Io sono bello e caro, anzi non bello e manco tanto caro però mi sforzo di essere decente e di non rompere i coglioni al prossimo. A questo prossimo io chiedo pochissimo, ma è basilare che gli altri con me abbiano un comportamento leale e che non mi frantumino troppo le palle. Non è difficile a capirsi.
Sono tornato a scuola, pare che abbiano ottenuto di nuovo la parità e pare che ci diano i punti per la graduatoria anche per i mesi passati. Speriamo, almeno non sarà tutto lavoro buttato.
Quand'ero alunno ho assaporato più volte la folle e felice esperienza del filone. E ora da professore l'ho provata di nuovo; non è stata bella come allora ma è stata comunque interessante. Secondo loro io gli andavo a fare il doposcuola gratis senza neanche che mi venisse chiesto. Ma sti gran cazzi. Li ho mollati e vaffanculo. Stamattina poi mi hanno detto che è tutto sistemato; vedremo. Se sarà così bene, altrimenti un bel rivaffanculo glielo do volentieri.
Ho passato un'ora con un ragazzo matto che m'ha parlato dei segreti di Alcatraz, dei sotterranei di Alcatraz dove la mafia le guadie e il direttore avevano costruito un paradiso, dell'affondamento del Titanic, del lingotto d'oro (finto) che la CIA e la mafia avrebbero seppellito a sei mila metri di profondità nell'oceano, delle camicie a righe, delle camice con il colletto alto e basso, delle cravatte, dei papillon, di Lupin III, di George Washington, di Benedict Arnold, dei due Bush, di Nixon, di Reagan, dell'eleganza di Berlusconi, dei gemelli d'oro, di Schwarzenegger, di Stallone, di dove hanno la casa De Sica Boldi Biagio Izzo ed Enzo Salvi, delle biciclette bianche, delle promesse dei genitori, della zia avvocato che lavora di più per recuperare le ore passate all'ospedale ad accudire la madre, dell'omicidio di Kennedy di cui lui ha le prove, dell'assassinio del fratello Robert, di Mediaset Extra, delle bretelle che non si portano più, del perchè la gente veste tutta di nero, del viola come foulard, dei professori che sono stronzi, dei ragazzi che sono cattivi, delle bionde che sono impiccione; il tutto collegato da non so bene quale affascinante filo logico.
In pratica m'ha fatto una testa così e non c'ho capito nulla, proprio come mi accade con il 90% delle persone.
Filosofia, Letteratura, Poesia, Storia, Arte, Capitalismo, Politica, Sesso... [Blog delle ossessioni, non delle idee. Le idee non mi piacciono perché con le idee non è mai sprofondato nessuno]

giovedì 31 marzo 2011
mercoledì 30 marzo 2011
Odio puro
A Napoli c'è ancora la munnezza per le strade. Ma che cazzo, ma come si deve fare? Io ormai son peggio dei leghisti, spero proprio nel Vesuvio! Che ci sommerga tutti quel monte fottuto! Prego tutti i giorni in un'invasione americana, altro che Gheddafi! Invadeteci, sterminateci! Non abbiamo il petrolio, ma potreste guadagnare una colonia col buon clima, gli alberghi e se lo pulite pure il mare. Ma non è tanto questo che mi fa incazzare oggi, almeno non solo.
A me sta sul cazzo il cardinale Sepe.
Ha una faccia orribile e porta un crocifisso d'oro al collo. Ora, la faccia che uno ha secondo di me dipende da quel che fa e da quel che ha dentro e non dev'esserci proprio nulla di buono. E poi un uomo di chiesa con l'oro al collo e che viaggia sui macchinoni ha una credibilità zero ed è pure alquanto ridicolo.
Ma non è tanto questo che mi fa incazzare oggi.
Quello che mi manda in bestia è che sto tizio oltre a dire le solite menate baggianate sui santi, dio e la madonna che non mi toccano perchè son questioni per me fuori portata, sta sempre a parlare del Napoli. Fa il tifoso, fa il simpatico, sa che alla gente solo il Napoli interessa e lui ne approfitta.
Stiamo con la spazzatura per le strade, con la merda che ci arriva al collo e quello che dice? Pregherò per lo scudetto del Napoli.
Ma stai bbuon o'frat? Pensa a pregare per la munnezza e pensa a restituire i soldi magagnone!!!
p.s. Era partita un'inchiesta giudiziaria su di lui; le solite magagne milionarie. Che fine ha fatto? Non se ne è saputo più nulla. E' vero allora quello che scriveva Flaiano, che in Italia molte inchieste, inchieste rimangono.
