venerdì 3 giugno 2011

Epistola a Meneceo (Lettera sulla felicità)

Ho sempre amato Epicuro per il suo modo di pensare così "modesto" e così vicino alle reali necessità e preoccupazioni dell'uomo. Questo dio degli orti che ammetteva chiunque alla sua scuola, come sempre in Grecia. Donne, puttane, poveri, erano ammessi tutti coloro che avevano voglia di dedicarsi alla filosofia, una delle poche attività libere e creatrici dell'uomo. I guerrieri, i ricchi, i cazzuti - loro non filosofano, non ne hanno bisogno. Non ne hanno il potere.
E, come ogni filosofo che si rispetti, il primo passo filosofico raccomandato da Epicuro è sempre quello di allontanarsi dal volgo. Non per snobismo, ma perchè la massa ha idee convenzionali, stupide e false.
Cominciamo col farci una risata.
Una risata in faccia a chi dice che è troppo giovane o troppo vecchio per filosofare.
Ma come? Non sarebbe ridicolo chi affermasse di essere troppo giovane o troppo vecchio per essere felice? Certo che sì.
Epicuro ci esorta, Epicuro ci sprona! A cosa?
Innanzitutto ad allontanarci dai polloi e dalle loro idee bacate e fasulle.
Non perde tempo ad essere ateo o a discutere con i baciapile sugli dèi.
Gli dèi sono immortali e beati, si fanno i cazzi loro. Pensiamo a noi, piuttosto. Non distraiamoci che il tempo è già poco e il percorso difficile!
Cerchiamo, insieme, di raggiungere quella fronesis(prudenza) frutto migliore della filosofia.
A che serve la fronesis? Serve a farci smettere di masturbarci con la morte.
Perchè avere paura di essa? Quando ci siamo noi lei non c'è, e quando c'è lei noi non siamo più. Inutile preoccuparsi dei dolori postmortem, visto che la morte è la cessazione di ogni sentire.
Occupiamoci invece di come stare bene nel corpo e nella mente e anche in questo caso dobbiamo allontanarci dal volgo che crede che il piacere sia l'eterna crapula.
Non è così. Il piacere è il soddisfacimento delle esigenze reali e naturali dell'uomo, è la cessazione dei "molesti" bisogni. Il poco, il necessario, il "naturale" - questo è il vero piacere, questo è essere epicurei!
Dobbiamo sforzarci di raggiungere quei beni che ci permetteranno di essere beati e immortali in mezzo agli uomini comuni.
I nostri obiettivi sono: lasciar perdere le concezioni del "popolo" sugli dèi, non nutrire timore nei riguardi della morte, comprendere cosa sia il bene secondo natura, sapere che il sommo dei beni è facilmente raggiungibile e facile a conseguirsi mentre il sommo dei mali ha breve durata o intensità lieve.
Come primo approccio ad Epicuro credo possa bastare; alla prossima.

7 commenti:

  1. Grande Epicuro, se fosse vivo oggi proporrebbe la decrescita!!!
    Un abbraccio

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  2. Grande!
    Epicuro testimonial della decrescita - te la rubo per i prossimi post!

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  3. Insomma della serie vivi senza giudicare gli altri,senza seguire le mode, goditi appieno quello che hai e non pensare al futuro?
    ...e se uno per natura è stoico e portato alle seghe mentali come la sottoscritta come la mettiamo? Non esiste un filosofo intermedio?

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  4. Anch'io sento molte affinità col pensiero epicureo, solo che avrei una domanda da porre al filosofo:
    come faccio a "mantenermi nel piacere" se, per raggiungere quelli primari, devo fottermi ogni giorno otto ore della mia vita lavorando per raggiungerli?
    Ti sarei grata se facessi le sue veci! :)

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  5. scusa la ripetizione, ho sonno...

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  6. risponderò al più presto e non ti scusare.
    non sono un terorista grammaticale.

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  7. Terorista eh? :)
    Allora resterò in trepida attesa.
    Nel frattempo vado al mare!

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