Uno scrittore usa spesso la propria famiglia come serbatoio per le proprie storie, ma quando lo facciamo noi comuni mortali è solo insulso autobiografismo mentre i tipi come John ne fanno arte vera.
E grandi racconti.
Il volumetto di cui mi accingo a parlare ne contiene cinque.
Rapimento in famiglia (che dà il titolo alla raccolta) narra la storia del primo incontro dei genitori del narratore. Il bambino vuole che gli si racconti tutto, ma a mo' di favola e non si arrende finchè non la ottiene. Devo dire che anche io da bambino, vedendo una foto di mia madre da giovane e confrontandola con la donna che lavava i piatti in cucina, ho avuto una piccola stretta al cuore.
Muratore nella neve è incentrato sul padre e la sua difficoltà di stare fermo e di non poter lavorare a causa della neve che gli impedisce di svolgere il suo mestiere di fravecatore. Ci sono molti momenti buffi nel racconto, soprattutto quando leggiamo la descrizione delle "invenzioni" paterne e del suo maldestro modo di fare bricolage. Ma il sottofonfo è malinconico, come malinconica è la situazione in cui un uomo non può provvedere adeguatamente alla propria famiglia.
La canzonetta scema di mia madre è una storiella molto tenera. Il protagonista ruba del carbone in una bottega entrando dalla finestra insieme ad un complice. Entrambi vengono scoperti e arrestati. Siccome è un bambino il padre lo va a riprendere in cella dopo un'ora e gliele suona di santa ragione. Tornato a casa, confessa tutto alla madre, ma ella non ci crede; lui insiste ma la mamma copre le sue parole con una buffa canzonetta e gli spalma una pomata per lenire il dolore delle botte paterne. A'mamm e semp' a'mamm...
L'odissea di un wop è il rifiuto del protagonista di essere un italoamericano, è lo schifo per le proprie origini che egli cerca di nascondere a tutti i costi. Nel finale, però, avverrà un vero e proprio capovolgimento grazie all'aiuto di un cameriere...
Chiudiamo in grande stile con Casa, dolce casa. Qui è inutile riassumere la trama.
Dico solo che la scena familiare rappresentata (un pranzo per festeggiare il figlio tornato a casa dopo il periodo universitario) è emozionante dall'inizio alla fine.
Nei gesti della madre, negli sguardi della sorella, nelle frasi dei fratelli c'è l'essenza di cosa vuol dire tornare a casa dopo una lunga assenza e dover fare i conti con i propri cambiamenti che devono essere accettati e compresi dagli altri.
Soprattutto è stupendo il confronto e i ricordi del giovane con il padre.
Quelle speranze che si tramutano in disperazione, il pezzo di torta nella credenza e un verso meraviglioso tratto da L'universo misterioso:
E il numero totale delle stelle dell'universo è probabilmente qualcosa come il numero totale di granelli di sabbia di tutte le spiagge del mondo...