A me sta sul cazzo il cardinale Sepe.
Ha una faccia orribile e porta un crocifisso d'oro al collo. Ora, la faccia che uno ha secondo di me dipende da quel che fa e da quel che ha dentro e non dev'esserci proprio nulla di buono. E poi un uomo di chiesa con l'oro al collo e che viaggia sui macchinoni ha una credibilità zero ed è pure alquanto ridicolo.
Ma non è tanto questo che mi fa incazzare oggi.
Quello che mi manda in bestia è che sto tizio oltre a dire le solite menate baggianate sui santi, dio e la madonna che non mi toccano perchè son questioni per me fuori portata, sta sempre a parlare del Napoli. Fa il tifoso, fa il simpatico, sa che alla gente solo il Napoli interessa e lui ne approfitta.
Stiamo con la spazzatura per le strade, con la merda che ci arriva al collo e quello che dice? Pregherò per lo scudetto del Napoli.
Ma stai bbuon o'frat? Pensa a pregare per la munnezza e pensa a restituire i soldi magagnone!!!
p.s. Era partita un'inchiesta giudiziaria su di lui; le solite magagne milionarie. Che fine ha fatto? Non se ne è saputo più nulla. E' vero allora quello che scriveva Flaiano, che in Italia molte inchieste, inchieste rimangono.
martedì 29 marzo 2011
Carne e vino per tutti
Telemaco nonostante lo scetticismo che lo circondava è partito; la prima tappa è la città di Pilo dove regna il vecchio Nestore.
Quando sbarca trova il re e gli abitanti che stanno sacrificando al dio Posidone, in pratica stanno facendo una festa sulla spiaggia a base di carne alla brace e vino, tanto vino. Telemaco e il fido Mentore si uniscono al banchetto e Telemaco interroga Nestore sulla sorte del padre. Nestore non sa niente, e lo esorta di andare a Sparta a chiedere a Menelao. Il vecchio re invita Telemaco a dormire da lui e gli promette carro e cavalli per compiere il viaggio. Prima di dormire però, un altro bel banchetto, ancora carne arrostita e vino.
La mattina dopo, prima della partenza, indovinate Nestore che fa? Fa ammazzare una mucca pasciuta e organizza una brace innaffiata da del buon vino. Nestore non saprà un cazzo di che fine abbia fatto Ulisse, ma sa vivere altrochè.
Telemaco, che immagino sazio e ubriaco alla stragrande, parte alla volta di Sparta accompagnato dal figlio di Nestore, Pisistrato. Prima però, visto che aveva mangiato e bevuto, completa l'opera con un'altra cosa importante e altrettanto bella...
Di Nestore intanto la figlia più giovane,
la bella Policasta, lavava Telemaco;
lavato che l'ebbe e cosparso di lucido olio,
di un bel manto l'avvolse e di tunica lunga;
e fuori dal bagno il giovane uscì:
tanto era bello che un dio somigliava nel corpo
Quando sbarca trova il re e gli abitanti che stanno sacrificando al dio Posidone, in pratica stanno facendo una festa sulla spiaggia a base di carne alla brace e vino, tanto vino. Telemaco e il fido Mentore si uniscono al banchetto e Telemaco interroga Nestore sulla sorte del padre. Nestore non sa niente, e lo esorta di andare a Sparta a chiedere a Menelao. Il vecchio re invita Telemaco a dormire da lui e gli promette carro e cavalli per compiere il viaggio. Prima di dormire però, un altro bel banchetto, ancora carne arrostita e vino.
La mattina dopo, prima della partenza, indovinate Nestore che fa? Fa ammazzare una mucca pasciuta e organizza una brace innaffiata da del buon vino. Nestore non saprà un cazzo di che fine abbia fatto Ulisse, ma sa vivere altrochè.
Telemaco, che immagino sazio e ubriaco alla stragrande, parte alla volta di Sparta accompagnato dal figlio di Nestore, Pisistrato. Prima però, visto che aveva mangiato e bevuto, completa l'opera con un'altra cosa importante e altrettanto bella...
