lunedì 18 giugno 2012

Shakespeare e Cupido



Stavo leggendo Il sogno d'una notte di mezza estate di Shakespeare e mi sono imbattuto in questi celebri versi pronunciati da Lisandro:
… sempre la guerra, la morte o l’infermità han cinto d’assedio l’amore, e l’han reso provvisorio quanto un suono emesso nell’aria, facile a disperdersi quanto un’ombra, breve quanto un sogno, rapido quanto la saetta intravista nella caligine notturna, che, con impeto subitaneo e capriccioso, rivela entrambi il cielo e la terra, e prima ancora che si possa dire: guarda! Le mascelle della tenebra son preste a inghiottirla. Tanto subitaneo dilegua tutto quel che risplende.
Dopo averli letti, mi sono disteso sul letto con libro, tenuto con la mano sinistra con il dito dentro per non perdere il segno, e li ho ripensati ad occhi chiusi. Li ho gustati e ruminati.
Quanti cacacazzi, quanti ostacoli e quante noie vengono a turbare l’amore fra due persone; e ho pensato a un paio di donne in particolare e a quanto la vita spesso non sia né dura né ingiusta, ma semplicemente meschina.
Poi ho preso un sorso di caffè e ho continuato a leggere perché volevo almeno finire il primo atto. Ho dovuto fare, però, un’altra breve interruzione quando mi sono imbattuto nelle parola di Elena sull’amore e sulla figura simbolica di esso cioè su Cupido:
Anche gli oggetti più umili e volgari, per quanto privi di forma e proporzione, possono essere trasformati dall’amore fino ad accoglierle, e nobile può sempre divenire ogni cosa vile. L’Amore non guarda con gli occhi, ma col sentimento, ed è per questo che l’alato Cupido vien dipinto bendato. Né lo spirito d’amore ha mai assaporato che sia il discernimento ché l’ali e la benda sugli occhi stanno a figurare per l’appunto una foga inconsulta: e si dice per questo che Amore è un fanciullo, perché tanto spesso s’inganna nella sua scelta. E come i fanciulli, nei loro giuochi, non si fan scrupolo di mancar la fede, così il fanciullo Amore è ovunque e sempre spergiuro.
Sono descritti un po’ i caratteri fondamentali dell’amore. La “cecità” dell’amore, la passione subitanea e irrefrenabile, il cambiare idea, gli spergiuri, ecc.
Manca il riferimento alle frecce che credo simboleggino il fatto che l’amore può colpire chiunque e senza preavviso, insomma quello che noi definiamo “colpo di fulmine”.
Manca, altresì, un accenno a quello che io chiamo il “fiuto economico dell’amore”. È innegabile che alcune donne vengano colpite da Cupido solo in presenza di alcune caratteristiche come ricchezza, potere o posizione sociale. Se ne fottono di tutta la poesia inerente all'amore. Capita, a volte, che la donna non sia interessata all’artista in quanto artista, cioè produttore di arte, ma a quanti soldi questo artista riesca a cavare da quello che fa.
Gli esempi sono innumerevoli, ma ora è tempo di riprendere la lettura …

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