(Orfani, opera grafica dedicata dall'autore alla chiusura de l'Unità)
Chiude l’Unità. Non mi fa né caldo né freddo. Non la leggevo quasi mai e quelle poche volte era uno schifo. Mi mancherà la rubrica ironica sferzante e intelligente della Oppo o le supercazzole di Michele Prospero troppo intelligente per essere capito pure da se stesso, ma sopravvivrò.
Del caso "l’Unità" non ho capito quattro cose:
1. quegli strani soci nella NIE che il fatto quotidiano denunciò l’inverno scorso.
2. questo continuo tirare in mezzo Gramsci che ho trovato veramente patetico. Perché di Gramsci non si sono ricordati e non l’hanno letto e studiato negli ultimi vent’anni?
3. l’appello al PD…cioè non ho capito…strisciate davanti a un partito politico per avere dell’elemosina? E l’indipendenza del giornale dove la mettiamo?
4. non sono mai riuscito a capire quanti soldi pubblici prenda un giornale come l’Unità…forse 3 milioni di euro? Embè, che cazzo, se non riesci a campare con le vendite più 3 milioni di euro di soldi pubblici strameriti di chiudere.
Mentre ho capito una cosa che alcuni non hanno capito tipo il sito web iltempo.it che si stupisce che l’Unità chiuda proprio con il PD al massimo dei consensi…ma è chiaro, amici, appunto perché il PD è al massimo dei consensi l’Unità non serve più.
Ovviamente siamo in Italia, paese molto più del melodramma che della tragedia.
Lo scrivo per prevenire qualche inutile idiota pronto a commentare con le lacrime agli occhi: e ai lavoratori non ci pensiiiiii? Finiranno in mezzo alla stradaaaaaaaa!!! E i bambiniiiiiiiiii??? nessuno pensa ai bambiniiiiiiiiiiii???
Non vi preoccupate o solidali dal pianto facile. Faranno qualche marchetta politica, qualche giravolta coi fondi e tutto (purtroppo) si risolverà e avremo (doppio purtroppo) di nuovo l’Unità in edicola.
Poi, e concludo, non puoi sperare di durare dopo che hai fatto imbrattare carta a gente come Conchita e Uolter…maddai…
Filosofia, Letteratura, Poesia, Storia, Arte, Capitalismo, Politica, Sesso... [Blog delle ossessioni, non delle idee. Le idee non mi piacciono perché con le idee non è mai sprofondato nessuno]
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giovedì 31 luglio 2014
mercoledì 4 giugno 2014
Anche il manifesto con la porcata del 1977
Ci risiamo. A neanche due mesi dalla figura di merda del Corriere della sera, stavolta tocca a il manifesto quotidiano comunista (e Marx ogni giorno si rivolta nella tomba). Per farvi un’idea veloce leggete questo post di dagospia.
Ovviamente se il Corriere della sera è ignorante con questa storia della disoccupazione più alta dal 1977 il manifesto, venendo dopo, non solo è ignorante ma è pure ritardato.
Uso “ignorante” giusto per dire, ma io non credo che questo fatto della disoccupazione del 1977, di questo titolone fasullo sia ignoranza. Il termine giusto è collaborazionismo.
C’è una strategia ben precisa che porta a scrivere questo DATO FALSO, e chi collabora a questa strategia non è né più né meno che un collaborazionista. Uno sporco collaborazionista.
Vi linko l’articolo di Alberto Bagnai che spero vorrete leggere sia per capire come stanno veramente le cose con la disoccupazione, sia per farvi due risate alla faccia di questi sedicenti giornali (in realtà eredi del MinCulPop) e di questi sedicenti giornalisti (servi del padrone).
E ora, servi ottusi, ripetete col prof. Bagnai:
la disoccupazione è ai massimi dal 1959
la disoccupazione è ai massimi dal 1959
la disoccupazione è ai massimi dal 1959
la disoccupazione è ai massimi dal 1959
la disoccupazione è ai massimi dal 1959
la disoccupazione è ai massimi dal 1959
la disoccupazione è ai massimi dal 1959
la disoccupazione è ai massimi dal 1959
la disoccupazione è ai massimi dal 1959
la disoccupazione è ai massimi dal 1959
la disoccupazione è ai massimi dal 1959
la disoccupazione è ai massimi dal 1959
la disoccupazione è ai massimi dal 1959
la disoccupazione è ai massimi dal 1959
la disoccupazione è ai massimi dal 1959
martedì 25 marzo 2014
Furio Colombo e la cannata del mese
Ho cercato il verbo più adatto per definire lo scritto di Furio Colombo apparso sul Fatto Quotidiano di domenica 23 marzo nella sua rubrica “A domanda rispondo”.
Alla fine ho scelto “cannare” perché, secondo il dizionario, racchiude tre significati adattissimi al caso in esame: sbagliare, fallire, mancare.
Veniamo all’oggetto del post.
Un lettore, Massimo, scrive:
caro Furio Colombo, leggo e ascolto che la maggioranza dei nostri concittadini vuole uscire dall’euro e tornare alla lira. Ci può essere incubo peggiore?E fin qui niente di strano, è un dubbio, un’osservazione legittima da parte di un uomo comune che osserva la realtà, la discussione politica del momento e chiede lumi a un giornalista esperto che evidentemente stima (altrimenti non gli avrebbe mica scritto…).
Ma, secondo me, la risposta di Colombo tradisce sia la fiducia del lettore sia il compito del giornalista.
Innanzitutto, la domanda verte sull’euro, una questione economica. Colombo potrebbe far riferimento a qualche economista che secondo lui merita di essere letto, segnalare insomma a Massimo un percorso per approfondire poi da solo la questione. E invece no.
Colombo paragona chi vuole uscire dall’euro a Di Bella e Vannoni. In pratica dice che chi è sceso in campo contro l’euro non ha un vero pensiero, ma è un ciarlatano che vende speranze fasulle.
Non gli passa per la testa che tantissimi economisti, tra cui sette premi Nobel siano contro l’euro; che tanta letteratura scientifica e la storia economica siano “contro” l’euro.
La cosa buffa è che proprio sul Fatto Quotidiano scrive l’economista Alberto Bagnai. Allora tre sono i casi:
1. Colombo l’ha letto, ma non l’ha capito
2. Colombo l’ha letto, ma non ha condiviso
3. Colombo non l’ha letto per niente
E questa terza ipotesi mi pare la più probabile.
Poi Colombo passa in rassegna chi in Italia è su posizioni no euro e sbaglia ancora clamorosamente.
Innanzitutto, è vero che la Lega fa schifo e ha fatto schifo. Su questo non discuto.
Però si deve parlare anche dell’attualità e collegare la Lega alla questione euro così come chiede il lettore. E sulla questione euro, la Lega non ha messo la canottiera sporca di Bossi, non ha fatto comizi urlati con Borghezio a buttare merda sui musulmani con gli idioti col copricapo vichino ad ululare di gioia. No. La Lega, per la campagna elettorale delle Europee, ha preso posizione sul NO EURO, si è affidata all’economista Claudio Borghi e sta facendo un seguitissimo Basta Euro Tour. Si può essere o non essere d’accordo, ma un giornalista ha come primo dovere l’informare correttamente e Colombo non lo fa.
La seconda toppata politica riguarda il MoVimento 5 Stelle che Colombo mette nel calderone dei populisti anti euro e non è vero, purtroppo. Magari il MoVimento 5 Stelle avesse preso una posizione chiara e netta contro l’euro! Il MoVimento 5 Stelle contesta varie cose tra cui la soglia del 3%, il fiscal compact ecc. ma sull’euro si è dimostrato incerto e contraddittorio con il referendum consultivo che campeggia come primo punto sui volantini elettorali (evidentemente Colombo non l’ha letto). Per quanto riguarda il MoVimento 5 Stelle, c’è anche un lato comico perché Colombo critica il MoVimento 5 Stelle usando le stesse parole di Casaleggio.
La castroneria delle vacanze e dei viaggi all’estero impossibili da fare con la lira, della liretta che non vale niente, sono “concetti” (notare le virgolette) che ha espresso Casaleggio in un convegno di qualche tempo fa e quindi l’unica conclusione possibile è che Colombo e Casaleggio siano perfettamente d’accordo.
Ora, io non capisco una cosa.
Ma questi viaggi, queste vacanze all’estero chi le faceva? I ricchi, sì, i grandi e medi borghesi, sì, i piccoli borghesi, ogni tanto, i giornalisti con i soldi dei giornali, sicuramente…e con l’euro cos’è cambiato? I ricchi di prima son sempre più ricchi, i medio ricchi forse un po’ di meno ma ce la fanno lo stesso. Di sicuro si sono impoveriti molti i ceti medi e chi già prima faceva fatica.
Colombo crede davvero che a un operaio che ha perso il lavoro, a un precario, a un disoccupato posa fregare qualcosa che non può andare a Londra a spassarsela? Non credo.
Alla popolazione, alla maggioranza di essa, interessa sapere perché manca il lavoro, perché quello che c’è è sempre più precario e senza tutele, perché ha perso così tanto il suo potere d’acquisto.
Questo sì che interessa, e Colombo dovrebbe sapere (ma non lo sa) che questi fattori dipendono proprio dall’euro, espressione non soltanto di una moneta ma del potere, del perverso potere che serve il progetto criminale neoliberista.
venerdì 21 marzo 2014
Il testo integrale del manifesto contro i marò affisso a Lecce
Pubblico il testo di questo manifesto che qualcuno ha affisso sui muri di alcuni quartieri di Lecce. Lo pubblico non tanto per il contenuto, ma perché questi manifesti sono stati rimossi dalla polizia. Perché rimuoverli? Non mi è piaciuto il gesto e per questo eccolo lì, trascritto, per facilitare la lettura a chi vorrà.