Di Nestore intanto la figlia più giovane,
la bella Policasta, lavava Telemaco;
lavato che l'ebbe e cosparso di lucido olio,
di un bel manto l'avvolse e di tunica lunga;
e fuori dal bagno il giovane uscì:
tanto era bello che un dio somigliava nel corpo
lunedì 28 marzo 2011
11 regole semiserie dello scrittore
Visto che la scrittura è da sempre un qualcosa che mi affascina e mi interessa, inauguro una nuove sezione sul bloggherello. Credo sia una buona idea cominciare con qualcosa di leggero e successivamente ampliare e approfondire. Beccatevi ste regole di Henry Miller, non rompete i coglioni al prossimo e buona giornata.
1. Lavora a una cosa per volta
2. Non iniziare nuovi libri, non aggiungere altro a Primavera nera
3. Non essere nervoso. Lavora con calma, allegria e spregiudicatezza a ciò che hai per le mani
4. Lavora secondo il programma e non secondo l'umore. Fermati al momento stabilito
5. Quando non riesci a creare, non puoi lavorare
6. Concretizza qualcosa tutti i giorni, invece di aggiungere nuovi stimoli
7. Non perdere lo spirito! Vedi gente, va' in giro, bevi, se ti va di farlo
8. Non sei un cavallo da soma! Lavora solo se lo fai volentieri
9. Ignora pure il programma, se vuoi... ma torna a seguirlo il giorno dopo. Concentrati. Seleziona. Escludi
10. Dimentica i libri che vorresti scrivere. Pensa solo al libro che stai scrivendo adesso
11. Prima pensa a scrivere, sempre. La pittura, la musica, gli amici, il cinema, tutte queste cose vengono dopo
1. Lavora a una cosa per volta
2. Non iniziare nuovi libri, non aggiungere altro a Primavera nera
3. Non essere nervoso. Lavora con calma, allegria e spregiudicatezza a ciò che hai per le mani
4. Lavora secondo il programma e non secondo l'umore. Fermati al momento stabilito
5. Quando non riesci a creare, non puoi lavorare
6. Concretizza qualcosa tutti i giorni, invece di aggiungere nuovi stimoli
7. Non perdere lo spirito! Vedi gente, va' in giro, bevi, se ti va di farlo
8. Non sei un cavallo da soma! Lavora solo se lo fai volentieri
9. Ignora pure il programma, se vuoi... ma torna a seguirlo il giorno dopo. Concentrati. Seleziona. Escludi
10. Dimentica i libri che vorresti scrivere. Pensa solo al libro che stai scrivendo adesso
11. Prima pensa a scrivere, sempre. La pittura, la musica, gli amici, il cinema, tutte queste cose vengono dopo
domenica 27 marzo 2011
Scontro finale
Di nuovo collegati, amiche e amici telespettatori, con il campo centrale di Stronzledon dove il campione uzbeko Andreij Comaskij e la campionessa serba Tatjana Mononeurovic stanno dando vita ad una delle finali più memorabili che la storia del tennis ricordi.
Siamo due set pari e ora i due fenomeni della racchetta si preparano a farci vivere momenti indimenticabili in questo ultimo e decisivo set.
Comaskij alla battuta.
Tatjana è una donna, aces 1 a 0.
Tatjana è una bella donna, volèe 1 a 1.
Tatjana parla troppo, rovescio imprendbile 2 a 1.
Tatjana è diretta e non ingarbuglia i pensieri, diritto lungo linea 2 a 2.
Tatjana è bionda, smash 3 a 2.
Tatjana non è una cretina, pallonetto 3 a 3.
Tatjana ama le poesie, passante a fil di rete 4 a 3.
Tatjana apprezza Bukowski, diritto potente e preciso 4 a 4.
Tatjana pensa continuamente, doppio fallo 5 a 4.
Tatjana ha un sorriso e degli occhi meravigliosi, palla oltre la linea 5 a 5.
Tatjana tende ad avere delle paranoie, palla liftata 6 a 5.
Tatjana non ha stupidi complessi, gran willy 6 a 6.
Incredibile amici! Questa partita non smette di emozionarci! Un match indimenticabile, possiamo ben dire il match del secolo! Ora i due tennisti dovranno battersi in un tie break che si preannuncia infuocato. Chi vincerà?
Ora il segnale diventa criptato e solo chi ha pagato l'abbonamento potrà continuare a seguirci. Ci vediamo sul satellite.
Siamo due set pari e ora i due fenomeni della racchetta si preparano a farci vivere momenti indimenticabili in questo ultimo e decisivo set.
Comaskij alla battuta.
Tatjana è una donna, aces 1 a 0.
