sabato 23 luglio 2011

La più bella poesia mai scritta

Stamattina un'amica mi ha chiesto: qual è il tuo gusto preferito in assoluto per quanto riguarda il gelato?
Io mi sono lanciato in un accalorato panegirico del gelato artigianale, della schifezza che fanno quelli industriali e sulla panna che fanno buona solo dalle mie parti perchè non sa di ricotta fetida, ma semplicemente di panna.
Lei ha insistito e ha ribadito ancora la domanda, perchè non mi aveva chiesto di declamare le virtù del gelato artigianale nè le proprietà delle viarie panne italiche. Voleva soltanto sapere il mio gusto preferito.
Ne ho due, ho risposto. Quando prendo il gelato, mi faccio dare una coppetta media e ordino pistacchio e nutella.
Nutella?, fa lei, ma ti sembra un gusto artigianale? Un gusto da vero intenditore di gelato?
Non me ne fotte niente se sia o no un gusto da intenditore, ho sbottato, mia madre la nutella non me l'ha mai comprata e quindi io la prendo sempre quando vado in gelateria e poi è buonissima perchè ci sono dei veri pezzettoni di nutella che mi fanno andare fuori di testa.
Ora, per ricompensarvi di questa stronzata dolciaria, vi dono la più bella poesia che essere umano abbia mai scritto. E' di Giacomo Leopardi e se pensate che Giacomo era un pessimista vuol dire che v'è rimasta appiccicata la solita coglioneria scolastica. Ne riparleremo. E' inutile che replichiate se è vero o no che questa sia la più bella, al massimo potete dirmi quale sia la vostra preferita.
Per me questa è la più sublime, fantastica e magnifica mai scritta e qui comando io.
Silenzio e godete.

L'INFINITO

Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell'ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là da quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s'annega il pensier mio:
E il naufragar m'è dolce in questo mare.

7 commenti:

  1. I miei sono pistacchio e nocciola e questa poesia fa veramente schifo ;^D

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  2. ti salvo perchè ti piace il pistacchio.

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  3. pistacchio fragola23 luglio 2011 22:04

    sei infinitamente profondo e colto

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  4. senti, se ti manca il pistacchio nella fragola possiamo parlarne in privato.

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  5. Io amo il gelato al caffè, sarà che di natura sono un piccolo tonico anche io :-)

    La poesia è stupenda, perchè spiega in maniera meravigliosa la nostra forza, la mente, che va oltri i confini mai immaginati; a modo nostro siamo anche noi infiniti, divini e parte del Cielo.
    Bellissima come bello era Giacomino e il suo mondo infinito
    Buon fine settimana anche a te! :-)

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  6. Quando salirai in Etruria allora ti porterò ad assaggiare una delle panne più porno del mondo.

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  7. Pistacchio e cioccolata, ma SOLO in una determinata gelateria, che la cioccolata buona la fanno in pochi.

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