Per il resto, per farsi un’idea onesta e vera della vicenda marò, vi consiglio il libro I due Marò. Tutto quello che non vi hanno detto di Mattero Miavaldi.
MA QUALI EROI…
Negli ultimi mesi ha ripreso vigore, con un coro politico e mediatico senza sbavature, la campagna per i due marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, presentati come “eroi” e come “italiani da salvare” dai tribunali indiani, ritenuti indegni di giudicare due soldati di “casa nostra”.…SONO DUE ASSASSINI
I fatti
Il 15 febbraio 2012, una petroliera italiana è in navigazione verso l’Egitto. A bordo, in “servizio antipirateria”, ci sono 6 marò del Battaglione San Marco. Al largo della costa indiana i fucilieri Girone e Latorre sparano contro un peschereccio uccidendo due pescatori.
I due marò vengono arrestati perché l’omicidio è avvenuto in acque indiane. Non fanno nemmeno un giorno di carcere, ma sono trattenuti in un hotel di lusso, poi ospitati presso l’ambasciata italiana. Il Vaticano si mobilita per convincere le famiglie dei pescatori uccisi a rinunciare al processo. I 300 mila euro versati “inducono” poi i familiari a non costituirsi parte civile.
Dietro le quinte
La sostanza della vicenda è presto detta: due militari occidentali hanno ucciso due inermi pescatori indiani cercando di giustificare l’omicidio con la scusa di averli scambiati per pirati. Hanno ammazzato perché si sentono autorizzati e sono addestrati a farlo; sono dei soldati, il cui mestiere è fare la guerra e quindi uccidere.
Da un po’ di anni, personale militare è impegnato a difesa di navi commerciali, a conferma che questa società è sempre in guerra. E se in certe zone si interviene militarmente per accaparrarsi risorse energetiche, in altre si scortano quelle risorse per farle arrivare a destinazione. Si tratta di merci troppo preziose, per cui se è legittimo ammazzare per accaparrarsele, lo è anche per trasportarle.
Se tutto non è andato liscio come altre volte, è perché sono stati uccisi dei cittadini di uno Stato, l’India, che vuole accreditarsi come superpotenza e guadagnarsi il dovuto rispetto a livello internazionale.
L’Italia non vorrebbe farsi scavalcare e per farlo deve dimostrare che i propri soldati valgono più dei cittadini dalla pelle più scura dell’altra parte del mondo. Ma è costretta a mediare perché non vuole compromettere le relazioni commerciali e i succosi interessi economici tra Finmeccanica e l’India per la vendita di elicotteri da guerra.
Dimenticati del tutto i pescatori uccisi.
Epilogo scontato
È difficile credere che, comunque si concluderà la vicenda, i due rischieranno per davvero una seria condanna. È indubbio, invece, che se i fatti si fossero svolti a parti inverse, e fossero stati due pescatori ad ammazzare due militari, starebbero già languendo nella più oscura galera, di qua come di là dell’oceano. Ma si sa, i morti non sono tutti uguali.
Per noi, che siamo dalla parte degli esclusi di ogni dove, la giustizia non alberga in alcun tribunale. I due marò non sono eroi, ma assassini che si fanno scudo della protezione che la divisa offre loro. Custodi della società dello sfruttamento che tutti ci soggioga, e di cui faremmo bene a disfarci al più presto.
domenica 16 febbraio 2014
John Elkann vai a fare in culo
(è in momenti come questo che penso a Prospero)
Innanzitutto devo chiedere scusa a Lapo Elkann. Non è lui il cretino dei fratelli, come avevo erroneamente pensato. Lapo è un tipo originale, spontaneo, estroso, forse potrei dire anche un poco buffo ma è un bonaccione, un simpaticone.
L’idiota, il vero problema della famiglia Elkann, è John.
Qualche giorno fa, questo genio al contrario ha dichiarato: "Molti giovani non colgono le tante possibilità di lavoro che ci sono o perché stanno bene a casa o perché non hanno ambizione”.
Tra parentesi queste parole sono state dette davanti a degli studenti di Sondrio e non sono riuscito ad appurare se questi studenti l’abbiano mandato a cacare seduta stante oppure no.
In realtà la storia di queste cacate sparate da politici e padroni è lunga.
A mo’ di esempio possiamo citare il “bamboccioni” di Padoa Schioppa nel 2007, il “choosy” (termine ancora più idiota e degno di lei) della Fornero, lo “sfigati” di Martone del quale già parlai all’epoca.
Il fatto è che politicanti e padroni, nella media, sono dei poveri imbecilli che disprezzano il popolo e questa imbecillità e questo disprezzo ogni tanto devono venir fuori perché non puoi occultare i tuoi veri sentimenti sotto la cenere per sempre.
Comunque a proposito della dichiarazione da mantecatto di Elkann ne ha molto ben scritto Roberto Ciccarelli su il manifesto: se 6 milioni e 964 mila giovani tra 18 e 34 anni (il 61,2% dei non sposati, dati Istat) vivevano nel 2013 con almeno un genitore, forse esiste un gigantesco problema legato alla domanda di lavoro da parte delle imprese. L’offerta da parte dei giovani lavoratori è sempre alta, come dimostra il boom di stage e tirocini (cioè lavoro gratuito o poco più) aumentati del 36% dal 2004 (dati Almalaurea).
Non si capisce con quale diritto John Elkann si permetta di fare la morale ai giovani lavoratori proprio non si capisce. Lui che è entrato nel Cda della Fiat a 21 anni grazie al nonno Gianni Agnelli. A parte il disprezzo di rito, continua Ciccarelli, e la mistificazione dei dati, la ricetta (di Elkann) è quella neoliberista classica: prestito d’onore per gli studenti e indebitamento per gli studenti; accettare lavori che non coincidono con la formazione acquisita; scambiare il desiderio di “fare” con paghe basse e nessuna garanzia.
Concludo autocitandomi con uno stato scritto ieri su facebook che mi è uscito proprio dal cuore:
Innanzitutto devo chiedere scusa a Lapo Elkann. Non è lui il cretino dei fratelli, come avevo erroneamente pensato. Lapo è un tipo originale, spontaneo, estroso, forse potrei dire anche un poco buffo ma è un bonaccione, un simpaticone.
L’idiota, il vero problema della famiglia Elkann, è John.
Qualche giorno fa, questo genio al contrario ha dichiarato: "Molti giovani non colgono le tante possibilità di lavoro che ci sono o perché stanno bene a casa o perché non hanno ambizione”.
Tra parentesi queste parole sono state dette davanti a degli studenti di Sondrio e non sono riuscito ad appurare se questi studenti l’abbiano mandato a cacare seduta stante oppure no.
In realtà la storia di queste cacate sparate da politici e padroni è lunga.
A mo’ di esempio possiamo citare il “bamboccioni” di Padoa Schioppa nel 2007, il “choosy” (termine ancora più idiota e degno di lei) della Fornero, lo “sfigati” di Martone del quale già parlai all’epoca.
Il fatto è che politicanti e padroni, nella media, sono dei poveri imbecilli che disprezzano il popolo e questa imbecillità e questo disprezzo ogni tanto devono venir fuori perché non puoi occultare i tuoi veri sentimenti sotto la cenere per sempre.
Comunque a proposito della dichiarazione da mantecatto di Elkann ne ha molto ben scritto Roberto Ciccarelli su il manifesto: se 6 milioni e 964 mila giovani tra 18 e 34 anni (il 61,2% dei non sposati, dati Istat) vivevano nel 2013 con almeno un genitore, forse esiste un gigantesco problema legato alla domanda di lavoro da parte delle imprese. L’offerta da parte dei giovani lavoratori è sempre alta, come dimostra il boom di stage e tirocini (cioè lavoro gratuito o poco più) aumentati del 36% dal 2004 (dati Almalaurea).
Non si capisce con quale diritto John Elkann si permetta di fare la morale ai giovani lavoratori proprio non si capisce. Lui che è entrato nel Cda della Fiat a 21 anni grazie al nonno Gianni Agnelli. A parte il disprezzo di rito, continua Ciccarelli, e la mistificazione dei dati, la ricetta (di Elkann) è quella neoliberista classica: prestito d’onore per gli studenti e indebitamento per gli studenti; accettare lavori che non coincidono con la formazione acquisita; scambiare il desiderio di “fare” con paghe basse e nessuna garanzia.
Concludo autocitandomi con uno stato scritto ieri su facebook che mi è uscito proprio dal cuore:
Le leggi per i finanzieri, il comando politico ai banchieri, la morale dai padroni…ma che cazzo di mondo è questo? Certamente non il mio.
sabato 15 febbraio 2014
Quando il caso Aldrovandi diventa una farsa
Ci avete fatto caso? Quando una persona muore mentre è tra le mani delle forze dell’ordine, interviene sempre qualche fattore sconosciuto che impedisce di accertare la verità e che rende le cose tremendamente complicate e fantasiose.
Basta pensare a Pinelli. Secondo loro morì per un “malore attivo” ahahhahahah!! Che minkia è un malore attivo? E chi lo sa. Di sicuro è una vergogna per chi l’ha escogitato e soprattutto per chi crede che uno sia così imbecille da bersi una scemenza del genere.
Gli esempi sono molti. Stefano Cucchi come è morto? Dai, è caduto dalle scale. Sì, certamente.