Tatjana è una bella donna, volèe 1 a 1.
Tatjana parla troppo, rovescio imprendbile 2 a 1.
Tatjana è diretta e non ingarbuglia i pensieri, diritto lungo linea 2 a 2.
Tatjana è bionda, smash 3 a 2.
Tatjana non è una cretina, pallonetto 3 a 3.
Tatjana ama le poesie, passante a fil di rete 4 a 3.
Tatjana apprezza Bukowski, diritto potente e preciso 4 a 4.
Tatjana pensa continuamente, doppio fallo 5 a 4.
Tatjana ha un sorriso e degli occhi meravigliosi, palla oltre la linea 5 a 5.
Tatjana tende ad avere delle paranoie, palla liftata 6 a 5.
Tatjana non ha stupidi complessi, gran willy 6 a 6.
Incredibile amici! Questa partita non smette di emozionarci! Un match indimenticabile, possiamo ben dire il match del secolo! Ora i due tennisti dovranno battersi in un tie break che si preannuncia infuocato. Chi vincerà?
Ora il segnale diventa criptato e solo chi ha pagato l'abbonamento potrà continuare a seguirci. Ci vediamo sul satellite.
sabato 26 marzo 2011
Come fare il Presidente della Repubblica
Non voglio incorrere nel rimprovero di occuparmi solo di cose teoriche, senza mai essere pratico. Quindi ecco a voi un piccolo vademecum su come svolgere la funzione di Presidente della Repubblica. Analizzeremo vari casi e daremo le direttive su come comportarsi.
Legge porcata - Firmala, e alle proteste dell'opinione pubblica di' che tanto se non la firmi te la rimandano indietro.
Morti sul lavoro - Esprimi profondo cordoglio.
Guerra - Dichiara che è fondamentale la convergenza in Parlamento.
Crisi politiche - Appellati al senso di responsabilità.
Federalismo - Sei d'accordo purchè sia un federalismo solidale.
Sovraffollamento delle carceri - Dichiara: servono risultati concreti contro le carenze di organico e l'aumento dei detenuti.
Terremoti e sciagure - Sei vicino alle popolazioni colpite.
Riforma della Giustizia - Auspica interventi non disorganici nè settoriali, ma di ampio respiro.
Polemiche maggioranza e opposizione - Invita ad un confronto anche serrato, ma scevro da sterili contrapposizioni e non influenzato dalle contingenze, che potrà condurre alla stabilità di cui il Paese ha bisogno.
In caso di polemica di scarsa rilevanza - Prendi atto.
Alle feste delle forza armate - Elogia il lavoro, il sacrificio e l'abnegazione degli eroici servitori dello Stato. Non dimenticare di dire che ti auguri che il Governo destini più fondi alle forze dell'ordine.
Crisi del Mezzogiorno - Qui è facile: "I risultati complessivamente insufficienti delle politiche seguite in passato e la presenza di significative inefficienze rendono necessario un ripensamento e possono anche spingere ad una profonda modifica delle modalità e dello stesso impianto strategico degli interventi di sviluppo". Un classico, non puoi sbagliare.
Su Napoli - Bisogna aiutare Napoli.
Cultura, beni culturali - Alzi la voce, perchè la cultura è importante e ha bisogno di fondi.
Quando arriva il 25 aprile: Il 25 aprile è non solo Festa della Liberazione: è Festa della riunificazione d’Italia.
Sulle parole del Papa (qualunque esse siano) - Elogi il discorso del Santo Padre che invita ad una seria e attenta meditazione.
Sulla figura del Papa - Sono certo che nella discrezione e nel rispetto con cui seguiamo il quotidiano svolgersi della sua alta missione, ella possa ben cogliere la intensa, affettuosa vicinanza nostra e del popolo italiano.
Sulla mafia - Lancia l'allarme sulla possibilità che la mafia approfitti della crisi e invita la polizia a tenere alto il livello di attenzione in quanto esiste il rischio che le organizzazioni di stampo mafioso possano approfittare dell'attuale crisi per acquisire il controllo di aziende in difficoltà, con una invasiva presenza in tutte le regioni del paese.
Sugli anni di piombo - Pensi che ci siano segni positivi per il superamento di una stagione lacerante e distruttiva iniziata sulla fine degli anni '60 e culminata negli anni del terrorismo delle Brigate Rosse e del rapimento dell'onorevole Moro.
Sulle stronzate della Lega Nord - Ci deve essere più consapevolezza e il tentativo di ricostruire una storia comune.
