lunedì 9 maggio 2011

Lei è un cretino lo sa-a? E lei è un carpentiere lo sa-a?

E' inutile, su alcune questioni non si può ragionare.
Non si può programmare nè prevedere - e se fai il furbo che trova la scappatoia nel "riflettere" fai la fine dello specchio della duchessa che a furia di mirarsi si ritrovò a pensare che fosse una cessa.
Riconoscere che c'è un limite, non per arrendersi ed annegare ma per prendere forza dal riconoscimento del giusto potenziale.
Cioè io ritengo che il "chiodo scaccia chiodo" sia un modo di fare tipicamente umano. E' normale e anche accettabile che ad una falla si voglia mettere un tappo. Ancora più comprensibile se sto buco è nell'anima.
Non mi sono mai piaciuti nè i super eroi nè i piagnoni, ma anche qui la verità sta nel mezzo: uomini, semplicemente uomini coi loro fare, sorseggiare, soffrire e sperare.
Però a volte mi intestardisco e non accetto le reazioni tipicamente umane. Mi piacerebbe, invece, riuscrire ad escogitare soluzione extraumane - pantagrueliche zone di intercessioni stranianti. O no? Sì, esatto. Era proprio quello che non volevo dire, perchè pure il dire e lo sfogare sono azioni troppo umane.
Eccheccazzo. O forse tutto dipende dal come si è e dal come non si è. Secondo me tu siccome non riesci a fare il "chiodo scaccia chiodo" lo rimpiangi, se invece riuscissi ad attuarlo ti malediresti e aneleresti bere un amaro lucano su qualche stronza collina. Magari vestito color kaky.
Cosa resta da fare?
Provarci? No, se ci provi non riesci.
Cercare? No, se la cerchi non la trovi.
Abbandonare? Giammai, se abbandoni te la ritrovi tra le palle.
Ignorare? Nemmeno, se ignori lei poi lei non ignorerà te.
Fare come se nulla fosse? Non fare il cretino, di teatranti ne parleremo domani.
Vivere alla giornata? Questa è una domanda idiota. Anche perchè poi se potessi davvero scegliere (e non puoi), vivresti alla nottata.
E allora? Vuoi vedere che la soluzione è aspettare?
Esatto.
Ma è banale!!!
Sì, sarà pure banale. Ma non dimenticare che su questa Terra ci sono un miliardo di buddisti. Vorrà pur dir qualcosa, no?
Forse...comunque vorrà dire che aspetterò.
Sì, ma cosa aspetterai?
Vabbè, se ora devo dare pure forma all'oggetto vuol dire che non hai capito nulla.
Oggi non è in questione la forma o la sostanza. A maggior ragione oggi non sono coinvolti gli accidenti o gli attributi. Oggi non si reifica, si idealizza.
Quindi non posso nemmeno chiedere "cosa" stai idealizzando, vero?
Sì, me lo puoi chiedere. Solo che non risponderò, anzi manco quello perchè il silenzio è comunque un qualcosa.
Vorrà dire che oggi verdeggerò nella dualità di un evento che tenendo lontano sia il passato che il futuro non accetta il presente come identità fissa.

domenica 8 maggio 2011

Mò ti virtualizzano pure la slinguazzata

Buon Dio, dove arriveremo mai?
Siccome in questi tempi moderni così frenetici, vedersi e stare insieme diventa sempre più difficile e complicato, hanno creato un sistema per baciarsi a distanza. In pratica hanno risolto alla grande uno dei problemi che affliggevano i playboy da tastiera: il bacio. La kissing machine diventerà presto un oggetto di culto.
Tra qualche il tempo, forse, al posto della cannuccia installeranno un tubo e risolveraqnno pure l'altro importante problema dei playboy da tastiera. Non resta che aspettare; la creatività umana supplirà anche a questo..

sabato 7 maggio 2011

Discorso del metodo [prima parte]

