbliche per i cittadini condannati (soprattutto per chi ha rubato soldi pubblici) non ci sarebbe neanche bisogno di metterle nel programma, perché dovrebbero essere cose normali. Ma l’Italia è a un livello talmente vergognoso che c’è bisogno di mettere anche queste cose.
L’insegnamento della Costituzione ed esame obbligatorio per ogni rappresentante pubblico si rende necessario perché si è visto che costoro o non la conoscono o fanno finta di ignorarla.
La riduzione a due mandati per i parlamentari e per qualunque altra carica pubblica è una proposta che mi trova d’accordo per favorire il ricambio visto che i nostri parlamentari vogliono fare i vescovi; stare tra i coglioni per cinquanta o sessant’anni; fino alla morte insomma.
L’eliminazione di ogni privilegio particolare per i parlamentari, tra questi il diritto alla pensione
dopo due anni e mezzo, il divieto per i parlamentari di esercitare un’altra professione durante il mandato, lo stipendio parlamentare allineato alla media degli stipendi nazionali e il divieto di cumulo delle cariche per i parlamentari (esempio: sindaco e deputato), sono tutte proposte anti casta. Tutti tentativi per migliorare la situazione penosa in cui versa la politica italiana. Ovviamente queste proposte tocca ai cittadini farle e lottare per esse perché la casta non ha nessun interesse ad attuare queste riforme. È una vera guerra politica. Noi contro loro.
La partecipazione diretta a ogni incontro pubblico da parte dei cittadini via web, come già avviene per Camera e Senato, i referendum sia abrogativi che propositivi senza quorum, l’obbligatorietà della discussione parlamentare e del voto nominale per le leggi di iniziativa popolare, le leggi rese pubbliche on line almeno tre mesi prima delle loro approvazione per ricevere i commenti dei cittadini sono proposte tese a far partecipare di più i cittadini, per renderli più consapevoli e informati della realtà politica, per evitare di cadere nel sonno letale di “limitarsi a delegare”.
L’approvazione di ogni legge subordinata alla effettiva copertura finanziaria è un’altra proposta condivisibile mentre l’abolizione delle Authority e contemporanea introduzione di una vera class action è da approfondire anche per capire meglio cosa significa: class action.