Immigrati - Gli immigrati sono forza e freschezza per il Paese.
Sulle paure e i pregiudizi della gente in merito agli immigrati - Occorre incrementare politiche volte a stabilire regole e a rendere possibile non solo la più feconda e pacifica convivenza con gli stranieri, ma anche l'accoglimento di un numero crescente di nuovi cittadini.
Sulla Costituzione - Qui scatta il monito. Un monito ogni tanto è obbligatorio. Il monito sulla Costituzione può essere di questo tipo: Si può modificare, non è un residuato.
Pacs - Resta flessibile e dichiara: Troveremo una sintesi anche con le preoccupazioni del Papa.
Bene mi fermo qui. Dagli esempi proposti mi sembra chiaro che se vorrete riuscire dovrete essere equidistanti, imparziali e responsabili. Lanciate allarmi, proponete riflessioni e soprattutto non scordatevi il monito. Se non moniti non sei degno di fare il Presidente. Ovviamente non cacare il cazzo al Papa, sarebbe un errore imperdonabile.
In bocca al lupo a tutty gli aspiranti.
Legge porcata - Firmala, e alle proteste dell'opinione pubblica di' che tanto se non la firmi te la rimandano indietro.
Morti sul lavoro - Esprimi profondo cordoglio.
Guerra - Dichiara che è fondamentale la convergenza in Parlamento.
Crisi politiche - Appellati al senso di responsabilità.
Federalismo - Sei d'accordo purchè sia un federalismo solidale.
Sovraffollamento delle carceri - Dichiara: servono risultati concreti contro le carenze di organico e l'aumento dei detenuti.
Terremoti e sciagure - Sei vicino alle popolazioni colpite.
Riforma della Giustizia - Auspica interventi non disorganici nè settoriali, ma di ampio respiro.
Polemiche maggioranza e opposizione - Invita ad un confronto anche serrato, ma scevro da sterili contrapposizioni e non influenzato dalle contingenze, che potrà condurre alla stabilità di cui il Paese ha bisogno.
In caso di polemica di scarsa rilevanza - Prendi atto.
Alle feste delle forza armate - Elogia il lavoro, il sacrificio e l'abnegazione degli eroici servitori dello Stato. Non dimenticare di dire che ti auguri che il Governo destini più fondi alle forze dell'ordine.
Crisi del Mezzogiorno - Qui è facile: "I risultati complessivamente insufficienti delle politiche seguite in passato e la presenza di significative inefficienze rendono necessario un ripensamento e possono anche spingere ad una profonda modifica delle modalità e dello stesso impianto strategico degli interventi di sviluppo". Un classico, non puoi sbagliare.
Su Napoli - Bisogna aiutare Napoli.
Cultura, beni culturali - Alzi la voce, perchè la cultura è importante e ha bisogno di fondi.
Quando arriva il 25 aprile: Il 25 aprile è non solo Festa della Liberazione: è Festa della riunificazione d’Italia.
Sulle parole del Papa (qualunque esse siano) - Elogi il discorso del Santo Padre che invita ad una seria e attenta meditazione.
Sulla figura del Papa - Sono certo che nella discrezione e nel rispetto con cui seguiamo il quotidiano svolgersi della sua alta missione, ella possa ben cogliere la intensa, affettuosa vicinanza nostra e del popolo italiano.
Sulla mafia - Lancia l'allarme sulla possibilità che la mafia approfitti della crisi e invita la polizia a tenere alto il livello di attenzione in quanto esiste il rischio che le organizzazioni di stampo mafioso possano approfittare dell'attuale crisi per acquisire il controllo di aziende in difficoltà, con una invasiva presenza in tutte le regioni del paese.
Sugli anni di piombo - Pensi che ci siano segni positivi per il superamento di una stagione lacerante e distruttiva iniziata sulla fine degli anni '60 e culminata negli anni del terrorismo delle Brigate Rosse e del rapimento dell'onorevole Moro.
Sulle stronzate della Lega Nord - Ci deve essere più consapevolezza e il tentativo di ricostruire una storia comune.
Immigrati - Gli immigrati sono forza e freschezza per il Paese.
Sulle paure e i pregiudizi della gente in merito agli immigrati - Occorre incrementare politiche volte a stabilire regole e a rendere possibile non solo la più feconda e pacifica convivenza con gli stranieri, ma anche l'accoglimento di un numero crescente di nuovi cittadini.