...guardando con l'occhio del filosofo le diverse azioni e imprese di tutti gli uomini, non ve ne sia quasi nessuna che non mi sembri vana e inutile, non smetto di provare un'estrema soddisfazione per il progresso che penso di aver già compiuto nella ricerca della verità, e di nutrire per l'avvenire questa speranza: se tra le occupazioni degli uomini puramente uomini ve ne sia qualcuna solidamente buona e importante, oso credere che sia proprio quella che io ho scelto.
Innanzitutto a me non interessa Descartes, per me rimane e rimarrà sempre Cartesio.
Cosa fa Cartesio? Butta tutto a mare.
I maestri del prestigioso collegio, i teologi, tutte le nozioni che ha appreso e gli hanno inculcato fin da giovane e fa una cosa che i filosofi fanno dai tempi di Senofane: viaggia. Per conoscere altre usanze, altri costumi, per non ritenere ridicolo e irragionavole tutto ciò che è contrario alle nostre usanze, come sono soliti fare coloro che non hanno visto nulla.
Ricordiamoci che il Seicento è il secolo in cui viene arso vivo Giordano Bruno, viene condannato Galileo, si bruciano ancora le streghe e l'Inquisizione funziona a pieno regime. Eppure uomini come Cartesio continuano a sorgere e lo spirito scientifico (di cui Cartesio è un eminente rappresentante) continua imperterrito il suo sviluppo.
Cosa cerca Cartesio? Un metodo.
Un metodo che gli garantisca una strada da percorrere per giungere a qualche conoscenza certa.
Ha fatto esperienze di molte discipline, ma ne è rimasto insoddisfatto perchè gli sembrano tutte costruite sulla sabbia - lui vuole di più.
Un metodo per essere efficace deve avere pochi principi. L'economia di principi serve a mettere al riparo dalla confusione e dagli errori.
Cartesio pone solo quattro punti:
1) Non si deve accertare per vera nessuna cosa che non sia evidente, e si deve accogliere solo ciò che si presenta alla mente in modo chiaro e distinto.
2) Bisogna dividere ciascuna difficoltà che viene esaminata in quante parti è possibile, per giungere alla migliore soluzione.
3) Bisogna svolgere con ordine i pensieri, cominciando dai più semplici e più facili da conoscere, per risalire per gradi fino alla conoscenza dei più complessi.
4) Per la soluzione di ogni problema bisogna far enumerazioni complete e generali dei vari elementi, in modo da non omettere nulla.
Leggere Cartesio è appagante, stimolante e pure piacevole. I filosofi del suo tempo erano maestri, con l'atteggiamento di superiorità che questo titolo porta con sè. Cartesio invece non scrive come un maestro, ma come uno scopritore e un esploratore, ansioso di comunicare ciò che ha trovato.

(continua...)

venerdì 6 maggio 2011

Difetti underground

La sveglia suona alle 6 e 30 del mattino, c'è lo sciopero dei mezzi e quindi la giornata è stata più merdosa del solito.
Poi incontro te che sei fidanzata: non mi interessi
sei grassa: non mi interessi
sei stupida: non mi interessi
smanetti per ore col cellulare: non mi interessi
sei incinta: non mi interessi
sei minorenne: non mi interessi
sei brutta: non mi interessi
sei isterica: non mi interessi
sei snob: non mi interessi
hai le scarpe di ginnastica puzzolenti: non mi interessi
sei ultra quarantenne: non mi interessi
parli che non si capisce un cazzo: non mi interessi
non fai pace col tuo stesso cervello: non mi interessi
hai idee di destra: non mi interessi
parli solo di problemi: non mi interessi
sei melodrammatica: non mi interessi
non prendi caffè: non mi interessi
sei Vanessa Incontrada: non mi interessi
sei a dieta: non mi interessi
sei sposata: non mi interessi
sei informata: non mi interessi
sei spiritosa: non è vero
sei disinformata: non mi interessi
sei contorta: non mi interessi
sei alla moda: non mi interessi
sei profonda: t'illudi
sei Julia Roberts: non mi interessi
sei sotto pressione: non mi interessi
sei in cerca d'identità: non mi interessi
rimpiangi il passato: non mi interessi
sei studentessa: non mi interessi
sei impegnata: non mi interessi
hai due figli: non mi interesi
sei vanitosa: non mi interessi