E Giuseppe Uva come è morto? E chi lo sa. Quello che si sa è che una specie di magistrato ha interrogato l’amico di Uva che quella notte era con lui e un altro po’ era l’amico a doversi scusare e giustificare per Uva morto nelle mani dei carabinieri. (guardate i video caricati da Luigi Manconi su youtube)
Oggi a Ferrara c’era la manifestazione per chiedere la destituzione dei quattro poliziotti che uccisero il giovane Federico Aldrovandi.
Scrivendo questa frase mi sembra di scrivere una follia logica. Mi viene spontaneo chiedere a me stesso: scusa, ma c’è bisogno di fare una manifestazione per chiedere la destituzione di poliziotti che hanno ammazzato un ragazzo? Non dovrebbe essere scontato? È come fare una manifestazione per chiedere l’acqua bagnata.
È vero, ma siamo in Italia il paese dove tutto è possibile – soprattutto le porcate.
Sul caso Aldrovandi ho letto tantissimi articoli e visto alcune trasmissioni televisive.
La manifestazione di Ferrara, mi ha fatto pensare una cosa: il caso Aldrovandi è una tragedia, ok, ma quando questa tragedia diventa un’ignobile farsa?
Secondo me diventa una farsa dopo il fatto, quando le forze dell’ordine ritardano depistano le indagini e quando la magistratura non fa il proprio dovere. Diventa una farsa quando l’imputazione diventa di omicidio colposo (poi ci hanno aggiunto eccesso colposo che mi pare un'ulteriore presa per il culo). Per essere il processo una cosa seria, l’imputazione doveva essere di omicidio. Punto e basta. Una volta decisa l’imputazione di omicidio colposo tutto diventa ignobile e farsesco.
Quattro poliziotti che bastonano a morte un diciottenne inerme per un sacco di tempo fino a causarne la morte devono essere accusati di omicidio. Questo è il punto secondo me.
Ovviamente, sempre perché siamo in Italia, non solo i poliziotti non sono stati accusati di omicidio, non solo sono stati condannati a una pena ridicola (sei mesi!), non solo sono tornati tranquillamente in servizio, non solo la famiglia ha dovuto subire le calunnie del solito Giovanardi pezzo di merda, ma addirittura dei vermi schifosi del Coisp sono andati a manifestare a Ferrara sotto l’ufficio della madre di Federico che ha pure dovuto subire gli insulti di uno dei vermi che gli uccisero il figlio.
Insomma uno schifo senza fine.
martedì 28 gennaio 2014
Vendola al ristorante e l'appello di Tsipras alla Sinistra Unita
Domenica 26 gennaio si è concluso il 2° congresso di Sel. Congresso molto importante dove sono state prese decisioni molto importanti.
L’apice del congresso è stata la risposta di Vendola alle parole del politico greco di sinistra Tsipras su un eventuale sostegno della Sinistra italiana alla sua candidatura come leader al parlamento europeo. Eccola, gustatevela:
"Con Tsipras ma non contro Schulz". Sì, è vero, Veltroni non avrebbe saputo farci ridere e vomitare meglio.
A conclusione dei lavori Vendola, insieme ad alcuni dei suoi più fidati collaboratori, è andato al ristorante per continuare a discutere di politica e per rilassarsi. Del resto, dove si può parlare meglio di politica che a tavola mentre si magna a fauci spalancate?
In esclusiva per l’Officina del pensiero Ingestibile abbiamo l’ordinazione di Nichi:
Antipasto prosciutto e melone ma non contro la frittura all’italiana
Primo piatto spaghetti alla puttanesca ma non contro il risotto alla milanese
Secondo piatto merluzzo gratinato ma non contro le scaloppine di vitello
Contorno patatine fritte ma non contro l’insalatina verde
Dolce torta margherita ma non contro la cassatina siciliana e per concludere un caffè decaffeinato ma non contro la caffeina.
Nel frattempo l’appello di Tsipras alla Sinistra Unita italiana è stato raccolto con entusiasmo, anche se non mancano alcuni problemi organizzativi. Rimaniamo comunque fiduciosi sulla proposta del leader si Syriza, il tempo di mettere d’accordo
Sinistra Unita comunista
Sinistra Unita socialista
Sinistra Unita socialdemocratica
Sinistra Unita massimalista
Sinistra Unita migliorista
Sinistra Unita minimalista
Sinistra Unita popolo viola
Sinistra Unita rivoluzionaria
Sinistra Unita riformista
Sinistra Unita popolare
Sinistra Unita marxista
Sinistra Unita marxista-leninista
Sinistra Unita leninista-stalinista
Sinistra Unita cattolica
Sinistra Unita trotskysta
Sinistra Unita maoista
Sinistra Unita zapatista
Sinistra Unita internazionalista
Sinistra Unita terzomondista
Sinistra Unita antimperialista
Sinistra Unita anticapitalista
Sinistra Unita comunisti italiani
Sinistra Unita rifondazione comunista
Sinistra Unita dei lavoratori
Sinistra Unita comunisti linea rossa
Sinistra Unita comunisti linea nera
Sinistra Unita rosso arcobaleno
Sinistra Unita dei proletari
Sinistra Unita sovranista [new entry]
Sinistra Unita giovani turchi
Sinistra Unita atea razionalista
Sinistra Unita girotondina
Sinistra Unita Margherita [diocane]
Sinistra Unita anarco-sindacalista
Sinistra Unita libertaria
Sinistra Unita anarco-insurrezionalista
Sinistra Unita ecologista
giovedì 16 gennaio 2014
Il virgolettato di Casaleggio
Ieri su facebook, circolava un virgolettato di Casaleggio.
Cos’è un virgolettato? Il virgolettato è una dichiarazione resa da qualcuno che si riporta per iscritto tra virgolette.
A dire il vero, il vocabolario nella definizione dice “riportato fedelmente”, ma lasciamo stare. La serietà del vocabolario è distante anni luce dal mondo reale della carta stampata o del web giornalistico.
La prima cosa da chiarire è che Casaleggio è un tipo che difficilissimamente rilascia interviste o dichiarazioni, quindi possedere un suo virgolettato è quasi impossibile. E questo è stato il primo motivo per cui ho dubitato (il secondo chiaramente è che il virgolettato fosse riportato, appunto, fedelmente).
Il virgolettato diceva: “Le proposte di Renzi sono inesistenti, vaghe ed evidentemente incostituzionali”. Tra tutte le bacheche ho scelto quella di Giovà perché con Giovà si può parlare…con gli altri o ti trovi davanti un coglione malizioso o un brav’uomo che però proprio non ci arriva. Giustamente, diceva Giovà: “Se sono inesistenti e vaghe come fanno ad essere evidentemente incostituzionali? Misteri di Casaleggio.”
In effetti è proprio così. L’osservazione è pertinente. Se una cosa è inesistente e vaga non può essere evidentemente proprio niente. Men che meno incostituzionale.
Però io mi sono insospettito, come dicevo. Avrà realmente rilasciato delle dichiarazioni il super schivo Casaleggio? E, nel caso, sono state riportate fedelmente?
Ho cercato in rete finché ho trovato il video che cercavo.
Casaleggio è attorniato da una folla enorme di giornalisti. Non ha voglia di fermarsi né di parlare.
Ecco, secondo me qui si potrebbe pure storcere un po’ il naso.
Io capisco benissimo che uno sia schivo, timido, che non abbia nessuna voglia di avere a che fare con giornalisti e telecamere. Figuriamoci se non lo capisco. Però se una persona decide di far politica, diventa in un certo senso una figura pubblica quindi un poco bisogna mediare ed essere mediatico (scusate, ma non cancello mediare-mediatico). Io mi sarei fermato, senza farmi inseguire né spintonare, avrei risposto alla domanda più interessante e me ne sarei andato.
Casaleggio in realtà risponde alla domanda…alla domanda del momento, ovvero Renzi e la legge elettorale. Ormai è così. C’è sempre Renzi e qualche questione. Renzi e il job act, Renzi e il governo, Renzi e i diritti dei gay, Renzi e la dieta a base di frutta esotica, ecc.
Comunque alla fine Casaleggio risponde, e a dire la verità risponde due volte, alla domanda sulle proposte sulla legge elettorale di Renzi. Dice che "il Movimento 5 Stelle ha avviato la discussione che si concluderà a fine febbraio". Questa è la risposta e questo doveva essere il virgolettato.
Forse è deludente. Forse i giornalisti volevano qualche cazzata su Renzi, un po’ di polemiche, un vaffanculo, una barzelletta sporca sulle suore…ma tant’è.
Il compito del giornalista è riportare fedelmente la dichiarazione di Casaleggio. Chi fa prostituzione intellettuale o rende un servizio di bassa lega, riporta ciò che vuole.
A proposito di stampa patetica e ridicola, ieri c'è stato lo sciopero de l'Unità...ne volevo parlare, ma poi ho cambiato idea.
domenica 10 novembre 2013
Notizie su Euridice
In questi giorni fa notizia il fatto che Caselli avrebbe lasciato Magistratura Democratica per questo scritto di Erri De Luca che apparirà sull'agenda 2014 di MD. Sinceramente non ci trovo niente di così offensivo e violento da spingere Caselli a dare le dimissioni dalla corrente Magistratura Democratica che egli stesso contribuì a fondare negli anni '60.
Credo sia una reazione isterica.
Certo, De Luca ha fatto degli interventi a favore degli attivisti No Tav, gli stessi attivisti che Caselli persegue come magistrato. Forse questo fatto più lo scritto Notizie su Euridice hanno portato a questa decisione.
Però io nello scritto di De Luca non ci vedo niente di aberrante, così come ho letto in giro fra commenti vari. Solo che in Italia sembra sempre che non si possa parlare liberamente perché ci sono le vittime, i parenti delle vittime, i magistrati, i poliziotti, ecc. ecc.