Sulla Costituzione - Qui scatta il monito. Un monito ogni tanto è obbligatorio. Il monito sulla Costituzione può essere di questo tipo: Si può modificare, non è un residuato.
Pacs - Resta flessibile e dichiara: Troveremo una sintesi anche con le preoccupazioni del Papa.
Bene mi fermo qui. Dagli esempi proposti mi sembra chiaro che se vorrete riuscire dovrete essere equidistanti, imparziali e responsabili. Lanciate allarmi, proponete riflessioni e soprattutto non scordatevi il monito. Se non moniti non sei degno di fare il Presidente. Ovviamente non cacare il cazzo al Papa, sarebbe un errore imperdonabile.
In bocca al lupo a tutty gli aspiranti.
venerdì 25 marzo 2011
Hegel e il sistema
Fichte concepiva la filosofia come ricostruzione della storia dello spirito. Una concezione del genere è presente anche in Hegel, poiché egli pure ritiene che solo la ricostruzione storica ci faccia cogliere le forme essenziali in cui si estrinseca l'assoluto. Fra i due vi è però una differenza fondamentale: mentre la storia, che Fichte voleva ricostruire, era quella del soggetto (sia pure inteso come soggetto universale), la storia che Hegel si propone di ricostruire è invece quella della realtà, che è insieme soggettiva e oggettiva.
La filosofia deve sforzarsi di determinare il sistema vivente dei principi su cui effettivamente si reggono sia il mondo della natura sia quello dello spirito.
Proprio perciò non ha punto da fare con mere astrazioni, o con pensieri formali, ma solamente con pensieri concreti. La concatenazione dialettica di questi pensieri concreti rivelerà l'esistenza di un'unica struttura razionale di tutto l'universo.
E' evidente qui, l'ipotesi metafisica che l'essenza della realtà sia costituita dal pensiero. Questa ipotesi, di marca prettamente idealistica, non è così centrale da imprimere un senso univoco a tutta la filosofia di Hegel. Essa non gli impedì, per esempio, di riconoscere con franchezza il grande valore della concezione materialistica, sostenuta nel Settecento da Holbach e da altri illuministi francesi; e soprattutto non impedirà ad alcuni valenti hegeliani di sviluppare in senso materialistico l'eredità filosofica del loro maestro.
Ciò che invece caratterizza tutta la filosofia di Hegel, è l'ipotesi che l'essenza della realtà sia eminentemente dialettica, e cioè si sviluppi attraverso determinazioni collegate fra loro dal tipico nesso triadico. Secondo Hegel questo nesso si concretizzerebbe in triadi, costituite da una tesi, un'antitesi e una sintesi. L'approfondimento della tesi porterebbe alla sua contraddizione, cioè all'antitesi; da esse scaturirebbe poi la sintesi, in cui tesi e antitesi vengono conservate e superate.
La ricostruzione hegeliana della storia dell'assoluto, attraverso una serie di triadi diramantesi dialetticamente una dall'altra, presenta alcuni caratteri di grandiosità; presenta anche, tuttavia, un carattere di estrema artificiosità che svuota l'intero edificio di ogni autentico valore scientifico. Il più delle volte infatti, i nessi che stanno alla base di tale ricostruzione si rivelano, ad un esame un po' rigoroso, come null'altro che vaghe analogie, associazioni imprecise, pure e semplici fantasie: il contrario insomma di ciò che siamo soliti intendere come effettiva razionalità.
Ma nonostante questa grave carenza di fondo, il piano generale perseguito da Hegel conserva un grandissimo interesse, se non altro perchè ci indica una via che abbiamo il dovere di abbandonare, malgrado il suo incontestabile fascino.
La triade fondamentale, lungo la quale si attuerebbe, secondo Hegel, il ciclo dialettico dell'assoluto, è costituita da tre momenti: nel primo l'assoluto si presenta come idea preesistente al sorgere della materia e dello spirito; nel secondo si presenta come natura; nel terzo come spirito. Questo terzo momento conclude l'intero processo con una sintesi in cui l'idea, dopo essersi estrinsecata nello spazio e nel tempo, ritrova la sua più alta e concreta espressione.
In corrispondenza ai tre momenti testè accennati, Hegel suddivise il proprio sistema in tre parti: logica, filosofia della natura, filosofia dello spirito.
La filosofia deve sforzarsi di determinare il sistema vivente dei principi su cui effettivamente si reggono sia il mondo della natura sia quello dello spirito.