Chi mi interessa? Non lo so.
Quando la sveglia suonerà a mezzoggiorno risponderò.

giovedì 5 maggio 2011

I Neoplatonici (trenino arcobaleno)

I Neoplatonici è un libro che appartiene al genere dei libri sommersi; ed è un vero peccato.
Scritto nella seconda metà dell'Ottocento vide la luce soltanto nel 1977.
Immaginate che posto migliore sarebbe l'Italia se sto libro che parla di amore gay fosse uscito allora e si fosse poi da esso sviluppato un dibattito sereno e senza pregiudizi sull'omosessualità? Sì, lo so - fantascienza.
Sono altresì contento perchè ho potuto scoprire un Settembrini uomo e artista e non solo la statuetta da presepe risorgimentale che ero abituato a conoscere. Onore a te, Luigi! Eroe antiborbonico e scrittore!
Ambientato nell'antica Grecia, i due protagonisti sono i giovani ateniesi Doro e Callicle.
Crescono insieme, vivono insieme e insieme studiano. Tra di loro scoppia l'amore e le frasi che descrivono il preludio del loro congiungimento son deliziose. Le scene di sesso, invece, sono abbastanza esplicite anche se la metafora la fa da padrona.
Le belle mele, l'Ercole, il giardino d'Esperia...
Ho trovato alquanto tenera la loro "processione" al tempio di Atena per rigraziare la dea di aver donato l'olio agli uomini.
L'incontro col maestro platonico Codro, invece, è molto ironica. Codro dovrebbe essere colui che insegna l'amore ai giovani mentre è lui a finire nel mezzo guidato da essi. E mi raccomando, che il trenino sia reciproco e attenti a non uscir di carreggiata!
Il libro affronta anche l'amore eterosessuale e la questione del rapporto anale tra uomo e donna, attraverso le parole della giovane Innide.
Voglio riportare sto passo perchè son dubbi su cui (conoscendomi) mi arrovellerò per un po':
"Eppure" disse Doro "molti biasimano questo amore, e molti più biasimano la legge della reciprocanza".
E Codro: "Chi sono costoro? quelli che non conoscono questo amore, e biasimano ciò che non conoscono. Coloro che hanno sentito questo diletto amoroso, ne ringraziano gli Dei. Io dirò a quelli: Ma provate, vedete, conoscete prima, e poi ne riparleremo. E a chi nega la legge io rispondo, che egli nega che due sia maggiore di uno, che due diletti piacciono più di uno. Amare è cosa santa, godere dell'amore senza offesa altrui e senza vergogna propria, godere egualmente, è accrescimento e compimento d'amore. Non ascoltate, o giovanetti, coloro che ragionano di cose di cui non hanno conoscenza, e qui la conoscenza non viene dalla mente ma dalla esperienza e dal fatto. Chi non ha provato non può parlarne".
Il libro si chiude con un doppio matrimonio e con un "guizzo letterario" che non rivelerò, ma che starà a voi scoprire se deciderete di leggere. Dico solo che il libro non è un inno all'omosessualità, ma alla più lieta bisessualità (almeno, così m'è parso di capire) e m'è piaciuto il non seguire le diretive di Platone nè come guida d'amore, nè per la comunanza delle donne...Callicle e Doro, forse, son più saggi ancora di lui...

mercoledì 4 maggio 2011

Pinocchio era polacco?