Non è un atteggiamento giusto. Bisogna sempre essere disposti a parlare e a confrontarsi. Su tutto.
Certo, i toni e la qualità degli interventi vanno selezionati, ma le reazioni isteriche sono sempre dannose. In Italia c'è stato un movimento di massa durato anni e anni e che ha coinvolto migliaia di persone. Perché? Cosa era successo? Cosa volevano? Non si può semplicemente tacitare il tutto, condannare e strapparsi le vesti. Bisogna studiare e dibattere.
Nel breve testo, De Luca pone l'accento su due questioni in particolare: la prima è che la sua generazione visse un sogno rivoluzionario; la seconda punta l'indice su alcune storture giudiziarie che a rileggerle oggi fanno ribrezzo.
Sul primo punto io credo di capire cosa voglia dire De Luca. Sicuramente la scelta della lotta armata fu sbagliata, non portò a niente di buono se non a omicidi e caduti (da una parte e dall'altra). Però è anche vero che una generazione che ha questo sogno è una generazione bella. Io sono cresciuto, invece, in una generazione che la rivoluzione non ha fatto altro che leggerla un po' sui libri o che della rivoluzione se ne sbatteva semplicemente il cazzo e non vedeva l'ora di vendersi e salvarsi semplicemente il culo. Anzi, a noi meridionali è andata anche peggio. Noi abbiamo visto che la rivoluzione l'ha fatta la mafia e l'ha pure vinta.
Per quanto riguarda il secondo punto, basta leggere un po' di storia per capire. Ci sono stati casi atroci come quelli di Fabrizio Pelli o Alberto Buonoconto. Senza contare i carceri lager, il teorema Calogero e molto altro.
Concludo con i No Tav. Vero è che Caselli rappresenta la legge e fa il suo dovere. Ma i No Tav hanno diritto di manifestare. La maggioranza degli attivisti sono pacifici e anche le manifestazioni lo sono. Chiaro che qualche testa di cazzo che commette violenze o atti gravi può sempre capitare.
Però attenzione, non è una situazione facile. Caselli rappresenta la legge, ma può anche difendere INCONSAPEVOLMENTE (lo scrivo maiuscolo) una legge voluta da farabutti che stanno in parlamento. Così come i No Tav fanno la parte dei fuorilegge, ma potrebbero benissimo stare dalla parte del giusto.
Non c'è bianco o nero, c'è solo la storia che giudicherà. Stare con i No Tav non vuol dire essere terroristi o delinquenti, come qualche testa di cazzo parlamentare ha già dichiarato più volte alla stampa, significa solamente avere un'altra idea e lottare per essa.
Comunque, ecco il testo di De Luca a cui ho apportato alcune correzioni grammaticali perché sui siti dove l'ho reperito era sbagliato in qualche punto.
Euridice alla lettera significa trovare giustizia. Orfeo va oltre il confine dei vivi per riportarla in terra. Ho conosciuto e fatto parte di una generazione politica appassionata di giustizia, perciò innamorata di lei al punto di imbracciare le armi per ottenerla. Intorno bolliva il 1900, secolo che spostava i rapporti di forza tra oppressori e oppressi con le rivoluzioni. Orfeo scende impugnando il suo strumento e il suo canto solista. La mia generazione è scesa in coro dentro la rivolta di piazza. Non dichiaro qui le sue ragioni: per gli sconfitti nelle aule dei tribunali speciali quelle ragioni erano delle circostanze aggravanti, usate contro di loro.
C’è nella formazione di un carattere rivoluzionario il lievito delle commozioni. Il loro accumulo forma una valanga. Rivoluzionario non è un ribelle, che sfoga un suo temperamento, è invece un’alleanza stretta con uguali con lo scopo di ottenere giustizia, liberare Euridice.
Innamorati di lei, accettammo l’urto frontale con i poteri costituiti. Nel parlamento italiano che allora ospitava il più forte partito comunista di occidente, nessuno di loro era con noi. Fummo liberi da ipoteche, tutori, padri adottivi. Andammo da soli, però in massa, sulle piste di Euridice. Conoscemmo le prigioni e le condanne sommarie costruite sopra reati associativi che non avevano bisogno di accertare responsabilità individuali. Ognuno era colpevole di tutto. Il nostro Orfeo collettivo e stato il più imprigionato per motivi politici di tutta la storia d’Italia, molto di più della generazione passata nelle carceri fasciste.
Il nostro Orfeo ha scontato i sotterranei, per molti un viaggio di sola andata. La nostra variante al mito: la nostra Euridice usciva alla luce dentro qualche vittoria presa di forza all’aria aperta e pubblica, ma Orfeo finiva ostaggio.
Cos’altro ha di meglio da fare una gioventù, se non scendere a liberare dai ceppi la sua Euridice? Chi della mia generazione si astenne, disertò. Gli altri fecero corpo con i poteri forti e costituiti e oggi sono la classe dirigente politica italiana. Cambiammo allora i connotati del nostro paese, nelle fabbriche, nelle prigioni, nei ranghi dell’esercito, nelle aule scolastiche e delle università. Perfino allo stadio i tifosi imitavano gli slogan, i ritmi scanditi dentro le nostre manifestazioni. L’Orfeo che siamo stati fu contagioso, riempì di sé il decennio settanta. Chi lo nomina sotto la voce “sessantotto” vuole abrogare una dozzina di anni dal calendario. Si consumò una guerra civile di bassa intensità ma con migliaia di detenuti politici. Una parte di noi si specializzò in agguati e in clandestinità. Ci furono azioni micidiali e clamorose ma senza futuro. Quella parte di Orfeo credette di essere seguito da Euridice, ma quando si voltò nel buio delle celle dell’isolamento, lei non c’era.
Ho conosciuto questa versione di quei due e del loro rapporto, li ho incontrati all’aperto nelle strade. Povera è una generazione nuova che non s’innamora di Euridice e non la va a cercare anche all’inferno.
venerdì 7 giugno 2013
Stefano Cucchi, dannato paese di merda
La sentenza sul caso di Stefano Cucchi, ma cosa devo commentare?
La vergogna, l’ennesima, della “giustizia” italiana? Cosa devo commentare?
Che quando ci sono le divise in mezzo la “giustizia” si trasforma in una tragica e squallida farsa? Cosa devo commentare?
Che abbiamo un CORPO MARTORIATO e parlano di insufficienza di prove? Cosa devo commentare?
Chi l’ha ridotto Stefano così? Un CORPO MARTORIATO non è già una prova, non resta che punire severamente i colpevoli? Cosa devo commentare?
L’assoluzione degli infermieri e degli agenti della polizia penitenziaria? Cosa devo commentare?
Le condanne ridicole dei medici? Cosa devo commentare?
Le solite stronzate infami di Giovanardi? Cosa devo commentare?
I soliti FAREMO PROVVEDEREMO LEGIFEREREMO della politica? Cosa devo commentare?
Cioè per questa porcata di sentenza ci vuole la legge sul reato di tortura? E quanti anni sono che bisogna fare questa fottuta legge? Quanti? E poi che cazzo c’entra? Reato di tortura o no, non c’entra un cazzo, la vergogna non dipende da questo. Cosa devo commentare?
Hanno commesso un crimine infame e vedo solo assoluzioni e pene RIDICOLE. Cosa devo commentare?
Sapete qual è la morale di tutto questo? Che se vi arrestano, vi picchiano e vi lasciano morire non frega e non paga un cazzo nessuno. Cosa devo commentare?
Fate schifo, fate veramente schifo. Questo è l’unico commento.
La vergogna, l’ennesima, della “giustizia” italiana? Cosa devo commentare?
Che quando ci sono le divise in mezzo la “giustizia” si trasforma in una tragica e squallida farsa? Cosa devo commentare?
Che abbiamo un CORPO MARTORIATO e parlano di insufficienza di prove? Cosa devo commentare?
Chi l’ha ridotto Stefano così? Un CORPO MARTORIATO non è già una prova, non resta che punire severamente i colpevoli? Cosa devo commentare?
L’assoluzione degli infermieri e degli agenti della polizia penitenziaria? Cosa devo commentare?
Le condanne ridicole dei medici? Cosa devo commentare?
Le solite stronzate infami di Giovanardi? Cosa devo commentare?
I soliti FAREMO PROVVEDEREMO LEGIFEREREMO della politica? Cosa devo commentare?
Cioè per questa porcata di sentenza ci vuole la legge sul reato di tortura? E quanti anni sono che bisogna fare questa fottuta legge? Quanti? E poi che cazzo c’entra? Reato di tortura o no, non c’entra un cazzo, la vergogna non dipende da questo. Cosa devo commentare?
Hanno commesso un crimine infame e vedo solo assoluzioni e pene RIDICOLE. Cosa devo commentare?
Sapete qual è la morale di tutto questo? Che se vi arrestano, vi picchiano e vi lasciano morire non frega e non paga un cazzo nessuno. Cosa devo commentare?
Fate schifo, fate veramente schifo. Questo è l’unico commento.
lunedì 6 maggio 2013
Finalmente è morto Andreotti. Il mondo è un poco poco poco più pulito
Con circa quarant’anni di ritardo è crepato Giulio Andreotti.
Ovviamente il web è pieno di commenti alla lieta notizia. Ho cercato di scegliere i più divertenti e illuminati.
Dite quello che volete su Andreotti, ma ad oggi in Italia non c'è un solo politico col suo pragmatismo e con la sua intelligenza...
Questo è stato il primo che ho letto e mi ha messo subito di buonumore.