Proprio perciò non ha punto da fare con mere astrazioni, o con pensieri formali, ma solamente con pensieri concreti. La concatenazione dialettica di questi pensieri concreti rivelerà l'esistenza di un'unica struttura razionale di tutto l'universo.
E' evidente qui, l'ipotesi metafisica che l'essenza della realtà sia costituita dal pensiero. Questa ipotesi, di marca prettamente idealistica, non è così centrale da imprimere un senso univoco a tutta la filosofia di Hegel. Essa non gli impedì, per esempio, di riconoscere con franchezza il grande valore della concezione materialistica, sostenuta nel Settecento da Holbach e da altri illuministi francesi; e soprattutto non impedirà ad alcuni valenti hegeliani di sviluppare in senso materialistico l'eredità filosofica del loro maestro.
Ciò che invece caratterizza tutta la filosofia di Hegel, è l'ipotesi che l'essenza della realtà sia eminentemente dialettica, e cioè si sviluppi attraverso determinazioni collegate fra loro dal tipico nesso triadico. Secondo Hegel questo nesso si concretizzerebbe in triadi, costituite da una tesi, un'antitesi e una sintesi. L'approfondimento della tesi porterebbe alla sua contraddizione, cioè all'antitesi; da esse scaturirebbe poi la sintesi, in cui tesi e antitesi vengono conservate e superate.
La ricostruzione hegeliana della storia dell'assoluto, attraverso una serie di triadi diramantesi dialetticamente una dall'altra, presenta alcuni caratteri di grandiosità; presenta anche, tuttavia, un carattere di estrema artificiosità che svuota l'intero edificio di ogni autentico valore scientifico. Il più delle volte infatti, i nessi che stanno alla base di tale ricostruzione si rivelano, ad un esame un po' rigoroso, come null'altro che vaghe analogie, associazioni imprecise, pure e semplici fantasie: il contrario insomma di ciò che siamo soliti intendere come effettiva razionalità.
Ma nonostante questa grave carenza di fondo, il piano generale perseguito da Hegel conserva un grandissimo interesse, se non altro perchè ci indica una via che abbiamo il dovere di abbandonare, malgrado il suo incontestabile fascino.
La triade fondamentale, lungo la quale si attuerebbe, secondo Hegel, il ciclo dialettico dell'assoluto, è costituita da tre momenti: nel primo l'assoluto si presenta come idea preesistente al sorgere della materia e dello spirito; nel secondo si presenta come natura; nel terzo come spirito. Questo terzo momento conclude l'intero processo con una sintesi in cui l'idea, dopo essersi estrinsecata nello spazio e nel tempo, ritrova la sua più alta e concreta espressione.
In corrispondenza ai tre momenti testè accennati, Hegel suddivise il proprio sistema in tre parti: logica, filosofia della natura, filosofia dello spirito.
giovedì 24 marzo 2011
Nube al pube
Che risate al bar ieri sera.
Un tizio commentava preoccupato la notizia che in sti giorni arriva in Italia la nube radioattiva giapponese.
Peppino, il garzone, è intervenuto dopo aver ricevuto l'autorizzazione da Massimo, il proprietario. "Ma che ce ne fotte e noi?", ha esclamato Peppino, "in Campania tra rifiuti tossici seppelliti in terra, il percolato a mare e l'arsenico negli acquedotti, sta nube tossica ce fa nu sinacchio". Applausi a scena aperta. E alcuni, manco sapevano cos'era sto percolato, in fondo l'importante è che il Napoli sia terzo in classifica a 3 punti dai biretrocessi zozzoneri. Già, poi ne riparleremo di questi nuovi fondamentalisti; sono interessanti.
Stamattina ho da fare, rimando ai prossimi giorni la pubblicazione di post più interessanti.
Solo una piccola postilla.
Prendiamo la frase: "viviamo inconsapevoli delle vibrazioni oniriche". A prima vista non si vede bene cosa cazzo possa mai significare, ma la presenza di inconsapevoli vibrazioni e oniriche la rende meritevole di un apprezzamento a prescindere. Così come altri ingredienti come tragedia, morti e malati rendono il racconto profondo ed emozionante. E' proprio vero, quando si scrive devi prescindere dai lettori - altrimenti ti passa la voglia.
Un tizio commentava preoccupato la notizia che in sti giorni arriva in Italia la nube radioattiva giapponese.