Sinceramente non capisco che senso ha proclamare beato o santo un papa. Se uno diventa papa è ovvio che sia un sant'uomo, no? In vita non lo chiamano sua santità? Non so, ci trovo un che di tautologico in tutto questo. Sembra di elogiare un uomo laureato in matematica perchè sa la tabellina del tre a memoria.
Non capisco neanche quali meriti speciali abbia poi il polacco.
I viaggi? Allora bisognerebbe fare santo pure Phileas Fogg.
Il fatto che il suo pontificato sia durato tanti anni? Allora bisognerebbe santificare pure Andreotti.
Il terzo mistero di Fatima? Ma in questo caso l'unico mistero è come abbia fatto Alì Agca a mancarlo da così vicino.
Del resto, come si evince da almeno nove punti, il polacco non si è particolarmente distinto dai suoi illuminati predecessori.
1) Un "no" convinto al preservativo perchè impedisce la vita. Sì alla morte sicura per Aids. Anche perchè poi chi ve lo dice che dovete trombare. Astenetevi, please.
2) La solita condanna dei gay. Il sesso deve essere solo a fini procreativi, come le vacche. Una coppia omosessuale non è degna.
3) Elezione, nel 2001, a capo della congregazione per la Dottrina della Fede, di Ratzinger al quale affidò le indagini su stupri e torture inflitte ai bambini dai sacerdoti. Memorabile la lettera confidenziale mandata da Joseph ai vescovi in cui ricordava quanto fosse grave informare l'autorità giudiziaria.
4) Sì alla procreazione assistita e a una morte dignitosa, ma solo per i ricchi, potendosi entrambe praticare solo all'estero. In barba all'art. 32 della Costituzione che afferma "la legge non può mai violare i limiti imposti dal rispetto della vita umana". Lo dice pure il Vangelo, purchè si abbia voglia di tenerne conto.
5) No al sacerdozio femminile e sì alle suore come colf a gratis.
6) Per quanto riguarda il Sudamerica: no ai Teologi della Liberazione (Oscar Romero, do you remeber?). Sì all'amicizia con Pinochet.
7) Protezione e sostegno al cardinare Pio Laghi nunzio apostolico a Buenos Aires (do you remember?)
8) Nomina di Marcinkus a capo dello IOR. Qui ogni commento è superfluo.
9)E' ormai di pubblico dominio che grazie al Concordato firmato con quello stronzo di Craxi un miliardo di euro l'anno dei cittadini italiani finisce nelle tasche del clero e solo una piccolissima parte va alle opere di carità.
Ricordatevi, cari italiani, di specificarlo nella dichiarazione dei redditi, altrimenti l'8 per mille se lo intascano loro.

martedì 3 maggio 2011

Manifesto del partito comunista [scritti introduttivi-prima parte]