Il secondo è stato quello di Gad Lerner:
Giulio Andreotti se n’è andato dopo una vita lunghissima la cui essenza resterà custodita nell’ombra. Egli rappresenta i misteri del potere italiano, e il loro intreccio che sfugge perfino agli storici: il Vaticano, la mafia, e in mezzo? La politica, la finanza, gli apparati dello Stato, la cultura popolare. Se Andreotti è riuscito a gestire per decenni il misterioso crocevia del potere italiano, lo si deve a un garbo e a un senso del limite davvero eccezionali.
Due ricordi. Quando ero giovane e su “Lotta Continua” pubblicavamo titoli davvero non teneri col presidente del Consiglio dell’epoca (naturalmente era lui), capitava più di una volta che arrivasse il motociclista-fattorino da Palazzo Chigi recandoci una sua letterina scritta a mano di commento. Dove trovava il tempo? Ben più di recente, quando le bravate del ministro Calderoli provocarono una crisi pericolosissima nei rapporti fra Italia e Libia, fu a lui che mi rivolsi per avere una parola di moderazione e all’Infedele ne venne una lezione di diplomazia e dialogo mediterraneo di autentico pregio. Quando dirigevo il Tg1 mi diede un’intervista in favore dell’amnistia. Forse questo è meno strano, direte voi, trattandosi del protagonista di uno dei processi del secolo. Andrà all’inferno? Sono religioso, dunque non credo in questo genere di condanne.
A parte le sviolinata del cazzo, da notare la domanda stupida del giornalista. Minchia gli chiedi dell’inferno se Lerner è di religione ebraica? Mah.
Comunque non c'è dubbio che si tratti del personaggio più indecifrabile della storia d'Italia. Non dico il più importante perché è talmente indecifrabile che la sua importanza non si può misurare, può darsi che sia anche molto inferiore a quello che si dice.
Oddio, uno che detiene un potere quarantennale si fa fatica a sottovalutarne l’importanza. O no?
Assistiamo, ora, a un ping pong tra due geni. Quelli fanatici del “cinismo”, quelli che il politico onesto, per bene e che lotta contro la merda è un povero sfigato, “un principe azzurro”.
- Il cinismo è stata forse la sua principale dote. In politica serve anche il cinismo soprattutto ad alti livelli in periodi particolari come quelli vissuti da Andreotti.
- Esatto! È questo che la gente non capisce... loro vorrebbero il principe azzurro puro e genuino. Non si rendono conto che senza cinismo non si va da nessuna parte in politica!
Godiamoci in silenzio questa perla:
Andreotti piaccia o non piaccia non è stato un criminale e non si è mai difeso DAI processi. Li ha affrontati.
In pratica uno che ha rapporti con la mafia non è un criminale, poi è un eroe perché va ai suoi processi e non li fa rimandare come quel vergognoso di Berlusconi. Mah.
Poi c’è il commento da storico navigato:
Figura controversa, discussa che però, tra luci e ombre, nel bene e nel male, è un simbolo della storia italiana. Questo è innegabile.
Io non credo che Andreotti sia una figura discussa o controversa, anzi. È una figura molto chiara.
Però non voglio parlare io, ma far parlare Piersanti Mattarella.
“Piersanti Mattarella, che ne pensa Lei di Giulio Andreotti?”
“È un mafioso pezzo di merda che spero bruci all'inferno insieme al suo amico Stefano Bontate”.
mercoledì 10 aprile 2013
Lo psicoreato ovvero gente senza vergogna

Io non frequento la merda, almeno non direttamente.
Però capita di avere su facebook qualche conoscente un po’ strano; diciamo così.
In pratica con questo tizio ho una passione in comune, ci siamo conosciuti su un forum e poi mi ha chiesto se poteva aggiungermi su faccialibro. Fai pure, gli ho detto. Sono cordiale e disponibile, io.
Comunque con questo tizio tutto bene, qualche volta ci cachiamo qualche altra volta no, a volte si scherza insieme, a volte ci scambiamo la musica e insomma tutte le carine scemenze che si possono fare su facebook.
L’altro giorno, però, ho notato sulla sua bacheca un link e un commento ad esso, un po’ “strani”.
Il commento diceva:
Qualunque cosa si possa pensare di stormfront (e solo un idiota potrebbe pensarne bene), questo è un abominio giuridico. Il processo alle intenzioni, signore e signori. Il Grande Fratello vi guarda.Aveva cominciato bene, poi si è perso nell’ignoranza totale.
Io gli ho scritto: Psicoreato? Bella parola, ma incitamento all'odio e alla violenza razziale è più semplice.
Al che lui ha risposto: Questo non toglie l'abominio giuridico.
Io, che stavo prendendo fuoco dalla rabbia che al mondo ci siano robaccia tipo quelli di stormfront, più quelli che avevano scritto l’articolo sullo psicoreato, più il mio conoscente, sono sbottato: Scusa Giuseppe, non per dire, ma ti rendi conto della merda che questi scaricavano giorno dopo giorno da anni? Merda e violenza razzista per anni? Che dici? È reato o no? Per me sì, ringrazino la madonna che zero carcere e pensassero a curare le loro teste di cazzo malate. Le parole sono importanti e ci sono vari reati connessi alla parola scritta dalla diffamazione in poi. Questo è il reato più grave, secondo me.
Il link di cui discutevamo riguardava la recente condanna di quei geni di stormfront che da anni vomitavano sul web odio razziale e incitamento alla violenza, omofobia, minacce e altre belle cose.
Il titolo dell'articolo era troppo succulento per non incuriosirmi: Follia giudiziaria a Roma: condannati a due anni per “psicoreato”.
Psicoreato? E che minchia è? Leggiamo come continua l’articolo:
Quattro condanne nel processo per “psicoreato” di alcuni frequentatori del forum Stormfront.org, accusati di incitare all’odio razziale. Schedarono anche il ministro Riccardi e Gianfranco Fini. Il reato dei quattro ragazzi? Avere scritto quello che pensavano sul web, e per questo arrestati e condannati da un tribunale di fanatici in base ad una legge illegittima e incostituzionale varata da un ministro in odor di mafia. Il giudice ha disposto per tutti gli arresti domiciliari e, in stile da purga stalinista, la pubblicazione della sentenza sui siti internet dei ministeri della Giustizia e degli Interni. Sempre il “giudice” ha disposto il pagamento di un risarcimento di 5000 euro per lo scrittore Roberto Saviano e il giornalista romano Marco Pasqua. Se puntavano ai soldi, potevamo fare una colletta. Una sentenza comunque delirante: da oggi scrivere e pensare è reato.Ovviamente il pm Luca Tescaroli viene definito fanatico e chiamato “Torquemada Tescaroli”.
La cosa più buffa è la frase finale: “da oggi scrivere e pensare è reato”. Mamma mia, si piangono pure addosso questi qua, fanno pure le vittime.
Scrivere e pensare non è reato, scrivere merda razzista fortunatamente invece lo è. Secondo loro ci dovrebbe essere la libertà di scrivere roba tipo “sporco ebreo” “negro di merda” e insulti omofobi vari.
Anche Roberto Saviano, che non ha certo bisogno dei soldi di mentecatti razzisti, ha scritto un post su facebook:
Qualche mese fa avevo proposto la candidatura di Yvan Sagnet a sindaco di Castelvolturno, perché lui, che aveva lottato per il riconoscimento dei diritti dei braccianti vittime del caporalato nelle campagne di Nardò, potesse dare una nuova speranza di lotta a un territorio martoriato da criminalità e mala politica.Dicono che la madre dei cretini sia sempre incinta e vabbè, posso pure accettarlo.
Per quella proposta fui duramente attaccato dagli utenti del forum razzista Stormfront, per i quali era inammissibile che una persona di colore potesse divenire un simbolo di lotta per la legalità. Mi appellarono come "sporco ebreo", " servo della plutocrazia ebraica". E tutta la solita paccottiglia antisemita e complottista.
Oggi, quattro tra i principali protagonisti di tanti episodi di razzismo e antisemitismo perpetrati attraverso Stormfornt, sono stati condannati dal Gup di Roma, che ha ritenuto provata anche l'accusa di associazione a delinquere finalizzata all’incitamento, alla discriminazione e alla violenza per motivi razziali.
Mi sono costituito parte civile, perché i valori sanciti nella nostra Costituzione ci riguardano tutti. Perché mai accada che Yvan Sagnet, o altri al suo posto, possano perdere la possibilità di insegnarci la necessità di lottare per i nostri diritti.
Ma che la madre dei razzisti di merda con la testa bacata non decida di abortire una volta per tutte, proprio no.
lunedì 8 aprile 2013
ciao Margaret, sai che sballo se all'inferno ti mettono a scavare in una miniera di carbone rovente?

È morta Margaret Thatcher.
E chi se ne fotte? direte voi.
E avete ragione, non me ne fotte niente manco a me, ma siccome ho trovato un pezzo in rete che mi è piaciuto molto voglio omaggiare più l’autore di queste dichiarazioni su di lei che parlare/omaggiare/commemorare ‘sta nazista…ops, scusate, volevo dire ‘sta campionessa del neoliberismo che, insieme a bei tipi come Reagan, ha dato l’avvio a una storia di merda: la nostra, questa contemporanea.
Della sua morte ho appreso la notizia su facebook dove un amico ha scritto.
È morta Margaret Thatcher che nel bene e nel male ha segnato un’epoca.
Sì, ho scritto io, un’epoca in cui si è cominciato a metterlo nel culo al mondo del lavoro.