Peppino, il garzone, è intervenuto dopo aver ricevuto l'autorizzazione da Massimo, il proprietario. "Ma che ce ne fotte e noi?", ha esclamato Peppino, "in Campania tra rifiuti tossici seppelliti in terra, il percolato a mare e l'arsenico negli acquedotti, sta nube tossica ce fa nu sinacchio". Applausi a scena aperta. E alcuni, manco sapevano cos'era sto percolato, in fondo l'importante è che il Napoli sia terzo in classifica a 3 punti dai biretrocessi zozzoneri. Già, poi ne riparleremo di questi nuovi fondamentalisti; sono interessanti.
Stamattina ho da fare, rimando ai prossimi giorni la pubblicazione di post più interessanti.
Solo una piccola postilla.
Prendiamo la frase: "viviamo inconsapevoli delle vibrazioni oniriche". A prima vista non si vede bene cosa cazzo possa mai significare, ma la presenza di inconsapevoli vibrazioni e oniriche la rende meritevole di un apprezzamento a prescindere. Così come altri ingredienti come tragedia, morti e malati rendono il racconto profondo ed emozionante. E' proprio vero, quando si scrive devi prescindere dai lettori - altrimenti ti passa la voglia.
mercoledì 23 marzo 2011
Il tasto replay è più originale
Dove eravamo nel 1941? E chissà, sicuro nella II Guerra Mondiale. Forse nel Sahara a goderci le imprese della Volpe (ahahahahahah) del deserto.
E nel 1951? Oh, in quell'anno c'era la Guerra di Corea. C'erano gli americani, non so se vinsero fatto sta che la Corea sta ancora là a rompere i coglioni.
Che mi dici del 1961? Bè nel '61 ci fu la Guerra nel Laòs e la crisi di Cuba, ma del Laòs non se ne fotte nulla nessuno e a Cuba poi non successe nulla - purtroppo.
Arrivamo al 1971. Ah, la Guerra tra India e Pakistan. Non so chi riuscì a prevalere, ma i soldati di entrambi gli schieramenti avevano ottime droghe.
Trent'anni fa, nel 1981? La madre URSS invade l'Afghanistan. I soldati sovietici morirono più per l'eroina che per le pallottole nemiche.
Anni Novanata, il 1991. Guerra del Golfo. Quello stronzo di Emilio Fede si vanta ancora di essere stato il primo ad annunciarla col suo tg (?).
Nel 2001 è facile, dài. Bè sì, Torri Gemelle, Bin Laden, Saddam, le armi di distruzione di massa non trovate e cazzi vari.
Arriviamo al 2011 che è storia di questi giorni. Già, stanno rompendo il deretano a Gheddafi, dopo che Silvio gli aveva fatto il baciamano. E a quelli (soprattutto meridionali che stanno più vicini) che son preoccupati per le eventuali risposte militari libiche, che diciamo? Diciamo che non lo so, molto dipenderà dalle armi che noi stessi gli abbiamo venduto.
E nel 1951? Oh, in quell'anno c'era la Guerra di Corea. C'erano gli americani, non so se vinsero fatto sta che la Corea sta ancora là a rompere i coglioni.
Che mi dici del 1961? Bè nel '61 ci fu la Guerra nel Laòs e la crisi di Cuba, ma del Laòs non se ne fotte nulla nessuno e a Cuba poi non successe nulla - purtroppo.
Arrivamo al 1971. Ah, la Guerra tra India e Pakistan. Non so chi riuscì a prevalere, ma i soldati di entrambi gli schieramenti avevano ottime droghe.
Trent'anni fa, nel 1981? La madre URSS invade l'Afghanistan. I soldati sovietici morirono più per l'eroina che per le pallottole nemiche.
Anni Novanata, il 1991. Guerra del Golfo. Quello stronzo di Emilio Fede si vanta ancora di essere stato il primo ad annunciarla col suo tg (?).
Nel 2001 è facile, dài. Bè sì, Torri Gemelle, Bin Laden, Saddam, le armi di distruzione di massa non trovate e cazzi vari.
Arriviamo al 2011 che è storia di questi giorni. Già, stanno rompendo il deretano a Gheddafi, dopo che Silvio gli aveva fatto il baciamano. E a quelli (soprattutto meridionali che stanno più vicini) che son preoccupati per le eventuali risposte militari libiche, che diciamo? Diciamo che non lo so, molto dipenderà dalle armi che noi stessi gli abbiamo venduto.
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