La novità di un testo come il Manifesto del partito comunista non risiede tanto nella presa di coscienza dell'asprezza del conflitto sociale tra proletariato e borghesia, e neppure che tale conflitto è stato storicamente preceduto dalla lotta di classe tra schiavi e proprietari di schiavi e tra servi della gleba e feudatari.
La vera novità è nella nuova visione della realtà che Marx ed Engels oppongono alle ideologie liberali dominanti a quel tempo. Sempre così accade con i grandi filosofi. Loro non vedono cose nuove, ma sanno interpretare in modo nuovo la realtà presente. Sopratutto sanno sorgere contro le idee dominanti, perchè il pericolo non viene solo dai potenti e dal Potere, ma soprattutto dai fiancheggiatori che, in buona fede o no, sono i propagatori delle idee padronali. E vi fanno il lavaggio del cervello. In pratica loro vogliono convincervi che il palo che avete in culo è colpa vostra, che ve lo siete messi da solo. Svegliarci è un'antica e peculiare funzione del filosofo (una tra le tante). Proviamo a comparare le idee di Marx e di Engels con quelle dei liberali del loro tempo, può essere un confronto istruttivo.
Tocqueville riconosce lo stridente contrasto tra la spaventosa miseria di massa e l'opulenza di pochi e scrive: “Di qui lo schiavo, di là il padrone, di là la ricchezza di alcuni, di qui la miseria del più gran numero”. Tocqueville mette in guardia contro il pericolo delle “guerre servili”, cioè di sollevazioni di schiavi analoghe a quelle verificatesi nell'antichità classica. Insomma per lui lo “spettro del comunismo” evocato dal Manifesto sembra assumere le sembianze terrifiche di una sorta di Spartaco proletario e moderno.
Locke non ha difficoltà a constatare che “la maggior parte dell'umanità” è “resa schiava” dalle condizioni oggettiva di vita e di lavoro.
Mandeville non ha dubbi sul fatto che la “parte più meschina e povera della nazione” è destinata per sempre a svolgere un “lavoro sporco e simile a quello dello schiavo”.
Per Burke essa è impegnata in occupazioni non solo ”mercenarie” ma anche “servili”, cioè “proprie dello schiavo”.
Ma tutto ciò non incrina la buona coscienza delle classi dominanti e della borghesia liberale del tempo, la quale si libera del problema rinviandolo a una sfera extra-politica.
Scrive Marx nel 1844: “L'Inghilterra trova il fondamento della miseria nella legge naturale, per la quale la popolazione deve costantemente superare i mezzi di sussistenza e spiega il pauperismo con la cattiva volontà dei poveri, incapaci di resistere all'incontenenza sessuale”.
Si legge chiaramente la polemica marxiana contro Malthus, il quale, a sancire la restrizione della sfera politica, chiama paradossalmente l'economia politica. Una volta che essa sia divenuta “un oggetto di popolare insegnamento”, i poveri comprenderanno che devono attribuire alla natura matrigna e alla loro individuale debolezza o imprevidenza la causa delle privazioni che soffrono; “l'economia politica è la sola scienza di cui possa dirsi che dall'ignorarla sono a temersi non solo privazioni, ma mali positivi e gravissimi”.
Sulla stessa lunghezza d'onda si pone Tocqueville che ci regala questa perla:
“diffondere tra le classi operaie qualche nozione, tra le più elementari e più certe, dell'economia politica, che faccia loro comprendere, ad esempio, ciò che di permanente e di necessario vi è nelle leggi economiche che reggono il tasso dei salari; perchè tali leggi, essendo in qualche modo di diritto divino, in quanto scaturiscono dalla natura dell'uomo e dalla struttura stessa della società, sono collocate al di fuori della portata delle rivoluzioni”.
Secondo John Stuart Mill, i poveri devono essere dissuasi dal contrarre matrimonio e rientra tra i “poteri legittimi dello Stato” imporre un vero e proprio divieto.
Duro è il giudizio del Manifesto su siffatti economisti e nell'opera di Marx è spesso presente un'ironia contro l'economia politica così intesta: questa “scienza della mirabile industria” e della “ricchezza” si rivela come una “scienza di ascesi” e di “rinuncia”; l'ideale di questa economia politica è “lo schiavo ascetico ma produttivo”. (bauhauahauauauau)
La pretesa di mettere sul conto della natura matrigna la permanente miseria di massa ignora del tutto le crisi di sovrapproduzione che caratterizzano e investono il capitalismo. Su di esse conviene invece concentrare l'attenzione:
"Durante le crisi commerciali viene regolarmente distrutta una gran parte non solo dei prodotti finiti, ma persino delle delle forze produttive già create. Durante le crisi scoppia un'epidemia sociale che in ogni altra epoca sarebbe apparsa un'assurdità: l'epidemia della sovrapproduzione. La società si trova improvvisamente ricacciata in uno stato di momentanea barbarie; una carestia, una guerra generalizzata di annientamento sembrano averle sottratto tutti i mezzi di sussistenza; l'industria, il commercio sembrano distrutti, e perchè? Perchè la società possiede troppa civiltà, troppi mezzi di sussistenza, troppa industria, troppo commercio".