Comunque bando alle ciance, vi posto le dichiarazioni non ipocrite (come accade sempre quando qualcuno crepa) di David Hopper:
“Oggi è un grande giorno per i minatori britannici”. Con questa dichiarazione il segretario generale della Durham Miners Association, David Hopper, ha commentato la morte dell’ex premier. Oggi l’uomo ha compiuto 70 anni ma continua ad avere vivo il ricordo del lungo scontro con l’iron lady. Il braccio di ferro tra Margaret Thatcher e i minatori e i sindacati, che si opponevano alla chiusura delle miniere di carbone, fu lungo e logorante e terminò con la vittoria della posizione dell’ex premier. Lo sciopero, che viene ricordato come il più grande della Gran Bretagna, durò un anno, dal 1984 al 1985. “Oggi è il mio compleanno e brinderò anche per questa notizia perché è uno dei migliori della mia vita”, ha annunciato Hopper, facendo anche sapere che i minatori stanno “cercando di organizzare una festa in coincidenza del giorno del suo funerale”. “Oggi - accusa il sindacalista - l’Inghilterra è costretta a importare 40 milioni di carbone l’anno. È scandaloso”.
domenica 7 aprile 2013
Travaglio e Emma Bonino ovvero oddioooo boninooooo (alla toscana)

Ieri pomeriggio, mi sono seduto comodo sul divano e ho letto la mia copia del Fatto quotidiano.
Il primo articolo che ho letto è stato, come al solito, quello di Marco Travaglio ieri dedicato alla Bonino e intitolato “Si fa presto a dire Bonino”. Cercatelo, se volete, è in rete.
Che dice codesto articolo? Per prima cosa rende onore a Emma Bonino per la sua azione politica, le sue battaglie, la sua specchiata onestà, ecc.
Successivamente, seguendo la frase di Luigi Einaudi “Conoscere per deliberare”, Travaglio fa luce su un aspetto importante della biografia politica di Emma Bonino: il suo stare con Berlusconi a partire dall’anno santo 1994. Giustamente, scrive Travaglio, visto che la Bonino è una delle papabili scelte per la presidenza della Repubblica bisogna sviscerarne completamente la figura sia per completezza di informazione, sia per rinfrescare la memoria storica agli italiani da sempre con la memoria corta e quasi completamente ignoranti della loro storia, sia per evitare di trovarci al Quirinale un altro bel presidente come Giorgio Napolitano (a proposito, presidente, complimenti per la grazia a Romano).
La militanza di Bonino fianco a fianco con Berlusconi è stata lunga e durante questa militanza non sono mancati elogi a Silvio mentre costui approvava porcate e altre cosucce politiche. (ripeto, leggetevi l’articolo con calma).
Orbene, stamattina sono andato sul sito di Emma Bonino e ho cliccato su “biografia”. È uscito un articolo bello lungo lungo e volete sapere una cosa? Il nome di Berlusconi non compare MAI. Allora mi sono chiesto: Perché in una biografia politica non compare mai il nome di Berlusconi nonostante dieci anni circa di vicinanza? Pentimento vergogna irriconoscenza? Questa è la mia domanda.
Ho postato questa domanda su facebook è un’amica mi ha risposto “forse non l’ha citato perché Berlusconi non è degno di essere nominato”. Capisco, però se passi più di dieci anni con uno che non merita di essere nominato, l’errore resta.
Sono andato sulla pagina facebook di Travaglio e ovviamente c’era chi approvava l’articolo e chi buttava merda su Travaglio. Un classico. L’unica cosa buona è che vi ho trovato qualche link di siti Radicali che ovviamente sono andato a visitare.
Il primo è stato radicalweb.org, che elegantemente titolava il post così: “Si fa presto a dire cazzate”.
Ho letto il post che essenzialmente contesta a Travaglio di confondere il 2006 col 1999, cioè in pratica la berlusconite di Bonino sarebbe durata 5 anni e non 12 anni. Sarà, ma allora oltre Travaglio deve essere corretta pure wikipedia dove c’è scritto: ”Dopo un decennio trascorso con posizioni inizialmente vicine alla Casa delle Libertà, pur con molti distinguo, e poi di opposizione a entrambi i poli, alle Elezioni politiche del 2006 si presenta con la lista della Rosa nel pugno, un nuovo partito nato dall'unione di Radicali Italiani e Socialisti Democratici Italiani di Enrico Boselli.”
Quindi wikipedia dà ragione a Travaglio: la Bonino con Silvio dal ’94 fino a quando alle elezioni del 2006 la Bonino passa con Prodi (cioè con quelli che fino al giorno prima chiamava “komunisti" e “cattocomunisti”).
Comunque la mia domanda resta intatta 1999 (falso) o 2006 (vera) che sia.
Un utente di quel blog mi ha detto che Silvio nel ’94 non era quello che è oggi, che nessuno ha la sfera di cristallo, ecc. E non è vero. Silvio nel ’94 era quello che è oggi: un piduista, con un conflitto d’interessi enorme, con un’accozzaglia di impresentabili. Io certo posso scusare il comune mortale che lo votò, ma non scuso certo intellettuali, personalità e politici navigati. Questi non li scuso; si devono assumere le loro responsabilità. Aggiungo poi, che data per buona l’ipotesi che uno non poteva sapere le cose nel ’94, e cazzarola ci metti anni per accorgertene? Devo pensare che la Bonino sia lenta di mente? Gli altri commenti non li cito perché sparano merda su Travaglio senza affrontare le questioni dell’articolo di Marco e non m’interessano.
Sono andato poi su agenzia radicale.com dove ho trovato un altro post intitolato “Bonino al Quirinale, si fa presto a dire Travaglio”; un post molto breve che non affronta in toto l’articolo di Travaglio, ma pensa solo a difendere Emma Bonino dall’attacco di Travaglio.
C’è solo una citazione incompleta dell’articolo di Travaglio sulle idee in comune tra la Bonino e Berlusconi. Oddio, incompleto è un eufemismo visto che viene riportato solo la parte dell’articolo che fa più comodo ai radicali e non il pezzo intero. Io ho commentato: “Ebbene? queste 4 righe dove smentirebbero Travaglio? dov'è l'analisi punto per punto dell'articolo di Travaglio? Io per ora so solo una cosa: Sono andato sul sito di Emma Bonino per leggerne la biografia politica. Berlusconi non è MAI citato. Perché? vergogna pentimento irriconoscenza?” ho ricevuto 3 apprezzamenti su 5.
Il terzo sito che ho visitato è stato CNLRadicaleDemocratico dove c’è un post intitolato : “Travaglio, l'acqua di fogna e l'odore di bucato pulito”. Anche questo post è breve, anche questo post difende la Bonino, anche se in realtà difende più i Radicali perché Travaglio si è permesso di parlare (brevemente) di soldi pubblici destinati a loro. L’unica cosa interessante è l’accostamento Bonino/Forza Italia. Io m’informerò meglio ma a me risulta che nella XII legislatura la Bonino stava con Silvio e con Forza Italia per il grande sogno libertario e liberista (ahahhahahaha!).
Poi sinceramente a me per ora della storia dei Radicali tanto difesa dall’autore frega poco perché non è l’argomento dell’articolo. Di buono c’è che almeno l’autore confessa che solo nel 2006 la Bonino passò con Prodi ricevendone apprezzamenti. Anche a questo post ho messo un commento: “Nel mio piccolo, quando voglio contestare un articolo o un'intervista la posto pezzo per pezzo e la critico pezzo per pezzo. Questa qui è solo una difesa un po' infantile di Emma Bonino, non un'analisi dell'articolo di Travaglio "Si fa presto a dire Bonino". Travaglio le ha reso gli onori e le ha contestato la lunga militanza berlusconiana con tanto di elogi, voti e "belle cose" fatte in commissione vigilanza. Insomma ha parlato di politica. Poi nella XII legislatura Emma dov'era? Io per ora so solo una cosa: sono andato sul sito di Emma Bonino e nella sua biografia politica Berlusconi non è MAI nominato. Perché? Vergogna pentimento irriconoscenza?”
Concludo con twitter dove ho scritto la solita cosa: “Sono andato sul sito di Emma per leggere la biografia politica. Berlusconi non è mai citato: vergogna pentimento irriconoscenza?"
Un tipo mi ha risposto con una domanda alla mia domanda (che non si fa): “Perché dovrebbe?”
Cazzo. Si ricomincia. Io ho risposto: “Scusami...io scrivo una biografia politica e taccio il nome di un tizio che ho appoggiato tipo 10 anni. Ti pare normale?”
Lui: “E quello che in malafede induce a pensare travaglio infatti ma non corrisponde al vero. Diversificare le fonti fa bene”.
Wow, ho trovato un genio. Cioè per sapere che la Bonino è stata anni con Berlusconi devo diversificare le fonti; la storia recente non basta. Ho risposto: “Ti ho dimostrato che le sto diversificando. Travaglio, sito di Emma e continuerò. La domanda rimane senza risposta, però”.
Lui: “Nel ‘94 lista "riformatori liberali" ha appoggiato circa 6 mesi Berlusconi. Quando Berlusconi era altro. Da allora avversari feroci”. Ancora la storia che Silvio nel ’94 era altro e la coglionata dei pochi mesi. Poi dopo sono stati avversari FEROCI.
Sulla storia del ’94 quando Silvio era Maria vergine voglio citare il commento di un ex radicale:
“Da ex radicale fino al ‘93 (ho smesso il giorno che Pannella si mise a fare gli "autoconvocati" per difendere i Ladri di partito, ma questa è un'altra storia) mi sono sempre chiesto se è la troppa ingenuità certe volte che vi guida. Dico così perché siete onesti, lo so, ma io (ingenuamente...) avevo pensato che di fronte al più mostruoso conflitto di interessi MEDIATICO/POLIT ICO/GIUDIZIARIO /CALCISTICO/EDI TORIALE/BANCARI O/ASSICURATIVO/ FINANZIARIO/EDI LE ECC... dei Liberal come i Pannelliani si sarebbero come minimo dati fuoco, invece abboccarono al partito liberale di massa... difendendo per anni lo "sciancato di Arcore" come lo definì Capezzone fino a 5 minuti prima di passare da Arcore, dal quale ne uscì trasformato..." Perfetto.
Non ho più replicato al tizio su twitter che insisteva sui meriti dei radicali e di Emma Bonino (mai messi in discussione né da me né da Travaglio) perché la discussione era davvero di basso profilo e il tipo manco aveva letto l’articolo secondo me.
Siccome lui insisteva sul fatto dell’opposizione FEROCE di Emma Bonino a Berlusconi, gli avrei voluto domandare: “Ma come mai non è presente nella biografia del sito questa benemerenza, cioè questa FEROCE opposizione a Berlusconi?” Mah, e chi lo sa.
Concludo dicendo che in realtà ho incontrato solo post che difendevano in maniera infantile il santino di turno, che non argomentavano per niente l’articolo di Travaglio e ho capito soprattutto una cosa: Travaglio non si doveva permettere di ricordare il passato berlusconismo di Emma Bonino.
Io, invece, lo ritengo importante. Un presidente fa tante cose, firma leggi, fa moniti, sta in silenzio, sgrida la magistratura, difende i politici…insomma è meglio averlo amico.
Magari non eleggere un amico di Silvio, è un buon inizio.
sabato 30 marzo 2013
mercoledì 27 marzo 2013
Pezzi di merda
Una scena orribile.
A Ferrara alcune “persone”, per fortuna poche, hanno avuto il coraggio di andare a protestare sotto l’ufficio della madre di Federico Aldrovandi.
Un’infamia che mi ha fatto incazzare come una bestia.
Ma che cazzo manifestate? Sei mesi senza essere radiati dalla polizia per avere ucciso un ragazzo è una pacchia, che stracazzo manifestate? Invece di nascondervi e dire Meno male ce la siamo cavata, manifestate pure?
Non solo, manifestate sotto l’ufficio di una madre che ha perso un figlio giovanissimo in una maniera atroce?
Ma stiamo scherzando o cosa? Io mi vergogno, mi vergogno per voi!
Brutti pezzi di merda, vi auguro una morte atroce.
A Ferrara alcune “persone”, per fortuna poche, hanno avuto il coraggio di andare a protestare sotto l’ufficio della madre di Federico Aldrovandi.
Un’infamia che mi ha fatto incazzare come una bestia.
Ma che cazzo manifestate? Sei mesi senza essere radiati dalla polizia per avere ucciso un ragazzo è una pacchia, che stracazzo manifestate? Invece di nascondervi e dire Meno male ce la siamo cavata, manifestate pure?
Non solo, manifestate sotto l’ufficio di una madre che ha perso un figlio giovanissimo in una maniera atroce?
Ma stiamo scherzando o cosa? Io mi vergogno, mi vergogno per voi!
Brutti pezzi di merda, vi auguro una morte atroce.
mercoledì 20 marzo 2013
Eugenio Scalfari e il doppio dramma dell'amicizia mancata

Oggi mi occupo di un dramma umano, quindi vi chiedo serietà.
Anzi, il dramma umano è doppio, quindi vi chiedo serietà doppia.
Non so se avete letto l’articolo di Eugenio Scalfari uscito sull’ultimo numero de l’Espresso di venerdì 15 marzo. No? vabbè, non vi siete persi nulla e comunque lo trovate qui.
Nell’articolo Scalfari parla di un amico che va a pranzo con Casaleggio. Casaleggio è il guru del Movimento 5 Stelle, insomma è il Male Assoluto capace di distruggere l'universo (Scalfari cit.).
Il nome di quest’amico? Non si sa, Scalfari non lo dice. E lo capisco benissimo; Casaleggio è più pericoloso di Riina e Provenzano messi insieme, rivelare l’identità di un amico che va a pranzo con l’Anticristo in persona potrebbe essere fatale per l’amico, per chi ne svela l’identità, per chi legge l’articolo e chissà per quanti altri milioni di persone.
Qualcuno ha ipotizzato che quest’amico non esista, che sia un amico immaginario come quelli che hanno i bambini. Ma io ho scartato quest’ipotesi per vari motivi. Innanzitutto perché Scalfari non è un bambino; secondariamente perché gli amici immaginari sono simpatici, strambi, fanno cose interessanti e hanno tante cose da raccontare mentre quest’amico descritto da Scalfari pare un rompicoglioni non interessante che tutto quello che sa fare è andare a pranzo con Casaleggio (???).
Comunque l’amico di Scalfari va a pranzo con Casaleggio. Casaleggio, come giustamente scrive Scalfari, fa vita ritirata e non incontra quasi mai nessuno. Ora: se un eremita fa un'eccezione per incontrare un amico a pranzo (evento rarissimo) vi pare mai possibile che non abbia un dialogo con questo amico? Che preferisca giocare col cellulare invece di dialogare? A me pare una stronzata.
Io non vedo quasi mai nessuno, sono un orso. Esco solo per Guglielmo e pochissimi altri.
Quando poi li incontro e ci pranzo/ceno insieme, parlo, mi diverto, bevo qualcosa…non gioco mica col cellulare?!?! Se devo giocare col cellulare resto a casa. Quindi caro Scalfari, non mi convinci.
Sta storia te la sei inventata, l’articolo fa solo parte dello sputtanamento che tu e i tuoi amichetti (bipartisan) dei giornali e delle tv state portando avanti da tempo. Quest'articolo serve solo a far apparire Casaleggio come un povero mentecatto che gioca coi videogames. Un pessimo articolo, un "articolo" indegno e di qualità nulla.
E questo è il primo dramma umano. Scalfari che ha amici immaginari di merda o amici reali tremendamente noiosi o cazzari (magari l’amico di Scalfari il pranzo con Casaleggio se l’è inventato).
Il secondo dramma scalfariano è più breve.
Scalfari non ha veri amici.
Ormai Eugenio ha un’età, è un’istituzione, nessuno gli dice niente, né si permette di consigliare, tagliare, censurare. Avesse avuto 35-40 anni, magari un vero amico gli avrebbe detto con franchezza: Eugè, ma che stracazzo scrivi? Cestina 'sta stronzata e andiamo a bere qualcosa insieme.
Vabbè, così va la vita.
venerdì 8 marzo 2013
Beppe Grillo e il Costa Rica ovvero l'Espresso si siede sul divano di Barbara D'Urso a leggere Vanity Fair

… L’ombra di Beppe Grillo è sbarcata proprio qui, tra resort di lusso e alberghi di grandi catene internazionali. Un’ombra che si chiama Walter Vezzoli, 43 anni da Robbiate provincia di Lecco. Figura possente, capelli lunghi fin sulle spalle, Vezzoli è un gigante tatuato che da sempre segue come un’ombra il fondatore del Movimento 5 Stelle.Bene, in appena 15 righe la parola “ombra” compare tre volte. Come mai? Forse perché è una parola inquietante? L’ombra del sospetto…Ho visto un’ombra nel giardino…Il governo ombra…in effetti “ombra” è una parola che fa paura. Quasi li vedo i giornalisti dell’Espresso, in redazione, a scervellarsi per cercare una parola che faccia inquietare la gente. Eureka! Ombra! Ricorda un po' lo spettro di marxiana memoria...
Sì, dico i giornalisti, perché per scrivere questo capolavoro di articolo su Beppe Grillo e il Costarica ci son volute ben 3 firme. Eh, cazzo. Più scrivi un capolavoro, più cervelli ci vogliono.
Stronzi Dostoevskij o Céline a lavorare da soli.
Diciamo che non sono sorpreso. Ormai lo sputtanamento bipartisan è partito da tempo. Solo che finché lo fanno i giornali e gli "uomini" del padrone azzurro Libero il Giornale Panorama e Barbara D’Urso, io lo accetto pure. Lo accetto pure da Repubblica, ormai decaduto da tempo al servizio del padrone rosso. Ma che si presti pure l’Espresso, che l’Espresso diventi un Vanity Fair qualunque mi spiace, e molto pure.
Innanzitutto segnalo una falsità. L’Espresso scrive che il Costa Rica è nella black list dei paradisi fiscali del Ministero del Tesoro Italiano. Io ho controllato e non c’è il Costa Rica. Il Costa Rica non è nella black list neanche dell’OCSE.
Ma poi quali sarebbero le notizie sconvolgenti di questo articolo? Grillo ha riciclato soldi della mafia? ha compiuto scempi paesaggistici ambientali in Costa Rica? ha corrotto dei funzionari? ha narcotrafficanti come soci? Vezzoli è un delinquente? hanno investito soldi pubblici come la Lega in Tanzania? Ripeto: qual è la notizia per cui Grillo e Vezzoli sono in prima pagina sull’Espresso?
Loro parlano come se Grillo avesse costruito chissà cosa, almeno dal cappello grassettato così sembrerebbe. E invece non c’è un cazzo. Ci sono solo delle società con piccoli capitali. Quindi, la notizia sconvolgente è?
Ah, aspetta, c’è Enrico Cungi! E chi è un pregiudicato? Un narcotrafficante? L’abbiamo quindi stanato! No, su Enrico Cungi non c’è niente.
Però, aspetta, ci sono delle società con il nome della sorella della moglie di Grillo. Non è strano?