lunedì 2 maggio 2011

Parità nel petting

Oggi la dottoressa Monya Ovaya, con la quale collaboro per la stesura delle pagine sull'educazione sessuale, mi ha sorpreso.
Secondo lei ci vuole la parità anche sotto le lenzuola e quindi anche le donne devono occuparsi dei preliminari e non solo richiederli a gran voce. Io lo davo per scontato che i preliminari dovessero essere un "compito" d'entrambi i sessi, ma lei ha insistito e quindi le lascio la parola.
Care donne, i preliminari sono fondamentali e per una volta può essere divertente ribaltare i ruoli e dedicare una serata tutta al vostro lui, anzi al suo piacere, che poi è anche il vostro.
Vi fornirò, quindi, qualche consiglio su come scaldare la serata.
Mettete in azione il regolamento "guardare ma non toccare" per accendere i sensi del vostro partner. Far crescere il desiderio, è il vostro obbiettivo. Cominciate con uno spogliarello lento, lasciatevi guardare e decidete voi quando interrompere il gioco.
Apprezzerà l’attitudine al comando. Un altro modo per sciogliere la tensione è fare un massaggio. Quando tornerà stanco dal lavoro accoglietelo in una casa scarsamente illuminata e con un bagno caldo già pronto. Rassicuratelo e fatelo sfogare, fatevi raccontare i problemi e le cose che lo stressano. Coccolatelo e fatelo infilare nella vasca, poi prendetevi cura di lui con un bell’insaponamento e carezze.
Quando sarà già rilassato e asciutto, proponetegli un massaggio lento e lungo. Usate il corpo nella sua totalità; seno e capelli per massaggiare lievemente il corpo del vostro lui.
Cercate di sciogliere le tensioni del corpo massaggiando le zone più contratte, come spalle e schiena. Fategli arrivare chiaro il messaggio che questa sera non dovrà preoccuparsi di nulla e che ci sarete voi a confortarlo ed eccitarlo.
Ponete domande e chiedete al vostro lui quali sono le zone più erogene, quelle in cui è maggiormente sensibile. Vedrete che la prossima volta sarà lui a ricompensarvi degnamente!

domenica 1 maggio 2011

Terapia tapioca

Il pingue e bonario dottor Pisafulli non è pazzo e questo lo si può desumere dal fatto che egli non ha atteggiamenti stravaganti come cantare comm’ è bbell’ ‘a luna a marechiaro a mezzanotte sul tetto, nudo e con un copricapo indiano in testa.
Nè dice assurdità del tipo che Berlusconi è entrato in politica per il bene dell’Italia e non per pensare agli affari propri. Però attenzione, non possiamo neanche dire che il dottor Pisafulli sia strano perchè attribuire quell’aggettivo ad una persona senza ulteriori specificazioni è non dire un emerito cazzo. Quindi, per ora, asseriremo semplicemente che il dottor Pisafulli è un tipo normale perchè investe.
Investe??? E che è un pirata della strada? Un brooker finanziaro?
Ma no, ma no! Il dottor Pisafulli, come ogni essere umano, tutti i giorni della sua vita investe due tipi di forze psichiche; una diretta verso gli oggetti esterni e un altra verso di sè, alla ricerca della più perfetta collimazione tra il suo Io empirico e il suo Io ideale. Insomma cerca di dirigere in modo proficuo la sua libido, sia nei rapporti con gli altri, sia attraverso il confronto con il mondo esterno, sia, e soprattutto, nel campo sessuale.
Ecco, lascia perdere le prime due di cui non frega niente a nessuno e parlaci del sesso che insieme alla violenza e alle tragedie sono il pane quotidiano di noi lettori.
Bè non è facile parlarne perchè il dottor Pisafulli è una persona molto riservata, è un gran lavoratore e ha una moglie che gli è molto devota.
Niente amante?
Sì, ne ha di svariate, ma sono solo delle donne con cui fa sesso perchè secondo lui farlo sempre con la stessa persona è contro natura e quindi trova uno sfogo in queste relazioni fuori dal matrimonio. E qui è il punto. Finchè le nostre pulsioni, i nostri desideri, le nostre voglie trovano un canale di sfogo accettabile va tutto bene. Il guaio è quando non si riesce a trovare un modo per soddisfarle.
Uh, la faccenda si fa interessante. Dai dai, che succede?
Sappiamo già di certo che la vita sessuale è una delle parti più importanti della nostra vita. Ed è ovvio che se il dottor Pisafulli fosse respinto dalle amanti con l’accusa di non aver mai goduto con lui, oppure se la moglie scoprisse le tresche e gli impedisse di continuarle il nostro eroe si troverebbe a fronteggiare una situazione difficile a cui dovrebbe assolutamente trovare una soluzione perché altrimenti correrebbe il rischio di ammalarsi attraverso un processo di esacerbazione del narcisismo e altre perversioni paranoiche.
Gesùmmaria! E se uno si ammala di ‘ste cose, c’è una terapia utile? Che faccia guarire?
Certo che c’è, una nuova cura è basata sul dirottare gli impulsi sessuali su un’attività sostitutiva e la più efficace si è dimostrata essere quella di scrivere racconti inutili.