Strano cosa? Dico non è strano che la sorella della moglie di Grillo abbia dato il proprio nome ad una società? Io direi di no, direi che sarebbe sospetto se ad una società si desse un nome fittizio per occultare il vero proprietario. Ma i giornalisti dell’Espresso han fatto alta scuola di giornalismo, vedono una cosa strana dove non c’è. Come tutti quelli di sinistra, sono più intelligenti degli altri.
Comunque, dopo aver dato dell’ombra al cubo a Vezzoli, parlato di Cungi (che non è un pregiudicato), segnalata la stranezza di una che mette il proprio nome alla società, detto falsità sulla black list del Costa Rica, ai giornalisti dell’Espresso non resta che sparare una cartuccia moscia su Casaleggio che ovviamente viene dipinto come un pazzo visionario che costruisce rifugi antiatomici per la guerra mondiale del 2020. Interessante, no?
Cosa rimane da dire? Ah, che il terribile Ecofeudo che noi immaginavamo avesse compiuto chissà quale scempi è solamente un sito web dove ci sono dei progetti e delle proposte.
Questi pazzi di Ecofeudo si permettono di fare architettura seguendo le proprie idee, tra cui quelle del design, del materiale locale, del basso impatto ambientale, ecc. Azzo, peggio dei terroristi, ‘sti qua! E non è finita! Altre pericolosissime multinazionali come Sim Cooling Technologies e Zerogas si preparano a distruggere il pianeta! Mah, tutte notizie sensazionali siori! Non si bada a spese quest’oggi!
Forse la vera notizia è che Grillo intende investire in resort di un certo lusso, costruiti bene e molto comodi. In effetti, che uno abbia intenzione di costruire delle cose buone e non della merda è veramente una notizia sconvolgente.
Ok, alla fine la macchina del fango non va avanti solo con le falsità. Le falsità sono più facili da smentire e sono pure pericolose se qualcuno prende la briga di denunciarti. E allora come si può fare?
C’è un’altra arma: l’arma tendenziosa. Cioè io non dico falsità sul tuo conto, mi limito a far credere.
In questo caso mi limito a far credere che Grillo sia uno speculatore del cazzo in paradisi fiscali del cazzo.
Non è così, cari miei, la gente non è imbecille come voi volete credere.
Fatevene una ragione. Vero è che Grillo ormai fa notizia pure se scorreggia e che i giornali si devono pur vendere, ma tutto ciò non giustifica tutto lo squallore odierno e di questo articolo.
Forse i "giornalisti" italiani sono pure incazzati perché Grillo tende a non cacarseli manco di striscio e vuol togliere loro la mammella dei soldi pubblici....
Quasi mi scordavo…come si conclude l’articolo?
In fondo in fondo però la grande passione di Vezzoli, che ha lavorato per la divisione concerti dell’agenzia f&p group, resta la musica. Non per niente nella sua pagina Facebook l’ombra di Grillo spiega che il suo datore di lavoro è “il rock & roll”.Un’ombra amante della musica, insomma.
martedì 5 febbraio 2013
Vanity Fair, ovvero la miseria umana prezzolata
Stasera va in scena una faccenda vergognosa e squallida. Ebbene sì, a volte mi devo occupare della miseria umana.
L’intervista di Vanity Fair a Cristina Giberti. Giberti che perse i suoi cari in un incidente automobilistico in cui c’entra Beppe Grillo. Anno 1981.
La domanda è: come mai quest’intervista esce fuori a venti giorni dalle elezioni, dopo 32 anni? Una casualità?
AHAHAHAHHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAAHAH
Che schifo, che vergogna. Un orrore indicibile ho provato di fronte a queste bassezze di infimo livello.
Mi hanno detto che Grillo è un personaggio pubblico, che per di più è sceso in politica, quindi se li deve aspettare questi colpi bassi.
Ok, infatti Grillo non ha fatto una piega.
Io, però, faccio parte del pubblico di comuni mortali e giudico e dico: Vanity Fair, fai schifo.
Chi pensi di prendere per il culo? Cioè solo un coglione potrebbe dar credito a te e a quest’intervista.
In realtà, chi esce malissimo da questa storia non è Vanity Fair, né la Giberti, né Grillo.
È il giornalista che si presta a questa porcata. Ma non ti vergogni? Non ti fai ribrezzo quando ti guardi allo specchio? Oppure lo stipendio che porti a casa giustifica tutto?
Il giornalista è un mestiere importantissimo nella società contemporanea. Veramente molto importante, se fatto bene. Se fatto come Biagi, Travaglio, Mauro De Mauro, Giuseppe Fava, ecc.
Io sono giornalista (anche se non esercito), e ho pena di questi aborti umani che leccano il culo a rai uno, che fanno i servizi sui calzini turchesi del giudice Mesiano, sulla cicca buttata a terra della Boccassini e di chi fa queste interviste vergognose alla Giberti.
Spero che da questa storia penosa Grillo prenda ancora più voti.
L’intervista di Vanity Fair a Cristina Giberti. Giberti che perse i suoi cari in un incidente automobilistico in cui c’entra Beppe Grillo. Anno 1981.
La domanda è: come mai quest’intervista esce fuori a venti giorni dalle elezioni, dopo 32 anni? Una casualità?
AHAHAHAHHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHHAAHAH
Che schifo, che vergogna. Un orrore indicibile ho provato di fronte a queste bassezze di infimo livello.
Mi hanno detto che Grillo è un personaggio pubblico, che per di più è sceso in politica, quindi se li deve aspettare questi colpi bassi.
Ok, infatti Grillo non ha fatto una piega.
Io, però, faccio parte del pubblico di comuni mortali e giudico e dico: Vanity Fair, fai schifo.
Chi pensi di prendere per il culo? Cioè solo un coglione potrebbe dar credito a te e a quest’intervista.
In realtà, chi esce malissimo da questa storia non è Vanity Fair, né la Giberti, né Grillo.
È il giornalista che si presta a questa porcata. Ma non ti vergogni? Non ti fai ribrezzo quando ti guardi allo specchio? Oppure lo stipendio che porti a casa giustifica tutto?
Il giornalista è un mestiere importantissimo nella società contemporanea. Veramente molto importante, se fatto bene. Se fatto come Biagi, Travaglio, Mauro De Mauro, Giuseppe Fava, ecc.
Io sono giornalista (anche se non esercito), e ho pena di questi aborti umani che leccano il culo a rai uno, che fanno i servizi sui calzini turchesi del giudice Mesiano, sulla cicca buttata a terra della Boccassini e di chi fa queste interviste vergognose alla Giberti.
Spero che da questa storia penosa Grillo prenda ancora più voti.
domenica 9 dicembre 2012
Non posseggo opere di Galimberti, non seguo Galimberti, ma oggi elogio Galimberti
Non ho libri di Umberto Galimberti, non mi sono mai occupato molto di lui ma ora questo non interessa.
Intendo invece parlare di una risposta data ieri da Galimberti a un lettore nella rubrica che il Nostro tiene sull’inserto di Repubblica, D. Ne parlo sempre con lo spirito di diffondere il più possibile la bellezza e la qualità che mi capita di trovare in giro.
A un lettore che ragionava sull’origine, lo sviluppo e l’evoluzione della mafia in Italia e che si chiedeva se fosse presente e potente al Nord come lo è (notoriamente) al Sud, Galimberti risponde con parole davvero belle e importanti concludendo, poi, con una riflessione su Roberto Saviano che ancora è attaccato da troppi figli di puttana ignoranti.
“Non so che importanza abbia stabilire se oggi c’è più mafia al Sud o al Nord”, scrive Galimberti.
“A mio parere la mafia è solo la punta dell’iceberg di una cultura tutta italiana, dove la struttura della parentela ancora prevale su quella della cittadinanza. Se per trovare un lavoro è necessaria una raccomandazione, se per un avanzamento in carriera bisogna dare qualcosa in cambio, magari anche solo la sottomissione e l’acquiescenza, se per vincere un concorso universitario o un primariato in un ospedale occorre avere un padrino, se un politico che vince le elezioni comunali, provinciali, regionali, sceglie gli uomini a cui affidare gli incarichi in base alla loro appartenenza, se la meritocrazia in Italia è una parola vuota, per cui i migliori sono costretti ad andare all’estero, se questo è il tessuto sociale di noi italiani, la mafia è tanto al Sud quanto al Nord, e pensare di estirparla senza aver prima modificato questo tessuto sociale che ci caratterizza è un’impresa impossibile.
La parola “famiglia”, come suole chiamarsi l’associazione mafiosa, riproduce esattamente quella struttura della parentela dove si privilegiano i figli, i nipoti e i conoscenti ai meritevoli. E così il Paese degrada non solo perché la mafia in senso proprio crea un’economia illegale e violenta che fa concorrenza a quella legale, ma perché, e forse soprattutto, non sono le persone più meritevoli e capaci quelle che ricoprono posizioni di potere, ma amici, parenti e conoscenti.”
Ben detto, mi pare un’analisi molto lucida al di là delle minchiate a sfondo razzista e ignoranti che leggo di solito. Concludo con le parole su Saviano.
“A proposito di Roberto Saviano si possono fare tutte le puntualizzazioni che si ritengono opportune, ma la cosa più importante è chiedersi se dobbiamo considerare “civile” un Paese che costringe un giovane scrittore a vivere segregato e scortato e quindi privato della sua libertà. E poi ci scandalizziamo se i musulmani hanno emesso una fatwa che prevede la condanna a morte del romanziere Salman Rushdie. La condizione di Saviano non è molto differente e questo va ricordato a quanti storcono il naso quando sentono i suoi discorsi. Così facendo concorrono a diradare il consenso intorno alla sua figura, che è poi la condizione più favorevole perché la mafia possa mandare a segno i suoi propositi.”
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